A Radici del Sud 240 vini meridionali in degustazione


Un taglio ancora più internazionale e progetti sempre più ambiziosi per la manifestazione

Sono particolarmente felice di annunciare che anche quest’anno, da venerdì 3 a giovedì 9 giugno, sarò nuovamente nell’amata terra di Puglia per partecipare, questa volta non da semplice membro delle commissioni di degustazione, ma come collaboratore organizzativo del vero artefice della manifestazione, il suo ideatore e deus ex machina, il caro amico Nicola Campanile, alla nuova edizione di Radici.
Una grande vetrina dei vini da vitigni autoctoni meridionali che quest’anno si è data una dimensione ancora più ampia, cambiando nome e diventando Radici del Sud e comprendendo in degustazione non più solo vini da vitigni autoctoni pugliesi o espressione dell’Aglianico del Vulture in Basilicata, ma figli dell’Aglianico e della Falanghina in Campania, del Gaglioppo in Calabria, del Nero d’Avola in Sicilia. Per questa prima edizione di Radici del Sud, realizzata con il sostegno degli Assessorati Regionali al Mediterraneo, Cultura e Turismo e all’Agricoltura, con la collaborazione delle Donne del Vino Puglia e con il supporto logistico di AIS Puglia, insieme a Nicola Campanile (e a Luciano Pignataro che ha a sua volta collaborato alla parte organizzativa) abbiamo pensato di dare ancora più respiro internazionale e di invitare a partecipare alle degustazioni, nella splendida cornice del Resort Borgo Egnazia di Savelletri di Fasano, che ospiterà i wine tasting in programma il 6-7-8 giugno (in precedenza ci saranno incontri con i produttori partecipanti alla manifestazione in un’altra affascinante cornice la Masseria Le Fabriche di Maruggio nel tarantino, e saranno in programma alcune visite ad aziende e attese degustazioni verticali) un gruppo di degustatori stranieri particolarmente prestigioso.
Del gruppo di assaggiatori internazionale faranno difatti parte nomi di grande esperienza e risonanza mondiale: Jancis Robinson che presiederà le sessioni di degustazione degli oltre 230 vini pervenuti da Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia e poi Jane Hunt, Master of Wine nel Regno Unito, Joe Cooke, selezionatore e importatore di vini italiani in America; Jeremy Parzen, giornalista e wine blogger; Kyle Phillips, wine writer molto affezionato all’Italia; Ryan Opaz fondatore dell’European Wine Blogger Conference; il francese Pierre Casamayor, saggista e docente di Enologia; il belga Hervè Lalau, apprezzato giornalista di origine francese,; Marek Bienczyk,, saggista ed autore di guide, polacco; Piotr Kamecki il maggior importatore di vini in Polonia, fondatore dell’Associazione sommelier Polacca; David Berry Green esperto wine merchant inglese.
E ancora Francesco Bonfio, presidente dell’Associazione delle enoteche Vinarius, l’agronomo Maurizio Gily, l’enologo Franco Pastore, Elisabeth Babinska Poletti, ambasciatrice dei vini italiani di qualità in terra polacca.
Il prestigioso gruppo, unitamente all’altrettanto autorevole panel di esperti di settore italiani che compongono la giuria degli appassionati – leggete qui – inizierà le degustazioni la mattina di lunedì 6 giugno e andrà avanti sino a tutta la mattinata dell’ 8, giorno clou dell’evento, che vedrà nel Congresso delle 18,30 il momento pregnante della manifestazione, ripreso in diretta da Decanter Radio Due con la partecipazione di Fede.
Il tema prescelto del convegno, “Obiettivi e strategie per la valorizzazione del patrimonio ampelografico del Sud”, sarà oggetto di costruttivo confronto tra istituzioni, produttori, addetti ai lavori e giornalisti italiani e stranieri. L’obiettivo, con riferimento alle degustazioni effettuate, sarà quello di fare il punto sullo stato dell’arte della viticoltura del sud e di innescare tra tutti i produttori un circolo virtuoso che conduca a lavorare con impegno e passione alla riconoscibilità ed identità dei vitigni delle singole regioni.
In un momento di crisi e di tendenza all’omologazione del gusto, la via da seguire è quella di definire un codice comune di coerenza stilistica e riconoscibilità del ricco patrimonio ampelografico del sud, vitigno per vitigno.
Solo così si potrà offrire agli interlocutori stranieri e non, una motivazione in più verso l’apprezzamento e l’acquisto dei nostri vini da vitigno autoctono. Come sostiene Nicola Campanile, “bisogna perseguire l’identificazione di un “BRAND SUD” che faccia della riconoscibilità e della qualità, i primi strumenti di crescita e  successo  commerciale delle nostre cantine”.
Al termine dell’incontro, intorno alle 20.30 i partecipanti al Congresso ed il pubblico degli invitati potranno accedere ai banchi di degustazione, dove assaggiare circa 240 vini e chiacchierare con i degustatori per scoprire quelli che più hanno attratto la loro attenzione.
A seguire, la cena con la cucina delle Masserie di Puglia interpretata da Masseria Petrino e Masseria Barbera che realizzeranno alcuni piatti tipicamente locali, realizzati con le eccellenze gastronomiche del territorio pugliese.
Il nuovo format  di Radici del Sud lancia dunque un chiaro segnale innovativo, un punto di partenza comune, una rassegna di confronto, di ben 140 produttori, intenzionati a lavorare profondamente sulla riconoscibilità varietale dei singoli vitigni.
Il materiale informativo e fotografico è on line su www.ivinidiradici.com oppure www.radiciwines.com
Saranno sicuramente anche quest’anno giorni molto intensi e ricchi di suggestione, con la possibilità di imparare e amare ancora di più i vini non omologati da vitigni autoctoni prodotti nelle magnifiche terre del vino del Sud Italia.
Qui l’elenco
in rigoroso ordine alfabetico delle cantine partecipanti alla manifestazione.

7 pensieri su “A Radici del Sud 240 vini meridionali in degustazione

  1. Un grandissimo in bocca al lupo. Una manifestazione del genere se lo merita in pieno. Mi auguro che gli assaggiatori internazionali oltre ad apprezzare la qualità e diversità dei vini proposti si facciano carico, una volta tornati a casa loro, di comunicare e promuovere questa realtà così belle e composita.
    Ancora più importante della loro presenza sarà il loro feed back.

    • carissima, quando ho selezionato e invitato queste persone ho ovviamente chiesto loro, ma non c’é bisogno perché sono dei grandi professionisti, di scrivere di questa loro esperienza pugliese e dei vini che degusteranno…

  2. beh, letti i nomi dei degustatori internazionali, primo su tutti quello di Jancis Robinson, un plauso gli organizzatori di Radici del Sud se lo meritano. Riuscire a portare in Puglia, immagino senza catturarli con la promessa di robusti cachet, nomi di così indiscutibile notorietà e valore, é stato davvero un grande risultato. Bravi!

  3. indiscutibile la notorietà internazionale ed il prestigio dei componenti la giuria di esperti, ma ho un dubbio. Questi wine writers ed esperti mondiali riusciranno a giudicare in maniera valida vini espressione di vitigni autoctoni che non sempre conoscono? E non daranno un giudizio espressione di una formazione e di un gusto formato sui più noti vitigni mondiali?
    In altre parole sapranno giudicare un Gaglioppo e un Aglianico e un Negroamaro per il loro effettivo valore e sapranno riconoscerne e apprezzare le loro caratteristiche?
    Questo detto, complimenti al team di Radici del Sud per aver saputo coinvolgere nomi tanto altisonanti

    • Paolo, conoscendo i nomi dei colleghi wine writer internazionali, ma anche della validissima “minoranza” italiana che completa e impreziosisce il panel tasting, non ho dubbio, conoscendo bene gran parte di loro, che sapranno svolgere il difficile compito loro affidato nel migliore dei modi, giudicando i vini non in base a stilemi internazionali, ma interpretandoli come vitigni autoctoni espressione dei terroir di origine. E poi il gruppo comincerà a degustare la mattina del 6, proseguendo il 7 e l’8 e il 4 e 5 avremo tempo e modo stando insieme di armonizzare il modo di giudicare i vini e arrivare ad un’ideale sintonia nel modo di giudicare i vini di tutto il panel. Sono sicuro che Jancis, Jane, Jeremy, Marek, Piotr, Jo, Pierre, Hervé e tutti gli altri sapranno entrare nel mood giusto per giudicare nel migliore dei modi questi vini del Sud che proporremo loro in assaggio.
      E lo stesso, con ottica ovviamente diversa e gusto più italiano e mediterraneo, farà egregiamente la giuria degli appassionati composta da ristoratori, enotecari, sommelier italiani.

  4. Colgo l’occasione rispondendo a Paolo di ringraziare per le parole di apprezzamento che avete avuto la bontà di rivolgere al mio indirizzo anche se è assolutamente doveroso ricordare che la buona riuscita della manifestazione Radici del Sud dipenderà, come scrive Franco, dal lavoro di tanti professionisti del settore.

    La valorizzazione del nostro patrimonio ampelografico meridionale, obiettivo fra i principali che Radici del Sud si propone, verterà principalmente su un gioco di wine tasting operato da esperti internazionali e da cosiddetti “appassionati”, gioco che, così come è concepito, porterà i due gruppi ad uno scambio culturale che arricchirà di sapere gli ospiti d’oltralpe e li metterà in condizione di comprendere e di poter esprimere sui nostri vini da vitigno autoctono un giudizio non solo all’altezza, ma valido e competente ogni anno di più. Questo, anzi, riteniamo che rappresenti un aspetto tra i più innovativi ed importanti di tutta la manifestazione.

  5. Ringrazio Nicola Campanile, Luciano Pignataro e Franco Ziliani a nome della Vinarius e mio personale per essere stati invitati a far parte delle due giurie. E’ grande l’orgoglio di essere stati inseriti in un gruppo di degustatori di tale statura.
    La Vinarius non mancherà di fare la sua parte come Associazione delle Enoteche Italiane
    per la divulgazione dei vini autoctoni del Sud Italia.
    Grazie davvero per questa splendida opportunità e a domani.
    Francesco Bonfio

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