Messaggio augurale da Montenidoli di Sergio d’Asej, patriarca e poeta

Dalla pace di quel posto incantevole che è Montenidoli, in alto (quasi dove osano le aquile) sui colli che sovrastano San Gimignano, Sergio d’Asej, “patriarca” e poeta e compagno di vita e avventure vinose di quella donna straordinaria che è Maria Elisabetta Fagiuoli, ha la consuetudine di inviare nel periodo natalizio come messaggio augurale una sua poesia. Causa la sollecitudine delle poste italiane ho ricevuto solo due giorni fa il suo nuovo testo, La Svolta, che ho il piacere di proporre ai lettori di Vino al Vino in italiano e anche nella bella traduzione inglese di Jim Johnson. Buona lettura e ascoltatemi, saliteci a Montenidoli non appena ne avrete l’occasione. Posto e persone davvero fuori dal comune…

La Svolta
Già nei vigneti dell’aperto piano
e dei dolci pendii collinari
non rugge più il trattore né la mano
del vignaiolo passa fra i filari

onde inibire i tralci che traviano.
Tutto è silenzio. I pampini caduti
col terriccio rapidi si sposano
per restituire i beni ricevuti.

Ogni vite in se stessa s’è raccolta;
ancor freme al ricordo dei suoi frutti;
ma intuisce d’essere giunta ad una svolta,

al punto in cui finisce ciò che inizia;
l’evento atteso che rinnovi tutti,
che al mondo può donar pace e amicizia.


The turning point

Already in the vineyards of the open plain,
and on the gentle scope of the hills,
the tractor’s roar is no longer heard. Nor does the
vine dresser pass among the rows of vines

to inhibit the shoots from going astray.
All is silent. The leaves have fallen
and quickly with the earth they marry,
in order to restore gifts received.

Each vine has withdrawn into itself,
still trembling with the memory of its fruits
but aware that it has reached a turning point.

To the point that what was finished begins anew.
The expected event that may renew everybody
and give to the world peace and friendship.

Traduzione di Jim Johnson

0 pensieri su “Messaggio augurale da Montenidoli di Sergio d’Asej, patriarca e poeta

  1. Sono persone vere, autentiche, con una profondità di cultura e di passione smisurata. Fanno grandi Vernaccie e grandi vini, che traducono esattamente le loro personalità ed il territorio che vivon o ed amano.
    Grazie Franco per il ritratto e grazie a loro. I loro auguri di Natale sono fra le cose più attese di ogni dicembre.

  2. E’ stato un grande piacere andare in visita da loro, per una curiosa coincidenza proprio il giorno prima, la sera dell’11 gennaio. Ne scriverò con calma, sono visite che lasciano sedimenti duraturi e scuotono vecchie visioni e illusorie certezze sul vino. L’emozione è doppia, tripla, perchè accanto all’intensità dei vini ci sono le persone, di rara vitalità emotiva e intellettuale, e le storie che conseguentemente sanno raccontare. Non mi dimenticherò e ci tornerò presto, con piacere!

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