
Prima giornata di Benvenuto Brunello e spese subito due parole, di complimenti, una volta tanto, di felicitazioni per la scelta dello spazio, elegante e di prestigio, destinato alle degustazioni di giornalisti e addetti ai lavori (forza Consorzio, visto che se vi impegnate potete anche fare bene?), devo esprimere tutta la mia perplessità sulla nuova annata di Brunello, il 2006, che sto assaggiando.
Dopo 80 vini circa degustati (e continuo a pensare che sia totalmente idiota degustare tanti vini importanti in così breve tempo: ma non abbiamo alternative…) preferisco sospendere il giudizio sul valore di questa annata annunciata come grande, che invece grande non mi pare proprio. Troppi su 80 vini degustati, assolutamente alla cieca, i vini che non mi hanno convinto, che non mi verrebbe voglia di bere stasera e nei prossimi mesi.
Troppi i vini che mostrano tannini acerbi, come se la maturazione non fosse stata completata perfettamente, oppure che sembrano, di contrappeso, già evoluti, privi di una positiva possibilità di evoluzione e tenuta nel tempo.
Eccezioni per fortuna ci sono state, voglio citare solo i vini di Gianni Brunelli, Il Colle, Fuligni (guarda te i vini che solitamente mi piacciono), Col d’Orcia, Il Marroneto, che mi hanno totalmente convinto.
Ma se penso allo strepitoso, emozionante, grandissimo Brunello di Montalcino 1975 di Lisini, bevuto ieri sera, siamo molto lontani e la grandezza, la complessità, la magnificenza, trovate in quella stupenda bottiglia, letteralmente “seccata” in tre (e io avrei voluto continuare con una seconda…).
Magari domani, quando continuerò la mia degustazione dovrò ricredermi (e me lo auguro tantissimo) e dovrò parlare di una grande annata, ma oggi, se lo facessi, se mi dichiarassi soddisfatto della maggior parte dei vini assaggiati direi una bugia.
Manco fossi un consigliere o il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino e mi dichiarassi soddisfatto per l’andamento della votazione, pardon, della votazione mancata, per l’annunciato cambio di disciplinare (per ora congelato) del Rosso di Montalcino…
A domani cari amici e una preghiera: continuate a credere nel Brunello di Montalcino, perché anche se tanti vini sono così così e spesso mediocri, i vini buoni quando sono buoni, sanno essere grandissimi…
Se lo mettessero nella zucca a Montalcino…
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15 pensieri su “Brunello di Montalcino 2006: per ora sospendo il giudizio…”
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Caro Franco,
mi permetto di fare da corollario ai tuoi commenti, in attesa anche io di una seconda ondata domani e, per me, anche domenica e lunedì.
Primo aspetto: l’attesa di assaggiare una grande annata. Purtroppo questo é un handicap, soprattutto con assaggi così precoci che per un vino come il Brunello possono essere micidiali. La corsa a presentare il vino in tempo ha prodotto bottiglie o eccessivamente “in avanti” oppure ancora molto “acerbe”. Alcuni di questi vini presenteranno aspetti molto più sorprendenti fra qualche mese, adesso non sono né carne né pesce. Aspetta di assaggiarli più avanti e poi ne riparliamo. Questo con tutto il rispetto per la tua esperienza di assaggiatore, ben superiore alla mia.
Secondo aspetto: lo sforzo di tornare alle origini, cioé al Sangiovese proprio delle vigne di Montalcino. E anche a dei sistemi di vinificazione e invecchiamento più tradizionali e adatti al vitigno Sangiovese locale. Questo sforzo va premiato, anche se spiazza un po’, non solo i degustatori, ma anche tanti produttori e i loro enologi e cantinieri perché non più abituati (se vecchiotti) o ancora poco esperti (se più giovani). I risultati dimostrano una certa incertezza nell’annata 2006. A volte annate che si presentano “facili” nella vigna, rischiano di essere sottovalutate nelle lavorazioni in cantina. Ma vale la pena di dare più credito al 2006 e almeno a una parte dei produttori.
Terzo aspetto: questo é legato ai precedenti. Il ritorno all’uso tradizionale del Sangiovese di Montalcino ha mostrato come certe vigne non dovevano essere piantate. Non é che tutta la zona di Montalcino sia perfettamente vocata a produrre un vino come il Brunello. Ormai é troppo tardi certo, ma dirlo é doveroso.
Infine, non si può comparare il Brunello Lisini 1975 a quello assaggiato oggi. Altri tempi, altre rese e anche, altri palati.
Su questo aspetto, relativo anche ad altri vini italiani degni di lunghi invecchiamenti, mi piacerebbe tornare più avanti.
Intanto Franco, avanti così…
carissima amica, hai detto bene: “lo sforzo di tornare alle origini, cioé al Sangiovese proprio delle vigne di Montalcino. E anche a dei sistemi di vinificazione e invecchiamento più tradizionali e adatti al vitigno Sangiovese locale”. Ma perché dici “tornare alle origini, cioé al Sangiovese”? Non ci si doveva sempre rimanere al Sangiovese o qualcuno ha preso delle scorciatoie?
Premetto che ho un rapporto di amicizia e di lavoro con Giuseppe Gorelli, qualche mese fa ho assaggiato il suo 2006 e mi era sembrato potente e con ottime possibilità di sviluppo, puoi dirmi come sta evolvendo?
Come Agent Provocateur ti battono in pochi. Ho scritto “il Sangiovese proprio delle vigne di Montalcino” intendendo quei cloni più adatti ai terreni locali.
Come sappiamo bene, perché la stampa ne ha dato tanto rilievo, c’é stata un’indagine della magistratura relativa a comportamenti illeciti di alcune aziende. a quanto mi risulta la questione é ancora in essere e se ne stanno occupando gli organi competenti.queste erano le mega-scorciatoie.
Se ne é parlato fino alla nasuea.
Ma oltre a quelle c’é stata la moda dei Brunello possenti, concentrati, muscolosi, da impatto immediato. utilizzando certo il Sangiovese ma sforzandolo e spingendolo all’estremo. Con il risultato che questo vino steroideo esauriva in breve le sue capacità e poi defungeva. Non prima di aver ottenuto premi e riconoscimenti.
Nell’intervento precedente ho solo dato la mia visione sullo stato attuale del Brunello, il quale nonostante le tue perplessità sull’annata che condivido solo in parte, secondo me sta dando un’ottima prova con questo 2006. Una prova di sincerità e onestà.
“Abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare per risolvere i problemi causati dal vecchio modo di pensare”.
Prendo a prestito le parole del vecchio Albert per battere qui – caro Franco – sul caldo ferro odierno.
I “valori” migrano, cioè si spostano da un’area all’altra, da una griffe all’altra, da uno stile a un altro.Con l’attenzione della gente, che li muove e ne è mossa a sua volta…
Tornare al cosiddetto antico non basta – è il ricordo della lectio di un grande maestro – bisogna andarci, senza ‘tornare indietro’, sorprendendo ed entusiasmando, in salita, giorno dopo giorno.
Solo così si tiene agganciato lo spettatore.
Non sono ancora salito a Montalcino, ma i resoconti che ho avuto modo di leggere riportano, per taluni aziende(anche da 100 punti) riconoscimenti di peperone e altre amenità che solitamente non si accostano al Sangiovese.
A continuare a pensar male si fa peccato…ma si rischia di azzeccarci.
Ma’ si degusta solo Brunello o anche Rosso ?
Come mai nessuno parla dell Rosso 2009 ?
capisco sia difficile assaggiare 80 vini senza nemmeno qualche mese di bottiglia, però io “devo” fare l’ordine del nuovo millesimo e avrei bisogno della tua consulenza
mi sono affidato ai vostri pareri (ziliani-gori) per il 2004 ed effettivamente i vini sono davvero grandi, stanno maturando benissimo e vedo ancora molta strada davanti.
Cosa faccio per il 2006? Vado sui soliti Poggione, Capanna, Mastrojanni, Marroneto, Biondi Santi… oppure c’è qualcosa di “nuovo” da mettere a maturare nella mia buia ed umidiccia cantina?
Per esempio questo “tenuta nuova” da 100 punti parker che oggi è sulla bocca di tutti merita l’acquisto a discapito di altri?
Purtroppo il mio budget è limitato e devo per forza fare delle scelte anche se mi piacerebbe davvero ordinarne 6 per tipo di tutte e poi decidere da solo..
Mi devo affidare completamente al Gori? (anche lui sui brunelli 2004 non si era sbagliato)
saluti
caro Luca, scelga lei se affidarsi ai pareri miei e di altri giornalisti di lunga esperienza e reale conoscenza del Brunello, o a quelli del personaggio che lei cita. Ma per favore, non mi metta sullo stesso piano. Potrei offendermi…
no no.. senza offesa alcuna.
Solo mi piace prendere pareri da destra e sinistra (non politicamente parlando) per vedere le cose da tutte le angolazioni possibili. Capisco che siete un pochino come il diavolo e l’acqua santa (lascio a lei la scelta) ma sulla serietà che mettete nel vostro lavoro non penso ci siano molti dubbi.
Come per “l’informazione” leggo Il Giornale e il Fatto Quotidiano, Libero e Repubblica e compagnia bella anche per i pareri sulle nuove annate ho bisogno della “molteplice angolazione”
Soprattutto per quei vini che non riesco a seguire personalmente per problemi di tempo.
Pareri a parte, pubblicherà un suo pensiero come fece per i 2004?
non sarà un’offesa, dice lei, ma per me mettermi sullo stesso piano di quel personaggio é veramente offensivo…
Bé Franco, adesso che ci siamo stretti la mano e scambiato due chiacchere vis à vis, adesso che conosco il tuo sorriso e tu il mio, mi permetto di allargarmi un po’. Il mio allargamento riguarda proprio il personaggio che tu non nomini ma che io invece sì: Andrea Gori.
Premetto che per natura ed esperienza rifuggo dalle polemiche e dalle ripicche. premetto anche di non essere coinvolta personalmente nella querelle fra voi due. ma mi dispiace sinceramente che si sia fatto di un topolino un elefante. Andrea rappresenta la sua generazione e lo fa con l’entusiasmo e anche l’arroganza di chi da poco si é affacciato in un mondo in cui tu navighi da tempo. Secondo me é molto preparato, ma ha i limiti dovuti ai pochi anni di esperienza. Perché pigliarsela con lui, citando frasi forse un poco maldestre, ma che tirate fuori dal contesto suonano completamente false?
Di tutto abbiamo bisogno meno che di diverbi fra persone che ci devono raccontare e indirizzare. Soprattutto fra persone che hanno valore e talento e che insieme, anche da angolazioni diverse, possono contribuire a valorizzare il pianeta vino.
Non mi voglio dilungare e non tornerò, lo giuro, sull’argomento. Sono fatti tuoi e di Andrea. Ma sinceramente mi dispiace come certe energie positive si disperdano così.
Sempre con grande stima
NN
carissima Nelle Nuvole é stato un grandissimo piacere per me conoscerti personalmente e constatare anche de visu la tua saggezza. E il tuo fascino. Non volevo fare nessuna polemica con la persona che citi. Ma quando un lettore ha pensato di mettere i miei giudizi (o quelli di qualsiasi altro collega con una lunga esperienza e militanza nel mondo del vino) sullo stesso piano di chi, come hai scritto, “rappresenta la sua generazione e lo fa con l’entusiasmo e anche l’arroganza di chi da poco si é affacciato in un mondo in cui tu navighi da tempo”, allora, se permetti, ho dovuto dire che non ci stavo. Che non accetto un’equiparazione tanto assurda… Tutto qui. Con immensa stima e simpatia
Non vi ho mai messi sullo stesso piano, al max nello stesso grande insieme.
Per questo dicevo senza offesa alcuna.
Non si puo’ paragonare “una vita” dedicata con un neofita.. penso sia ben chiaro a tutti..
saluti
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