Vota il migliore produttore della Vallée: un referendum che sta facendo discutere

Sta riscuotendo un buon successo con quasi 200 votanti al momento in cui scrivo il sondaggio-referendum  sulla migliore azienda vinicola della Vallée d’Aoste, promosso dal giornalista Fabrizio Favre, direttore responsabile del Corriere della Valle d’Aosta e di Radio Proposta in Blu, collaboratore del Sole 24 Ore Nord Ovest e di Avvenire, e conduttore su Radio Proposta in Blu del programma settimanale “ImpresaVda”, sul suo blog Impresa Vda.
Come ho già scritto e come potete leggere qui, si tratta di un’idea relativa alla piccola, ma qualificatissima, produzione vitivinicola valdostana.
Un sondaggio-referendum, al quale i lettori del suo blog, e anche voi ovviamente, siete invitati a partecipare, per scegliere tra 15 realtà produttive (privati e cantine sociali) che io ho avuto l’onore/onere di selezionare, una lista “commentabile e criticabile” come l’ha definita Fabrizio, con presenti e assenti, “promossi” e “bocciati”, quella che i partecipanti apprezzano maggiormente.
Al momento figura in testa, come da mie previsioni, Costantino Charrère ovvero Les Crêtes di Aymavilles, seguito dalla Cave Cooperative di Donnas (per la quale io faccio non tanto segretamente il tifo) da Anselmet, Feudo San Maurizio e Grosjean.
Mi sorprende il numero non così elevato di voti andati ad un’altra cantina che avrei scommesso avrebbe riscosso molti consensi, la Crotta di Vegneron di Chambave.
Ma restano ancora due mesi abbondanti prima che scadano i termini per poter andare… alle urne. a voi decidere – votando qui – perché in aprile si possa proclamare che “the winner is”, anzi “voila le gagnant”…

0 pensieri su “Vota il migliore produttore della Vallée: un referendum che sta facendo discutere

  1. Il risultato è al momento scontato, per le prime due posizioni, proprio perchè sono i produttori che si trovano più facilmente al di fuori della VdA. Mi stupisce, oltre alla Crotta come giustamente afferma, anche lo scarso successo della Cave di Aymavilles e di Grosjean (lo confesso, il mio preferito)… Però 201 voti è un risultato che va ben oltre le mie più rosee aspettative: questa è la vera buona notizia per la VdA enoica 🙂

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  3. Totò avrebbe detto col megafono ”vota Grosjean,vota Grosje
    an!”.

    A parte questo, nel blog della Vda è in corso un singolare
    sondaggio fra l’utilità delle ”invenzioni domestiche”,in
    cui si danno battaglia ”luce elettrica”e”sciacquone”(!).
    Ma è un problema che assilla i valdostani o ci dobbiamo
    preoccupare anche sotto l’Appennino Toscoemiliano?

  4. posso votare pere Gerald Besse anche se si tratta di un produttore in terra a un petit arvine che les Cretes se lo sogna da sveglio

  5. @Pezzuti
    Voglio tranquillizzare Pezzutti. Il sondaggio è un modo “leggero” per lanciare una conferenza che si terrà mercoledì 19 gennaio, alle 17,30, presso l’incubatore di impresa. Piero Bianucci, l’ideatore di Tuttoscienze, parlerà sul tema “Le macchine invisibili, l’innovazione intorno a noi”. Si tratta di un ciclo di conferenze su innovazione e ricerca scientifica. L’argomento non è enologico, ma se qualcuno vuol saperne di più può copiarsi questo link: http://impresavda.blogspot.com/search/label/Dialoghi%20dell%27Innovazione

  6. @Pezzuti: ognuno è libero di esprimere le proprie simpatie… se Ziliani afferma che le sue simpatie vanno per la Cave di Donnas, perchè io non potrei esprimere la mia preferenza? Pensa che possa spostare qualcosa? Ma per cortesia…

  7. scusate, ma a volte la tastiera….
    Gerald Besse sta in terra Svizzera, nel Valais e come diceva il suo petit arvine è almeno mostruoso se rapportato ai più noti omologhi valdostani.

    • scusi “chiaro”, ma che ci azzecca un produttore svizzero, del Valais, in un referendum per scegliere il miglior produttore della Vallée d’Aoste?
      Non é che magari lei ha commercialmente a che fare con questo produttore, come ha a che fare con aziende di quella Champagne che lei difende con tanta foga?

  8. Non ho capito il riferimento di Enofaber sulle aziende della

    Valee’. Io ho soltanto un pò ironizzato sul referendum su

    luce,acqua,gas…boh?

  9. ovviamente non ci azzecca niente, ma voleva esser soltanto una provocazione, è che lei preferisce supporre che io abbia intrallazzi commerciali con Gerald Besse piuttosto che provare ad ampliare gli orizzonti delle sue bevute.
    Le dico chiaramente che io non ho nessun rapporto commerciale con Gerald Besse, ma ho avuto la fortuna di assaggiare i suoi vini che consiglio a tutti.
    Per quel che riguarda il commercio dello champagne: ne vendo, ma vendo pure franciacorta. Sono in doppio conflitto di interessi carpiato e ritornato? Non credo, e continuerò a parteggiare per lo champagne finchè non ci saranno dei metodo classico che mi faranno ricredere.

    Le assicuro che io, pur essendo un operatore del settore “vino”, partecipo a blog, forum, discussioni soltanto da appassionato. Dippiù, se lavoro nel settore è proprio perchè la passione mi ha spinto a cambiare il lavoro che facevo.

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