Una degustazione di “vini di territorio” in un posto che del territorio ha fatto scempio


Una discutibile scelta delle Caves de Pyrene

Spiace molto che persone intelligenti e sensibili come Christian Bucci, referente italiano di quell’ottimo selezionatore, importatore e distributore di vini di qualità in UK come Les Caves de Pyrene, per organizzare una degustazione, in programma il prossimo 6 settembre, di “vini di territorio”, o “vins de terroir” che prevede la partecipazione di piccoli produttori che fanno i vini in modo artigianale e naturale, alcuni certificati biologici e biodinamici, vignerons “indipendenti”  che condividono gli stessi valori, quelli della terra, natura, territorio e vino, non abbiano avuto alcuna cura e sensibilità nella scelta della location.
E per la loro manifestazione, annunciata qui, cui prenderanno parte diciotto produttori italiani e dove ci sarà l’opportunità di assaggiare una sessantina di vini francesi in un interessantissimo “viaggio” dai Pirenei allo Champagne, abbiano scelto nientemeno che il discusso Boscareto Resort posto tra Serralunga d’Alba e Roddino.

Per chi non l’avesse mai visto, un cubo enorme di cemento, vetro e acciaio che ha letteralmente deturpato il paesaggio dei circostanti vigneti di Barolo a Serralunga d’Alba.
Un posto di cui scritto mesi fa su Vino al vino, qui, nell’unico modo in cui oggettivamente si può scrivere, se non ci si vuole mettere delle fette di salame, anzi, dei prosciutti interi, sugli occhi, fare gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia, oppure, come hanno fatto tanti colleghi, che hanno esaltato la cucina del ristorante, le ambizioni del resort, giocare al gioco delle tre scimmiette.
Quelle che non parlano, non sentono e soprattutto non vedono. O fanno finta, per quieto vivere, comodità e conformismo, di non vedere…

Avrei voluto partecipare a quella degustazione, per la serietà delle Caves de Pyrene, per la simpatia nei confronti di Christian Bucci, perché saranno presenti fior di produttori che ben conosco e di cui amo molto i vini, ma in quel posto no, io che alla coerenza personale tengo, non ci metterò piede e quindi me ne resterò a casa.
Mi chiedo che faccia faranno i produttori partecipanti all’incontro quando, forti della loro sensibilità verso l’ambiente, vicini alla sensibilità e alla filosofia dei vini naturali, si troveranno di fronte a quella specie di “eco-mostro”…

0 pensieri su “Una degustazione di “vini di territorio” in un posto che del territorio ha fatto scempio

  1. Caro Franco,la tua scelta ti fa onore,ormai in questo Paese,tanti bravi predicatori e poi?Colgo l’occasione per una piccola frecciatina,spero me la farai passare,vedo che anche tu non partecipi ad eventi dove non sei pienamente convinto.Ciao!

  2. Pingback: Anonimo

  3. ciao franco.sono d’accordissimo! sono degli stati uniti..anzi..napa..ed è proprio da questo da gli stati uniti che odiavo e la bellezza naturale autentica dell’italia e sopratutto delle langhe. Che peccato..speriamo che non diventa un trend..altrimenti torno ..intanto sembrarano uguale!

  4. Salve Franco,
    è un piacere ritrovare quasi costantemente questa sua voce critica e coerente.
    Come non esserle d’accordo. Il mondo del vino ha bisogno di coerenza nelle scelte, tutte.

  5. Scusate ma una volta che questo ecomostro è stato costruito tanto vale utilizzarlo, no? In ogni caso non verrà mai abbattutto quindi tanto vale utilizzarlo

  6. E se facessero come si usa in Georgia, in Crimea, in Samarìa, e cioe’ dopo aver costruito dei locali attrezzatissimi, modernissimi, ben dotati di climatizzazione, elettricita’, acqua potabile, servizi e scarichi sanitari eccetera si decidessero di interrarli completamente facendoli diventare una bella cantina sovrastata da una decina di metri di terra e da una vigna? Il parco del Monte Stella a Milano e’ nato pressapoco così, tanti anni fa. L’ho visto nascere e tutti si lamentavano che venivano portati lì i detriti di tutti gli scavi che venivano fatti in giro per la citta’, insomma sembrava una montagna di mondezza. Invece poi l’hanno sepolta di terra e adesso ci sono piante alte perfino venti metri e ci si fanno i festival de l’Unita’. Secondo me, caro Franco, ti conviene andare, non tanto per non dover rinunciare ad una bella degustazione, che merita sempre, ma per vedere di persona se ci sono gli spazi per realizzare in Piemonte la prima cantina di lungo invecchiamento di vini (da affittare a metro quadro ai privati che ne volessero usufruire, o a cantinetta personalizzata con tanto di bagno, visto che ogni camera ne ha uno) in stile Lev Golitzin e per trovare volontari e sponsor di questo nuovo progetto di riciclo dell’edificio e risanamento dell’ambiente fra gli operatori stessi presenti alla degustazione. Magari ci venisse anche un Fuksas, quel comunistaccio (sic!) che prende 20 milioni di euro a progetto… per poi tirare i portaceneri a Bertolaso chiamandolo ladro in un ristorante!

  7. @ Andrea Gori
    questa giustificazione allo scempio la vedo in un geometra locale uso ad abusi edilizi e a sentirsi impunito………. “oramai che la struttura è ritta…..tanto vale utilizzarla”.
    Non dico la struttura in questione sia abusiva, non lo so e non potrei permettermi di dirlo, ma che sia uno schiaffo paesaggistico lo può vedere chiunque.

  8. @Andrea: così se vedono che funziona tra un paio d’anni ne fanno un altro…
    Mi meraviglio di Les Caves, tanti sforzi per creare un’immagine aziendale coerente e poi si scivola su queste bucce di banana.

  9. se qualcuno avesse il tempo per leggere

    LA COLATA
    Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro

    a cura di Ferruccio Sansa
    ED.Chiarelettere

    Vedrebbe quante schifezze stanno costruendo in Italia, il post di Gori si commenta da se…
    BOICOTTATE QUELLA MANIFESTAZIONE E QUEL RESORT

  10. mi piacciono gli idealisti ma mi stanno sulle palle i fondamentalisti, chissa poi se per convinzione o per un disperato bisogno di farsi pubblicità…
    e chissà se un fondamentalista è mai entrato in un eco-mostro tipo un centro commerciale qualunque per acquistare legittimamente qualche prodotto “bio” o chissà quale diabolico gadget elettronico made in china….

    ma per piacere….

    • chiamatela pure realismo, ma la vostra é pura indifferenza. Oppure la dimostrazione che non vi interessa assolutamente che quella costruzione abbia letteralmente fatto scempio dell’ambiente circostante. Ed in nome del realismo, dei posti di lavoro, degli investimenti fatti, siate disponibili a chiudere non due occhi, ma dieci… Contenti voi…

  11. …ed in quanto al filo-comunista fabio senza cognome, non è boicottando una manifestazione fatta da gente operosa e onesta che si portano avanti gli argomenti e le battaglie anche se giuste (ed io non sostengo il contrario).
    ari-cordialmente

    • personalmente non ho invitato a boicottare la degustazione. Ho semplicemente che io non vi parteciperò e non l’ho buttata sulla politica, come invito a non fare nemmeno lei o altri lettori.

  12. Non è mio uso difendere Ziliani (e il diretto interessato lo sa) ma in tal caso gli do piena ragione perchè “caro” Sergio Bianchini, gli eco mostri esistono ovunque, anzi direi che l’ITALIA ne è piena, però un ecomostro tra i vigneti, proprio quando di vino si parla, non può passare inosservato.
    A parer mio fa molto più effetto un Boscareto Report (scritto appositamente male perché sarebbe da farci una puntata) tra i vigneti di Langa che una stazione oscena a Pordenone. Cosa ne pensi della loggia che Isozaki dovrebbe costruire agli Uffizi di Firenze ?!?! O della famosa linea tramviaria che dovrebbe passare (o sarebbe dovuta passare) in Piazza duomo a Firenze?
    Ci son meraviglie che vanno rispettate, ed altri posti che volente o nolente è la mano dell’uomo moderno ad abbellirle o rovinarle.
    Chissà, visto che ora vendono pure le dolomiti magari ci fanno un bel Resort a 3500 metri, un bell’hotel di 5-6 piani, in cemento armato. POi voglio sentirvi dire “già che c’è perchè non saliamo a farci la grappetta?!?!?”
    Sarei curioso di sapere se li costruissero davanti alle vostre case certi MOSTRI

  13. Il filocomunista Fabio G. in realtà è una vita che vota Forza Nuova, e se capissi qualcosa di politica ti accorgeresti che i Fascisti veri non guardano ai soldi in quanto anti-capitalisti.
    Per tua conoscenza il Boscareto Resort l’hanno inaugurato con il benestare e la presenza di una certa Marcedes Bresso (colei che dovrebbe essere vicina agli agricoltori piemontesi) … poi si lamentano di aver perso le elezioni ma evidentemente, visto il nome “Mercedes” pensa al cemento più che alle vigne!

  14. Premetto che sarò al Boscareto alla suddetta degustazione, in quanto rappresento un azienda distribuita da Caves; perdipiù al Boscareto ci sono già stato e uscito con una pessima impressione: La vista riporta al tuo vecchio post e all’interno con il cavolo che si respira aria di Langa. Una carta dei vini furba (se ordinate Francese attenzione alle annate) ed al tempo stesso piatta e ridicola (alcune DOCG Italiane rappresentate da Vini di Imbottigliatori!!!). Mi si dice che un nuovo Sommelier stia cercando di rimediare iniziali errori, spero per loro. Apprezzo lo stile del post che denota una critica alle scelte e non un attacco alla persona di Christian Bucci o al lavoro fin qui svolto da Caves. Credo, e lo dico senza lecchinaggi, che tu abbia sfruttato al meglio il tuo diritto di cronaca e critica, proprio del tuo mestiere di Giornalista. Ci tengo a sottolineare che quando ho aderito (sempre per conto dell’azienda che mi stipendia) alla manifestazione sapevo benissimo dove sarei andato; qui entra in gioco il mio di lavoro, ovvero vendere il vino. Abbiamo ampiamente sottolineato quando la spesa per le aziende sia piccola, vero. Si tratta della manifestazione meno cara a cui aderiamo, ma non è tutto. Serve avere un posto con ampio parcheggio, servizio di ghiaccio e bicchiere e naturalmente sala; il Boschereto si è rivelato migliore per logistica e spesa, mi dispiace ma io voto si. Ci terrei anche a far notare ai più che Les Caves de Pyrene deve rispondere delle sue scelte unicamente ai produttori che rappresenta; ai quali deve portare dei risultati da queste manifestazione ( cosa che per altro fa quotidianamente), che non è la Bandierina della Coerenza ma Clienti e trade union tra aziende ed agenti. Questo è quello che ci aspettiamo. Non ti sarà certo passato inosservato un recentissimo passaggio di Radikon, che giustificava l’addio alla manifestazione parallela al vinitaly con: “hanno iniziato a girare sempre le solite persone, pochi ristoratori e rappresentanti, clientela affezionata e molti amici. L’effetto mediatico non c’è, e con esso la possibilità di far conoscere di più la nostra filosofia”, come non ti sarà suggita la frase di Soldera che descriveva il commercio del vino in mano alla grande Industria. Alla fine sta accadendo, qualcuno si accorge che non “combattendo” con armi intelligenti il vino da parte dei Vignerons non si vende più. Forse sarò incoerente, ma mi sento un pò il Bonaparte nella Campagnia di Russia..io il mercato del vino in mano alle grandi aziende non lo lascio. Boscareto o non Boscareto.

    Cari Saluti

  15. Buona Sera,
    Mi scuso per il ritardo nella risposta ma purtroppo ( o per fortuna ) fino a pochi minuti fa ero impegnato a terminare il pranzo con il mio amico Pietro del Consorzio di Torino.
    Dopo aver letto i vostri commenti tengo a precisare che sono stato io ad organizzare la degustazione e sono stato io a scegliere la “location”.
    Quindi se c’e qualcuno ( e tengo a sottolineare il SE ) che deve essere additato a colpevole , questi sono io e non certo i produttori che presenzieranno all’evento. Molti di loro non hanno mai sentito parlare del Boscereto Resort e non hanno la minima idea se sia un Eco-Mostro o meno…
    Mi piacerebbe , però, che venissero elencate quelle che erano le nostre esigenze:
    – Organizzare una degustazione in langa
    – Budget basso
    – Necessità di trovare una struttura attrezzata ad eventi di questo tipo ( bicchieri , ghiaccio , secchielli per il ghiaccio e personale addetto )
    – Struttura con sale capaci di contenere 200/300 persone
    – Struttura facilmente raggiungibile.
    Vi assicuro che , una volta messe in conto tutte queste esigenze , il cerchio si stringe notevolmente a tal punto che il Boscareto è l’UNICA STRUTTURA disponibile.
    Avevo pensato anche di farla in una delle aziende da noi distribuite ma , come Franco sicuramente saprà ,lavoriamo con piccole realtà che non sono nè attrezzate nè attrezzabili per situazioni del genere.
    L’anno passato la stessa degustazione si è tenuta a Treiso in una sala parrocchiale, ma quest’anno ( purtroppo o per fortuna ) siamo cresciuti e non ci sarebbe lo spazio necessario.
    Nella mia vita ho sempre sostenuto che non fosse importante il contenitore ma il contenuto e mi auguro che questa volta non faccia eccezione…

    P.S. Scusa Riccardo ma l’italiano è una lingua così sottile che si presta a svariate interpretazioni… Potresti spiagarmi cosa intendi per : “La scusa dell’ “economicità” del posto non suona granché bene ed esiste comunque una coerenza” perchè a mio parere sembra che tu voglia intendere che l’economicità del posto ( se vuoi posso portarti prove che il Boscareto ci costerà la metà del secondo classificato ) non sia l’unica ragione che ci ha spinto a scegliere tale “location”… Spero che tu spieghi esattamente cosa intendevi dire su questo blog oppure se preferisci in altre sedi…
    Buona notte
    Christian Bucci

  16. Prima di tutto mi chiedo perché questa diatriba, nata da un mio commento su FaceBook, debba protrarsi e dilungarsi su questioni personali per 2-3 giorni visto che Christian chiede ancora spiegazioni riguardo alle mie frasi invece di soffermarsi su altri discorsi concernenti le Archistar.
    Proverò a spiegare le frasi e il mio pensiero.
    Come hai spiegato, mi riferisco a Christian, ci sono diversi motivi per cui hai scelto il Boscareto come luogo per la degustazione annuale dell’azienda per cui lavori. Tra di essi risulta la necessità di spendere poco, come avevi accennato anche su FB, e per tale motivo, mi sono permesso di dire che a parer mio non è una scusa sufficiente per scegliere un luogo come l’Hotel in questione. Se sul piatto della bilancia inserisci oltre al Budget

    – Necessità di trovare una struttura attrezzata ad eventi di questo tipo ( bicchieri , ghiaccio , secchielli per il ghiaccio e personale addetto )
    – Struttura con sale capaci di contenere 200/300 persone
    – Struttura facilmente raggiungibile

    devi anche considerare l’impatto che questa struttura ha avuto sul territorio circostante, ciò che la sua costruzione ha causato, la lunga sequela di interventi favorevoli e contrari alla sua realizzazione e, infine, chi rappresenta Caves de Pyrene.
    Se lavorassi per Batasiolo, Zonin, Antinori o via discorrendo (cito aziende di grosse dimensioni senza soffermarmi sulla loro etica professionale) probabilmente avrei potuto chiudere un occhio sulla scelta del luogo, ma rappresentando aziende come Iuli, Princic, Foradori, Podere Concori, Fattoria San Lorenzo, Jean Foillard, Belluard (per citarne alcuni) che stanno cercando di sensibilizzare e fidelizzare i loro clienti attraverso pratiche colturali rispettose della natura e, anzi, miglioratrici della natura stessa (per non usare termini Biologici-Biodinamici) trovo controproducente ed incoerente (per non dire ridicolo) presentarle tra le mura di un Resort che ha suscitato tanto scalpore per le dimensioni, la quantità di cemento, l’orrenda architettura priva di materiali ecocompatibili e, dulcis in fundo, che ha causato enormi sbancamenti e piccole frane.
    Se vogliamo fare come l’elefante che si nasconde dietro ad un dito soffermandoci sulla necessità di vendere dei prodotti, mi spiace ma io continuerò a vedere l’elefante perché se da un lato è vero che chi lavora ha diritto di vivere del suo lavoro in maniera dignitosa, dall’altro mi chiedo il motivo per cui si continui a parlare del rame come un metallo pesante che avvelena la terra, dello zolfo che è spesso estratto dal petrolio, dell’utilizzo di lieviti, enzimi, tannini, trucioli e biotecnologie, delle centrali frigo nemiche oppure indispensabili in alcune aree produttive, della solforosa si, no, quale, quanta? dell’anfora, delle vasche in cemento, in acciaio, in legno… e via discorrendo.
    Se bisogna vivere, campare del proprio lavoro e vendere, allora non lamentiamoci se il nostro-vostro-mio produttore di riferimento è costretto ad utilizzare il Teldor (Fenexamide) per fermare l’ondata di botrite che sta prendendo il sopravvento quasi ovunque in questo periodo. Il fine giustifica i mezzi lo diceva Machiavelli ma tra le righe anche chi ha organizzato questo evento ed io, personalmente, non sono proprio d’accordo.

    Concludo citando una frase di un amico di cui nutro profonda stima.

    “Ecco dunque il senso del produrre naturale: restituire i mezzi di produzione alle mani di chi produce, recuperare coscienza del proprio lavoro, del proprio posto sulla terra, recuperare sapienza ed essere padroni del proprio destino, anarchici guerrieri della scienza asservita non al profitto ma alla vita, lussuriosi dispensatori di piacere e cultura, condividere questa conoscenza che assieme a quella degli altri si arricchisce e migliora, il sapere non si possiede, si vive.”

    • e questa volta non posso che dare totalmente ragione a Riccardo, e sottoscrivere quando annota: “trovo controproducente ed incoerente (per non dire ridicolo) presentarle tra le mura di un Resort che ha suscitato tanto scalpore per le dimensioni, la quantità di cemento, l’orrenda architettura priva di materiali ecocompatibili”. Peccato, da le Caves de Pyrene c’era da attendersi ben altra sensibilità e non un ragionamento freddo e pragmatico.

  17. In genere quando si usa la parola ecomostri ci si riferisce a strutture abusive. Io non ho seguito la storia del Boscareto resort, per essere sincero non ne conoscevo neanche l’esistenza, ma ritengo, perche’ nessuno ha detto il contrario, che sia una struttura sorta legalmente. Per me fa una certa differenza se e’ legale o illegale, specialmente in un paese come l’Italia dove spesso si fatica a fare questa elementare distinzione. Dopodiche’ puo’ sicuramente continuare ad essere brutta, persino mostruosa, ma sta li’ con una certa ragione di diritto, e certo che in Italia di architettura mostruosa e’ purtroppo pieno il paese.
    Non so se questo sia un mostro o se sia ecomostro, mi faro un idea piu’ precisa quando verro’ il 6 di settembre alla degustazione, pero’ voglio spezzare una lancia a favore di Christian Bucci e de Les Caves, di cui conosco l’impegno, la dedizione e la serieta’. Sono sicuro che se ci fosse stata un alternativa credibile l’avrebbero presa in considerazione.
    Da questa discussione e’ pero’ evidente come in Italia sia difficile pensare ad uno sviluppo sostenibile del territorio, in continuo sbilanciamento verso il non fare nulla e il produrre scempi. I secondi andrebbero evitati, ma non e’ pensabile che in una zona importante per il vino non sia possibile trovare strutture di accoglienza per 200/300 persone per fare una manifestazione sul vino, come mai?
    Tanto per chiarire i miei conflitti di interesse: sono amico di Christian da molti anni, adoro i vini di Les Caves, che sono anche i miei importatori in UK, e in piu’ la mia azienda rappresenta Les Caves nella provincia di Grosseto. Peggio di cosi’… 🙂

    • Gianpaolo, é assolutamente ovvio e io l’ho scritto sin dal primo momento, che la struttura, anche se dotata di un impatto devastante sull’ambiente circostante é ASSOLUTAMENTE IN REGOLA. Questo non si discute.
      Non sono d’accordo con te quando scrivi: “se ci fosse stata un alternativa credibile l’avrebbero presa in considerazione”. Non basta dire che non c’erano alternative, che se ci fossero state sarebbero state prese in considerazione. Non é una giustificazione sufficiente per spiegare che una degustazione di “vini di territorio” possa aver luogo in un posto dove, del magnifico territorio dei vigneti di Nebbiolo da Barolo di Serralunga, si é fatto strame…

  18. Un ecomostro è un edificio o un complesso di edifici considerati gravemente incompatibili con l’ambiente naturale circostante.
    Il termine fu coniato da Legambiente.

    Fonte Wikipedia

    • Christian, non v’é giustificazione, almeno secondo il mio punto di vista, per la scelta di quel posto, con la contraddizione palese e flagrante tra i pensieri, la filosofia, l’etica di buona parte dei produttori di vini naturali che saranno presenti, e l’assoluto non rispetto dell’ambiente di cui quel Resort é testimonianza. Non c’erano alternative possibili? Allora meglio non fare la degustazione e non pregiudicare, con una scelta sbagliata, la credibilità, l’immagine di serietà, la coerenza della politica delle Cave de Pyrene. Mi diano pure del “fondamentalista”, ma questa é la mia convinzione. Quella che mi porta a non essere presente, il 6 settembre, alla tua iniziativa.

  19. Allora, per capire meglio la questione, per chi come me non l’ha seguita a suo tempo, c’e’ qualcuno che ha voglia di spiegare quali sono i problemi al territorio creati dal Boscareto Resort?

    • Gianpaolo, leggiti il mio post di qualche mese fa. E poi quando ti troverai in zona (ti consiglio di arrivare al Boscareto arrivando a Serralunga d’Alba via Monforte d’Alba, strada bellissima, tra l’altro) ti darai facilmente da solo una risposta…

  20. Caro Franco , come già detto più volte , mi dispiace ( sinceramente ) che tu non voglia venire.
    Rispetto il tuo punto di vista e mi augureri che anche il nostro venisse capito.
    Les Caves de Pyrene non è un’associazione no profit , udite udite !!, e dunque per sopravvivere dobbiamo vendere.
    Non distribuiamo Batasiolo, Zonin o Antinori , ma piccole realtà come Roccalini , Anna Martens e Clos Lapeyre , aziende che quasi nessuno conosce e che richiedono uno sforzo importante per essere vendute.
    Cerchiamo di creare eventi per poter permettere ai clienti di assaggiare questi prodotti e per fortuna di mese in mese aumentano le persone interessate. Detto questo organizzare la nostra degustazione annuale non è certo uno sfizio , ma una NECESSITA’ VITALE per noi e per le aziende che rappresentiamo.
    Se la nostra ( mia ) scelta sarà stata :”controproducente ed incoerente (per non dire ridicola)” saranno i risultati a dirlo…
    Personalmente , mi spacco la schiena girando l’Italia in macchina ( si lo non è esattamente bio , potrei usare un cavallo…) 320 giorni l’anno per cercare di promuovere i vini che ci piacciono , facendolo con passione , serietà e dedizione.
    Credo che sia questo che dovrebbe darci :”la credibilità, l’immagine di serietà, la coerenza “…
    Buona giornata

  21. Mi sono letto il post piu’ vecchio di cui al link sopra, comprese le risposte dell’ex sindaco che lo difende e tutti gli interventi. Fondamentalmente l’idea che mi sono fatto dalle foto e dai commenti e’ che sia il Boscareto Resort sia brutto. Tutto qui? Si puo’ mettere in dubbio la serieta’ e la coerenza di un distributore di vino perche’ decide di fare una degustazione in un hotel brutto ma per lui conveniente? Rispetto le opionioni di Franco e di quanti altri intervenuti, ma io non sono d’accordo.

    Qui si tira in ballo “l’etica”, sostenendo che una ditta che rappresenta aziende “eticamente” impegnate non puo’ fare una degustazione in un luogo che disturba l’etica, e direi sopratutto l’estetica, di altri. Io dico che quando l’etica, come nella vendita di alcuni vini, diventa strumento di marketing diventa pericolosa per due ragioni: la prima perche’ l’etica di ognuno puo’ essere diversa da quella di un altro, e basterebbe vedere quale sarebbe il destino di una classe dirigente inquisita e puttaniera in nazioni con un etica diversa da quella italiana. Secondo perche’ l’etica di una persona non riguarda solo come coltiva la vigna, e non mi piace chi da solo si assegna medaglie di superiorita’ morale solo perche’ e’ biodinamico o biologico.

    Proprio per questo motivo, almeno mi piace pensare, non ho MAI sentito Christian Bucci dire: “compra sto’ vino, e’ etico (o biodinamico, o naturale)”, semmai “compra sto’ vino, e’ buono, sa di territorio, e’ bevibile, e’ elegante, ecc. ecc.”. Ed e’ per questo che andro alla degustazione al Boscareto, per assaggiare vini buoni, interessanti, ecc., in un posto (forse) brutto ma comodo.

  22. Il Boscareto oltre ad essere brutto, ha snaturato il paesaggio di una collina e causato qualche problema a chi possedeva vigneti nelle vicinanze. Essendo la langa una zona altamente franosa, gli sbancamenti causati per la costruzione hanno e forse potranno ancora causare qualche piccola frana come accaduto durante l’inverno 2008/2009.
    Detto ciò mi spiace constatare come Christian “faccia orecchie da mercante” e, addirittura, sbeffeggi i produttori Biodinamici per il loro mancato utilizzo del cavallo.
    Se ognuno di noi facesse qualcosa per rendere migliore questo posto forse nel futuro vivremmo meglio ma, il concetto del profitto è ancora una questione fondamentale.
    Spero e mi auguro di non vedere Caves de Pyrene presente a saloni quali “Vini Naturali” di Roma o “Vino Vino Vino” di Cerea/Verona, perché proprio per questa mancanza di etica, questo sbeffeggiamento nei confronti di chi fa qualcosa per il pianeta, striderebbero in saloni di tal genere anzi, penso e sono sicuro che il Vinitaly giovi molto di più per profitti e presenze. Non sopporterei vederlo presentare i sui vini adducendo ad una fermentazione naturale, alla mancanza di pesticidi e via discorrendo. Ma probabilmente, anzi sicuramente, i banchetti a queste fiere son più economici di un qualsiasi stand della fiera Veronese.
    Mio padre m’ha insegnato che a metter due piedi in una scarpa escon le vesciche!

    PS mi spiace constatare come il commento di tale “picchio” non sia stato preso in considerazione perché spiega molto bene la situazione alla quale sia io che Ziliani facciamo riferimento!

  23. Caro Riccardo ,
    secondo me tu dovresti farti vedere da uno bravo… Ma molto bravo!!
    1) Faccio orecchie da mercante su cosa?
    2) Non sbeffeggio nessun produttore biodinamico , quella del cavallo era una provocazione relativa al fatto che effettivamente , girando con la macchina si inquina… e con il cavallo l’inquinamento non ci sarebbe.
    3) Mi auguro che Les Caves de Pyrene possa ancora fare quello che ritiene più opportuno senza dover avere prima la tua approvazione
    4) Ma di quale etica parli? Per me è etico permettere a dei piccoli produttori di avere visibilità e di non fallire in quanto non riescono a vendere!!!
    5) Mi piacerebbe che tu mi dimostrassi cosa fai per render questo mondo migliore… Quello che cerco di fare per i piccoli produttori puoi chiederlo direttamente alle aziende che rappresentiamo, in Italia ed in UK.

    • questa volta devo dare ragione a Christian (e non per cerchiobottismo…), perché mi sembra che nel suo ultimo commento Riccardo abbia francamente esagerato. Io non voglio in alcun modo mettere in croce il buon Bucci e le Cave de Pyrene, dico solo che, in questo caso, hanno francamente toppato. E peccato di sensibilità

  24. Specifico meglio il punto 2) in quanto non vorrei essere nuovamente frainteso…
    Intendo dire che IO inquino girando con la macchina , mentre se usassi un cavallo inquinerei meno…

  25. @Riccardo. Solo una curiosita’, c’e’ qualcosa di strano se al vinitaly ci vanno anche i biologici e i biodinamici? No, perche’ mi pare che questa fosse la tua opinione a leggere il tuo post su Amici di Vini, dove riporti questa frase:
    “…l’idea di riunire in un unico spazio tutti quei produttori che costringevano i vari operatori del settore e gli appassionati a dividersi tra Cerea, Villa Favorita e Vinitaly. Contadini biologici e biodinamici che siano agglomerati sotto lo stesso tetto all’interno di uno dei padiglioni fieristici veronesi.
    Un’idea che avevo espresso prima dell’inizio delle danze veronesi ma che il “buon” Franco Ziliani (che si fa bello sulle spalle degli altri) ha ripreso in concomitanza con Slow Food, definendola una notizia “Bomba” con buona pace all’anima di Maurizio Mosca.”
    http://www.amicidivini.com/dblog/articolo.asp?articolo=224

  26. @SERGIO BIANCHINI Il cognome non c’è è vero, ma ha messo il link al suo blog, non sarà difficile identificarlo.

    Se ho ben capito possiamo dire che Boscareto fa schifo, ma non c’era niente di meglio, visto che la manifestazione si doveva fare in Langa necessariamente.
    Posto che Les Caves è libera di fare il diavolo che le pare, tanto più se le conviene, si sottolineava come questa scelta potrebbe essere percepita come incoerente da parte dell’azienda(o ONLUS non ho ben capito).
    Credo comunque che Christian abbia ben argomentato visto che afferma che sceglie i vini che promuove per il suo gusto personale e non in base alle tecniche di produzione(biologiche o biodinamiche)e che quindi non deve sottostare, ammesso che avesse dovuto, ad alcuna coerenza in materia.
    Purtroppo il dialogo in forma scritta porta spesso a creare incomprensioni e credo che questo sia anche il motivo per cui Ziliani ha manifestato l’intenzione di orientare il suo blog verso argomenti più epicurei.
    Ciononostante ogni tanto ci ricasca…

  27. eh eh Ziliani mi piace un sacco. Uno dice un suo parere (LUI), un suo punto di vista, condivisibile o meno e diventa subito paladino di una o nemico dell’altra parte. Che meraviglia di posto che è la Terra. 🙂
    Di sicuro Ziliani dimostra un suo certo Fascino e Potere e forse il suo parere, per chi ha scritto, è decisamente importante. Forse Ziliani orienterà le masse di chi acquisterà? di chi verrà lunedì? di produce vino naturale? di chi erigerà il prossimo simil Boscareto?
    Io apprezzo ciò che dice, e lo capisco pure. Sono sia imprenditore, e idealista e realista occupandomi di ambiente tutto il santo giorno.
    Dopo di chè sto con quei Vignerons che hanno dato mandato a Les Caves di rappresentarli e che a più riprese, sì proprio loro, proprio quelli che lavorano con le mani nella terra, lo hanno difeso e hanno difeso la scelta.
    Non sono stati costretti ad andare il 6.
    Di certo una scelta migliorabile, non v’è dubbio alcuno. E anche dalle parole di Christian questo si evince bene.
    Dopodichè non credo che il Boscareto si boicotti semplicemente non andandoci a presentare i propri vini. Se Ziliani & c. (intendo gli abitanti di quelle zone che sono di certo molto più sensibili che chiunque altro) sono intenzionati davvero a vedere chiuso quel posto, si costituiscano in gruppi organizzati e da organizzati organizzino interventi seri, coordinati, precisi e dettagliati. Con il chiaro obiettivo di FARLO CHIUDERE.
    Io, come detto, sono imprenditore e delle chiacchiere me ne faccio poco.
    Sennò quello che ne deriva è che Les Caves è brutto e cattivo….ma il Boscareto rimane li.
    E come si dice dalle nostre parti, si batte la sella per non battere il cavallo.
    Si doveva boicottare molto prima come quando i miei amici di Legambiente di Barbariga sono riusciti a fermare la costruzione di un inceneritore da 100 milioni di euro. Ci hanno messo 10 anni di lotte, di sit-in, di articoli sul giornale ect. Ma alla fine la centrale non si è fatta. E continuano a fare iniziative per sventare quanti, a vario titolo stanno rovinando il nostro paese.
    Prevenire è meglio che curare.
    E curare, oggi, non significa prendersela con Les Caves.
    Questo è ovviamente il mio personale punto di vista 🙂
    Amen 🙂

  28. Chiedo scusa a Christian, effettivamente mi sono espresso male, non riuscendo in poche righe ad inquadrare il mio discorso.
    Fin’ora è stata giustificata la manifestazione al Boscareto per necessità commerciali, fatto plausibile come già detto, ma le cantine rappresentate da Christian sono (da ciò che ho capito incontrandolo a Vini Naturali, e l’ex ViniVeri) aziende che hanno alle spalle metodi di produzione Bio con una certa etica produttiva. Qui, tra queste righe, invece, si fa riferimento a piccole cantine, di territorio che praticano una viticoltura artigianale senza nessun’accenno alla biodinamica.
    Dove sta la contraddizione? A mio modesto parere nessuno punta il dito sui produttori artigianali, anzi ben vengano, ma sembra che la presenza o meno alle fiere da me citate sia solamente per questioni commerciali. Al momento è più facile farsi conoscere tra i banchetti di Cerea o di Roma tra un Bea e un Dottori, piuttosto che nel marasma della fiera Veronese del Vinitaly.
    Tutti sanno che la biodinamica nasce da concetti filosofici indetti nel 1924 da Steiner e, per tale motivo, i veri ed assidui credenti in queste pratiche cercano di raggiungere armonia con la natura per un vivere migliore.
    Chiudere gli occhi davanti al Boscareto per organizzare una manifestazione non è a mio avviso un pensiero Steineriano, anzi, per tale motivo, comincio a dover dare ragione a Giovanni Arcari quando, nel gennaio di quest’anno, sul suo blog Terra Uomo Cielo, espressa la sua perplessità con un articolo dal seguente titolo:

    -Vini Veri, Naturali e Sinceri: filosofia di vita o “strategia commerciale”?-

    l’articolo è forse stato formulato male causando un gran rumore ma il concetto si è delineato nel tempo.
    Che i vini di Les Caves siano buoni è fuori dubbio, che però si debba intraprendere una strada coerente sia nelle vendite, sia nell’immagine che l’azienda ha il dovere di mostrare, rappresentando delle realtà di un certo livello, è altrettanto necessario.

    Spero di essermi spiegato meglio.

    Per quanto concerne il mio post sul mio sito che Giampaolo ha immediatamente colto, ammetto di non aver capito la domanda ma provo a chiarire ad ogni modo.
    VinNatur e ViniVeri si sono divise anni fa, e per tale diatriba ha causato enormi problemi e fratture all’interno di un movimento che cominciava a dire la sua ancor prima dell’insorgere della moda bio attuale.
    Riunirle sotto uno stesso tetto magari prendendo un tendone al Vinitaly, gioverebbe a chi vuole conoscere questo mondo e, ai tanti che per motivi di tempo non riescono a presenziare a tutte le manifestazioni.
    Avete mai notato che ViniVeri dura 3 giorni (gio-ven-sab) e VinNatura (dom-lun)… peccato che il 90% dei ristoratori siano liberi solo un giorno alla settimana e, per forza di cose, una delle due manifestazioni sono costretti a saltarla.
    Realizzare un movimento forte, importante, come i Vigneron Independant Francesi in chiave Bio, darebbe una svolta importante.

    Ora, però, la mia domanda è un altra e mi rivolgo a Giampaolo che, se non ho capito male è rappresentato proprio da Les Caves.
    Per te Biologico o Biodinamico, è una moda o una chiara presa di coscienza per la salvaguardia naturale del nostro patrimonio viticolo? Perché, altrimenti, non capirei la tua presa di posizione pro OGM, ma so che è un altro discorso e non voglio sviare dal tema del post.

    http://poggioargentiera.com/blog/2009/02/24/contro-la-disinformazione-sugli-ogm/

  29. Gli “Armadiili” ci saranno il 6 settembre, eccome se ci saranno! Tutta questa querelle ci sembra inutile e carica di ipocrisia, noi ci andremo per la bonta’ dei vini rappresentati da Christian Bucci e commercializzati attreverso “Les Caves”.
    Tutto il resto ci sembra ipocrisia bella e buona. Che cosa significa boicottare quest’evento per il luogo dove viene fatto? E’ come non comprare una Fiat perchè ti sta sul culo Lapo, è come non andare a mangiare da Lorenzo perchè ci vanno i calciatori o i miliardari russi, è come non comprare un Pc perchè se no arrichisci Bill Gates che ha una casa orrenda a Big Sur e come.. te ne trovo mille contraddiziuoni in cui cadete giornalmente anche voi puristi del web, il grande Toto’col suo carico di ironia direbbe “ma mi faccia il piacere”!!..
    Magari il posto (il Boscareto) non piace neanche a noi Armadilli che lo troviamo meno attraente dello studio del nostro dentista e a cui mancano solo i ghiaccioli che scendono dal soffitto (grazie Hazel), ma boicottare e crocefiggere Christian Bucci per questa scelta no, non ci sembra eticamente corretto. Magari poi non finiremo la serata lì a “La Rei” ma alla “Locanda dell’Arco” di Cissone probabilmente piu’ in sintonia col nostro pensiero, ma il 6 ribadisco noi ci saremo Boscareto o non Boscareto..

    ps Franco, mi dispiace che tu non ci sia, ti avrei guidato alla scoperta di Jean Foillard e Frederic Cossard, roba buona, altro che Kurni! 😉

    ps2 ma non l’avevi chiuso sto Blog?
    (non centra niente ma lo sai che sono invidioso delle tue giacche, un giorno o l’altro mi dirai dove le prendi..)

    a bientot
    Lucien

  30. Ultimo intervento , lo giuro , anche perchè non ce la faccio più…
    Primo: non rappresentiamo in Italia Poggio Argentiera…E’ lui che rappresenta noi su Grosseto.
    Secondo: Riccardo se ancora non ti fosse chiaro noi distribuiamo i vini che riteniamo validi… Siano essi biologici , biodinamici o convenzionali.
    Io credo che se un vino è buono è buono… Punto!
    Per “caso” la maggior parte dei vini che noi rappresentiamo/vendiamo/selezioniamo/beviamo sono biologici o biodinamici.
    Quindi , se dovrò presentare i vini di Foillard , Cossard , Lapeyre , Boulard , Podere Concori , Pian dell’Orino , Trinchero etc. etc. presenzierò Vino Vino Vino , o Villa Favorita o Vini Naturali a Roma perchè quello è il luogo adatto per quei produttori.
    Se dovrò presentare Marega , Tenuta San Basilio , Domaine Gérard Fiou che noi rappresentiamo e di biologico o biodinamico non hanno niente magari andrò al Vinitaly , perchè quello è il posto dove devono essere presentati.
    Magari è una mia sensazione sbagliata ma , Riccardo , nel tuo ultimo intervento mi sembra che dicendo :”Che i vini di Les Caves siano buoni è fuori dubbio, che però si debba intraprendere una strada coerente sia nelle vendite, sia nell’immagine che l’azienda ha il dovere di mostrare, rappresentando delle realtà di un certo livello, è altrettanto necessario” tu intenda che noi dovremmo vendere o vini Bio o vini convenzionali.
    Bene è esattamente l’opposto di quello che io e Les Caves crediamo e comunichiamo da sempre ( Les Caves ha iniziato a commerciare vini Biodinamici quando l’unica bevanda che tu bevevi era latte… )
    Noi crediamo che il punto centrale sia il Vino. In tutte le sue declinazioni barrique o no , botte o acciaio , bio o biodinamico. Noi e lo ripeterò fino alla morte , scegliamo i vini che a noi piacciono.
    E sfido chiunque a sostenere che per vendere un vino io abbia MAI detto: compralo è buono perchè è BIODINAMICO.
    Caro Riccardo , io credo ( spero tu non la veda come un’offesa ) che sono le persone con i paraocchi come te che stanno pian pianino rovinando il movimento dei vini naturali…
    @Lucien Grazie! Se ce la faccio vengo anch’io a Cissone!!

  31. LUcien è cosa c’è di male se non compro Fiat per il modo in cui gli Agnelli si fanno i loro interessi a discapito di operai e stato, se non compro Made in China perché è uno stato che sfrutta il popolo, se non vado all’Hollywood o ceno dove so che la provenienza dei loro cibi è straniera, se sto attento a cosa compro al supermercato non tanto per il marchio Bio ma per la località in cui è prodotto un alimento (sono della provincia di Treviso e di certo non compro le uova provenienti dalla provincia di Bologna se trovo quelle provenienti magari da più vicino), ognuno ha il suo modo di vedere le cose e non è questione di stupidità o fondamentalismi ma semplicemente di sensibilità.
    Ho notato molta più sensibilità ed attenzione al territorio in Germania e Francia che da noi in Italia ma, onestamente non mi stupisco vedendo questa serie di interventi in cui se un’oscenità è stata costruita allora sarebbe meglio utilizzarla…
    (Già che in campania tutti buttano la munnezza sulla stada, bhè facciamolo anche noi)
    Penso comunque che il pensiero di Franco e di chi lo difende o la vede allo stesso modo non sia stato capito perché la gravità non è tanto nella struttura, da ciò che ho dedotto non avendola mai vista, ma nel luogo in cui è stata costruita, un luogo che a parer mio meriterebbe l’approvazione di “PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA'” alla pari delle Deolomiti o di Venezia… allora si che per costruire sarebbero “cazzi”.

    Per quanto riguarda i vini sia Foillard sia Cossard non sono di certo i miei punti di riferimento nella loro tipologie, anche qui, punti di vista!

  32. @Riccardo. Ti riferisci alla mia posizione sugli OGM? E’ nota piu’ o meno a tutti, io sono a favore (o meglio dire, non sono contrario per principio). E secondo me, specialmente per gli OGM che hanno resistenze alle crittogame e agli insetti, e’ una scelta che favorisce l’ambiente. Ma lungi da me aprire il capitolo OGM su Vino al Vino, perche’ non voglio che questo post si trasformi in qualcosa d’altro.

    Les Caves de Pyrene non vendono i miei vini in Italia, e’ semmai vero che una mia azienda li rappresenta nella provincia di Grosseto, con grande soddisfazione, mia e spero di Christian. Les Caves de Pyrene sono riconosciuti a livello europeo come una delle piu’ importanti distribuzioni di vini cosidetti “naturali”, e lo hanno fatto senza mai basare il proprio lavoro sull’intolleranza, dividendo il mondo del vino in buoni e cattivi. Nella vendita dei loro vini, e questo vale anche per l’Italia, non hanno mai sfruttato il biodinamico o il biologico come moda, certamente rendendo un servizio alle aziende che si avvalogono di questi sistemi di produzione. Sono sicuro che un cattivo servizio viene invece loro reso a quanti vogliono esasperare i toni, il che sicuramente contribuira’ a farli diventare mode, sette che si disigregano i diecimila rivoli, infiniti dibattiti su chi e’ piu’ “etico”. Questo non mi interessa minimamente. Tanto piu’ che tutto questo discutere di una supposta superiorita’ etica di chi questi vini li produce, viene fatto con toni da guerra di religione, con una veemenenza tale da far riflettere sul presunto equilibrio con la natura e il mondo che tali persone pretenderebbero di possedere. Come mai sono sempre incazzate con il resto del mondo?

    Quando si parla di coerenza delle proprie posizioni, come giustifichi tu il fatto di intervenire in questo blog, quando solo qualche mese fa hai definito Ziliani come uno che “si fa bello sulle spalle degli altri”?

  33. Riguardando le immagini di Boscareto, che Franco ci ripropone, non ci si può non chiedere come mai gli amministratori pubblici abbiano autorizzato una tale bruttura (senza volerla buttare in politica, non si può fare a meno di avere brutti pensieri sui “criteri” che li ispirano).
    E se è vero (come sostiene qualcuno qui sopra) che un brutto contenitore non cambia la sostanza del contenuto, è anche vero che ne modifica molto la percezione, quanto meno mette a disagio.

    Inoltre, credo che la categoria dell’estetica sia spesso fraintesa e vilipesa: spesso la si confonde con “l’aspetto superficiale di qualcosa”, invece dovrebbe essere il risultato di scelte etiche.

    Peccato che vini nati da scelte spesso faticose e da pensieri riguardosi siano presentati in un luogo che fa a cazzotti con le loro storie…(paesaggio e ambiente sono due àmbiti cugini).
    Ma ciò sia scritto senza voler crocifiggere chi ha fatto questa scelta.

  34. Chiarimento doveroso: “Ma ciò sia scritto senza voler crocifiggere chi ha scelto di presentare quei vini in quel luogo che deturpa il paesaggio circostante”.
    (perché penso che non abbia potuto fare altrimenti)

  35. @ Riccardo,mi complimento con Lei per il ventaglio degli
    argomenti trattati,sempre in tema e,con idee non nebulose
    ma chiare e cristalline,senza arrampicarsi sui cristalli.
    Altri ricordano tanto,quelli che…fate quello che dico e
    non quello che faccio,ed ilcadere nelle offese personali,
    dimostra di non avere idee ed argomentazioni sostenibili.

  36. Franco non mi venga a dire che non sapeva della mia poca simpatia nei suoi confronti, mi farebbe cadere dalle nuvole. Ci siamo scritti in modo più o meno distante in privato diverse volte e non ho mai fatto segreto di ciò che penso di alcune sue prese di posizione. Atteggiamenti, giudizi e opinioni riguardo ai vini sono spesso state in disaccordo con i miei, non lo nego e non lo negherò mai perciò la frase che Giampaolo ha riportato sopra è solo la punta di un iceberg.
    Il fatto di essere una persona democratica e con una certa visione non mi nega di chiudere gli occhi davanti ai suoi interventi che appoggio, questo come quello su Brunello…! Altrimenti farei la fine di chi chiude gli occhi e non vuole vedere il BOSCARETO e la sua collina deturpata.
    Meglio sinceri e visibili (dato che il mio blog è pubblico) che finti e subdoli, questo lo deve accettare, fa parete della mia coerenza e in ciò siamo abbastanza uguali.

  37. @Giampaolo da qualsivoglia disciplinare del biologico è tassativamente esclusa la possibilità di utilizzare OGM. Dunque la contraddizione è evidente, poi siamo sicuri che gli OGM a lungo andare siano resistenti a insetti e crittogame?
    un certo darwin spiego l’evoluzione della specie e, per quello che ne sappiamo noi, anche gli insetti potrebbero mutare … (argomento chiuso, almeno qui!)
    R

  38. @Christian (ho visto solo ora il tuo intervento altrimenti avrei dato una risposta unica) ben vengano le persone come me che rovinano il mondo del vino naturale… fidati, non è un offesa ma un complimento, mi chiedo solo come uno faccia a sapere quando presenti dei vini chi e cosa stai rappresentando, dovrebbe fidarsi di te… forse!

    comunque avanti con le provocazioni, c’è posto…! mi fa sorridere che in una tua visita di poco tempo fa ti siano piaciuti molto i vini, sorpattutto un bianco, se fossi così rovinaNaturale probabilmente non l’avresti preso in considerazione dato che li dentro, di mio, c’è molto!

  39. Mi intrometto nella discussione da profano del vino, sicuramente da bevitore non di bocca buona, ma da tecnico di altro genere.
    Sono un architetto della zona, Barbaresco è la mia terra, conosco la realtà dei piccoli produttori vinicoli, mio fratello è uno di essi, apprezzo che ci siano delle aziende che credano nei piccoli imprenditori del vino, è una filosofia che condivido in pieno.
    Non conosco Christian Bucci personalmente, vorrei quindi sbilanciare il discorso sull’ecomostro, frutto di non so quali mal di pancia edilizi! Non voglio neppure giudicare l’architettura del resort, perchè non c’è traccia di architettura in quella… costruzione. L’architettura è altra cosa! Quello è un monumento celebrativo alla bulimia edilizia che divora ettari ed ettari di terra agraria ogni anno, che ammorba l’intero territorio italiano, che uccide i piccoli produttori.
    Faccio parte dell’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero sin dalla sua fondazione; in questi anni l’OdP, composto da molte associazioni culturali ed ambientaliste della zona, ha seguito l’ecomostro e tanti altri suoi fratelli, pronunciandosi in merito e battagliando contro di essi. Vi invito a visitare il nostro sito (www.odplangheroero.net), vedrete nell’archivio stampa che nell’aprile 2008 stavamo già interessando e scuotendo l’opinione pubblica in merito.
    Non ci sono giustificazioni per il resort, in Langa non ce n’è bisogno, il paesaggio non ne ha bisogno, il territorio non ne ha bisogno! Il fatto chiaro è che “cose” come il Boscareto resort non dovrebbero esistere. Purtroppo non è l’unico. Ma allora dove si potrebbe andare per organizzare una degustazione? Questa è una vera difficoltà dalle nostre parti, perché come il Boscareto ce ne sono altri simili, belli evidenti purtroppo. Per fortuna ci sono altrettante magnifiche location, meno appariscenti e forse un po’ più difficili da identificare.
    L’unico contento pare essere l’ex sindaco, che ha concesso la variante parziale al Piano Regolatore per consentire ad un singolo imprenditore di costruire il suo colosso, modificando l’assetto geologico di un intero crinale e togliendo a tutti gli altri cittadini il diritto di godere del paesaggio che, vorrei ricordare, non appartiene a qualcuno in particolare, ma a tutti! Magnifico è il panorama che si gode dal resort, le colline, i vigneti, il castello di Serralunga… gli ospiti spendono bene i loro soldi per la cartolina che gli si offre. Tutt’altro che stupidi a farlo proprio lì! E noi che siamo nella cartolina? Noi che facciamo parte del bel quadro e che vediamo il resort dalle colline, dai vigneti, dal castello?
    Il Boscareto sorge sulle ossa di un sacco di proteste; la sua costruzione, parafrasando l’ex sindaco, ha rimpinguato le casse del Comune di Serralunga sanandone il bilancio per… quanti anni? 2 – 3 – 5? ma la sua grossa carcassa per quanti decenni ci starà sotto gli occhi? Le piante, cresceranno intorno e noi ci abitueremo a lui? Dovranno sforzarsi di crescere ben alte e grandi. Per conto mio l’unico colpevole del caso è proprio l’ex sindaco, che ha disatteso al proprio mandato di perseguire il benessere della collettività, cioè di tutti noi.
    Che vantaggi ne abbiamo avuto? Noi nessuno! Sicuramente ne ha avuti solo il singolo imprenditore, il quale non ha fatto altro che adempiere al proprio scopo: cercare di guadagnare soldi. Gli auguro di farne di soldi e che il resort funzioni, altrimenti verrà chiuso ed abbandonato, l’imprenditore ne costruirà un’altro altrove e a noi resterà la carogna sulla groppa da goderci dalle colline, dai vigneti, dal castello…
    Il vecchio sindaco (uomo di sinistra, come si autodefinisce sempre con veemenza) alle nostre voci ha sempre risposto: “vedrete come sarà bello quando sarà finito!” e “…è da stolti giudicare una cosa se non la si è ancora vista finita”. Bene, ora abbiamo visto e da savi giudichiamo e non stiamo zitti.
    Trovo che il dott. Franco Ziliani abbia ragione in merito. Non si tratta di essere dei fondamentalisti ma di essere coerenti con le proprie convinzioni e con la propria filosofia di vita, professionale, aziendale. Sono certo che chi degusterà i vini dei piccoli produttori godrà di uno splendido quadro visivo, se non altro. Di certo, se la degustazione si tenesse per esempio sulla spianata del castello di Serralunga e lo sguardo cadesse sul resort mentre si alza il calice, forse ci si sporcherebbe la camicia di buon vino a causa di un’imprecazione soffocata sul bordo del bicchiere! Ma si sa, se il vino è buono non macchia… se l’architettura è buona non fa imprecare e si “degusta” col paesaggio.

  40. Ritenendo valide e proporzionate le analisi e le critiche rivolte alla degustazione di Les Caves, sono comunque di nuovo a sottolineare che Caves de Pyrene risponde della scelta “Boscareto” unicamente alle aziende distribuite. I giornalisti ed i blogger facciano il loro mestiere nell’ indicare inadeguata, secondo loro, la location. Limiterei alle aziende la scelta esecutiva; ed io tra il fare ed il non fare scelgo sempre la prima opzione. Questo porti a considerare il fatto che se lamanifestazione avrà successo (come sarà), non significa che Ziliani si è sbagliato. A volte due giuste vedute non tendono ad una realtà unica.

    @ Riccardo, Christian Bucci ha costruito talmente tanto per le aziende che rappresenta che si fiderebbero di Lui anche se fosse sponsorizzato dalla Monsanto

    • Simone, questa frase infelice – “I giornalisti ed i blogger facciano il loro mestiere nell’indicare inadeguata, secondo loro, la location” – te la potevi anche risparmiare…
      Non ho scritto questo post per “avere ragione” o per invitare a “boicottare” l’incontro promosso dalle Cave de Pyrene: semplicemente per esprimere un mio, più che motivato, dissenso in merito e per dire che io non vi prenderò parte.

  41. @Riccardo , sembra che questa discussione con te non avrà fine. Si deve parlare della nostra scelta sulla “location” per la degustazione , giusta o sbagliata che sia , o della nostra filosofia aziendale? Non capisco tutta questa foga nell’attaccarci…Mah!!
    A mio parere alcune tue affermazioni non hanno un minimo di senso logico… Ad esempio dici: “mi chiedo solo come uno faccia a sapere quando presenti dei vini chi e cosa stai rappresentando, dovrebbe fidarsi di te… forse!” Perché quando vai alle varie manifestazioni di chi ti fidi? Ci sono solo tre possibilita : della persona che è dietro il banchetto , del tuo palato , o ti porti dietro il piccolo chimico per fare le analisi!
    Dovremmo essere più schierati? E chi lo dice??? Sai che fra i vini che noi distribuiamo ci sono dei vini “convenzionali” che hanno livelli di solforosa più bassi di alcuni vini biodinamici ( ovviamente ti parlo dei vini da noi rappresentati )!! Ed allora dov’e’ la verità che tu sembri detenere??
    Nel corso della mia breve esperienza nel mondo del vino mi sono fatto una personale opinione: bisogna comunicare e cercare di far comprendere la QUALITA’! Sono le persone come te , con le tue idee rigide che hanno lasciata spalancata la porta del biologico alle industrie… Ed allora che differenza c’e’ tra il piccolo produttore e la grande industria adesso che sono entrambe certificate?
    In più o meno un anno di attività abbiamo circa 700 clienti attivi sul territorio nazionale che si fidano di noi… E sai perché? Non certo perché ci siamo fatti belli ( per questo basta Ziliani ; )) con il biologico o il biodinamico ( tanto è vero che non trovi nulla di scritto in riguardo sul nostro catalogo ) ma perché apprezzano la nostra selezione!! Hanno assaggiato i vini e li hanno comprati in quanto li hanno ritenuti buoni! Forse si fidano perché noi siamo trasparenti , forse si fidano perché non ci aggrappiamo ad un filone cercando di farci trainare…
    Detto questo ti fornisco due dati sulle aziende che distribuiamo in Italia :34 aziende italiane delle quali 27 naturali , 1 in conversione bio e 6 convenzionali ; 60 aziende estere delle quali 41 naturali , 3 in conversione bio e 16 convenzionali.
    Ho un’ultima domanda per te: sul tuo profilo FB dichiari che fra i migliori assaggi di quest’anno ci sono Principiano Barolo Boscareto 1997 e De Bartoli Marsala 1986… Erano Bio all’epoca??? Dove qui la tua coerenza??
    Si scusami riesco a vedere il tuo profilo in quanto mi hai cancellato solo come Christian Bucci , lasciando però Les Caves de Pyrene…
    P.s. In riguardo al bianco che tu dici mi sia piaciuto tanto e’ verissimo! Non criticavo certo il tuo lavoro come cantiniere ma il casino che fai come comunicatore…

  42. All’analista @Simonezeta,non sono un blogger e tantomeno
    giornalista ma,ritengo offensivo,lesivo il suo commento
    negli interessi stessi di chi crede,ritiene di tutelare
    lei fa una questione di mestiere,quello che si dovrebbe
    chiamare buon senso,che coinvolge anche un pur semplice
    consumatore come me:a meno che lei pensa di vivere in un paese dove non c’è libertà di critica,questa è dittatura.
    Alla base della Democrazia c’è libertà di pensiero,ma lei
    sostiene che se la manifestazione avrà successo,vuol dire
    tutto bene la marchesa,sono convinto che non sia così.

  43. @Christian, a parte il fatto che sei tu a continuare a spostare l’attenzione su di me, dato che su 4 interventi 3 sono rivolti sempre alla mia persona mentre io per forza di cose, parlo di Caves de Pyrene che, se è da te rappresentata non posso farci nulla, nel senso che è l’oggetto della discussione… non penso di essere l’unico ad aver criticato la tua scelta eppura c’è sempre un “Caro Riccardo” o “@Riccardo”…
    Non voglio farmi bello nè sulle spalle degli altri nè tantomeno dimostare qualcosa qui. Nel mondo del vino non so se ci sono da poco o da tanto, dipende dai punti di vista ma 1/3 della mia vita (11 anni al momento su 32) li ho dedicati e li sto dedicando al vino, come cantiniere, produttore, scrittore, giornalista, rompipalle e chi più ne ha più ne metta.
    Se critico la tua scelta, (cosa plausibile dato che non ho criticato i tuoi vini) devi prenderne atto, accettarlo ed andare avanti per la tua strada. A Franco non piacciono i vini che a te sono piaciuti, pazienza, si va avanti, e continuo a criticare alcuni suoi commenti o ad appoggiarli come in questo caso.
    Non sono un talebano amante solamente del biodinamico perciò che mi siano piaciuti il Boscareto 1997 e il Marsala 1986 non lo trovo un crimine, come mi è piaciuto il San Fereolo 2001 e il Gravner 1990.
    L’oggetto della critica mia, di Ziliani e di altre persone come Aleveglio è sulla scelta del luogo (la parola location lasciamola agli inglesi) per la tua degustazione annuale. La mancanza di sensibilità verso un territorio ed una collina.
    Le mie critiche personali nei confronti tuoi sono dovute a ciò che ho letto qui, ed a questa tua scelta.
    Il resto sono parole mal comprese che non hanno mai avuto come oggetto i tuoi vini, ripeto, e leggi bene i post precedenti. Nel continuare a cercare giustificazioni e scuse hai solo sviato l’oggetto del discorso cadendo, come dice Lino in offese che dimostrano la mancanza di idee ed argomentazioni.
    Per come sono fatto e per quello che ho fatto nel vino, per la mia crescita, sono soddisfatto, so che c’è molta strada da percorrere, ma di certo non mi sento né in debito né in credito nei confronti del mondo del vino naturale.
    Poi se vuoi continuare ad attaccarmi a cercare contraddizioni nella mia vita, ti indico anche la strada… non ho niente da nascondere.

  44. Scusa Franco , ma come pretendi che io non risponda nuovamente!! Sono io che sono scemo o Riccardo ha le traveggole? E’ logico che risponda a lui in quanto , a differenza di tutti gli altri , è l’unico che ci ha attaccato su scelte aziendali , non fermandosi alla sola scelta del posto.
    Allora spero che tu mi permetta di sottolineare che ho detto che accetto le critiche , capisco le rimostranze ma non c’era altra soluzione alla scelta del Boscareto. Magari il prossimo anno ci organizziamo meglio e piazzeremo una tenso-struttura nel centro di Barbaresco e faremo e chiederemo uno sforzo economico maggiore alle aziende che parteciperanno per evitare di incorrere in questo fiume di polemiche.
    Detto ciò non dovrei replicare a Riccardo quando dice che non sà come faranno le persone a fidarsi di me? Dovrei lasciarlo infangare il lavoro fatto da me e da tutto il nostro team qui in Italia? No questo no! E tiprego di pubblicare quest’ultimo sfogo! E poi vaneggia!! Franco hai mai ( almeno in questo blog ) detto che non ti piacciono i nostri vini? A me non sembra ma forse mi sbaglio io… Fino ad adesso il nostro amico R. ha detto che dovremmo essere più schierati , seguire un solo canale , o Bio o no… e poi ecco il veloce dietrofront :”Non sono un talebano amante solamente del biodinamico perciò che mi siano piaciuti il Boscareto 1997 e il Marsala 1986 non lo trovo un crimine, come mi è piaciuto il San Fereolo 2001 e il Gravner 1990″… Se questa è la coerenza che voleva insegnarci , beh preferisco la mia incoerenza!
    Mi scuso con Franco e con tutti i lettori se vi ho tediato cercando di difendere Les Caves de Pyrene! D’ora in poi risponderò alla accuse di Riccardo sul nostro blog : http://www.lescavesdepyrene.blogspot.com/
    Grazie ed ancora scusa!

  45. Buona Sera,
    Trovo anch’io orribile il Boscareto. Effettivamente si sarebbe potuto/dovuto fare di meglio.
    Non per essere cerchiobottista ma , detto questo , penso che molti attacchi del Sig. Riccardo , nei confronti del Sig.Christian siano pretestuosi , insensati ed eccessivi.
    Buona serata

    Luciano

  46. I due sono talmente in disaccordo, che non si rendono conto che il tasting che credono accumunarli non esiste. Del vino in questione, a Christian è piaciuto il 2007, mentre Riccardo ha vinificato il 2009,(se non sbaglio).
    Quelli come Lino mi fanno sempre divertire, chissà cosa avranno ottenuto di buono nel mondo del vino, per permettersi di giudicare e mai provare ad imparare qualcosa.

    • Simone non ti permettere mai più di rivolgerti in quel modo a Lino, che per il mondo del vino ha fatto tantissimo, é una persona straordinaria ed un carissimo amico. Più rispetto e meno arroganza ragazzo!…

  47. @Simone (concedimela Franco) a prescindere che abbia assaggiato il 2007-2008-2009 o il 1915 (della serie chissenefrega!), il tema del discorso è il Boscareto poi, se i vini sono buoni o meno è stato scritto un articolo su Intravino sull’argomento , questo è un altro discorso, fatto sta che son sempre sulla vostra bocca, devo preoccuparmi 😉
    Mi rincresce come l’intervento dell’Architetto Ale Veglio (a prescindere o meno che dia ragione a chichessia) non sia stato preso in considerazione dal diretto interessato perché è una persona che con una lucidità disarmante ha detto tante cose in poche righe! Grazie ancora
    Per quanto riguarda il ping pong citato da Franco io abdico, non ha senso andare avanti.

  48. Secondo me Christian hai bisogno di occhiali … Già due giorni fa Riccardo ha scritto “che i vini di les caves siano buoni é fuori dubbio” poi ha chiesto anche scusa in una circostanza a differenza tua che lo insulti ogni secondo. Non so chi siate ma non ti sei fatto una bella pibblicita ‘ con l evento e la tua cecità

  49. Porto il mio contributo alla discussione dopo aver letto con attenzione tutti gli interventi. Credo sia importante sottolineare alcuni aspetti che, a mio avviso, non sono stati sufficientemente valorizzati e considerati dagli interlocutori. Non condivido lo stile di alcuni contributi. Spostare il confronto su un piano personale toglie importanza al tema da cui il confronto stesso è scaturito. Proprio per definizione di confronto si parla nel momento in cui ci si colloca su posizioni distinte. Occorre però attenersi a regole condivise altrimenti la comunicazione seguirà binari paralleli e distinti che impediranno il reciproco arricchimento. Ho avuto l’impressione che alcuni interventi fossero attacchi personali a “Riccardo”. Il suo tentativo, insieme a quello di Ziliani e di molti altri, di mantenere un equilibrio pur nella diversità delle posizioni, è stato ignorato da Christian e da Simone. Credo che questo sia un peccato. Altri aspetti ignorati quelli sottolineati da “aleveglio”. La sua riflessione sul Boscareto fuga ogni dubbio sulla bontà della scelta. Viene sbandierata a più riprese da alcuni degli interlocutori una coerenza di facciata che cela, a mio avviso, un grande vuoto di contenuti. I dati forniti da Christian sulle aziende da lui rappresentate sono un esempio.Conosco e apprezzo molte dei produttori che lui nomina. E proprio per questo mi dispiace che sia stata usata tanta superficialità nella scelta del luogo. Come sottolineato da aleveglio ce ne sarebbero stati, probabilmente, molti altri meno appariscenti e che, quindi, avrebbero richiesto più energie di quelle spese per notare l’insegna luminosa del Boscareto. Boscareto che ho scoperto essere proprietà di un tale Batasiolo. E qui si sfiora l’assurdo…probilmente è fatto già noto tutti. Resta il fatto che essendone venuta a conosenza ho subito pensato ad un contrappasso…il “povero” che dona al ricco. Tornando al fulcro della discussione non penso si tratti di essere più o meno talebani o di attaccarsi a definizioni condivise. Credo invece che alcuni aspetti non possano trovare conciliazione all’interno del medesimo ambito. Non per qualche particolare forma di integralismo ma perchè se il mio pensiero guida la mia mano questa andrà NATURALMENTE nella direzione che reputo giusta. Diversamente sentirò gli ingranaggi stridere…

  50. Io scrivo:
    ” Apprezzo lo stile del post che denota una critica alle scelte e non un attacco alla persona di Christian Bucci o al lavoro fin qui svolto da Caves. Credo, e lo dico senza lecchinaggi, che tu abbia sfruttato al meglio il tuo diritto di cronaca e critica, proprio del tuo mestiere di Giornalista”
    e:
    “Ritenendo valide e proporzionate le analisi e le critiche rivolte alla degustazione di Les Caves”
    e:
    ” I giornalisti ed i blogger facciano il loro mestiere nell’ indicare inadeguata, secondo loro, la location”.
    Il Sig Lino (parlando del sottoscritto)ne deduce che:
    “a meno che lei pensa di vivere in un paese dove non c’è libertà di critica,questa è dittatura”
    Visto che non conosco questo Lino dimmi te te sono stato arrogante io, o probabilmente ha travisato lui.

  51. @Simone e Zeta,sempre meglio far divertire che compatire.
    In quanto ad insegnamento,una persona che si esprime in
    quei termini,penso che abbia molto,ma molto da imparare.
    Una cosa è certa,che lei regala quello che ha di troppo.

  52. Mi piacerebbe essere costruttivo in questa diatriba: offro la mia conoscenza del territorio di Langhe e Roero per chi debba in futuro cercare delle location per eventi di questo genere. Naturalmente non ho idea di come si organizzi una degustazione e quali esigenze tecniche possa comportare, ma con le giuste indicazioni e un’analisi delle necessità forse potrei essere utile…

  53. @lino
    quest’ultima non l’ho capita veramente, giuro.
    anyway, io ci sarò, noi ci saremo, perchè oltre ad essere desiderosi di assaggiare vini interessanti entusiasmanti etc etc etc, sono anche oramai troppo curioso di vedere da vicino ‘sto boscareto dello scandalo…

  54. Una cosa e’ dire che a proprio avviso organizzare una degustazione di vini naturali a Boscareto e’ stridente. Fa parte del diritto di critica, Les Caves incassano e portano a casa (nonche’ il prossimo anno probabilmente ci penseranno due volte prima di rifarla li’).
    Un altra cosa e’ come dice Riccardo:
    “Spero e mi auguro di non vedere Caves de Pyrene presente a saloni quali “Vini Naturali” di Roma o “Vino Vino Vino” di Cerea/Verona, perché proprio per questa mancanza di etica, questo sbeffeggiamento nei confronti di chi fa qualcosa per il pianeta, striderebbero in saloni di tal genere anzi, penso e sono sicuro che il Vinitaly giovi molto di più per profitti e presenze. Non sopporterei vederlo presentare i sui vini adducendo ad una fermentazione naturale, alla mancanza di pesticidi e via discorrendo. Ma probabilmente, anzi sicuramente, i banchetti a queste fiere son più economici di un qualsiasi stand della fiera Veronese.”

    Riccardo vorrebbe vedere bandite Les Caves dai saloni dei vini naturali, che, secondo quello che lui lascia intendere, frequenterebbero solo per convenienza.

    Tra il primo modo di vedere le cose e il secondo passa tutta la differenza tra diritto di critica e intolleranza. Io sono a favore del primo, contrario alla seconda.

  55. Gianpaolo, dopo quella frase mal forumlata ho anche chiesto scusa a Christian, vai a rivedere …
    poi ho spiegato le mie idee che, come forse qualcuno ha capito, non indicano un’unica strada (O Bio o NON Bio) ma una coerenza nella propria sensibilità.
    Se non riesco a spiegare cosa intendo mi spiace ma per me e per qualcun’altro pare abbastanza lineare.

  56. Fermo restando che non conoscendo Lino, non ho niente contro di lui, faccio veramente fatica a capire. Cosa avrei di troppo?
    Dopodichè ricordo che ho solo espresso delle tesi, senza accusare nessuno e soprattutto rispettando il ruolo ed il lavoro altrui.

    • allora torna a scuola Simone, perché se scrivendo “Quelli come Lino mi fanno sempre divertire, chissà cosa avranno ottenuto di buono nel mondo del vino, per permettersi di giudicare e mai provare ad imparare qualcosa” pensi di aver “rispettato il ruolo ed il lavoro altrui” sei totalmente fuori strada. O vivi sulla Luna…

    • Basta Riccardo, ti informo che questo é l’ultimo tuo commento a questo post e a questa ormai troppo lunga querelle che ho intenzione di pubblicare. Non mi si dia poi del censore: lettore avvisato…

  57. A meno che non mi si spieghi quali mie parole inducano il Sig Lino a dire del sottoscritto:
    “ritengo offensivo,lesivo il suo commento
    negli interessi stessi di chi crede,ritiene di tutelare
    lei fa una questione di mestiere,quello che si dovrebbe
    chiamare buon senso,che coinvolge anche un pur semplice
    consumatore come me:a meno che lei pensa di vivere in un paese dove non c’è libertà di critica,questa è dittatura.”
    Io lo ritengo un giudizio sbagliato, fuorviante e gratuito; ribadendo comunque che niente ho contro di Lui, o le sue idee.

  58. Vivendo sulla Luna 😉 mi accorgo che nell’ottica delle degustazioni sui vini naturali, la passione è tale che le persone che rappresentano il movimento, che siano giornalisti, Blogger, o amanti di quella tipologia di Vino tendono a valicare i confini tra vicinanza con l’azienda e volontà decisionale. Non sono preoccupato per delle defezioni che scaturiscono dalla scelta del Boscareto, se giustificate come hai fatto tu. Mi interrogo molto di più su un passaggio :”lei fa una questione di mestiere,quello che si dovrebbe chiamare buon senso,che coinvolge anche un pur semplice consumatore come me”. Io credo questo non esistere, il consumatore non è e non può essere coinvolto nelle scelte commerciali delle aziende ( a meno di comprarsi una fettina e dividere i dolori). Penso semplicemente che chi non si trova in accordo abbia la possibilità di dirlo, suggerire soluzionio alternative, indicare un dissenso e concretizzarlo non venendo, fine. La questione Location la possiamo guardare anche al contrario. Alcune aziende distribuite da Les Caves preferiscono lavorare al Vinitaly, mentre Christian se ne sta a Cerea, tuttavia nessuno si è sognato di imputargli colpe per questo.
    (interessante la risposta di Dettori qui: http://www.intravino.com/vino/radikon-al-vinitaly-e-la-fine-di-un-ciclo-chi-conosce-il-seguito-alzi-la-mano/
    Sono certo che se la degustazione fosse stata tenuta da Heres o da Partesa, avresti comunque fatto notare la dissonanza con il luogo, immagino solamente che si sarebbe scatenato meno fervore. Il mio ragionamento sta tutto qui, finito il tempo delle idee, comincia quello delle soluzioni, che a volte possono essere spiacevoli, ma che ci permettono di “dare ossigeno” alle nostre aziende. Io la vedo come una responsabilità.
    Se sono crocifiggibile per questo..
    @Giulia, mi spiace ma io non ho attaccato Riccardo o Franco, pur non pensandola come loro
    @Riccardo, quello sugli anni del vino era una battuta, per quanto mi riguarda il 2009 saprà essere buonissimo, la strada seguita è sicuramente quella giusta.Non diciamo che è strapiaciuto al Gori, altrimenti…;-)

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