Libera Terra di Puglia ottimi vini dal grande valore sociale

E’ da tempo che avevo in animo di dedicare un post ad alcuni vini che hanno rappresentato, per me, ma credo anche per molti altri, una delle principali sorprese dell’edizione 2010 di Radici Festival dei vitigni autoctoni, manifestazione che fa il punto sulla produzione basata sui vitigni locali della Puglia (con una piccola appendice in Basilicata) e che consente ai fortunati degustatori che sono invitati a parteciparvi, giornalisti e wine writers, ma anche ristoratori, sommelier, enotecari born in Apulia, di capire quello che bolle in pentola in tante cantine della bellissima regione con il tacco. Avendo avuto modo di riassaggiare, a quasi due mesi di distanza, tutti i vini che hanno partecipato a Radici, in maniera ancora più meditata, trascorrendo tre giorni in un posto meraviglioso che vi consiglio caldamente di visitare, la Masseria San Giovanni – I luoghi di Pitti di Altamura (un saluto, doveroso, alla famiglia Moramarco e all’ormai caro amico Pietro Morgese) ora posso dire con sicurezza che l’impressione molto positiva che avevo riportato a Monopoli è confermata. E che ora il panorama produttivo pugliese può contare su un altro protagonista di tutto rispetto.
Sto parlando di un soggetto produttivo molto particolare com’è la Cooperativa Sociale Terre di Pugliavisitate qui il sito Internet – che opera su terreni confiscati alla criminalità organizzata pugliese puntando al recupero sociale e produttivo di questi beni, aderisce a Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e lavora in regime di viticoltura biologica certificata su terreni in provincia di Brindisi, e precisamente nella zona molto “calda”, da sempre una delle zone chiave della Sacra Corona Unita, di Mesagne, Torchiarolo, San Pietro Vernotico, su trenta ettari di vigneto, in larga parte destinati a Negroamaro coltivati prevalentemente ad alberello pugliese.
Cooperativa, Libera Puglia, Cooperativa Sociale Terre di Puglia, che oltre al vino produce Passata di pomodoro Fiaschetto bio, Olio extravergine, Tarallini e friselline bio, Pomodorini bio essiccati al sole in olio extravergine.
Tornando a Radici, la “sorpresa” si é anche trasformata in una vera e propria affermazione, visto che, come si può leggere qui, uno dei due vini presentati, il Salento Igt rosato Alberelli de la Santa 2009, si era aggiudicato il primo premio secondo la giuria tecnica di giornalisti e wine writer, lasciando dietro di sé fior di rosati splendidi – cito alcuni dei miei preferiti – come il Daunia Igt Melograno della Cantina La Marchesa, il Salento Igt Girofle di Masseria Monaci, il Salento Igt Scaloti di Cosim Taurino, il Salento Igt Mjère di Michele Calò, il Castel del Monte Petrigama di Tarantini, il Salento Igt Aruca di Santi Dimitri.
Cominciamo dal rosato, dunque, uno di quei rosati che non hanno scelto la strada facile, banale, non impegnativa, molto commerciale dei rosati furbetti, tutti profumi caramella e bon bon e gusto dolcione, che ho criticato in questo articolo pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S, ma mantiene una salda personalità, presentandosi con un colore brillante vivo luminoso, un bel rubino scarico cerasuolo, con un naso fresco, vivo complesso di salda costruzione e polpa, con note di rosa, rosmarino, lampone, ribes, equilibrato e ben asciutto, con una salda struttura, un’accentuata vinosità con un’acidità che spinge ed equilibra la materia e regala una persistenza lunga e salata e pienezza di sapore, con un ricordo di prugna sul finale. Affinato in acciaio, ma anche in botti di legno grande (non barrique, deo gratias!) anche il Negroamaro Salento Igt Filari di San’Antoni, sempre annata 2009.
Vino giovane intelligentemente moderno, caratterizzato da bella freschezza e vinosità. Grande fragranza fruttata, con note di ciliegia, rosa accenno di liquirizia a naso e salda struttura al gusto, con polpa viva, bel corredo tannico, una beva contagiosa e diretta e un finale di bocca fresco e incisivo. Ottimi vini, autentici, schietti, profumati di Salento, che diventano ancora più buoni se si pensa al valore sociale, e culturale del lavoro di questa esemplare Cooperativa (questo il suo indirizzo e-mail), cui spero tanto di poter fare visita, per stringere la mano ai responsabili, e camminare i vigneti, come amava dire Veronelli, in occasione di una prossima trasferta salentina. E’ anche questa, la Puglia che mi piace…

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