Una laurea honoris causa per “bicchierino”: Giulio Gambelli dottore emerito in enologia?

Cari lettori, garba anche a voi, e vi va di sostenerla, per il momento qui, in attesa di trasmetterla presto a chi ha potere per decidere in merito, la bella proposta, avanzata da Alessandro Morichetti del blog Intravino, in due post pubblicati qui e poi ancora qui, di raccogliere firme perché uno dei più grandi uomini del vino italiano, l’uomo che da del tu al Sangiovese, Giulio Gambelli alias “bicchierino”, riceva una laurea honoris causa in enologia? Un qualcosa di simbolico che non aggiungerebbe nulla all’immenso valore, umano e professionale, di Giulio, ma che onorerebbe l’istituzione universitaria, la facoltà, il rettore, che prendesse l’intelligente decisione di attribuirli questo riconoscimento.
Se siete, come credo, d’accordo, se pensate che questo grande vecchio del vino italiano, 85 primavere ben portate, meriti, eccome questo atto di omaggio, beh, fatevi sentire, date la vostra adesione, oltre che su Intravino, anche qui…

0 pensieri su “Una laurea honoris causa per “bicchierino”: Giulio Gambelli dottore emerito in enologia?

  1. Sì, sì, strasì.

    L’ho solo visto da lontano; l’ho sentito parlare in pubblico, in occasione di un festeggiamento che gli è stato tributato a Poggibonsi…

    Nessuno come lui, nobilmente umile e sapiente capisce il sangiovese, gli uomini che lo fanno e il tempo che si vive.

    Meriterebbe il cavalierato.

  2. venerdì scorso a roma Attilio Scienza ha affermato che il merlot è di sinistra, quindi d’ora in avanti solo cabernet, te lo porto su a Radda michele se stai bono

    • bella domanda Nelle Nuvole, acuta come sempre! Io francamente non vedo un vero e proprio “erede” di Gambelli, una persona in grado, tra cent’anni ovviamente, di raccoglierne l’eredità, di proseguire nel discorso puntuale di difesa del Sangiovese che Giulio ha condotto per una vita. Ci sono bravi enologi giovani, alcuni promettenti, altri meno, ma una persona di cui si possa dire che possa raccogliere il testimone da Gambelli, francamente non la vedo. Cari lettori di Vino al Vino e voi, cosa ne dite?

  3. Sì, premiamo Gambelli e dedichiamogli un “Sangiovese day”, una specie di Pontida (ante-padaniam) del Sangiovese, senza giuramento e senza ampolle.
    Un santo adatto lo si trova sempre.

  4. Se la mia modestissima adesisione , da ” malato ” di Sangiovese Grosso ,puo’
    davvero servire ad onorare un uomo che tanto ha dato a noi appassionati ,
    io ci sto’ !!! Sempre in gamba,Bicchierino .

  5. Assolutamente favorevole al raggiungimento di questa proposta.
    Con la sua semplicità ma con la grande esperienza e sincerità,Giulio merita alla grande questo riconoscimento.
    Giuseppe Gorelli

    • grazie Giuseppe, mi fa veramente piacere che finalmente un produttore di Montalcino, ed uno di quelli bravi, che il Sangiovese lo onorano sul serio, abbia pubblicamente preso posizione a favore di questa proposta di una laurea ad honorem per Giulio Gambelli. Ma gli altri tuoi colleghi cosa fanno? Hanno paura di sostenere anche questa innocente proposta?

  6. Mi viene da sussurrare una domanda:

    ” Ma tutti quelli che da Gambelli hanno avuto quel contributo di CONOSCENZA che ha loro consentito di fare qualità, grande, grandissima qualità, dove sono?
    E dove sono quelli che gli hanno mandato ‘una bottiglia’ anche solo per poi poter dire che gliel’hanno mandata?”

    Un vino eccellente val bene un pensiero pubblico, in onore di un grande Maestro.
    E bravo Giuseppe Gorelli che ha scelto di firmarlo.

    • gli altri e spiace dirlo Silvana, perché sono validi produttori che fanno, anche con l’aiuto di Giulio, Brunello esemplari, preferiscono tacere, se ne fregano, dando scarsa prova di coraggio purtroppo…

  7. Ma quale “coraggio”, scusa Franco, quale mai coraggio ci vorrebbe per riconoscere a un uomo i grandissimi meriti che ha?
    No, credo piuttosto che gli ‘uomini del vino’ – che pure ammiro e a cui sono grata per il dono che ci fanno di uno dei piaceri della vita – siano dei narcisi egoisti.
    E se è vero che anche questo è comprensibile, tuttavia l’incapacità di essere grati e riconoscenti è un sentimento da incolti. Un ossimoro incarnato in questi uomini (e donne?) che così bene coltivano la vigna e fanno i loro vini (grazie a Gambelli).
    Questa mattina mi scopro molto moralista; sarà l’acre lettura dei quotidiani…

    • hai ragione Silvana: alcuni uomini del vino che devono molto a Gambelli e dovrebbero sentirsi in dovere di dimostrare, anche in questa occasione, la loro gratitudine, sono “dei narcisi egoisti”. Magari producono grandi vini, ma restano uomini piccoli

  8. mi sembra il minimo!!
    ma non ho ben capito dove firmare Franco spiegami
    grazie
    federico
    ps nota a lato vendemmia 2010 molto meglio del previsto

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