Montalcino: più che un Benvenuto Brunello un “Bentornato Cernilli”

Ricordate come un paio di settimane orsono, con un post collettivo, sottoscritto da un bel numero di wine writer italiani e stranieri – leggetelo qui – ci eravamo rivolti al Consorzio del Brunello di Montalcino e agli organizzatori del Benvenuto Brunello, chiedendo, in zona Cesarini, ne eravamo consapevoli, uno spostamento di programma?
Come scrivevamo, “ A Montalcino ci viene chiesto invece di sacrificare una parte del tempo per seguire un’iniziativa interessante, prevista nello stesso momento in cui ci dovremmo trovare a degustare: la mattina di venerdì 18 è in programma dalle 10 alle 13 il talk show “150 anni d’Italia, 150 anni di Brunello”, al quale parteciperanno “molti protagonisti della produzione del vino in Italia e a Montalcino”.
Obbligatorio quindi scegliere tra gli assaggi (motivo principale della nostra presenza a Montalcino) e l’approfondimento”.
Pensate che gli autori dell’appello abbiano ricevuto una benché minima risposta? Niente affatto.
Al sottoscritto è arrivata una garbata, ma del tutto inutile replica della Signora Donatella Cinelli Colombini, vicepresidente del Consorzio, recante le seguenti testuali parole “grazie, ne terremo conto in futuro”, e non mi risulta che anche ad altri firmatari dell’appello sia arrivato alcunché.
Bene, confermato il programma del Benvenuto Brunello, con la perfetta contemporaneità delle sessioni di degustazione in cui siamo impegnati e del talk show, cosa apprendiamo?
Molto semplice, che venerdì 18, dalle 10 alle 13 presso il Teatro degli Astrusi si terrà il talk show che gli intervenuti saranno i seguenti:
Lamberto Vallarino Gancia
Etile Carpené
Franco Biondi Santi
Francesca Colombini
Francesco Ricasoli
José Rallo

Tutto qui? Sì, pare tutto qui e nulla di più…
A moderare e condurre il dibattito, l’ex direttore del Gambero rosso Daniele Cernilli, fresco di abbandono della testata di cui è stato per una vita personaggio di riferimento.
La notizia non è da poco, se si considera che negli anni passati Cernilli non è stato un frequentatore abituale dell’anteprima del Benvenuto Brunello. Naturalmente al talk show sono invitati i circa 200 giornalisti italiani ed esteri presenti a Benvenuto Brunello. Peccato che a quell’ora, come mi faceva notare un amico, saranno (saremo) impegnati a degustare le anteprime dei vini e anche a “decidere” (sto scherzando) sul futuro degli stessi.
Lo stesso Consorzio del Brunello, così poco attento ad evitare queste coincidenze, e pronto a correre il rischio che al talk show non sia presente larga parte della stampa, si è però mostrato molto solerte nei confronti degli associati, inviando in data 26 gennaio a tutti i soci aderenti la seguente comunicazione a firma del Presidente.
“Cari Soci, anche quest’anno avrà corso a Montalcino, nei giorni 18-21 Febbraio la manifestazione “Benvenuto Brunello” che riscuote notevole interesse da parte dei media e degli operatori.
E’ una operazione che impegna il Consorzio, anche dal punto di vista finanziario, per sostenere i costi per l’invito dei giornalisti che va utilizzata in senso collettivo per tutti i consorziati.
Va ricordato che sono assolutamente da evitare episodi, molto criticabili, di sleale concorrenza, invitando i giornalisti, ospiti della collettività dei produttori, nelle proprie aziende, nei momenti di svolgimento ufficiale della manifestazione.
Inviti si potranno fare solo nella serata di giovedì e di sabato oppure a manifestazione finita. Momenti di incontro possono esistere durante lo svolgimento del Programma, oppure durante la cena del venerdì presso i ristoranti di Montalcino.
Il successo di Benvenuto Brunello è un successo collettivo, che va a vantaggio di tutti ed a onore del Brunello di Montalcino. Il rispetto delle regole è una dimostrazione di serietà, che contribuisce al risultato finale. Si ringraziano i Sig.ri Soci per la collaborazione”.

Nulla da dire circa quello che dice il cavalier Rivella, ma quando mai, così facendo, i produttori potranno incontrare, per un utile scambio di opinioni, e perché gli operatori dell’informazione chiedano loro notizie delle loro aziende, i produttori?
Domanda: il divieto ricordato dal Cavalier Rivella varrà anche per quelle aziende (vuole che le fornisca nomi e cognomi Cavaliere?) che in questi anni si sono specializzate nell’organizzare pranzi (di lavoro ovviamente) e visite in cantina proprio nell’orario in cui si svolgevano le degustazioni del Benvenuto Brunello?
Possibile che la “sleale concorrenza” da stigmatizzare sia solo quella di chi magari pensa di invitare i giornalisti in cantina, non in orario di degustazione, la sera del venerdì (e dove sta scritto che i giornalisti debbano per forza seguire il programma e partecipare a cene di gala, pardon, durante la cena del venerdì presso i ristoranti di Montalcino e non andarsene dove vogliono?) e non invece quella di chi, sotto gli occhi di tutti, fregandosene della correttezza e del programma, si porta in cantina, per un assaggio molto più friendly rispetto a quello alla cieca che si fa senza farsi condizionare da nomi, simpatie e antipatie, e organizzava (e magari pensa di fare altrettanto) transfer di giornalisti nelle mura amiche della propria cantina?
Al Presidente Rivella e al Consiglio del Consorzio del Brunello, se avranno voglia di rispondere, l’ardua risposta…

18 pensieri su “Montalcino: più che un Benvenuto Brunello un “Bentornato Cernilli”

  1. D’accordo con te Franco in quanto sia formulata non molto bene questa comunicazione (ricordiamocelo) interna, comunque il problema della “sleale” concorrenza esiste ed hai fatto bene di sottolinearne i particolari, come – secondo me – fa bene il presidente del consorzio a ricordare ai consorziati come si debba lavorare con professionalita’. E’ da augurarsi (succedera’ mai?) che nel futuro siano tutti i produttori di Montalcino a mettersi a disposizione dei giornalisti nella stessa struttura dove si svolgono gli assaggi. E cosa dire ad esempio dell’azienda Biondi-Santi che non si degna neanche di presentare il suo vino durante la degustazione ufficiale?

    • Wojtek, Biondi Santi ha un tale blasone e un’autorità super partes che può assolutamente fare quello che vuole. E noi tutti dobbiamo accettare, con affetto e reverenza, quello che fa. Inoltre secondo me fa bene a non presentare i suoi vini ad un assaggio così “di corsa” come siamo costretti a fare. Quest’anno ancora più di corsa, se volessimo seguire – ed io non vorrei proprio perdermelo – l’attesissimo talk show. Sono vini che necessitano di particolare attenzione, che emergono alla distanza, che vanno degustati avendo l’accortezza, come dice Franco, di aprire le bottiglie con ore di anticipo. Ecco perché il grande maestro che risponde al nome di Franco Biondi Santi non presenta, non per boria e presunzione, che non gli appartengono affatto, a Benvenuto Brunello

  2. Scusi Dottor Ziliani, visto che Lei è così esperto delle cose di Montalcino, mi potrebbe chiarire se la signora Francesca Colombini, protagonista dell’interessantissimo talk show in programma, ha qualche rapporto di parentela con l’organizzatrice della manifestazione, signora Donatella Cinelli Colombini?
    La ringrazio

    • Mario, lei é più malfidato di me! Sospetto che la Signora Francesca sia la mamma dell’organizzatrice della manifestazione, ma vorrà mica criminalizzare un amor filiale?
      Non faccia polemiche, gioisca anche lei per il talk show, per il ritorno del figliol prodigo a Benvenuto Brunello: come minimo i produttori per festeggiare l’evento dovrebbero portare al talk show (che speriamo non si svolga davanti a pochi intimi, visto che i giornalisti mi sa che preferiranno il Brunello alle parole) una delle loro migliori bottiglie, una grande annata da sacrificare all’altare di Dr. Wine. Prometto che porterò anch’io qualcosa di buono dalla mia cantina e spero che anche i colleghi facciano altrettanto! 🙂

  3. Ziliani mi sembra di vedere un po’ di ironia nel suo dare la notizia che Cernilli condurrà il talk show. Forse che le rode non essere al posto suo?

    • Elisa, potrebbe “rodermi”, ovvero potrei rosicare se ragionevolmente avessi potuto aspirare a condurre io questo talk show. Siccome la cosa é materialmente impossibile – se lo vede questo Consorzio presieduto dal Cavalier Rivella incaricare di condurre un’iniziativa del genere chi ha puntualmente documentato per due anni i fatti e misfatti di Brunellopoli? – non solo non mi rode, ma penso che incaricare l’ex direttore del Gambero rosso di condurre questa discussione sia una scelta impeccabile. Chi meglio di lui per “condurre per mano” i produttori invitati a raccontare quello che é accaduto nel mondo del vino italiano negli ultimi 20-30 anni? Solo un’altra persona, che io considero il migliore di noi tutti, Cesare Pillon, avrebbe potuto fare meglio.

  4. Spero di sbagliarmi, almeno stavolta, ma spesso Franco Biondi Santi, seppur atteso, diserta questi talk show. Mi è già capitato due volte di andare (apposta) per ascoltarlo e di non trovarlo al dibattito.
    I produttori non presenti al Benvenuto Brunello sono moltissimi, perlopiù per i motivi ricordati da Ziliani: troppo caos, troppo di corsa, troppo fitti, troppo rumore, troppo freddo, etc

  5. E’ illuminante come sulla pagina Facebook del Consorzio Brunello di Montalcino che conta ben 18.000 fans non appaiano notizie di nessun genere da mesi nonostante il Consorzio aveva emesso orgogliosi comunicati sull’importanza della comunicazione 2.0.. A fronte di questa constatazione appare nella normalità che si verifichino disguidi organizzativi ed accavallamento di eventi.. Forse La comunicazione e la pianificazione andrebbero curate con maggiore impegno..

  6. Pingback: Tweets that mention Vino al vino » Blog Archive » Montalcino: più che un Benvenuto Brunello un “Bentornato Cernilli” -- Topsy.com

  7. Franco te che sei più esperto di me, come mai a Benvenuto Brunello i vari wine blogger non vengono considerati? Non saremo certi giornalisti “quotati” ma sempre comunicazione facciamo.. Boh

    • non lo so francamente, anche se mi pare di ricordare la presenza a Benvenuto Brunello, lo scorso anno, di un paio di carneadi che scrivono (diciamo così) solo su blog. E anche di un altro paio i cui blog sono molto più credibili e e seguiti. Io credo che abbia molto più senso invitare persone come te e come altri validi wine blogger italiani piuttosto che alcuni pennivendoli e marchettari notori che non si sa perché sono ancora invitati alle anteprime toscane

  8. Alla fine io scrivo lo stesso su Benvenuto Brunello. Il sabato mattina, in mezzo alla bolgia più totale, cerco di isolarmi mentalmente e cercare di trovare il meglio della produzione.
    Mi va bene anche così!

  9. Faremo i carbonari, come sempre. Il Benvenuto Brunello non deve essere considerata un’occasione per il giudizio universale, è anzi una splendida opportunità per incontrare i produttori, assaggiare qualche vino (i più sono ancora
    giovani e non pienamente giudicabili) e passare delle belle giornate con gli amici appassionati. Sono giornate che hanno in sè un potenziale comunicativo e aggregativo ancora inespresso. Oppure espresso sottotraccia, fuori dai programmi ufficiali. Forse va bene così, viene tutto più spontaneo…

  10. Mamme a parte (e guai a chi le tocca: fossero questi i conflitti d’interesse, in Italia potremmo dormire tra due guanciali), individuate “quando”(ziliani, bonucci, petrini & C)@ e vediamo “dove” trovarci.
    Alla carbonara nemmeno gli spaghetti: solo una piccola, innocente congiura (degli innocenti).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *