GIA’ finito: riflessioni di Angelo Gaja sul Già e sul suo “putiferio” mediatico

Ricevo e pubblico con grande piacere, divertito e lusingato per aver suscitato l’interesse di cotanto personaggio, queste acute ed interessanti riflessioni del più celebre produttore di Langa (e uno dei più noti produttori italiani nel mondo) Monsù Angelo Gaja, sulla vicenda del nuovo vino della Fontanafredda, Già, del suo discutibile (lo confermo, molto discutibile) spot pubblicitario televisivo, dell’idea a mio avviso falsata che viene data nello spot del legame tra Serralunga d’Alba ed il vino.
Una sola aggiunta alle parole del produttore di Barbaresco: non esiste nessuna “presunta parte offesa”, nella fattispecie “l’uomo dei baffi” e non esistono tantomeno “insinuazioni”.
Né tantomeno un calibrato e furbo gioco delle parti, nel quale il sottoscritto avrebbe più o meno consapevolmente “tenuto bordone” all’operazione Già… Anche se di pubblicità a quel vino ne ho, gratuitamente beninteso, fatta parecchia…
Ci sono fatti ben precisi, un vino molto singolare, uno spot pubblicitario che lo presenta in maniera disinvolta e secondo me controversa, un importante personaggio che è stato il regista di questa operazione, ed un giornalista che, come Gaja sa bene, ha “l’insana” abitudine di non guardare in faccia a nessuno e di dire con chiarezza come la pensa.
Esercitando un sacrosanto esercizio di critica previsto non solo dalla Costituzione, ma dalla sua idea di giornalismo. Parlando con chiarezza e senza alcuna concessione al politicamente corretto e all’opportunismo, che si tratti del re del Langhe Nebbiolo o del patron di Eataly e proprietario (o comproprietario: ora è socio paritario anche de Le Vigne di Zamò, in Friuli) di un numero crescente di aziende vinicole.
Forse anche questo modo di fare, ed una certa credibilità, spiega il seguito di questo blog. E l’attenzione, di cui lo ringrazio ancora, nientemeno che di Angelo Gaja

Le riflessioni di Gaja
“E’ stata la prima volta: non era mai successo che un vino, GIA’ prima di arrivare sul mercato, catturasse così tanta attenzione presso i naviganti. E’ bastata una scintilla a scatenare il putiferio.
Per  infiammare i toni della discussione non basta inserire su di un blog di riconosciuto richiamo un mix di notizie fatte di rivelazioni e supposizioni (la presunta parte offesa aveva riconosciuto benevolmente che, mescolata ad arte tra le notizie, ci fosse pure qualche “cazzata”), occorrono anche tempismo, un bersaglio stimolante, il fremito dei fantasmi della sopraffazione e dell’intransigenza. Ed il gioco è fatto, ma non è da tutti.
A fungere da miccia sarebbe stata la chiamata di un (qualche ?!) produttore confidente – regolarmente disperso nell’anonimato sebbene la denuncia non celasse alcun rischio –  a dire del mal di pancia che lo aveva GIA’ colto, unitamente a sgomento ed indignazione.
Un esile dubbio: non è che l’imbeccata sia stata sussurrata ad arte?
Di certo l’uomo dei baffi, accettando di rispondere alle insinuazioni, ha saputo trasformarle in un assist dal quale intascare un rilancio poderoso di comunicazione, a costo zero, scontato del 100%.
I produttori che hanno seguito la partita sui blog hanno goduto del piacevole svago. Punteggio finale, uno a tre, ma il risultato poteva essere di più ampie proporzioni. Alla prossima.
Angelo Gaja”

0 pensieri su “GIA’ finito: riflessioni di Angelo Gaja sul Già e sul suo “putiferio” mediatico

  1. Caro Franco, il nostro è un mestiere buffo e un po’ ingeneroso. Se delle cose non parli, ti danno (ben che vada) del distratto, il che equivale a dire poco professionale. Mal che vada, ti danno di omertoso. Se ne parli, dicono invece che tieni bordone, sei colluso, sei d’accordo con qualcuno, insomma sei parte di un “giro” del quale accetti di fare da volano.
    Sia chiaro: non è che in questo perenne equivoco non ci siano colleghi che ci marciano, eh? Eccome, se qualcuno ci marcia. Ma ciò non significa che lo facciano tutti.
    A me pare che quanto scrive Angelo Gaja sia, come sempre, acuto. Ma che non aggiunga niente di nuovo a quanto già detto. La paventata sollevazione di scudi dei vignaioli, presunti offesi, effettivamente non c’è stata (se per paura, timidezza o convenienza, alla fine, è irrilevante). L’astuto Farinetti è intervenuto con bastone e carota, buttando il tutto in parziale gherminella e smorzando così la polemica in un’utile pubblicità, del tutto gratuita. Tu hai fatto il tuo mestiere sollevando il caso (se vittima di un’imbeccata ad arte, non so) e mettendo a disposizione il tuo blog.
    A volte mi viene voglia di fare una cosa: e se smettessimo di dare ai produttori e al vino tutto l’interesse, le note, le considerazioni che gli diamo, loro dove troverebbero il “piacevole svago” di cui parla Gaja? Voglio dire: è facile sghignazzare restando nascosti dietro a un paravento, tirare il sasso e poi nascondere la mano. Lo è molto meno farlo mostrandosi con nome e cognome. Gaja e Farinetti lo fanno, diamogliene merito e accettiamoli come interlocutori, a prescindere dal fatto di concordare o meno con le loro opinioni. Degli anonimi, gli imboscati, i delatori e i timidi, invece, come giornalista onestamente non so che farmene. Perchè delle “maggioranze silenziose” alla fine ti chiedi sempre se siano vere maggioranze o siano, soprattutto, quote silenziose.

  2. Fa proprio piacere – e non è una captatio di alcunché – leggere finalmente un produttore che entra con vivacità nell’arena di noi polli blogganti. E che lo fa in modo obiettivo e sereno (se lo può permettere!).

    • un intervento davvero “obiettivo e sereno”, preceduto da una telefonata insolitamente cordiale (“ma non cambia nulla nel nostro rapporto” ha tenuto a precisare) che mi ha fatto piacere. Così qualcuno che mi infama altrove avrà di che riflettere…

  3. Predica.
    Caro Franco, sono stata ‘nell’altrove’ e sono rimasta sorpresa e imbarazzata, tuttavia devo dirti che se tu non fossi consapevole di che razza di sciacquini sono in circolazione capirei anche il tuo rammarico, invece no: non ti neghi proprio niente. Ad ogni perfida allusione ti rivolti come se tu dovessi rendere conto continuamente del tuo comportamento, dei tuoi rapporti, di questo e di quello.
    Calma. Vedo che le perfidie sono – come sempre – anonime. Non ti basta?!

    • cerchi nella blogosfera o faccia una ricerca su Google usando come parole chiave “Ziliani conflitto d’interessi” e troverà sicuramente il testo, di un paio di giorni fa e che ovviamente non cito, cui si faceva riferimento…

  4. Va che te ne dico ancora una simpatica, sabato su LaStampa, una pagina intera del Dolcetto nuovo 2010 di Gagliardo, niente di speciale, una bottiglia a pagina intera, ma nell’angolo destro.. “Già la 19^ vendemmia”.
    E Già.

  5. Ho letto anch’io i commenti. Internet ed i Blog sono così. Una persona come lei che non le manda di certo a dire, si è sicuramente procurato qualche antipatia o “nemico”. L’anonimato rende poi il gioco più semplice, ma anche poco credibile. Capisco l’amarezza di vedersi attaccati, però la moneta va pagata per quel che vale. Per quanto riguarda il post attuale e cioè il GIA’ non riesco a valutare quali possano essere gli effetti futuri. Un danno però vedo che l’ha sicuramente già procurato. Non vedo più i commenti del Sig. Crosta. Spero stia per lo meno leggendo. Ci sono alcune persone che intervengono in questo spazio con commenti sempre stimolanti, intelligenti, il più delle volte simpatici e la cui mancanza si nota. Mario è tra questi. Spero ci ripensi….

    • Bravo Diego, sottoscrivo in toto: Mario, torna al più presto tra noi! I tuoi commenti – e anche le tue “incazzature” – ci mancano molto…
      Quanto alla strana fauna (ed uso solo un eufemismo, perché andrebbero definiti diversamente) che circola su certi blog e forum del vino, vi segnalo un ennesimo caso. Ricordate l’intervento fatto qui da Farinetti in risposta a quanto da me scritto sul Già? Lo trovate qui: http://vinoalvino.org/blog/2010/12/oscar-farinetti-risponde-ecco-la-filosofia-di-gia-e-del-suo-spot.html
      Bene, secondo uno di questi strani e tristi personaggi Farinetti avrebbe “mandato a cagare Ziliani sul suo blog”, con “stile faceto”.
      Io credo che in quel posticino andrebbero piuttosto mandati coloro che si esprimo così e dicono falsità del genere…

    • il collega Gigi Brozzoni così scrive su Il Consenso, news letter del Seminario Veronelli, a proposito del nuovo vino della Fontanafredda: “l’occasione di tornare a Fontanafredda mi è stata data dalla presentazione di un nuovo ed innovativo vino di questa importante cantina, già conosciuta in tutto il mondo. In un nuovo spazio espositivo della cantina, già inaugurato qualche giorno prima, il nuovo patron ci ha parlato del nuovo vino, delle sue tecniche produttive, dei progetti commerciali e della sua promozione.
      Come era già successo con la sua precedente impresa, Farinetti ha ideato uno spot pubblicitario bellissimo, con l’ausilio di un testimonial efficacissimo e sorprendente. Lo aveva già fatto con Tonino Guerra, un grande poeta sconosciuto ai più, divenuto famoso per “l’ottimismo è il profumo della vita”; ora con Felice Marino (i pronostici sono già iniziati), un grande mugnaio sconosciuto ai più, che potrebbe diventare famoso per “bun ma propi bun”. Solo che quel vino io non lo berrò mai, perché non mi ricordo già più come si chiama. G.B.”

  6. Mah, farinetti ha fatto i conti, quanti sono i giornalisti enogastronomici, 50, 100… e quanti sono i potenziali “bevitori” del già, 50,80, 100 mila persone? Lui ha pensato di accontentare questi ultimi. Si vende a manetta persino nella zona di Alba…Ma si, diciamolo, si compra, spinti, da quella simpatica e tenerissima persone che è Felice Marino.

  7. Vorrei approfittare del fatto che in questo post si rinnova l’invito a “rientrare nel blog” da parte di Mario Crosta.
    Mi unisco più che volentieri al coro, perché sono convinto che Mario sia una persona intelligente e capace di “volare alto” nei confronti di provocazioni o divergenze di opinioni con chiunque.
    Oltretutto, è l’unico interista che ascolto o leggo volentieri, quando si parla di calcio…
    A dire il vero, c’è anche un’altra persona interista che ascolto ed è mia moglie, ma lo devo fare “da contratto”… 🙂

    • hai ragione… a me il “famoso” documento é stato annunciato sabato, siamo a mercoledì e nulla si muove… Ma forse aspettano l’arrivo dei Re Magi per farsi sentire i vignaioli di Serralunga d’Alba… O forse… Beh,lasciamo perdere…

  8. E opinione comune che la crisi finanziaria avrà effetti negativi sull’economia creando disoccupazione carenza di liquidità e calo dei consumi il che significa che in Italia si berrà ancor meno vino mentre invece cresceranno le eccedenze a causa della maggiore produzione vinicola 2008 rispetto al 2007 e di un paventato rallentamento delle esportazioni. La comunità europea ha dichiarato guerra alle eccedenze vinicole chiedendo ai Paesi produttori di estirpare una parte della superficie vitata riducendo gradualmente sino ad annullarle le sovvenzioni pubbliche destinate alla distruzione delle eccedenze mettendo a disposizione nuove sovvenzioni destinate a promuovere il consumo del vino nei paesi extra-europei.

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