On line il nuovo sito Internet A.I.S. Aisitalia.it

E’ online da ieri sera, all’indirizzo http://www.aisitalia.it/ l’edizione rinnovata dal sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Se si digita il vecchio indirizzo www.sommelier.it si viene automaticamente reindirizzati alla nuova edizione.
In home page, a metà pagina sulla destra, le modalità per iscriversi e ricevere le news letter, quella ufficiale e quella relativa alla rassegna stampa settimanale WineWebNews, le modalità per ricevere in tempo reale le news via RSS, e qualche novità, che si scoprirà progressivamente, in occasione del 45° Congresso nazionale in programma dal 6 al 9 ottobre in quel di Lecce.
Come ogni nuovo sito Internet che si rispetti, anche questo avrà comprensibilmente margini di aggiustamento e di miglioramento, ma dovrebbe costituire a breve una vetrina efficace per conoscere tutto quanto si muove e avviene nell’universo della più grande organizzazione della sommellerie italiana, e per verificare come anche l’A.I.S. faccia la sua parte nella comunicazione e informazione sul vino in Italia.
Buona navigazione!

31 pensieri su “On line il nuovo sito Internet A.I.S. Aisitalia.it

  1. caro Ziliani io mi lamento gia perché non trovo giusto che non ci sia più l’intero archivio delle tue web winenews.Se tu potessi fare qualcosa piu di qualcuno sarebbe contento. Onestamente mi piaceva di più il precedente grazie

  2. A noi, quassù a Marte, piacerebbe vedere il vino, così, tanto per dirne una, nel sito dell’Ais. Ci piacerebbe aprire la home e dire: “Ma, guarda, sanno di vino!”, inteso non in senso olfattivo – o non soltanto. Invece abbiamo la sensazione che ci sia “troppo” e tutto rigido. Tanto lavoro, sicuramente, ma meno info, più sintesi, maggior impatto, meno istituzione e più “evocazione” a noi non spiacerebbero.
    Brisky
    P.S.: carino il sommelier – testimonial!! Dov’è che tiene i corsi? 🙂

    • Domanda: ma perché prima di parlare a vanvera e fare brutta figura non controlla?
      Le insegno passo passo come fare
      va sul sito Internet http://www.aisitalia.it poi clicca nel menu orizzontale in alto su De Vinis poi clicchi su una delle sezioni del menu a sinistra, ad esempio “l’intervista” e vedrà che tutte le 95 interviste da me realizzate, dalla più recente alla prima del marzo 2007, sono presenti e leggibili.
      La stessa cosa con gli articoli della sezione “commenti”, con quella “io non ci sto” e prossimamente completeremo l’inserimento anche dell’archivio delle news Le novità dal mondo del vino.
      Solo nell’archivio della rassegna stampa WineWebNews figurano solo le uscite a partire da giugno…
      Così potrà vedere che non é stato “preso in giro” proprio nessuno…

  3. Quando mi capita di incontrare un sommelier AIS penso immancabilmente al complesso lavoro di questa associazione – non soltanto in favore dell’eno-mondo, ma anche per far crescere un pubblico che sia in grado di apprezzare nel modo giusto il vino e i luoghi del vino…Un lavoro davvero notevole, quello di AIS, che nel sito non c’è.

    L’impressione di cui sopra resta … al palo, aprendo il sito AIS. Dove il vino dovrebbe ‘volare’, o almeno ‘cantare’ (so quanto sarò pizzicata per questa critica…).

    Perché un sito così lontano da “una conversazione sul vino”?

    La risposta sarà, probabilmente, che la funzionalità vuoi mettere e poi che cos’è un sito?
    Insomma, mi aspettavo un’altra cosa.

  4. Ziliani, sia franco, lei cosa ne pensa di questo meraviglioso restyling anni ’90? Vabbé che non ci possiamo apettare stroncature, però, suvvia, con cotanti collaborazioni, e con tutto quello che gira sul web, potevano offrirvi uno spazio, diciamo così, più carino o se vogliamo più semplicemente fruibile; in definitiva, si poteva fare di molto meglio, non trova? E chissà quanto c’è costata sta pagliacciata…

    • Paolo & Paolo, io non sono tenuto a pensare nulla: io come collaboratore incarico di redigere una parte delle news opero nel contenitore che mi viene messo a disposizione e cerco di fare del mio meglio. Punto e basta. Giuste le critiche ma trovo assurdo e inconcepibile che lei le esprima nella forma, sgarbata ed eccessiva, che ha scelto

  5. caro Ziliani,non credo di parlare a vanvare e nemmeno di essere improvvisamente diventato cIeco.In effetti io mi riferivo proprio alle WineWebNews.Io come molte altre persone ci eravamo fatti un’archivio completo di quello sopra sulle nostre e_mail e creda non é bello che da un giorno all’altro diventino carta straccia. In fin dei conti paghiamo 80 euro l’anno.

    N.B:Se lei e l’associazione ritiene che una persona come me sia rompiscatole chiedo scusa per il disturbo creato.Per ultimo ritengo che l’archivio dell’ais sia talmento importante e vario che sarebbe bello potesse essere letto da tutti. Non crede? Ringrazio per lo spazio concessomi e spero di non disturbare più

    • Vittorio, giro le sue osservazioni all’Associazione.
      Tenga però conto che sono già stati salvaguardati gli archivi delle rubriche l’intervista e commenti e presto, solo il tempo di inserirle, larga parte delle news della sezione Le novità del mondo del vino figureranno anche nel nuovo sito. Quanto alle WineWebNews, mi spiace ma era troppo macchinoso e difficile trasferire in tempi brevi tutto in archivio anche nel nuovo sito, ma disponendo io dei testi, avendole realizzate, penso che magari in un futuro si potrebbe pensare un inserimento progressivo in archivio anche di questa sezione. Anche in questo caso la decisione spetta ai responsabili dell’Associazione, non a me che sono un semplice collaboratore.

  6. Io invece credo che il sito sia piuttosto fruibile, infondo il sito di una associazione deve rendere visibile ciò che promuove e nulla più. Di etichette si parli altrove insomma.
    La cosa che manca ormai da troppo tempo invece a mio avviso è la sezione Blog, una volta funzionava alla grande, oggi solo un tab vuoto e nulla più.
    Capisco le ragioni che spinsero l’associazione ad eliminarlo, credo però che sia un grosso segno di maturità vedere ciò che gli utenti del vino pensano del sito dei contenuti e di vino soprattutto, magari promuovendo anche dibattiti sull’oggetto del contendere, senza l’uso della difesa per risentimento.

    • Diego, visto che si é accorto dell’esistenza di una sezione blog posso anticiparle che verrà riattivata e questa volta tenuta regolarmente in attività in occasione del Congresso A.I.S. di Lecce che verrà seguito con un live blogging.

  7. Sono andata a rileggere i commenti, qui sopra, e mi ritrovo (forse anche in modo più esplicito, rispetto al commento della sottoscritta) in quello di Briscola@, mi ritrovo nella sua osservazione dove sente che il sito è ‘rigido’.
    In effetti, ribadisco, questa è la prima impressione.
    Inoltre, per spiegare meglio, basta farsi un giro nel web per vedere, soprattutto nel mondo del vino siti e blog molto attraenti.
    Manca il vino, che inserirei di più – non per mostrare etichette, ma per evocare il mondo in cui AIS è ‘padrona di casa’, e questa è la prima cosa che mi viene da razionalizzare. Ed è anche abbastanza ovviabile. Manca proprio – e ri-cito Briscola – il profumo del vino! Così mi ricorda qualcosa di burocratico (e un po’ berlusconiano, nel senso del perbenismo di facciata).

  8. caro Ziliani,so perfattamente il grande lavoro dietro il sito però io sarei disposto anche a pagare un qualcosa per poter riavere le Sommelier news e le WebWineNews tutte complete.credo sarebbe giusto per tutti.Non capisco però perché il sito andasse cambiato,bastava la parte di de-vinis e tutto era a posto.

    • per le WineWebNews, che però presentano riferimenti e rinvii alla stretta attualità e di cui quindi la presenza in archivio non era a mio avviso fondamentale come la presenza delle altre rubriche, vedremo cosa si potrà fare. Naturalmente in base alle decisioni prese dalle Giunta Esecutiva dell’A.I.S., che ha deciso anche il cambiamento e ammodernamento del sito.

  9. Grazie di essere d’accordo, però nessuno mi ha ancora fatto sapere dove tiene i corsi il sommelier – testimonial dell’home page… 🙂 Mi pare, esso sommelier – testimonial, l’elemento più evocativo del tutto.
    Brisky
    N.B.: la mia domanda riflessione, se ben riflettete, non è una semplice butade.

  10. Caro Crosta mattiniero@! Grazie per aver capito la mia critica (che vuole essere costruttiva: abbiamo fin troppi distruttori in questo malandato paese, comincio a sentirmi a disagio).
    La cosa buffa (si fa per dire) è che abbiamo fin troppe cose emozionanti da dire – nel vino (non solo lì, ma questo è un altro discorso) – e non sappiamo dirle (o non vogliamo?).
    E’ un po’ come avere l’amato /a a un tiro di voce e non sapergli dire ‘ti amo’, con semplicità, ma con il tone of voice che esprima la nostra emozione nel dirlo.
    A questo serve la comunicazione, e questo non tutti sono capaci di esprimerlo; poi da quando l’impero della comunicazione è stato attribuito a quell’ex-tutto che è Berlusconi, tutto si è un po’ (un bel po’!) come cristallizzato e (questo è l’aggettivo corretto) i m b a l s a m a t o !
    Ciao Crosta e ciao pepata Briscola sconosciuta!

  11. Mi sono sempre svegliato alle 5,30 e quindi mi trovo bene all’Est, dove il sole sorge normalmente un’ora prima e ho guadagnato un’ora solare di sonno. E poi ho avuto l’onore di lavorare per il dott. Alberto Malavasi, il reggiano che fu il liberto del Palermo quando iniziava a giocare il mio amico Perucconi di Gazzada: lui alle 5,00 era gia’ impegnato a leggere i giornali e lo si poteva chiamare gia’ a quell’ora se c’erano dei problemi. Ci ha entusiasmati al lavoro anche con l’esempio. Per questo ti ho capito al volo, Silvana. Se vai a leggere il mio commento nel blog dedicato a Maria Grazia e Angelo, capirai meglio anche il resto. Il tuo ed il mio mondo del vino sono diversi da quello che troviamo oggi. I giovani sanno tutto, sono da invidiare per questo. Ma non hanno pietà per il vino, per il contadino: nel mondo illuminato in cui vivono si dimenticano spesso che mentre loro fanno i ponti, lui fa le gallerie, non fa mai festa, pensa sempre alla vigna, ha sempre qualcosa da faticare in mezzo ai filari anche quando ha la febbre e dovrebbe passare il decorso delle malattie a letto. Poi gli chiedono 72 bottiglie gratis più 10.000 euro per valutare il vino e scriverlo nel cosiddetto gotha dei podiati, gli affibbiano un misero 81 perché forse sapeva troppo di quella terra che invece tutti evitano come se fosse fango, mentre il grande industriale del vino fa dei perfetti 95/100 e vince l copertina dell’importante rivista americana. Sì, cristallizzato, imbalsamato, perbenista, burocratico possono dare l’idea giusta. Bello senz’anima, oh!

  12. caro Ziliani.mi ritrovo a scirverle di nuovo. Io continuo a non capirla Perchè secondo lei la stretta attualità non é importante?.Io sono una persona che le cose le faccio con tanta passione e ci do sempre l’anima e quindi io spero sempre che anche gli altri lo facciano.Sempre meno si trova riscontro.Io reputo lei persona molto seria e preparata e quindi spero in un lieto fine. Grazie molto

  13. Scusi ,ma prima mi sono dimenticato una cosa ,perché le decisioni devono essere sempre prese in alto L’ais ha molte e-mail perché non si poteva chiedere ad ognuno di noi come voleva il sito? E poi si tiravano le conclusioni.Mi pareva molto più democratico.Lei che ne pensa? Grazie ancora per tutto

    • Vittorio lei propone un meccanismo iper-democratico ma francamente utopico. L’A.I.S. ha circa 40 mila associati: doveva convocare forse delle primarie e contattare uno per uno tutti gli associati per chiedere loro come rifare il sito e cosa ci dovesse essere, quale la grafica, quali i colori, quali i contenuti? Suvvia, non chiediamo la luna!

  14. Caro Mario Crosta@, anch’io sono antelucana; ficco il naso fuori casa quando è ancora buio e vado a camminare e a incontrare la campagna.

    Per ciò che riguarda il vino non è poi così vero che quello che pensi e senti tu sia lontano dai sentimenti di chi il vino lo fa oggi: c’è molta gente che l’anima ce la mette, e io sono restia a segmentare tra piccoli vignaioli e grandi produttori.

    Invece distinguerei proprio tra quelli che hanno il senso della vigna (e del vino, di conseguenza) e quelli che tendono a ‘folklorizzare’. Tra questi ultimi ci sono magari dei ‘milanesi’ (intesi come ingenuotti che vegnen de foera), ma anche dei toscanissimi, dei grandi e dei piccini.

    L’anima – in questo caso, la visione – o ce l’hai o non ce l’hai. Così almeno a me pare.
    Per questo sono stata così critica con questo sito, mica per partito preso.

    L’AIS fa un grandissimo lavoro e ci mette l’ … anima, ma qui non si vede.

  15. Silvana, dov’è che avrei segmentato tra piccoli e grandi vignaioli nel mio commento? A me non risulta. Ho scritto semmai di “contadino” (senza specificare se grande, medio o piccolo), cioe’ coltivatore ed imprenditore della terra e della vigna, e di “industriale del vino”, cioe’ finanziatore e realizzatore di capitali attraverso l’industria della vinificazione. Piccolo o grosso non c’entra. Rileggi bene, perche’ mi sa che hai interpretato un po’ frettolosamente quanto ho scritto.
    Per quanto riguarda il nuovo sito sono d’accordo con te che all’AIS fanno un gran bel lavoro (c’è anche mio fratello fra i diplomati) ma che non si vede. La nostra critica gli servirà per cambiare. Se non la facessimo, non potrebbero migliorarsi ed è questo che noi vogliamo, o no?

  16. caro Mario@, la parola “contadino” mi ha messo fuori strada: non ti ho messo in bocca niente, mi limitavo a corroborare quello che tu hai scritto!

    ps: infine di tutta questa chiosa e richiosa, beneficerà (mi auguro) AIS, che viene (come dicono i poliziotti) attenzionata molto di più.

    Abbracci.

  17. “contadino” e’ l seconda professione piu’ antica del mondo, cara Silvana. Avevo sempre visto contadini poveri, con un fazzoletto di vigna e qualche animale da cortile, ma oggi vedo anche contadini ricchi, con la Land Rover, tanta bella terra, la cantina, i figli all’universita’ eppure ancora contadini, con qualche bracciante per le vendemmie e qualche fidato dipendente per tutto l’anno. Finalmente la campagna non e’ soltanto poverta’ e il contadino non e’ soltanto il piccolo agricoltore. Il contadino, alias coltivatore diretto, e’ un imprenditore vero, non un industriale. Ha l’etica del buon lavoro, a differenza dell’industriale che ha l’etica del profitto. Ecco, semmai, la vera contrapposizione.
    Certo che l’AIS ci guadagna, ci mancherebbe, le nostre critiche sono tutte per migliorarla ancora, ma nessuno di noi mette in dubbio che siamo in presenza di una gran bella scuola, di una gran bella professione, di una gran bella organizzazione migliorabile e di un sito ancora piu’ migliorabile.

  18. caro Ziliani ,le primarie c’é qualcuno che le propone gia e probabilmente ha piu iscritti.Sarà pure utopia,ma sarebbe propio bello che la base decidesse.A parte questo sui siti del gamberorosso.it e winenews.it ci sono gli archivi completi dal n.1 fino ad adesso dei loro quotidiani che io ricevo regolarmente. Credo quindi di non aver chiesto la luna. Grazie mille per tutto

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