Garantito… da me: Barolo riserva Vignolo 2004 Cavallotto

Cosa devo dirvi? Citando Don Backy, il teorico del “gran rifiuto”, l’autore del clamoroso abbandono del Clan di Celentano nel 1968, potrei cavarmela fischiettando “Ancora una volta ho rimasto solo”.
Non è successo niente però, dopo aver provato a cantare per qualche tempo in trio ho preferito tornarmene a fare il solista, non escludendo però di ospitare, come ho già fatto in passato, il contributo di qualche commentatore di cose vinicole con il quale mi accada di trovarmi in piena sintonia.
Volutamente ironico e scherzoso il titolo di questa rubrica settimanale, che proporrà vini, oppure materie prime golose e in qualche caso ristoranti o alberghi, per i quali mi sento, cosa che del resto faccio normalmente per tutti i vini di cui scrivo, di fornire una garanzia assoluta e totale, una sorta di “garantito o rimborsato”.
Veronelli li chiamava “i vini del mio privilegio”, io che del grande Gino sono solo un umile discepolo ed epigono, mi limito a dire che sono vini per i quali metterei quasi la mano sul fuoco, che conosco e amo e so che sono ancora più veri e autentici del normale.
Altrimenti, visto che non faccio pubbliche relazioni, che tengo rigorosamente separata la pratica dello scrivere di vino da quella di promoter e comunicatore di aziende e consorzi, che non ho collaboratori con incarichi vari con case vinicole e non mi posso pertanto trovare in nessun antipatico conflitto d’interessi, non sarei qui a sottoporli alla vostra attenzione.
Esaurita questa premessa, doverosa credo, parto con il primo vino di questo “Garantito… da me” per il quale metto la faccia, e la scelta non poteva che cadere sul vino che più amo e sento nelle mie corde, il Barolo. Non un Barolo “qualsiasi” ho scelto, ma un piccolo cru, monopole potrei quasi definirlo, quasi un lieu-dit di tipo borgognone, una delle più piccole delle 166 Menzioni geografiche aggiuntive (si chiamano proprio così…) la cui carta completa potete provare a consultare qui.
Questo cru lo troviamo in quel suggestivo comune, posto proprio al centro della zona di produzione del Barolo, che è il mio amatissimo Castiglione Falletto, dove opera un’efficiente Cantina Comunale, e si tratta forse di una delle più piccole tra le 21 Menzioni geografiche aggiuntive locali, con un nome che è un vero e proprio omaggio ad uno dei grandi uomini del vino di Langa, Ferdinando Vignolo Lutati, studioso di botanica, docente presso la Facoltà di scienze economiche e commerciali di Torino, di cui fu anche preside, attentissimo conoscitore palmo per palmo di Castiglione Falletto, dove la sua famiglia aveva possedimenti e cascine.
Un “conservatore di ferro”, autore di un saggio intitolato Sulla delimitazione delle zone a vini tipici che vi consiglio assolutamente di leggere.

foto di Valentina Ziliani

Il cru di cui sto parlando, i conoscitori più attenti l’avranno già capito, è il Vignolo, di cui il nostro massimo esperto di cartografia dei cru di Langa, alias Alessandro Masnaghetti, nella sua cartina I cru di Enogea dedicata a questo comune scrive parlando di un vigneto posto sul versante occidentale terzo crinale, dalla estensione piccola, con quota altimetrica intorno ai 250 metri, esposizione sud-ovest, definendola “del tutto assimilabile per quota  terreni ed esposizione alla confinante Codana”. L’unica azienda che imbottiglia in purezza un Barolo da Nebbiolo provenienti da questo vigneto speciale, che esprime vini di grande purezza, freschezza e mineralità, è uno dei nomi di assoluto riferimento non solo di Castiglione Falletto, ma di tutto il panorama del Barolo, ovvero Cavallotto.
Forse non è il momento, trovandoci ad inizio anno e magari pieni di buone intenzioni, di fare polemiche, ma mi limiterò amichevolmente ad una “tirata d’orecchie” agli amici che hanno curato la nuova guida di Slow Food, Slowine, che anche se hanno assegnato alla cantina Cavallotto il simbolo della chiocciola e della bottiglia non hanno però stranamente ritenuto di premiare come “Vino Slow” o come “Grande Vino” nessuno degli straordinari, esemplari Barolo di quella che giudicano un’azienda esempio di “classicità di Langa nel bicchiere”.
Non l’hanno fatto, a differenza di altri amici, curatori e degustatori di Nebbiolo albesi della guida Vini d’Italia 2011 dell’Espresso, che ai Barolo dei Cavallotto, il Bricco Boschis 2006 e le due riserve, il Bricco Boschis Vigna San Giuseppe e appunto il Vignolo 2004, hanno riservato punteggi e descrizioni mirabolanti (“sensuale, lirico, arioso nello spettro aromatico, palato complesso, sfaccettato, dai tannini finissimi” il Vignolo).
E a differenza, sorpresa!, da Duemilavini 2011, che al Vignolo riserva 2004 assegna il massimo punteggio definendolo “Gran Barolo!”, gusto che “conquista per armonia e proporzione, perfetta fusione tannica, lungo e succoso finale”.

Per Slowine solo un giudizio, un po’ tiepido, di “profondo e sapido, dinamico nello sviluppo e di ottima beva” e c’est fini…
Può capitare e la squadra guidata da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni per l’edizione 2012 della guida avrà sicuramente il modo di aggiustare il tiro su questa e qualche altra esemplare cantina di Langa che misteriosamente, proprio com’è accaduto con i Cavallotto, non ha riscosso i consensi che meriterebbe (parlo ad esempio di Giuseppe Mascarello, Comm. G.B. Burlotto, che se non producono autentici Vini Slow loro, allora io non ci capisco proprio niente…).
Io come mia ultima bottiglia del 2010 gustata mandando un pensiero commosso al caporalmaggiore degli alpini Matteo Miotto, caduto a 24 anni mentre era impegnato nella sempre più assurda missione di pace italiana in Afghanistan, ho scelto proprio il Barolo Vignolo riserva 2004, 32 giorni di macerazione in acciaio 60 mesi di affinamento in botti grandi di rovere di Slavonia, uve provenienti da un vigneto che risale al 1966 che ha un ettaro e mezzo di estensione.
Celebrazioni entusiaste o tiepidezze da parte delle varie guide possono anche arrivare, e non comprendere la grandezza di un vino può far parte del gioco, ma il mio congedo enoico da un 2010 per me comunque da non dimenticare, non poteva essere migliore, più trionfante e glorioso, grazie a questo vino supremo, aristocratico ed elegante per definizione.
Colore rubino squillante luminoso, pieno di riflessi caldi e suadenti, naso inconfondibilmente nebbioloso, complesso eppure semplice da cogliere, con note minerali, terrose fresche, balsamiche, piene di energia, si apre lentamente con grazia e decisione nel bicchiere, sciorinando tesori di sfumature aromatiche che ricordano terra, polvere da sparo, liquirizia, sottobosco, cuoio e tabacco, prugna secca, ribes e foglie autunnali, rosa passita e ciclamino di bosco, ginepro e pepe nero, mazzetto odoroso e genziana, cannella cedro candito e chiodi di garofano, goudron e catrame, con assoluta finezza, precisione, tensione.


Bocca di grande nerbo, con l’inconfondibile tannino “polveroso” che evoca il cacao di Castiglione Falletto, un tannino caldo e vellutato, una materia ricca che si allarga progressivamente sul palato e lo conquista con sensualità da Bolero raveliano, con grande allungo e dinamismo,  straordinaria progressione, da passista, quasi un “Barolo diesel”.
Ancora molto giovane, ma già godibile, vivo, con persistenza lunga e quella nota sapida minerale sul finale, con la pietra a dominare, che è il timbro inconfondibile di questo vino che dà letteralmente voce al sottosuolo, ai suoi aspetti misteriosi e insondabili, alla verità della terra. Un Barolo grandioso, indimenticabile, che non ha bisogno di garanti e garanzie, perché si garantisce, come tutti i vini di Cavallotto, da sé…

Alfio Cavallotto

Azienda agricola Cavallotto
via Alba – Monforte località Bricco Boschis
Castiglione Falletto
e-mail info@cavallotto.com
sito Internet www.cavallotto.com

49 pensieri su “Garantito… da me: Barolo riserva Vignolo 2004 Cavallotto

  1. Ho ricevuto in regalo sei meravigliose bottiglie di Barolo Cavallotto dalla mia amica Rosita (vent’anni fa) e sono state per sei anni la mia bottiglia di Natale.
    Commoventi, come il paesaggio innevato che accompagna il tuo post…

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  3. Ziliani il titolo della nuova rubrica Garantito… da me significa che non se la sentiva più di garantire le scelte dei suoi ex compagni di Garantito IGP?

  4. certo che quando lei scrive di Barolo ha un’ispirazione tutta particolare! Bellissimo post e complimenti per la scelta di tornare a fare il solista

  5. Caro Franco, io fossi in te mi preoccuperei.
    Condividi il giudizio lusinghiero su questo vino con il Gambero Rosso che gli ha dato i tre bicchieri….chi dei due sbaglia ?
    .
    Io questo non l’ho mai bevuto, altri barolo aziendali più vecchiotti invece si, sempre molto vicini all’eccellenza o eccellenti. Davvero un’Azienda molto seria.
    .
    Ciao

    • caro Luciano, io non sbaglio di certo, sono molti anni (verba volant, scripta manent) che elogio i Barolo di Cavallotto quando lorsignori non li premiavano di certo e portavano in palmo di mano, premiandoli, ben altri tipi di… Barolo… Il mio percorso é coerente e lineare: il loro?

  6. GRANDISSIMO FRANCO.
    Condivido la scelta di andare da solo, troppo affollamento su altri blog. Troppa gente attorno… Neanche il berlusconismo più sfrenato ha intessuto negli ultimi anni tante tele…

  7. Carissimo Franco,
    garantisco anche io!Alfio, oltre ad essere un bravo vigneron e’ un grandissimo amico. Queste sono bottiglie dove non si sbaglia mai.SUPER SODDISFATTI!!!!!!!!!
    Ciao Gianluca.

    • caro Gianluca, un barolista che garantisce per un altro barolista é il riconoscimento più bello, una garanzia a prova di bomba!
      chapeau al tuo bel gesto e tanti cari saluti a te e alla tua famiglia

  8. Scusa Franco, ma il commento del signor Sandro,a cui non hai risposto, unito al tuo voler precisare che non intrattieni quelli che giustamente definisci “antipatici conflitti d’interesse”, potrebbero far pensare che, neanche sotto sotto, il signor Sandro abbia ragione o che io (o Luciano) si intrattenga quelle cose antipatiche di cui sopra. Per quanto mi riguarda io non ho rapporti di collaborazione con nessuna azienda vinicola (ne mai ne ho avuti) e credo proprio che Franco non abbia mai avuto problemi a pubblicare quello che scrivevo come Garantito IGP. Il motivo per cui Franco ha lasciato IGP credo sia molto semplice e si racchiuda in alcune sue parole “Ho preferito tornarmene a fare il solista”.

    • la mia era solo una precisazione, anzi, un discorso di carattere generale, ecco perché non ho risposto al commento di Sandro.
      Non ho altro da aggiungere ma resto dell’idea che per cantare in coro, per far parte di un trio, di un quartetto, di un quintetto, e per fornire prestazioni convincenti, occorra un forte spirito di squadra, una grande sintonia, in altre parole un feeling che ultimamente, questione di pelle, di sensazioni appunto, non sentivo più… E allora ho preferito fare come Don Backy..

  9. Macchi non mi sembra che Ziliani abbia alluso ad un conflitto d’interessi che potesse riguardare lei o l’altro ex collega Garantito IGP. Non ho pertanto capito i motivi del suo intervento

  10. Sono un pivello barolista;tu, con le tue parole e i tuoi pensieri, mi hai insegnato a bere Barolo o in generale Nebbiolo. Conosco solo i Barolo di Bartolo e Mariateresa Mascarello, Francesco Rinaldi, Commendator Burlotto, ora mi industrierò per portare in cantina Cavallotto. Al di là del vino abbiamo tanta sintonia sul modo di considerare la vita. grazie Marcello

  11. Grazie mille per la nuova bella iniziativa. E’ un grande piacere leggere queste descrizioni così appassionate ed appasionanti. Quando si parla di Langa, poi, il cuore batte più forte.

  12. Grazie sig. Ziliani per questa nuova bella iniziativa. debbo dire che da 2 anni la leggo assiduamente e i suoi giudizi e consigli sono stati sempre interessanti e pratici. infatti, incuriosito dalla sua passione per i Barolo di Castiglione Falletto, questo autunno ho fatto un giro per alcune delle cantine di questo splendido paesino, tra cui Sobrero, Brovia e proprio Cavalloto, dove ho incontrato persone, ed in particolare il sig. alfio, competenti ed innamorate del proprio lavoro (mi ha per dire raccontato dell’origine del nome della riserva Vignolo). L’unico problema è scegliere quale dei vini comprare ed aspettare pazientemente che raggiungano un certo invecchiamento, ma questo è veramente difficile. ancoa grazie per il suo lavoro

  13. ZILIANI & VERONELLI
    Ziliani si autodefinisce discepolo e epigono di Veronelli
    Ziliani, La prego, così scrivendo lei fa girare nella tomba il grande Gino
    Per quanto mi riguarda non esiste paragone più improprio e antitetico
    Ma Lei non e’lo stesso Ziliani che anni fa attaccava,con il suo solito stile,Veronelli quando era ancora in vita?
    Andrò a documentarmi sulle sue passate esternazioni sull’argomento e poi le manderò una copia

    • Augu non si disturbi ad andarsi a documentare perché confermo che troverà, come le definisce lei, “esternazioni” dove, in vita, ho criticato Veronelli per talune sue scelte. Citando fatti e circostanze precise.
      A differenza di altri io non mi spaccio, non lo sono, assolutamente, per continuatore di Veronelli. Con lui ho sempre avuto un atteggiamento sincero e coerente, elogiando il Maestro, perché tutti noi che facciamo questo strano lavoro di giornalista del vino e dobbiamo tutto a Veronelli, per tante cose e prendendo le distanze da comportamenti che, a mio parere, non rendevano onore alla sua figura. Mi sento più onesto di altri che si sono scoperti improvvisamente “veronelliani” dopo che Gino se n’é andato…

  14. A ZILIANI
    Lei asserisce che non fa pubbliche relazioni,che non e’ un promoter e comunicatore di aziende e consorzi e che non si trova in nessun antipatico conflitto di interesse.
    Le credo.
    La prego pero’,smentisca sul suo blog e possibilmente sotto questa mia,la voce che gira nel nostro settore di una sua collaborazione anche con la “efficiente”,come la chiama lei, Cantina Comunale di Castiglion Falletto
    Collaborazione,dicono,comprovata da regolari fatture da lei emesse almeno per il 2006 e 2007 a carico della Cantina Comunale.
    Altrimenti in molti si sentiranno autorizzati a dubitare del suo non antipatico conflitto di interesse e a collocare il suo lusinghiero giudizio sulla Cantina Comunale di Castiglion Falletto a fattori estranei a valori oggettivi…

    • egregio Signore, anche se non sono tenuto a darle alcuna risposta (tanto più se lei fosse la persona che credo, che ha fatto un recente ingresso, con esiti disastrosi, nel mondo del vino) sono così in regime di “conflitto d’interessi” che non ho alcun problema a risponderle.
      Corrisponde al vero che io abbia emesso quelle fatture (mi piacerebbe sapere come mai lei ne sia al corrente) a carico della Cantina Comunale di Castiglione Falletto, che continuo a giudicare “efficiente”.
      Io non so come funzioni nel suo mondo, ma nel mondo delle persone normali a fronte di prestazioni professionali si emettono delle fatture e si viene pagati, alla luce del sole, come nel mio caso.
      Le fatture sono state emesse per l’organizzazione, il coordinamento, la cura, in tutti gli aspetti, compreso due seminari-conversazione tenuti nelle due occasioni, di due banchi di assaggio di vini delle aziende produttrici di Barolo di Castiglione Falletto aderenti alla Cantina, il primo a Roma http://vinoalvino.org/blog/2006/11/lunione_fa_la_forza_19_produtt.html , il secondo a Modena http://vinoalvino.org/blog/2007/05/barolo_e_altri_vini_di_castigl.html .
      Banchi d’assaggio, basta chiedere alle aziende partecipanti, da Cavallotto a Giuseppe Mascarello, da Livia Fontana a Gigi Rosso a Brovia, Sobrero, Cavalier Bartolomeo, ecc, coronati da grande successo, perché evidentemente ben coordinati e organizzati. Tanto che ogni tanto mi si chiede di ripetere l’esperienza anche in altre città.
      Il fatto poi che io esprima un “lusinghiero giudizio sulla Cantina Comunale” non per “valori oggettivi”, il fatto che sia ben organizzata e offra un eccellente sevizio, bensì per “fattori estranei” é un’illazione, sciocca, e inutilmente maligna che dimostra la sua assoluta malafede. Come vede tutto chiaro e senza alcuna zona d’ombra, se non nella sua fantasia…

  15. Secondo me tu Franco (permettimi di darti del tu, perché sono una tua lettrice fedele, che non sempre é daccordo con te, ma ti stima e soprattutto rispetta) sei un po’ un “pollo” a rispondere a certe gratuite provocazioni tipo quella del lettore Alberto, che andrebbero invece totalmente ignorate. Pubblicate, ma non degnate di una risposta.
    Però… Però devo dirti grazie e dirti che ti ammiro per la trasparenza e perché accetti di “giustificarti”, anche se sei totalmente in regola (ben altri tuoi colleghi sono in regime di totale conflitto d’interessi!), e di metterti “a nudo” su questo blog che é davvero il tuo diario in pubblico.
    Alberto si metta il cuore in pace: il successo di Vino al Vino, successo e capacità di fare opinione che altri blog del vino si sognano, fa capire che Ziliani a noi va bene così e che siamo in tanti a credere alla sua pulizia e onestà intellettuale. E’ un professionista serio Ziliani, non un marchettaro da quattro soldi!
    Scusa Franco, ma quando ci vuole…

  16. Ziliani io sono d’accordo con Patrizia. Di quello che dicono certi personaggi lei se ne dovrebbe altamente fregare. Faccia come me, adotti come parola d’ordine un motto di Mussolini (proprio lui, non la nipotina) che dice “molti nemici molto onore”.
    Ad essere schietto e sincero e diretto come é lei e cattivo il giusto é normale che ci si faccia dei nemici. Gente che tenta di infangare la sua credibilità e ciarla di “conflitto d’interessi”.
    Dia ascolto a me, quando le scrivono tipo come quell’Alberto (ma come cavolo fa ad essere informato delle sue fatture? Evidentemente a Castiglione Falletto alla Cantina comunale non sono tutti amici suoi…) lei conti fino a dieci, non faccia il fumino e dica ad alta voce “me ne frego”. Invitando ad andare… a quel paese provocatori e malelingue. Pensi inoltre ad una cosa: lei torna a fare il libero pensatore e dice di voler garantire solo per se e arrivano messaggi come quello di oggi. Puro caso o… ?

  17. io non vedo conflitti d’interessi in quello che Ziliani ha detto di aver organizzato per la Cantina comunale di Castiglione Falletto. E di marchette nemmeno l’ombra. Marchetta sarebbe se avesse preso soldi da un’azienda e avesse parlato bene di un vino prodotto da quell’azienda.
    Anche di questo nessuna traccia.
    Ziliani conduce degustazioni in giro per l’Italia e ha più volte organizzato collaborando con l’A.I.S. anche banchi d’assaggio. Cosa vuole dunque quell’Alberto? Cosa viene a provocare a fare, che problemi ha?

  18. Sig ZILIANI
    Probabilmente mi sono spiegato male.
    La mia domanda non era riferita al fatto che lei ha emesso fatture regolari per una prestazione regolare evitando altre forme illegali di pagamento,ci mancherebbe altro
    Tutti fanno o dovrebbero fare quello,che lei ha fatto.
    Il problema e’ un altro….
    Lei organizza,cura,coordina,sotto tutti gli aspetti seminari alla Cantina di Castiglione Falletto a Modena a Roma presentando vini di alcuni produttori e per questo emette regolare fattura ( e ‘ quello che fa Marina Thompson )E poi lei cosa fa? Nel suo ” Garantito da me “presenta uno di questi vini definendolo con aggettivi a dir poco strabilianti,stratosferici che ci potranno anche stare,ma ………..
    Guardi che personalmente ritengo tutto ciò normale e legale oltre che diffuso in quasi tutto il mondo del vino
    Ciò che non sopporto sono certe prediche e certi attacchi che lei riserva a tanti suoi colleghi rei di fare ciò che lei regolarmente fa
    Anzi se non altro alcuni dei colleghi che lei vezzeggia e critica in maniera a volte insopportabile ( Cernilli alias “er robert parker der tufelo” o Veronelli quando era in vita e la cui moglie fu definita da qualcuno …….la Vanna Marchi dell enologia)hanno o hanno avuto il buon gusto di far organizzare eventi dalle mogli e non direttamente come invece ha fatto lei………….come si dice: “da che pulpito arriva la predica”.

  19. Franco gli attacchi di persone come tale Alberto sono il prezzo che devi pagare per la tua indipendenza e per non essere un giornalista servo, o furbo, come tanti.
    Non ti curar di lui e di loro e prosegui per la tua strada. Noi lettori che ti seguiamo da anni, già dai tempi di Wine Report, ci fidiamo di te e troviamo squallido che provino ad infangarti con accuse ridicole.
    Rifletti piuttosto sulla coincidenza strana che questi attacchi ti sono arrivati quando hai deciso di tornare a fare il solista e di rompere il sodalizio con persone con cui evidentemente non eri più in sintonia. Puro caso?

  20. Quoto Silvana Biasutti@ che riquota Patrizia@…!
    Anche se mi rendo conto che a volte non è facile riuscire a contare fino a 10…soprattutto quando…beh, preferisco contare fino a …20

  21. Eppure bisogna proprio imparare a contare, caro Boldrini@: sono molto critica nei confronti di Franco Ziliani, quando si lascia prendere da questi scivolosi personaggi, sempre anonimi.
    Mi sembra che i temi di discussione siano di altro livello: allora perché perdersi?

    • vorrei vedere te/voi al posto mio, fatti oggetto di simili attacchi! E non mi riferisco tanto a quello che Patrizia definisce “il petulante” ma al signor Alberto con indirizzo I.P. che riconduce ad una regione del Centro Italia

  22. Ma scusa, Ziliani Franco, tu pensi di poter essere immune da trappole, agguati, saltafossi e chi più ne ha più ne metta, da parte di quelli del cui vino magari hai scritto in modo critico? O da parte dei loro amici?

    Ma dove vivi? Non sai che il nostro è un paese in cui si passa la maggior parte del tempo a pararsi il culo, tenendosi buoni tutti?
    Non vedi che i politici per schierarsi fanno il “sur place” e vendono anche la mamma?

    Tu dici quello che pensi, in bene e in male (tra l’altro anche dei vini dei tuoi amici!), non ti lasci ‘convincere’ e poi pensi di non pagare lo scotto?

    Lascia perdere e schiaccia sull’acceleratore…

  23. Quoto in pieno la Signora Silvana Biasutti. Capisco però che non difendersi da più forza alle malelingue. In rete, in particolar modo, il solo sospetto è già più di una mezza condanna ed è ampiamente e volutamente usata come arma per dare discredito; a piacimento e a bisogno…

  24. Straquoto Silvana Biasutti, che e’ una persona che conserva la freschezza migliore della gioventu’combinata con la saggezza distaccata della maturita’.
    Nessuno e’ perfetto, nemmeno Franco Ziliani che, per me, ha il suo tallone d’Achille nell’infammarsi troppo di fronte a certe provocazioni o qualche volta anche a commenti fatti in buona fede, che pero’ legge a modo suo. Cosi’ si incarta in un giro di botta e risposta che fa perdere il filo dell’argomento principale di un bel post come questo.
    Pero’ il blog e’ il suo e se a lui va puo’ rispondere come gli pare. Questa e’ una conversazione virtuale fra persone che in un modo o nell’altro hanno in comune l’interesse pr il vino.
    Mi dispiace solo che persone valide e competenti si facciano trascinare in ripicche stupide, e non parlo solo di Vino al Vino.

  25. Gentile Nelle Nuvole@, grazie per “maturità”! Un bell’attributo – ahimé superato da tempo; in ogni caso, concordo con le tue/sue osservazioni.

    Ma non capisco l’ultima frase, che mi sembra alludere ad altre situazioni…

    E tu Franco, non avvitarti!

    Un’informazione per gli interessati: è uscito Leopardi tradotto splendidamente in inglese: da leggere (paradossalmente) per capire quanto può dire l’italiano; da regalare agli amici ‘anglo’ non italofoni per raccontar loro chi possiamo essere!!!

    Sì, lo so è una digressione che non c’entra con l’argomento, ma stempera molto (come lo yogurt aggiunto alla maionese).

  26. Cara Silvana Biasutti,
    l’ultima frase si riferisce al ciclico pigliarsi a male parole e rinfacciarsi fatti personali su altri blog. In particolare Intravino, che insieme a Vino al vino, seguo quasi giornalmente. In entrambi i casi gli argomenti trattati sono per me spesso molto interessanti e formativi, ma vengono inquinati da provocazioni imbecilli e susseguenti schermaglie.
    D’altra parte la libertà d’intervento deve essere rispettata e quindi di buon cuore accetto di sorbirmi pappardelle su chi é più disonesto, o disinformato o semplicemente suscettibile. Mi dispiace solo che una persona come Franco Ziliani ci si faccia trascinare ogni volta. Ma é giovane, crescerà…

  27. Sig. Ziliani,ero convinto,ma mi sbagliavo,di poter intavolare una discussione con lei sicuramente spigolosa ma civile.
    Constato che vuoi per l’imbarazzo e la difficoltà che lei trova nel dare spiegazioni a domande che riguardano fatti realmente accaduti,vuoi per il suo atteggiamento arrogante e presuntuoso preferisce offendere piuttosto che rispondere civilmente, pertanto la lascio marinare nella sua rabbia e nella sua ira,certo che chi voleva capire ha sicuramente capito…

    • sicuramente ha capito che lei é un provocatore. Ma quale “discussione civile”! Lei é venuto qui a provocare e a tentare si infangare un’immagine e una credibilità che non sarà sicuramente lei ad intaccare. Nessuna ira, lei mi fa solamente pena

  28. Caro Ziliani,

    un commento estremamente frivolo… cambia la foto per favore.
    Di persona sei molto più attraente e “giovane” nonostante i 54 anni, ma quell’aria corrucciata ti fa sembrare solo un professore delle medie spallato dai suoi studenti. La qual cosa può forse essere veritiera riguardo a cosa pensi di qualche “commentator” del tuo blog ma non ti rende giustizia.

    • “attraente e giovane”? Cara Nelle Nuvole, sei sicura di vederci bene? Grazie per le gentili parole (forse sei reduce da una maxi degustazione e non sei sufficientemente lucida…) e per il consiglio che vedrò di ascoltare

  29. Egregio Alberto@, intavoliamo dunque una discussione “spigolosa, ma civile”.

    Primo segno di civiltà: si disveli, con nome e cognome – indispensabili, quando si pretende di mettere in discussione l’altrui credibilità o addirittura onorabilità -.
    Perché anche Franco Ziliani, come tutti noi, avrà dei punti deboli; ad esempio un carattere un po’ ispido, oppure non essere per niente accomodante con chi potrebbe aumentare i suoi introiti senza incrementare il suo (di Ziliani) fatturato, l’inclinazione ad essere impietoso anche con gli amici (vini degli amici), essere ipercritico con i potenti.
    Insomma, si capisce bene che non è un piacione come i vini che non gli piacciono, che magari si risente (quando non si inalbera come un basilisco!) se lo si critica, che è bisbetico. Su questi punti non ho dubbi: è proprio un rompiballe, ma per dirglielo mi firmo, io; lei no,
    E a me invece pare che lei non tenda a criticare, ma – in modo strisciante e repellente – tiri addirittura ad insinuare che lo Ziliani Franco – del cui blog siamo ospiti, sia persona con cose da nascondere, dalla moralità dubbia; lei insinua, e quel fesso di Ziliani continua a pubblicare i suoi interventi puzzolenti, invece di tacitarla, se non altro perché le ha già risposto in modo chiaro.
    Ma lei, egregio Alberto da chi é mosso?
    E, mi consenta un’altra domanda: lei, Alberto Nessuno è sempre così coraggioso?

    • Maurizio Rosso, Presidente della Cantina Comunale di Castiglione Falletto, mi ha inviato questo commento che doverosamente (e con piacere) pubblico: “Chiedo un piccolo spazio per chiarire una volta per tutte i rapporti tra il giornalista Franco Ziliani e la Cantina Comunale di Castiglione Falletto (associazione di 25 produttori che hanno cantina o vigneti in questo comune del Barolo). Ziliani è da sempre un grandissimo estimatore e divulgatore del Barolo e in particolare dei cru di Castiglione Falletto.
      In passato noi abbiamo espressamente chiesto a Ziliani di aiutarci ad organizzare dei banchi d’assaggio che si sono svolti a Roma e a Modena nel 2007 e 2008. A fronte della sua collaborazione gli abbiamo corrisposto un rimborso forfettario di spese vive che lui, proprio per assoluta trasparenza, ha voluto regolarmente fatturare.
      Si tratta di piccole spese dimostrate che non hanno nulla a che fare con un presunto compenso per favorire gli interessi di singole aziende o marchi. La nostra promozione è stata volta alla valorizzazione del vino Barolo come patrimonio comune di tutti i produttori e ha sempre mantenuto un profilo strettamente istituzionale.
      In questi ultimi cinque anni mi sono dato veramente da fare per il rilancio di questa associazione, cogliendo ogni occasione di promozione e dialogo con gli addetti ai lavori. Voglio sperare e credere che le parole di encomio che Ziliani ha scritto al nostro riguardo vadano ascritte al merito oggettivo di tutto il lavoro fin qui svolto da me e dai miei colleghi, e non abbiano nulla a che fare con queste insinuazioni che a me paiono francamente ridicole.
      Rimango comunque a disposizione di chiunque voglia ulteriori chiarimenti. Cordiali Saluti
      Maurizio Rosso Presidente Cantina Comunale di Castiglione Falletto”

  30. Sig. Ziliani,sono molto felice di leggere questo articolo.
    Ho da poco comprato 3 bottiglie propio del 2004 riserva da lei recensito…
    il mio primo vero Barolo , dato che sono un novizio…
    Anche se le bottiglie meriterebbero un bell’invecchiamento , penso che aprirò presto na delle tre…per le altre ne riparleremo tra qualche anno…

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