Quando il rapporto prezzo-qualità è vincente. Un libro di Luciano Pignataro

Siete persuasi (come me) che i “premium wines” saranno anche una bella cosa (soprattutto quando a fronte di un prezzo importante ci si trova di fronte ad un vino veramente grande, anzi, di più), ma che il fattore rapporto prezzo-qualità sia e dovrà essere sempre di più fondamentale nella valutazione e nella scelta di un vino?
Bene, allora non potete perdervi l’ultima fatica dell’amico e collega napoletano Luciano Pignataro, autore dell’omonimo seguitissimo wine blog, ovvero 101 vini da bere almeno una volta nella vita spendendo molto poco (Newton Compton editore).
Un libro oggetto di una recensione che potete leggere, qui, sul sito Internet dell’A.I.S.

0 pensieri su “Quando il rapporto prezzo-qualità è vincente. Un libro di Luciano Pignataro

  1. Ciao Franco,
    mi e’ piaciuto il libro di Pignataro e penso che siano soldi spesi bene soprattutto per chi vuole avvicinarsi al mondo del vino

  2. Regalato a Luglio me lo sono sbranato in un sol boccone trovando moltissimi buoni spunti, la maggior parte da me non conosciuti.
    Ora sono nella parte migliore post libro e cioè quella di provare le cantine e i vini citati!
    Ho iniziato con una realtà molto vicina a dove passo le vacanze estive ovvero Le Rocche del Gatto a Salea d’Albenga dove ho passato un pomeriggio stupendo in compagnia di Fausto De Andreis. Dopo una prima mezz’ora di studio ci siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda trovando molte cose in comune come l’odio verso la “bananizzazione”, come dice lui, dei vini bianchi. In cantina ho avuto modo di degustare lo Spigau 2008 e 2009 direttamente spillato dalle botti (rigorosamente in acciaio) dove ho apprezzato la mineralità e sapidità degne dei migliori Riesling renani e Fausto era molto felice del paragone. Diverse annate di Intin che definire sorprendente è riduttivo con un gusto particolare di ossidato davvero piacevole e qualche bellissima sorpresa come il Rossese e Macajolo con un delicato profumo di rosa. Ah ovviamente tutti, o quasi, vini bocciati dalla commissione… e chissenefrega!
    Insomma una giornata che vale la pena di trascorrere, con vini straordinari anche bevuti a temperatura ambiente (estiva!) di cui immagino le potenzialità attuali bevuti ad una temperatura più consona e future, sopratutto per lo Spigau di cui ho acquistato anche la 2004-2005 e 2006. Insomma io ligure ho cambiato idea sui vini della mia liguria, non dico altro.

    Saluti

  3. scusate l’intrusione e mi scuserà Luciano, mi prendo la piccola soddisfazione di aver fatto scoprire ad un ligure (Flachi10) i meravigliosi vini di Fausto De Andreis – e tra le pochissime schede che ho avuto la possibililtà di scrivere -.

    @ Franco: ti dico solo questo: Tecce 2006, altro mio cavallo di battaglia. Appena ci vediamo te ne do una bottiglia (un passo in avanti rispetto alla belissima che hai assaggiato tu)

    ciao.

    • Sto giusto pensando di contattare Tecce per sapere dove posso recuperare, senza essere costretto ad andare in cantina da lui, qualche bottiglia dei suoi petrosi, essenziali, commoventi Taurasi. Il 2005 di ieri: una folgorazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *