Ancora sugli esagitati del Web. Lettera aperta ad Intravino

Voglio tornare molto brevemente sul tema che ho cercato di proporre all’attenzione con questo post, ovverosia il rischio di essere “linciati” seppure solo mediaticamente, via Internet, dagli ultras da stadio, da esagitati ed intolleranti che purtroppo frequentano e spesso mandano a… con il loro atteggiamento intrinsecamente violento, le discussioni che si sviluppano su siti Internet, forum (ce ne sono alcuni da cui è decisamente meglio tenersi alla larga, tanto sono “presidiati” da questi personaggi) e wine blog.
Questa volta, dopo aver raccontato con quali mali parole e insulti rivolti al mio indirizzo sia stato preso un mio ironico intervento in questo post (dove, per inciso, la discussione, è stata bloccata d’ufficio da uno dei redattori, vista la piega poco edificante presa…) voglio solo pormi, e lo faccio perché ho una qualche esperienza che dura da dodici anni di presenza su Internet, su siti e blog, una domanda.
Ma ha senso, mi e vi chiedo, è davvero segno di apertura al dibattito, di democrazia, lasciare liberi i commenti, o meglio consentire che vengano automaticamente pubblicati senza che prima vengano presi preventivamente in esame dall’autore del blog o, nel caso di Intravino, dal team di editor e/o moderatori, senza che il messaggio rimanga in stand by “in attesa di moderazione”?
Oppure, anche se magari non si desidera che le cose finiscano così’, anche se si vorrebbe mantenere la discussione sul piano della vivacità della dialettica e della correttezza senza che trascenda nell’insulto in libertà e nella diffamazione, consentendo che i commenti inviati vengano automaticamente pubblicati si finisce non solo per essere corresponsabili di eventuali contenuti diffamatori dei commenti stessi, ma di consentire colpevolmente sfoghi in libertà di persone presi da una fame di protagonismo e vere e proprie imboscate mediatiche contro il “colpevole” di turno, “reo” di aver sostenuto tesi che non garbano agli esagitati?
Ho già citato alcune “esternazioni” nei miei confronti apparse tranquillamente su Intravino senza che nessuno dei responsabili del blog battesse ciglio, o magari “moderate” tardivamente dopo che per ore erano rimaste pacificamente on line deliranti affermazioni diffamatorie nei miei confronti tipo “non è certamente il solo ad approfittare di chi lavora in vigna e in cantina e deve anche tacere di fronte ai velati ricatti delle guide…”, e voglio citarne altre, ancora più farneticanti, che sono tuttora on line nel post sopra indicato: ad esempio “Ragazzi attenti a prendervela con Z…..i è pericolosissimo ricordo ancora un salatissimo conto del dentista….. meditate gente….”, che sembrerebbe alludere al fatto che io abbia preso a cazzotti nei denti qualcuno, cosa assolutamente mai successa.
O ancora, sempre rivolte al sottoscritto, ma opera di personaggio sul quale è meglio stendere pietosi veli, avendo indifferentemente indirizzato al sottoscritto (e questo blog spesso li ha pubblicati) “commenti” di consenso, altri dove cercava riconoscimenti per sue iniziative e altri di insulti, affermazioni tipo queste: “le motivazioni di tanto livore sono sicuramente personali e legate alla sua travagliata fase lavorativa precedente. In un mondo che ti costringe a metterti in luce in qualsiasi modo, lui ha scelto quello della rabbia.
La TV insegna: è l’epoca del gossip e Ziliani ne è un esempio perfetto. Chissà, forse prima o poi riuscirà a capire cos’è il vino, la sua cultura, la sua storia e capire anche che è lui che ha bisogno dei vignaioli e non il viceversa”. Che campeggiano tranquillamente nei commenti di Intravino.
Intendiamoci, non mi passa assolutamente per la testa di voler insegnare a Massimo Bernardi, Antonio Tomacelli, Alessandro Morichetti, Fiorenzo Sartore e al gruppo che ha creato dapprima Dissapore poi Intravino, quale debba essere la loro politica editoriale.
Mi limito a far notare loro, se avranno voglia di leggere questo post, quali rischi oggettivi corrano nel pubblicare senza filtri, senza moderazione preventiva (che solo gli imbecilli e le persone in malafede, e ce ne sono tante in giro per il Web, possono chiamare censura), i commenti che esagitati vari del tutto incuranti delle più elementari norme non tanto della netiquette, ma della normalissima buona educazione e civiltà, del modo di rapportarsi con il prossimo, di polemizzare certo, ma rimanendo sempre nel solco della civiltà e della correttezza, pubblicano sul loro blog.
Perché serve a poco moderare dopo ore e attenuare, quando viene fatto, gli eccessi di qualche personaggio che si sente libero di insultare. Prima o poi capiterà che qualcuno vada addirittura oltre, che diffami pesantemente, in un modo in cui non si potrà che ricorrere alle vie legali per tutelare la propria onorabilità, un malcapitato di turno.
E a quel punto, s’informi l’équipe di Intravino, i responsabili si troveranno a dover rispondere in tribunale della leggerezza di avere pubblicato, senza moderazione preventiva (cosa alla quale ricorrono tantissimi blog, la maggioranza) insulti e diffamazioni.
Non sarebbe meglio pertanto, anche per assicurare un civile svolgimento delle discussioni proposte sul loro blog, ricorrere a quella salutare, visto i tempi difficili che corrono ed il degrado del vivere civile, forma di filtro?

201 pensieri su “Ancora sugli esagitati del Web. Lettera aperta ad Intravino

  1. Gent.mo Franco, che argomento delicato hai toccato! Sì perché esso va ben oltre il concetto di libertà d’espressione, tocca la questione stessa di democrazia. La quale ha tanti benfici e qualche svantaggio, tipo la libertà di espressione, circolazione e -purtroppo- anche di voto di tanti personaggi che ha fatica riconosco come mia simili. Che fare però? Non addentriamoci in un discorso filosofico che sarebbe troppo complesso e lungo, restiamo sul tema da te evidenziato. Personalmente, ritengo che sia preferibile leggere mille post cretini, ingiuriosi, maleducati ma mantenere lalibertà di espressione. Hai ragione, insulti e mancanza di buon gusto ed intelligenza sono una brutta cosa. Ma un intervento preventivo, di “filtro” da parte dei moderatori (fatti salvo gli interventi realemnte grondanti solo insulti e volgarità) darebbe adirittura più lustro a qs idioti, anzi li esalterebbe! Le loro flatulenze verbali proprio perché censurati li farebbe sentire come dei portatori di Luce e Verità cui è negata libertà d’espressione proprio per il valore (da sè stessi presunto) del loro Verbo. Mi spiace per le offese a te recate, ma lasciali sfogare. Le persone intelligenti e dabbene sanno come valutare certe scemenze. E’ un po’ come certo vinaccio che innonda il mercato: ci pensa poi il consumatore a farne piazza pulita! Vai avamnti così…

  2. Mah, io non sono così convinto che un blog debba essere “democratico”. Esso è l’espressione di un individuo. La propria casa. E scusate se sono “antidemocratico”, in casa mia si fa come dico io. Liberi di esprimere opinioni in disaccordo, ma con la dovuta educazione e dialettica.
    A chi urla ed insulta viene indicato l’uscio.

  3. dato che uno dei cosiddetti fomentatori del web è il sottoscritto, che si è sempre firmato per NOME E COGNOME, mi sento in diritto a dovere intervenire, sperando che Ziliani permetta a questo commento, privo di insulti, di apparire. Sarebbe sbagliato non permettere la difesa a chi è stato richiamato ad un ordine di civiltà.

    Per cui ci provo (anche se con poche speranze).

    Nelle righe citate precedentemente sul testo del post non vi sono ASSOLUTAMENTE insulti, ma solo critiche liberamente espresse. Quando parlo di sfruttare il mondo del vino, intendo semplicemente che i produttori sono solo usati per mettere in evidenza chi scrive e mai le componenti di tradizione, cultura e storia che accompagnano il vino nella sua vera essenza.

    Le mie critiche a questo blog e soprattutto al Sig. Ziliani possono essere descritte in poche parole:

    1) aprire un blog dovrebbe voler dire permettere di esprimere opinioni contrarie e non solo adulatorie. Se no si cade immediatamente nell’auto incensamento fine a se stesso. Se non contengono insulti, è giusto pubblicarli, ma soprattutto RISPONDERE e non cercare solo di tergiversare o, ancora peggio, controbattere con insulti o frasi piene di sottinetsi (“torni alla sue stelle” e cose del genere) che rischiano di dare una visione sbagliata della visione generale di cultura e scienza di Ziliani.

    Molte volte ho posto domande chiare al Sig. Ziliani e su argomenti molto importanti per il vino. Ne faccio un solo esempio:

    Domanda: “Perchè non scende in campo pubblicamente nella lotta contro l’etilometro, dimostratosi essere truffaldino e deleterio per il mondo del vino? Perchè aveva provato a farsi leader di un’azione eclatante al Vinitaly e poi si è ritirato in silenzio senza più chiarie il suo cambio di indirizzo? Non crede che persone influenti e appassionate del vino, come lei, debbano essere le prime ad agire e far sentire la propria voce con azioni dure anche se difficili e scomode?”

    A questa domanda non mi è MAI STATA DATA RISPOSTA, ma sono solo stato invitato a non disturbare il suo blog….

    Vi sembra onesto e consono alla supposta fierezza e decisione del blogger?

    2) Il blog di Ziliani è improntato solo e soltanto a criticare e a sollevare polemiche, magari anche giuste, ma ripetute fino all’esasperazione. Ecco perchè parlo di “gossip”. E’ il tipo di notizia catastrofista che tanto piace nel mondo d’oggi. Se non si parla di riscaldamento globale, di vulcani che eruttano, di stragi fatte da maremoti, non si ha audience. Idem per i delitti vari che coprono pagine di giornali e di programmi televisivi.

    Solo raramente si parla anche di vini, che piacciono però al blogger. NON si parla mai delle cose più belle del vino, come la cultura, le tradizioni, i territori, la scienza del vino, i collegamenti con le opere della natura e dell’essere umano. Non sarebbero queste ben più importnati delle solite litanie sui problemi del rosso di Montalcino, che intanto vengono risolte in altre sedi che poco si curano delle prese di posizioni che vengono sollevate su un blog?

    3) Il carattere che emerge dalle risposte di Ziliani è sempre assolutista: chi è con me è degno di interesse, chi è contro di me va scartato a priori. Non trova che sia poco utile alla sua visibilità essere contornato solo dai pochi o tanti adulatori che vengono selezionati? Non sarebbe molto meglio accettare il confronto, rispondere alle domande scomode, accettare critiche e cercare di arrivare a soluzioni o a indicazioni più utili e stimolanti per il bellissimo mondo del vino, così svalutato da mille e uno falsi esperti e innumerevoili liste e listoni di punteggi e simboli?

    Il vero esperto deve divulgare e non polemizzare soltanto contro tutto ciò che non trova di proprio gradimento.

    Questo commento non contiene assolutamente insulti, cerca solo di allargare un discorso troppo ristretto a una visione più ampia e variegata. Tutto qui.

    Basterebbe solo rispondere punto a punto e non gettare nel macero tutto ciò che è non è di facile chiarimento.

    Temo che queste parole non saranno lette dai lettori del blog, ma, lei che le legge, caro Ziliani, potrebbe magari rifletterci un po’ sopra e cambiare magari leggermente la sua linea spesso troppo aggressiva e poco aperta al dialogo. Ne uscirebbe sicuramente una suo carattere ben più completo, articolato e probabilmente accettabile anche da chi (e sono molti da quanto sento dire in giro) che ne sono irritati (io per primo).

    Ripeto ancora a molti lettori che forse non se ne sono accorti: VINCENZO ZAPPALA’ non è un nickname ed è facile trovarlo sul web mettendolo accanto non solo a vino (solo un amore di pensionato), ma anche a astronomia, asteroidi, soprattutto se scritti in inglese.

    Io non mi nascondo di certo…

    • fanno un’eccezione, l’ultima, alla sana abitudine che ho preso di cestinare regolarmente tutto quanto mi viene inviato, come “commento” da questa persona.
      La quale ha, diciamo così, la disinvoltura di sostenere che nell’affermazione, riferita a me, “non è certamente il solo ad approfittare di chi lavora in vigna e in cantina e deve anche tacere di fronte ai velati ricatti delle guide…” , non “non vi sono ASSOLUTAMENTE insulti, ma solo critiche liberamente espresse. Quando parlo di sfruttare il mondo del vino, intendo semplicemente che i produttori sono solo usati per mettere in evidenza chi scrive e mai le componenti di tradizione, cultura e storia che accompagnano il vino nella sua vera essenza”.
      Chissà perché allora la redazione di Intravino ieri mattina ha ritenuto di moderare ed eliminare queste sue affermazioni…
      Ultima cosa: sono ancora prive di insulti e non diffamatorie affermazioni, tuttora disponibili su Intravino e sempre riferite al sottoscritto, secondo il quale” Le motivazioni di tanto livore sono sicuramente personali e legate alla sua travagliata fase lavorativa precedente. In un mondo che ti costringe a metterti in luce in qualsiasi modo, lui ha scelto quello della rabbia”?
      Sarà tanto cortese il Signore in oggetto di spiegare, qui, in che cosa consisterebbe la mia “travagliata fase lavorativa precedente” o si troverà costretto a farlo in tribunale?
      Le concedo un’ultima possibilità di replica, esclusivamente su questo punto, dopo di ché tornerò a trattare i suoi interventi come lei sa…

  4. Al solito, la verità sta nel mezzo. I simpatici ragazzacci di intravino amano provocare e i commenti in libertà sono un giusto accompagnamento easy, free, all’idea di web che la nostra generazione si è fatta. Sostanzialmente, un ultimo spazio di democrazia reale.
    Dico la mia. Non mi piace la selezione preventiva dei commenti. Casomai, mi piace un’attenta selezione postuma. Un commento esclusivamente e gratuitamente offensivo va cancellato. Se invece è una critica ironica, anche pesante, si lascia. La decisione spetta al moderatore. Quanto più il moderatore sarà rigido, poco lucido e senza giusto equilibrio, tanto più gli utenti si lamenteranno, generando un sicuro dibattito sulla censura, la democrazia in rete, etc. Ordinaria amministrazione. Se quasi tutti gli utenti si lamenteranno del moderatore, non saranno gli utenti da censurare, ma il moderatore stesso. Chi censura il moderatore? Forse gli utenti. Se è possibile farlo, avremo davvero realizzato il concetto di democrazia, altrimenti resta un certo sapore di sfruttamento degli utenti web per fini personali, professionali, egoistici, dove uno comanda e gli altri occupano gli spazi di pensiero lasciati liberi. Che non è democrazia compiuta, ma solo una caricatura della libertà di espressione. Ti do spazi perchè mi servi. Concetto molto antipatico, sia quando il servigio da svolgere è la stroncatura verso un nemico comune. Sia quando il pensiero (gratuito) dell’utente da prestigio e surplus commerciale ad un sito. Non può essere solo questo, deve esserci un sincero scambio bidirezionale. Il che prevede anche mettersi in gioco, offese(non gratuite)incluse. Il corretto e il giusto vs. lo scorretto e lo sbagliato. Una linea sottile li divide, credo chen la decisione debba spettare al moderatore in primis, ma sottopendo il suo operato al giudizio della coscienza collettiva, giocando a carte scoperte, senza tagli preventivi.

    • Bonucci, lei intende riferirsi per caso a me quando scrive:”Quanto più il moderatore sarà rigido, poco lucido e senza giusto equilibrio, tanto più gli utenti si lamenteranno, generando un sicuro dibattito sulla censura, la democrazia in rete, etc”?
      Si spieghi meglio e si faccia capire…
      p.s.
      mi piacerebbe sapere se trovandosi al posto mio oggetto degli insulti liberamente pubblicati su Intravino li avrebbe ancora giudicati “commenti in libertà sono un giusto accompagnamento easy, free, all’idea di web che la nostra generazione si è fatta”. Mi permette di avere seri dubbi in merito?

  5. Ne faccio un discorso generale. Quando sono stato oggetto di critiche ho risposto circostanziando oppure ho visto bene di lasciar correre, dato che le offese totalmente gratuite qualificano più che le proferisce di chi le riceve. Lasciar scorrere addosso è sempre la miglior risposta. Reagendo si dà soddisfazione e considerazione all’aggressore, quindi si sbaglia quasi sempre.

  6. Bardamu ha ragione quando scrive che l’argomento è delicato perché va ben oltre il concetto di libertà d’espressione e tocca la questione stessa di democrazia. Mi sembra che il concetto che permea Vinoalvino, Lemillebolleblog ed altri siti, cioè la coda di moderazione quando non c’è la presenza attiva del moderatore, prediliga il controllo per la prudenza ed il decoro, mentre quello del blog di cui sopra e di pochi altri con accesso completamente libero sopravvaluti esageratamente l’autocontrollo. Due concezioni opposte. Anche con il sistema filtrato possono sfuggire certe cose, ma tutti gli interventi anonimi da caselle di posta elettronica inesistenti viene cassata subito e gran parte di quelli offensivi sono pure modificati prima della pubblicazione (anche senza che ciò avvenga con la frase “commento editato dalla redazione”) o del tutto “moderati dalla redazione”; si evitano cioè le caciare (altra cosa che non le polemiche) fuorvianti se non inutili al dibattito e che creano soltanto un clima da stadio o da bar(aonda).
    Per togliermi dai piedi un fastidioso importunatore che continuava a tampinarmi nonostante due inviti a starsene sulle sue ho dovuto perfino rimandarlo a una pagina del web senza parole ma molto chiara, perché il moderatore (uno di quelli maggiormente assenti forse perché ha uno sconfinato senso della democrazia, ma da cortile) non si decideva a moderare. E da quel momento lì, nonostante che in privato io avessi scritto a quel responsabile editoriale ed al suo editore praticamente le stesse cose che ha scritto qui il nostro Franco, sono diventato loro talmente antipatico da esser costretto a non intervenire più, anche per le mancate risposte prima e per i toni stizziti delle tardive risposte ricevute poi. Tanto cominciavano pure a prendersela con Franco, secondo il solito sistema: prima i distinguo, poi i rimproveri, quindi le insinuazioni e infine le offese, approfittando sia del nick anonimo e sia dell’evidente menefreghismo di chi posta gli argomenti e poi lascia fare come se niente fosse, proprio per una concezione sbagliata della cosiddetta democrazia autogestita che in realtà diventa canea. Prima o poi, dunque, ci avrebbe pensato lui a trattare giornalisticamente quella faccenda che amichevolmente io non riuscivo a trattare.
    Forse a Franco andrà molto meglio che a me, a lui magari risponderanno esaurientemente e con gentilezza e troveranno il sistema di migliorare. Personalmente non ci credo, mi farei anche da parte su questo post se la cosa servisse davvero, ma penso che appunto Bardamu abbia sintetizzato meglio il perché. Concezioni diverse.

  7. Gentile signor Zappalà, permette un paio di osservazioni? Anche io ho avuto scontri anche duri con il signor Ziliani, mentre su alcune cose abbiamo avuto la stessa opinione. Ho ricevuto da lui provocazioni, come lei giustamente indica, ma mai offese. Ha scritto che i miei vini non gli piacciono, e allora? Scusi, ma se il dire che un certo vino non merita l’Olimpo giustifica il linciaggio verbale allora cosa si sarebbe dovuto fare a quelli del Gambero? Per tutta un’era, quella in cui il sangiovese a Montalcino veniva nero nero, hanno sistematicamente ignorato un’icona come Biondi Santi; ora lo osannano, ma prima? Forse per questo li si dovrebbe definire venduti al capitale americano o ai cattivi fiorentini che si sono scordati Monteaperti troppo presto? Ma via! Se mi permette un’escursione in quella cultura che lei auspica, Dioniso è trasgressione e siamo d’accordo, è anche violenza bruta e siamo d’accordo, ma nella versione italiana Bacco si era assai moderato. È proprio in nome di quelle battaglie di cultura che lei giustamente auspica che si dovrebbe godere il vino e moderare i toni, e proprio in nome di quelle battaglie di civiltà a cui allude che si dovrebbero difendere anche gli avversari se e quando sono attaccati ingiustamente. E anche sul fatto che Ziliani sia un provocatore siamo d’accordo, ma ogni tanto qualcuno lo deve pur dire che il re è nudo, non crede?

  8. Ribadisco quanto ho espresso precedentemente. La frase:

    “Le motivazioni di tanto livore sono sicuramente personali e legate alla sua travagliata fase lavorativa precedente. In un mondo che ti costringe a metterti in luce in qualsiasi modo, lui ha scelto quello della rabbia”

    ha una sua logica origine. E non è certo un insulto. Dove sta l’ingiuria? Parlare di travagliata fase lavorativa è forse un insulto? Cosa dovrebbero dire allora tutti i giovani senza lavoro del giorno d’oggi? Il dire che faticano a trovare uno sbocco è un insulto? Era stato proprio lei a dirmi, molti anni fa, che il suo arrivo al giornalismo enologico era stato non facile. Se ne ricorda? A Canale d’Alba…

    E’ un insulto dire che uno vuole mettersi in luce in qualsiasi modo? Lo fanno moltissimi senza essere considerati truffatori. Che lei poi sia rabbioso nelle risposte è sotto gli occhi di tutti. Già solo nel suo commento di risposta…

    Vada pure per vie legali se crede… sarà ben difficile estrarne ingiurie anche perchè non era mia intenzione sollevarle, ma solo criticare un comportamento assolutista e poco riconoscente verso un mondo ben più variegato di quello che mostra continuamente sulle sue pagine attraverso polemiche a ripetizione.

    Comunque, resta ancora il fatto (che ovviamente prevedevo) che non vuole RISPONDERE alle mie domande troppo scomode. Mettere la polvere sotto al tappeto non è sempre utile, però… Non tutti sono come tanti suoi cari amici.

    Penso sia meglio, allora, che cancelli i miei commenti NON INGIURIOSI, troppo scomodi per avere risposta. Anche questo modo di fare è una risposta!

    Cancellare un commento che non contiene insulti rimane un segno antidemocratico e indicativo di una linea ben poco aperta al dialogo. E, forse, condita con un po’ di codardia: è meglio scrivere “censurato” e far capire chissà che cosa piuttosto che rispondere punto a punto.

    Posso già prevdere la sua ultima risposta (che magari non pubblicherà insieme a questo commento di risposta): “Questa è l’ultima cosa che inserisco nel blog. Adesso basta, sono stufo di essere molestato e insultato” E ovviamente nessuna risposta alle mie precise domande… CVD

    Adieu… e viva il vino (vero…)

    • Scrivo di vino dal 1984 e dal 1997 vivo e mantengo la mia famiglia, non nel lusso, ma più che decorosamente, esclusivamente con i redditi derivanti dalla mia attività di cronista di cose vinicole.
      Ecco perché la sua affermazione “travagliata fase lavorativa”, é non solo insultante, ma falsa e non corrispondente al vero. Giornali, italiani e stranieri, associazioni che richiedono la mia collaborazione come giornalista indipendente per fortuna non mancano. Piaccia o non piaccia al Signor Enzo Zappalà, che fa riferimento ad un colloquio con lui che appartiene alla sua sconfinata fantasia.
      @ Stefano Cinelli Colombini
      Mi dispiace che essendosi rivolto al Signore di cui sopra non potrà, nel caso lui voglia replicare, avere risposta. Ho già fatto abbastanza eccezione alla decisione che ho preso da qualche tempo di non dare spazio ulteriore a quella persona…

  9. caro Sig. Stefano,
    guardi che io non me la prendo perchè si parla male di un vino o bene di un altro. Io sono fuori dal giro economico del vino. Io accetto con grande difficoltà chi pretende di avere sempre ragione, non risponde a domande precise e -se non isulta- ci va molto vicino (anche se dei casi di insulto nei miei confronti ne ho parecchi e li ho tenuti accuratamente in un file). A me appassiona il vino e la sua cultura, ben meno le valutazioni sullo stesso e i giudizi che sono cose puramente soggettive. Ecco perchè non gradisco le guide, i soloni, i guru guidaroli e non.

    • “sono fuori dal giro economico del vino” anch’io, per la precisione. Ora che ho pubblicato la sua risposta a Cinelli Colombini, penso che abbiamo esaurito ogni altra possibilità di dialogo. Pertanto si eviti la fatica di inviarmi altri commenti, anzi perché non evita di leggere questo blog da gossip come lo chiama lei? Torni ad occuparsi di massimi sistemi, torni a “riveder le stelle”…

  10. certo che é ben strano il silenzio di Intravino e dei suoi editors?
    Lei indirizza loro una lettera aperta e non hanno nulla da dire e da rispondere?
    Ma non erano, come ha più volte detto lei, suoi “amici”?

  11. come interpreta il silenzio di Intravino? La snobbano, li ha messi in difficoltà, se ne fregano di quello che dice, o si deve pensare ad un silenzio assenso nei confronti degli insulti rivolti a lei che hanno ospitato sul loro blog?

    • io non ho nulla da dire. Come ha scritto Vignadelmar e sono totalmente d’accordo con lui “in un mondo fatto di adulti commentatori, dove per adulti si intendono persone legalmente maggiorenni, ognuno risponde delle proprie azioni, delle proprie parole, dei propri scritti, senza eccezione alcuna”. E ovviamente risponde anche dei propri silenzi.

  12. Non entro nel merito della questione.

    Vorrei solo far notare che per qualche unità, forse decina di persone, migliaia, forse decine, di persone, stanno assistendo a questo botta e risposta.

    Non credo valga l’affermazione che un blog è fatto solo dalle persone che vi scrivono ma anche dalle moltissime (stragrande maggioranza) di persone che, appassionatamente, leggono solamente.

    A me hanno sempre insegnato che è necessario basarsi su fatti, e i fatti mi dicono che, appunto, a causa di alcuni (non sto attribuendo colpe eh, non entro nel merito), non si parla più di vino ma di ripicche e accuse e offese.

    In Veneto si dice ‘furia de dèi…’ ad indicare che insisti, insisti, uno mette il tasto su OFF prima o poi.

    Con stima
    Daniele

  13. Gli insulti vanno moderati senza alcun dubbio. Il problema è che molti commenti viaggiano sulla linea di confine e a quel punto credo diventi difficile giudicare per il moderatore. Spesso inoltre non si conta che il tono e l’umore di certi commenti/risposte possono essere molto più offensivi e sgradevoli di un insulto a chiare lettere. Infine devo dire per esperienza che l’ironia è arma a doppio taglio che difficilmente viene recepita sul web. Un commento “ironico” o “leggero” per me semplice appassionato, puo’ essere interpretato come una mancanza di rispetto per il lavoro di un anno intero per qualcuno più coinvolto per ovvi motivi professionali, per cui meglio usarla con grande parsimonia. Però le critiche (anche vivaci se si toccano temi scottanti) vanno messe in conto, altrimenti perchè aprire un blog? A quel punto meglio uno statico sito web che non fornisce possibilità di replica. Un’ultima cosa : a mio giudizio, nelle discussioni sui blog si finisce un po’ troppo spesso a minacciare vie legali, querele, denunce ecc… Una cosa che fa sicuramente più male al fegato di tutto l’alcol che ingurgitiamo per passione o professione.

    • ha ragione Nic, ma credo che prima o poi bisognerò passare dalla semplice minaccia di querele ai fatti. Quantomeno per creare un precedente e far sapere che ci si tiene davvero, anche a costo di buttare via soldi per avvocati, a tutelare la propria onorabilità, la propria storia personale, la propria credibilità messa in dubbio dagli insulti, quasi sempre fatti trincerandosi dietro un nickname, di qualche eno-esagitato…

  14. Ma tutto questo trambusto per dei giudizi soggettivi riguardo a una bottiglia di vino?! Quando la gente imparerà a contenere gli eccessi del proprio Ego, si andrà un po’ più d’accordo e si vivrà più sereni. Osservare e non giudicare a detta di qualcuno è la più nobile forma di intelligenza umana. Talvolta forse andrebbe applicata.

  15. Caro Franco,
    ognuno è libero di dire la sua, me lo sono sempre detta ben chiaro e ho sempre lasciato liberi i commenti anche su rabosando, il blog che ho aperto per raccontare della nostra famiglia e del nostro modo di fare vino. Ho avuto più di un commento poco carino, e per poco carino intendo frasi come “ammazzati”. Da li ho messo la moderazione.
    Molte persone mi chiedono perchè non la tolgo, che vanno male a fare i commenti, io la lascio per il semplice fatto che se uno ce l’ha con me, può prendersela con me e non con il lavoro della mia famiglia.
    Detto questo, potremmo essere “scomodi o antipatici” a molte persone, potranno avere ragione o torto, ma io mi chiedo: è tanto importante che una persona o più persone te la menino così tanto con rancore e odio? non stanno prima ad aspettarti sotto casa e dirtele in faccia certe cose? e poi, con tutto quello che c’è da fare di bello a sto mondo, serve davvero perdere tempo a farsi il fegato grosso? io credo di no.
    Mi sarei aspettata una risposta da qualcuno di intravino, non tanto per “simpatia” nei tuoi confronti, quanto per correttezza editorialista. Però sia mai che succeda no?
    Pensa positivo, che la vita è bella e non val la pena rompersi le palle dietro a frivolezze. 🙂

  16. Eppure, se ci si vuole dedicare al sarcasmo, amche pesante (che può essere ben mantenuto al di qua dell’insulto o della frase ingiuriosa o addirittura del processo alle intenzioni) gli spazi ci sarebbero. Ho trovato quel “calci nel culo”, l’espressione di una persona frustrata, che non riesce ad argomentare, se non ricorrendo a un’espressione che evoca ‘vie di fatto’, il proprio dissenso rispetto a un’affermazione irritante (per lui).
    Forse un blog è anche questo? Cioè un modo più diretto – ma lontano – di discutere, senza fare a cazzotti, tuttavia minacciando? O forse è solo il lessico che sta diventando più scarno?
    Questo mi domando, più che sul silenzio “degli innocenti”.

  17. Nel discutere con le persone a volte c’è un che di illuministico, la pù o meno flebile speranza che attraverso il buonsenso, la razionalità, le parole giuste su riesca ad “illuminare” colui che la pensa diversamente da noi. Errore. Si può dialogare con talune persone, ma x altre vale il detto “non discutere con un cretino, la gente potrebbe non vedere la differenza”. Ci sono persona così sicure di sè, delle proprie idee (migliori e/o superiori alle altrui) con cui ab initio è inutile intavolare una discussione. Sono poi quelle che a seguirle ti trascinano -nella discussione- nel basso in cui sguazzano. Meglio lasciar perdere e non curarsi di loro. E poi una domanda (in tempo post vendemmia e di guide è doverosa): dove finisce l’oggettivo e inizia il soggettivo? Le scelte di (cito a caso senza altro intento che esemplificare) Ziliani, Cernilli, Bruzzoni, Bardamu etc etc; che valore hanno? E allora se Bardamu dice che il vino X a suo avviso è il non plus ultra o al contrario lo ritiene scadente, pur adducendo motivazioni a supporto, perchè non prenderlo semplicemente come un parere personale? Possibile scatenare guerre di religione in nome di un parere onestamente espresso? Certo se qs parere volesse ergersi a “legge”, il discorso è diverso… Parere personale, eh?

  18. “Come ha scritto Vignadelmar e sono totalmente d’accordo con lui”. Caro Franco, leggere queste sue parole mi ha commosso, non l’avrei mai creduto possibile

  19. Salve signor Ziliani!
    Ho letto in questi giorni gli “scambi di idee” qui e altrove, io come sa la seguo sempre, non condivido quasi mai quello che scrive, ma la seguo perché è sempre bello informarsi e sentire campane diverse.
    Quel blog cui lei fa riferimento fa benissimo, secondo me, a pubblicare tutto ed eliminare solo i commenti che siano offensivi, però essendo internet abbastanza libero è il caso che lo resti quanto più possibile e la bellezza di questa libertà sta anche nel poter decidere se mettere code di moderazione, o libertà di intervento.
    Avendo lei uno stile di scrittura molto bello, ed essendo una persona molto seguita e, come dice sempre anche lei, senza peli sulla lingua, rischia di essere un “flamer” incendiando gli animi. Questo secondo me le fa onore perché se il vino non fosse passione e non generasse passioni non saremmo certo qui a discuterne.
    Tornando al commento sul vino in realtà, se non ci fossero stati gli interventi di alcune persone veramente maleducate, gli altri, a parer mio, avevano ragione perché il suo intervento era suonato strano visto che non era accompagnato da motivazioni.
    Concludo citando Ferran Adrià: ” Se accontento tutto il mondo non faccio niente di diverso” quindi ben vengano le differenti idee ed opinioni, sempre nei limiti del rispetto!

    • sono contento che lei pur non condividendo quasi mai quello che scrivo (cosa assolutamente legittima, e ci mancherebbe) continui a leggere e ad intervenire qui. Colgo l’occasione per chiederle di salutarmi la sua futura suocera e se l’Adriano Anglani che é intervenuto in quell’articolo cui faccio riferimento sia suo parente.

  20. Alcune volte quando ti trovi alla tastiera del computer agisci per impulso di getto alcune volte senza troppo ragionarci. Mi ricordo di quella volta che il Sig. Franco Ziliani pubblicò sul suo blog un articolo riferito a quell’albergo costruito in bella vista nel cuore delle Langhe. Di getto commentai pesantemente; a quel punto il moderatore, nella persona del Sig. Franco Ziliani, mi informò che non averebbe pubblicato il mio commento al fine di evitare eventuali azioni penali. Aveva perfettamente ragione ad agire in quel senso e col senno di poi non posso che essergliene grato. I bollenti spiriti da qualcuno devono essere sedati.

  21. Piu’ di una volta ha moderato anche me, almeno una decina. E gliene sono sempre grato. Quattro occhi vedono meglio di due.

    • caro Mario, modero con grandissima attenzione perché non é assolutamente simpatico, ti assicuro, ricevere la lettera raccomandata di un avvocato che ti chiede 200 mila euro di danni perché responsabile di aver pubblicato sul tuo blog un commento ritenuto diffamatorio…
      Se altrove ritengono di poter correre quei rischi, facciano pure. Io me ne guardo bene…

  22. La mamma dei cretini sembra essere la più prolifica, ed in un paese in cui si scarcerano veri criminali per decorrenza dei termini di custodia cautelare, c’è sempre un cretino e un fubo leguleio pronti ad intasare la traballante giustizia italiota con causa per diffamazione che non hanno senso. Caro Franco fai bene a tutelarti, visto che nei nostri tribunali non si sa mai… io resto del parere che sarebbe meglio ripristinare il duello riparatore all’alba!

  23. Rispondo personalmente e non per l’interposta persona di mio figlio anche per chiarirLe che non credo di rientrare tra i “tifosi da bar” per età e per educazione ricevuta, il mio tifo lo riverso soltanto nei confronti del Basket Brindisi e della Juventus (oddio che ho detto! qui si aprirà una guerra VERA 😉 )
    Questo Le fa comprendere che anch’io seguo il suo blog (non solo il Suo, ovviamente), anche se intervengo molto raramente e, forse malauguratamente, mi sono permesso di commentare quel suo intervento soltanto per rivendicare il diritto di qualsiasi “nuovo” vino (anche se acchiappa i trebicchieri, e non solo, già da qualche anno) di incontrare il gusto di QUASI tutte le guide, ricevendo un QUASI plebiscito.
    Casualmente questo plebiscito lo accosta a vini che costituiscono “miti” dell’enologia italiana, ma è un fatto casuale e non per questo, oggi, quel vino è diventato “mito” esso stesso, forse lo diventerà quando avrà superato la prova degli anni e dei mercati, forse non lo diventerà affatto, non possiamo saperlo adesso. Oggi si tratta solo di un risultato statistico.

    Il fatto che a Lei non piaccia è assolutamente legittimo…e ci mancherebbe altro!

    Non avevo apprezzato quell’ironia sottesa al suo commento, quasi a dire: -ma vedi questo “plebeo” che si accosta ai “nobili” ecc…..-. Non credo neppure di essere stato offensivo nei suoi confronti e, OVVIAMENTE DISSENTO FORTEMENTE DA CHI HA UTILIZZATO ESPRESSIONI VOLGARI O MINACCIOSE NEI SUOI CONFRONTI.

  24. Ho seguito un pò la vicenda e devo dire che i toni delle critiche mosse a Franco Ziliani sono, veramente, fuori luogo, ma, soprattutto, danno l’impressione che al di là del commento sul vino pugliese, fatto da quest’ultimo, vi sia dell’altro che muove ed agita alcuni di coloro che sono intervenuti sul blog Intravino. Io stesso, in passato, ho espresso pareri “focosi” su Ziliani, ma spero, vivamente, di averlo fatto con meno livore e, soprattutto, con meno volgarità, in queste cose i toni ed i modi fanno la differenza tra una critica, anche veemente, ed un’aggressione che lascia tutti i presenti (i partecipanti al blog, almeno quelli di buon senso) imbarazzati.
    Quello che più stupisce, lo dico da spettatore, è la mancanza di solidarietà da parte dei redattori e/o moderatori di Intravino che avrebbero, a mio avviso, dovuto prendere le distanze dagli interventi, immotivatamente, offensivi ed esprimere solidarietà a quello che dovrebbero considerare un collega, anche se vanta molta più esperienza di loro in materia ed ha un seguito a livello nazionale ed internazionale che muove ad invidia molti.
    Per quanto mi riguarda considero il commento di Franco Ziliani, a proposito del vino ES di Gianfranco Fino, da interpretarsi diversamente da come si è voluto fare (a tutti i costi).
    Gli altri tre vini del gruppo sono famosi, oltre che per la potenza olfattiva e gusto-olfattiva, anche per l’eleganza e l’equilibrio che esprimono. in poche parole sono l’esempio di come con un ottimo terroir, un’uva eccezionale ed un bravo produttore, si possa ottenere il massimo nel settore vinicolo senza, però, forzare la mano alla natura.
    Il vino di Gianfranco Fino, che ho avuto la fortuna di degustare, di recente, grazie ad un grande amico pugliese che me lo ha fatto conoscere, pur essendo, sicuramente, molto complesso e sorretto da un’ottima acidità non riesce, a mio avviso (un semplice appassionato che di vino capisce molto poco e si lascia, sicuramente, influenzare dai gusti, lo ammetto) a scrollarsi di dosso quella parvenza di grande marmellata, dovuta all’eccesso di materia che lo caratterizza, forse ottenuto anche mediante l’utilizzo di pratiche di cantina volte ad aumentarne la struttura, come la macro ossigenazione, che consente di “succhiare” dall’uva in macerazione quello che, di solito, l’uva stessa non concede nelle macerazioni normali.
    Vini come questo, pur di ottima fattura, se servono a farci capire che oggi, con i moderni mezzi di produzione, si possono fare cose che anni orsono erano impensabili, non possono, di certo, essere definiti eleganti e, se pure possono, a buon diritto, rappresentare la voglia costante di crescita e di qualità che la Puglia ha dimostrato di avere negli ultimi anni, non possono stare sullo stesso piano ed allo stesso livello di vini, come gli altri tre, che giocano le proprie carte su un’eleganza ed un equilibrio superlativi.
    Complimenti, quindi, a Gianfranco Fino, che non conosco ma spero di conoscere presto, per quello che è riuscito a fare. Comprensione a chi ha elevato il suo vino, forse anche per riconoscere un premio, più che meritato, a tutta la Puglia.
    Censura a chi utilizza un blog, dove si parla di vino e non della vita privata delle persone, per offendere ed attaccare senza motivo chi esprime un parere, peraltro in modo moderato e per nulla offensivo.

    • caro Diego, grazie delle tue parole. Ancora più importanti per me considerando che di legge eccome se te ne intendi…
      Ma é soprattutto dal punto di vista umano, quell’aspetto che é causa di grande delusione per me visto il comportamento pilatesco di qualcuno, che mi sento di dirti grazie. Di cuore. Anzi, come direbbero i miei cari amici polacchi, dziekuje bardzo!

  25. Adriano Anglani gareggia in simpatia e buone maniere con il proprio figlio, anzi avrei molto da imparare da loro nell’esporre così bene il loro pensiero con i guanti bianchi. E poi, dai, anche l’arrivo di un altro juventino non e’ assolutamente soltanto un dramma: c’e’ pur sempre l’altra faccia della medaglia, cioe’ uno juventino in piu’ vuol dire anche un milanista in meno…

    • caro Mario, in questa situazione dove presunti amici si dimostrano di non essere assolutamente tali, dove mi sento proprio un pirla, come diciamo a Milano, per aver creduto che determinate persone fossero amiche e si comportassero come tali, la fede calcistica di chi interviene commentano é francamente l’ultima delle mie preoccupazioni…
      E’ la delusione da un punto di vista umano che ferisce…

  26. Sì, ti capisco, ma e’ in questi momenti che devi pensare proprio ai commenti inattesi di questi che sono dei semplici lettori e commentatori saltuari anche con idee diverse dalle tue, che non ti risparmiano le critiche fatte pero’ con il rispetto per la tua persona. Sono loro il tuo beneamato pubblico, ti stanno dimostrando che possono avere con te di diverso anche la squadra del cuore (sapendo quanto tu sia sfegatatamente nerazzurro…) ma che umanamente gli stai un po’ nel cuore. Ecco, e’ questa solidarieta’ umana che viene da fuori della solita cerchia delle tue amicizie la vera conferma del valore del tuo blog e della tua presenza sul web. Non ti preoccupare dei ponzi pilati: e’ a questi lettori che piaci come sei e te lo stanno dimostrando. Anche i gobbi…

  27. Intervengo solo per chiarire alcuni punti:

    1) Il tuo non era un intervento ironico.
    2) Rileggendo, solo un paio di commentatori erano anonimi. La maggior parte si è firmata con nome e cognome e alcuni di questi degustano per Slow Wine e altre guide, altri sono produttori.
    3) Noi di Intravino non censuriamo chi non è d’accordo con le nostre opinioni, figuriamoci quando non sono d’accordo con te.
    4) Se ti secca il contraddittorio, anche feroce, puoi sempre frequentare qualche sito più “amico” dove si censurano a monte le opinioni diverse dalla tua, ma sappi che la vita è da tutt’altra parte. Sei fermo al web 0.0
    5) Non mi piace questo gioco: lanci il sasso della provocazione e poi ti rifugi nel tuo blog, lasciando a me l’incombenza di controllare i commenti e lamentandoti perchè non ti copriamo le spalle.

    Sii uomo e abbi il coraggio delle tue azioni, ma rispetta le altrui reazioni. Non sei stato meno violento di loro.

    Antonio Tomacelli
    Intravino

    • di fronte a questo intervento di uno degli editor di Intravino non commento, lasciando liberi i lettori di questo blog, se lo vorranno, di dire cosa ne pensano.
      Prendo atto che per Tomacelli il mio intervento é stato “violento” al pari degli insulti che ho ricevuto. C’é sempre qualcosa da imparare ogni giorno dalla vita.

  28. Ti pregherei di correggere: non è “L’intervento di uno degli editor di Intravino”

    È l’intervento dell’editore.

    Grazie

  29. non é contento Franco che oggi ha imparato dalle parole dell’editore di Intravino che scrivere come lei ha fatto “Anto’, anche se sei pugliese e magari gioisci per l’exploit del vino tuo conterraneo, mi consenti una domanda?
    Come direbbe quel tale, ma che ci azzecca, il Primitivo di Manduria Es 2009 di Gianfranco Fino, che ho incrociato nei giorni scorsi in quel di Lecce, con vini veramente straordinari come il Barolo Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola-Salvioni, il Bolgheri Sassicaia 2008 di Tenuta San Guido? Ecco il vero insondabile mistero…” é violento come minacciare di prenderla a calci in culo o coprirla di insulti come hanno fatto su quel blog?

  30. ma in che mondo vive l’editore di Intravino per accusarla di essere stato “violento” con il suo commento ironico?
    Una risposta del genere ha solo una spiegazione, che lei li abbia messi in difficoltà criticando il loro comportamento da Ponzi Pilati!

  31. Se controllare i commenti sul proprio blog e’ da considerare un’incombenza, che ci sta a fare un editore? La bella statuina? Ma anche se fosse oberato da altri lavori, potrebbe benissimo incaricare un redattore o piu’ redattori di farlo al posto suo, a turno, oppure potrebbe sospendere la diretta e mettere in coda di moderazione i commenti finche’ non trova lui stesso, o un altro di sua fiducia, il tempo di approvarli. Un blog molto frequentato e’ una vetrina importante, deve mntenere un suo prestigio, un certo decoro, non puo’ trasformarsi in un pollaio perche’ a un commentatore come me oppure ad un altro scappa ad un certo punto la pazienza e reagisce senza che nessuno ne vagli prima l’impatto deleterio o meno sulla discussione, oppure in tempo utile e non qualche ora dopo. A parte che i “calci nel culo” invocati (non evocati) da un anonimo “giorgio” sono ancora lì a bella mostra dopo ben tre giorni che hanno provocato il casino: alla redazione piace quell’invito al linciaggio? Cos’e’… ironico forse?

  32. E’ troppo comodo aprire un blog per affidare poi alla Polizia Postale il problema delle risse che puo’ provocare, come se non vessero ben altro da fare. C’e’ una responsabilita’ sociale dei responsbili del blog, che non e’ certo quella che si evidenzia postando un tema critico e foriero di prevedibilissima accesa discussione di sabato e lasciarlo poi senza moderazione fino al lunedi, come e’ stato fatto proprio da Tomacelli sulla Val di Susa. A uno che scrive che le forze dell’ordine sono strani “animali in divisa”, come ha fatto un impazzito del vino (per sua stessa ammissione scritt sul suo blog) con diploma AIS, cioe’ un invasato col pentolino d’argento, cosa si dovrebbe rispondere dopo che per due o tre volte si cerca di riportarlo gentilmente alla moderazione eppure continua a provocare? Lo si invita a leggere una pagina sul web, visto che il moderatore, l’editore, l’autore non intervengono a fermarne le provocazioni personali. Una pagina senza parole, ma ben chiara, che non e’ nemmeno querelabile. Non saro’ ne’ il primo ne’ l’ultimo a mandare a quel paese qualcuno, se continuate a fregarvene delle possibili conseguenze del vostro mancato controllo, anzi, scusate, dell’incombenza…

    • Mario calmati per favore. E’ ormai chiaro a tutti che tu, io, altri lettori intervenuti su questo blog, la pensiamo molto diversamente sul dovere di controllo e moderazione dei commenti rispetto all’editor di Intravino. Inutile continuare a ricamarci sopra.

  33. Io sono calmissimo, mai stato piu’ calmo in vita mia. Mi dispiace che non capiscano che e’ per il loro bene che e’ stato sollevato da te questo problema. Questa sfida “fai l’uomo” e’ addirittura da preistoria, non da web, ma neanche a livello 0.0 e forse sarebbe il caso che per fare l’editore di un blog ci voglia perlomeno una professionalita’ riconosciut in qulche modo in campo mediatico e non l’assoluto dilettantismo.

  34. Sbirulino, mi scusi, io non so se lei sia mai stato in azienda da Fino ed abbia fatto un giro fra i suoi numerosi e piccoli fazzoletti di vigneto. L’incredibile massa, l’icredibile materia, che contraddistinguono l’Es sono sicuramente dovute alle ridicole rese per pianta e dall’età degli alberelli. Questa accezionale quantità trovo sia magistralmente sorretta da un’acidità da primato, non solo per vini di questa zona.
    Materia di una profondità e di una mobilità assolutamente disarmanti. Chi pensa ad un vino monoliticamente piacione dovrebbe ricredersi. Poi, certo, è un degno rappresentante di vini tipicamente del sud ed a queste tipologie dovrebbe essere paragonato. Se i modelli di riferimento sono altri si rischia di non capirlo appieno.
    Infine, l’Es non è un fiore in mezzo alla gramigna. Adesso è il fiore più bello all’interno di un giardino sempre meglio curato e rigoglioso, dove vari bravissimi giardinieri, molti giovani, concorrono alla sua corale bellezza.
    .
    Ciao

  35. D’istinto io parteggio per Ziliani, perchè mi piace moltissimo il suo stile formale di scrittura. Per questo sono rimasto dispiaciuto in quanto anch’io, leggendo il suo commento su Intravino non l’ho considerato ironico.
    Tuttavia sono rimasto ancora più dispiaciuto vedendo come ancora una volta, su internet, è così facile che le persone non si riescano a controllare e scivolino facilmente nella “rissa verbale”.
    Proprio non riesco a comprendere come si possa rispondere ad una frase, magari anche un po’ provocatoria nei contenuti, con insulti.
    Se Ziliani me lo consente, anzichè intervenire direttamente citerò il fatto che l’ultimo stratagemma di Shopenhauer contenuto nel suo libro “L’arte di ottenere ragione” consiste proprio nel diventare offensivi ed oltraggiosi contro l’avversario. http://it.wikipedia.org/wiki/L%27arte_di_ottenere_ragione
    Questo stratagemma andrebbe usato quando ci si accorge che le ragioni del nostro avversario stanno prevalendo ed allora non ci resta altro che insultarlo: ecco, gli avversari di Ziliani, siccome egli così spesso ha ragione anche se è spigoloso, lo insultano perchè non hanno ragioni da contrapporgli.
    Secondo me questa volta Ziliani merita appoggio, i commentatori di Intravino, no.
    Saluto. PO

  36. Buonasera Franco,
    non credo ne abbia bisogno, in quanto ha spalle larghe ed esperienza. Ha comunque la mia solidarietò per quanto successo su Intravino.
    Non capisco perchè abbiano lasciato che un post che partiva già di per se volutamente polemico(si trasformasse in gogna mediatica.
    Non mi sembrava un commento poi così provocatorio il suo…
    Per quanto riguarda invece la moderazione dei commenti sui Blog vedo molte ragioni in entrambe le opinioni. L’insulto però è segno di inciviltà, offende chi lo riceve e, nel caso degli spazi pubblici, allontana i lettori più tranquilli.
    Un cordiale saluto

  37. Ma chi è Tomacelli,quello che quando ci sono stati gli scontri per la Tav, s’è inventato che i poliziotti tiravano i massi dai cavalcavia? Lui è non violento?

  38. Rimango basito dal fatto che l’editore di intravino consideri addirittura “violento” (?!) l’intervento di Ziliani, frutto di una opinione del tutto personale, quando invece su quello stesso blog vengono regolarmente tollerate o passate come colore frasi sul modulo “il tipo di vino X è merda/sperma” ecc.
    Volgarità a parte (non sono un bigotto: se loro sono tolleranti anch’io mi adeguo) a questo punto non vedo perché usare due pesi e due misure.
    Ziliani è scomodo, dice quello che pensa senza tante remore, si può essere d’accordo con lui o meno.
    Come con chiunque esponga la propria opinione, se non la condividiamo.
    Ma allora perché considerare il suo commento “più” pesante di altri ? Come non avesse diritto ad intervenire in quel consesso ?
    Vien da pensare che l’utenza di Intravino (e dalla reazione dell’Editore, non solo l’utenza) ha con lui una partita aperta lontana dall’essere risolta, per motivi che non sono in grado di cogliere.

    Potrà anche non essere così, ma l’impressione del primo pirla che passa (vale a dire il sottoscritto) è questa !

  39. http://www.youtube.com/watch?v=Ku_RcFJlaPc

    Riporto il link per chi navigasse da pc, credo che quello di Tomacelli fosse per chi naviga da mobile.
    E’ piuttosto evidente il lancio di oggetti, ma siamo un po’ OT e lasciamo perdere.

    Chiederei cortesemente a Ziliani, se lo ha già fatto mi scuso per la distrazione, quali siano le vere ragioni per cui il prodotto di Fino non dovrebbe star lì.
    Quello del blasone mi sembra un pretesto, immagino che ci saranno motivazioni più sostanziali.
    Quest’anno per la Champions League si era qualificata l’Udinese e non mi sembra che l’Uefa non l’abbia fatta giocare perchè al massimo in bacheca ha una Mitropa Cup…

  40. Ma il problema quale
    Se il Signor Ziliani non ritiene Es al rango del Monfortino é -grazie a Dio- libero
    di dirlo “coram WEB”.
    Se il Sign. Ziliani o -qualsiasi altra persona- dice
    qualcosa sul web deve sapere che tantissime persone, ma veramente tantissme, lo possono leggere, e se le stesse ritengono sia necessario prendere posizione su quello che
    il Signor Ziliani lo fanno.
    Se questo non conviene al Signor Ziliani -o qualsiasi altra persona- basta che non pubblichi nulla.
    Basta fare come Masnaghetti, se ti interessa ti abboni e ti mando a casa solo per te quello che dico, senza nessun problema

    Dire ancora qualcosa sul Monfortino & compagnia bella é superfluo e forse
    non tocca neanche a me dirlo, ma se lo dico su Internet lo faccio per divulgare quello che dico, o almeno di mettere a disposizione di tutti quello che dico, ma devo concedere a tutti lo stesso diritto di quello che ritengo per me intoccabile.

    Signor Ziliani, anche per il Monfortino si é partiti con l’annata 0 poi i Conterno hanno fatto quello che hanno fatto

    Ma anche Gianfranco Fino ha lo stesso diritto dei Conterno, e se qualcuno che
    qualche bicchiere di vino particolare ha assaggiato concede a Fino qualcosa
    di particolare vuol dire che qualcosa sotto esiste no?

  41. OOOhh…ci mancava anche l’intervento spargi benzina del sig. Pezzuti e ora il polverone può rialzarsi con vigore!

    Io personalmente credo la verità stia nel mezzo e, scartati alcuni sprovveduti che hanno evidentemente provveduto a farla fuori del vasino, si stia tutti un pò esagerando (ci mancava l’allusione a fatti serisssssimi come la TAV..tzè)

    Poi credo che il verbo trascritto e letto sia molto più interpretabile che non una buona chiaccherata che mi auguro il Sig.Ziliani e lo staff di Intravino si facciano, non guasterebbe a nessuno.

    Sennò.. facciamo proprio copia fedele della situazione che ci circonda ora in italia.. ma anche questo forse è un segnale

    Daniele

  42. No Sig.Ziliani, mi ostino a pensare che non si caschi anche noi, avevamo preso una bella piega, Intravino ,Lei, un sacco di bei blog dove abbeverarsi di informazioni succose ed aggiornate.

    Non perdiamo la direzione, non andiamo fuori tema, questo il mio incoraggiamento, se Intravino non è più nelle Sue corde, continuate parallelamente ma evitiamo scontri così..per favore, ve lo chiede un semplice utente, ma immagino di rappresentare i pensieri di molti.

    Leggo ora ad esempio i favolosi reportage di Gori dallo Champagne nel blog di Burde (a proposito in bocca al lupo)..e ritorno coi piedi a terra..

    ..a terra in questo mondo pazzesco…il mondo del vino

  43. Approvo pienamente quello che ha scritto Daniele; Vino al Vino, Intravino e alcuni altri blog avevano iniziato a darci una sapida e non rancidamente istituzionale informazione sul vino, quella che aspettavamo da tanto tempo. Porcaccia miseria, e ora vi mettete a fare la prima guerra mondiale tra voi? Basta, nelle trincee mi è già morto un bisnonno e non vorrei lasciarci anche i miei blog preferiti. Se per placare l’onore offeso avete bisogno di un duello suggerisco due bottiglie vuote di Es (o forse sarebbe meglio Ego?) all’alba sugli spalti della Fortezza di Siena, fa un pò freddo ma se serve si arriva veloci all’ospedale. Mi offro come arbitro, per i padrini fate voi ma vi avverto che al primissimo sangue impongo la rappacificazione.

    • Stefano, sono un teorico e nostalgico dei bei tempi in cui si risolvevano certe questioni, da uomini, con un sano duello. Ma non mi sognerei mai di sfidare a duello Tomacelli per una cosa del genere!
      L’unico duello che potrei lanciargli é quello di provare a pescare nella cara terra di Puglia dei taralli, o meglio degli “scaldatielli” più buoni di quelli prodotti in quel forno di Cerignola che proprio lui mi ha fatto conoscere… Ma mi sembra davvero una “mission impossible”… Buona giornata 🙂

  44. Ho dato una scorsa per curiosità, ma sinceramente non riesco ad appassionarmi a queste discussioni. Ci trovo troppo egocentrismo, non mi piace. Non è più facile ignorarsi per un po’ e riprendere subito a ragionare di cose concrete? Guardate che il tempo è poco e scorre sempre, anche mentre si ragiona di aria fritta…

  45. Leggo solo ora il commento postato, al mio indirizzo, da Vignadelmar e mi lascia un pò perplesso.
    Forse nel momento in cui lo ha scritto, dopo avere letto il mio, era così impegnato a servire ai tavoli che non si è reso conto che stiamo dicendo le stesse cose tranne che per il fatto che che qui non si sta discutendo della grandezza o meno dell’ES di Gianfranco Fino, al quale ho fatto, pure, i complimenti, per quello che possono valere dal momento che ne ha già ricevuti molti e di gran lunga più importanti e qualificanti del mio, e nemmeno del fatto che il suo sia o meno un vino di valore, nessuno ne dubita; per quanto riguarda, poi, la Puglia vista come un giardino con i suoi produttori nella veste di giardinieri (secondo la visione poetica di Vignadelmar) non resta che condividere ed applaudire la vibrante prosa che, credo, trovi tutti di comune accordo, io del resto, ho scritto le stesse cose e mi sono detto, tra le righe, entusiasta di questa regione, che, tra l’altro, ha dato i natali ad uno dei miei più cari amici (quello che mi ha fatto assaggiare l’ES per l’appunto).
    Quello che sfugge a Vignadelmar, forse, è che il tema, oggetto di conversazione è un altro: il commento di Franco Ziliani sull’ES è da considerarsi lesivo di quel vino e di quel produttore? E’ stato espresso con violenza? i redattori di Intravino si sono comportati come ci si sarebbe potuti aspettare da loro? Il vino ES di Gianfranco Fino c’azzecca con gli altri tre?……questi sono i punti e utilizzare la discussione per saldare conti personali, vecchi rancori o mettersi in mostra con dichiarazioni di fede ed amore verso una terra che non ne ha bisogno, perchè è amata da tutti coloro che la conoscono, è fuori luogo, per non parlare dell’atteggiamento di chi mette violenza nei propri commenti o, addirittura, scade nelle offese volgari e negli attacchi alla vita privata delle persone, senza che nessuno intervenga a moderare o, perlomeno a dissociarsi, se non altro per i modi utilizzati dichiarando, poi, come ho letto sopra, che il confronto in un blog deve essere inteso come un duello rusticano dal quale solo uno dei duellanti deve uscire con le proprie gambe e, quasi, deridendo Franco Ziliani che, presumo indignato, è uscito da quella arena che non si addice ad una persona che vuole confrontarsi civilmente, magari utilizzando qualche provocazione, lanciata, probabilmente, con la convinzione di trovarsi nel contesto civile di un confronto tra amici che, tra l’altro, stanno solo parlando di vino.
    Per quanto riguarda lo Sbirulino utilizzato da Vignadelmar, non c’è problema, ci sono abituato, figuratevi, avendo io quasi 50 anni, quante volte l’ho sentito quando Sandra Mondaini era viva ed impersonava il personaggio.
    Se invece Vignadelmar intende darmi del pagliaccio……. mi dispiace, non lo conosco e come primo approccio non mi pare sia iniziato molto bene.
    Per quanto riguarda il fatto che l’ES ci azzecchi con gli altri tre vini mi sembra ottima la risposta di Vignadelmar “è un degno rappresentante di vini tipicamente del sud ed a queste tipologie dovrebbe essere paragonato. Se i modelli di riferimento sono altri si rischia di non capirlo appieno”.

  46. Bravo Stefano Cinelli Colombini, che ci aveva già provato, e bravo Ziliani a cercare di raffreddare gli animi surriscaldati da una polemica francamente assurda. Torniamo a parlare di vino, a dire quello che ci piace e quello che non ci piace (e ci mancherebbe altro!). Solo un piccolo suggerimento a tutti: per favore i commenti insultanti, in particolare quelli subdolamente e vigliaccamente firmati con uno pseudonimo,andrebbero cassati!

  47. Il commento d’apertura a questo thread è – secondo me – molto significativo: ritenere che sia “meglio” leggere mille post cretini, ingiuriosi e maleducati che “limitare la libertà d’espressione” è infatti esattamente il problema dell’informazione giornalistica di oggi.

    Quando la libertà “di qualcosa” (qualunque cosa essa sia) perde infatti il concetto del limite di sè stessa e dunque si dimentica che esistono anche libertà diverse che meritano altrettanto rispetto, ecco che iniziano i problemi.

    Purtroppo nel giornalismo di oggi ci si dimentica del fatto che ogni manifestazione del pensiero si compone di DUE ASPETTI:
    1) il “cosa” dico (che va comunque lasciato esprimere liberamente)
    2) ed il “come” lo dico (che invece non ha alcuna ragione di essere protetto con la stessa forza del “cosa”, dato che la stessa cosa la posso dire – appunto – in altro modo)

    Se si perde questa distinzione tra forma e contenuto della comunicazione si finisce per commettere l’errore logico di confondere l’opinione con l’insulto o l’aggressione verbale che la veicola.

  48. Ma Steeefanooo!! Come sarebbe a dire “due bottiglie vuote di Es”? Vuote? Piene! E col cavatappi in una mano e il calice nell’altra…

  49. Caro Franco,sono totalmente in sintonia con il tuo pensiero,ho provato sulla mia pelle gli stessi gratuiti vili attacchi,ti assicuro la cosa mi ha turbato molto,quindi hai la mia vicinanza e sono certo che continuerai il tuo lavoro con immutato spirito ,onestà e franchezza. Cari saluti,Vittorio.

    • caro Vittorio, ti ho ringraziato anche altrove per le parole che hai speso in mia difesa dimostrandoti vero amico (e altro, ci siamo capiti…) senza aver timore di essere a tua volta coinvolto nel tentativo di linciaggio mediatico in atto nei miei confronti.
      A questo proposito segnalo a te e ai lettori di Vino al vino due articoli a me dedicati (quanta grazia Sant’Antonio!) dal sommelier e giornalista pugliese Eustachio Cazzorla sul suo sito/blog:
      http://www.eusto.it/joomla_work/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1
      Cazzorla che conosco da alcuni anni e che é sempre stato molto cordiale con me, intervistandomi più volte per le televisioni cui collaborava, non si limita a difendere, cosa legittima, il suo amico produttore oggetto delle ironie sull’effettiva grandezza del suo vino, difesa che assume toni di una magniloquenza e di una retorica straordinaria, ma afferma assolute falsità, prontamente smentibili, ad esempio da te Vittorio, che mi conosci da vent’anni circa, attribuendo alla sua persona il merito di avermi indotto a scendere in Puglia e di avermi “introdotto” nell’ambiente vino pugliese.
      Peccato che io di vino pugliese scriva dai primi anni Novanta e sia sceso in Salento per la prima volta nel 1994, quando francamente dell’esistenza di tale Cazzorla non avevo mai avuto notizia. Conoscevo e frequentavo, ed ero amico (e di chi é ancora in attività lo sono rimasto tuttora) dei Severino Garofano, dei Cosimo Taurino, dei Sandro Candido, di Donato Lazzari, Beniamino d’Agostino, Carlo De Corato, Augusto Cantele, e non avevo di certo bisogno di ricorrere alle “raccomandazioni” dei Cazzorla per essere introdotto nel mondo del vino pugliese…
      Comunque se volete divertirvi, leggete qui:
      http://www.eusto.it/joomla_work/index.php?option=com_content&task=view&id=1149&Itemid=2
      e poi ancora qui
      http://www.eusto.it/joomla_work/index.php?option=com_content&task=view&id=1150&Itemid=2

  50. RIPORTO IL PASSAGGIO DI CAZZORLA…che è una persona molto equilibrata e professionale oltrechè moderata nei toni…
    ANCHE LUI CHE E’ MOLTO PIU’ PROFESSIONISTA DEL SETTORE DI ME HA PERCEPITO LA STESSA COSA “Quel voler denigrare a tutti i costi un ES che è l’emblema di un Sud che è cresciuto”

    QUESTO E’ IL SUO PASSAGGIO SUL SUO SITO EUSTO

    Dai Franco dai, ci azzecca, ci azzecca, noi terroni meridionali, purtroppo anche giornalisti e degustatori (ripurtroppo anche “patentati” Ais) abbiamo tolto l’anello al naso e abbiamo imparato a conoscere, a crescere, a fare qualità. Gianfranco Fino e la Sua Signora Simona ne sono un esempio, di gente che con orgoglio si è rimboccata le maniche e ha deciso di far risorgere il meglio dalla terra. Dalla nostra terra, dal nostro sole. Ti manca lo so, ma non puoi prendertela con noi. Qui a Sud ti abbiamo stimato, rispettato, avresti dovuto far lo stesso e non solo da contratto. Rivediti questo video http://www.dailymotion.com/video/x3kssq_sommelier-da-gianfranco-fino-per-il_shortfilms era dedicato a un tuo concittadino che la Puglia l’amava e la rispettava veramente. Luigi per noi Gino Veronelli. Fu la prima volta che un giornalista degustava in pubblico il nettare ES. Dissero che non ci capivo nulla, che era una cantina che non esisteva. Io allora forse mi sbagliavo? Oggi tutte le Guide no! E allora perché recitare la parte degli invidiosi a tutti i costi, come nemmeno i bimbetti dell’asilo farebbero. Quel voler denigrare a tutti i costi un ES che è l’emblema di un Sud che è cresciuto. E Tu?Avevo deciso di non scrivere nulla, perché mi hai lasciato, ma non da oggi, senza parole.

  51. Quello che emerge, al di là di personali mancanze di rispetto nei confronti di Ziliani, è lo strisciante e mal celato odio, chiamiamolo pure razzismo, di molta gente del sud nei confronti del bergamasco Ziliani.
    Non so dire se sia maggioranza, ci mancherebbe, nessuno potrà mai saperlo.
    Ma è un fenomeno che esiste eccome, basta essere andati una volta sola al sud per percepirlo…
    Tanto per non essere fraintesi dai dietrologi di professione: esiste, così come esiste il fastidio di tanta gente del nord nei confronti di quella del sud, dei tedeschi nei confronti degli italiani, degli africani nei confronti dei nord africani ecc. ecc. ecc.
    Non sto facendo una classifica di razzismo: sto solo dicendo che è palese che oltre all’odio verso Ziliani in sè, emerge chiaramente l’odio verso il “polentone” Ziliani che si permette di parlare male del sud (cosa che Ziliani non ha mai fatto, ma che i dietrologi di professione così hanno voluto intendere, per poterci marciare un po’ su).

    • caro Alberto, tendo ad escludere che possa esserci una forma di “razzismo” come dice lei nei miei confronti. In Puglia sanno benissimo che pur essendo “polentone”, milanese di nascita e residente da 45 anni a Bergamo, mi sento profondamente a casa mia quando scendo in Puglia (o in Calabria) e non solo per la nonna materna nativa del tarantino che mi avvertire le mie radici… del Sud, ma perché adoro, e l’ho dimostrato con un sacco di articoli (il prossimo lo si leggerà, tra meno di un mese sul supplemento del Corriere, La cucina del Corriere della Sera) e con ripetute manifestazioni di affetto e di sincero amore per la terra di Puglia e la sua gente.
      Non é razzismo quello che ha spinto un gruppo ristretto, un manipolo di persone che si sono auto-nominate coscienza e avanguardia del vino pugliese, ad insultarmi. E’ da una parte ignoranza, da una parte un certa certa violenza per ora solo verbale, dall’altra l’arroganza di chi crede di essere comunque dalla parte della ragione, il migliore, e non tollera critiche. Ed infine un certo spirito di casta, intriso di fumosi ideologismi, che porta a reagire con arroganza, e con spirito intollerante, alla mia ironia sul fatto che un vino pugliese di recente storia possa essere considerato allo stesso livello di un Barolo Monfortino. Ironia non perché il vino sia pugliese, cosa che non hanno saputo o voluto capire, ma perché vino che deve ancora costruire la propria credibilità, un percorso fatto di continuità qualitativa.
      Non c’é razzismo Alberto, ma tanta tanta presunzione…

  52. non esiste alcun razzismo….. tranne che quello delle PAROLE USATE VOLUTAMENTE DAL SIG ZILIANI….
    Io non ho bisogno di copiare altre parole… ho una testa e un cervello autonoma… e so LEGGERE COME TUTTI….
    INFATTI IL SIG. ZILIANI HA EVITATO DI COMMENTARE IL MIO PASSAGGIO SUL TONO DELLE SUE PAROLE E SULLE DEGUSTAZIONI CIECHE DEL PRODOTTO…
    Chissà perche!??!?!?!!?
    IO NON ODIO NESSUN ZILIANI…anzi mi sta simpatico…. perchè scrive quello che pensa… ma NON DEVE INDURRE GLI ALTRI A PENSARLA COME LUI…
    è sottile la differenza…. ma si percepisce…..
    SI PROVOCA LA DISCUSSIONE……NON SI DENIGRA CON LA DISCUSSIONE….. Caro Alberto.. legga meglio tra le righe

  53. BRAVO ZILIANI…….lo dice lei….
    Non c’é razzismo Alberto, ma tanta tanta presunzione…
    QUESTO VALE PER TUTTI COMPRESO LEI E LE GUIDE…
    NON SOLO COMPRESO CHI LE CONTRAPPONE LA SUA OPINIONE…O LE COMMISSIONI DELLE GUIDE CHE LA PENSANO DIVERSAMENTE DA LEI…

    Cominci ad accettare anche chi è diverso da LEI…come gli altri LA accettano….. SENZA USARE GLI AGGETTIVI….

    • Complimenti Rayodisole, con i suoi interventi su questo blog sta inaugurando una nuova forma di espressione: il ruspantismo, una sorta di espressionismo molto ruspante 🙂
      E con questo chiudo, avendo altro di meglio da fare che continuamente risponderle

  54. meglio essere RUSPANTE che altro…..
    LE RIPORTO LA DIZIONE DEL DEVOTO OLI… HO DOVUTO TROVARLA PERCHE’ LE MIE CONOSCENZE SONO LIMITATE…..

    “ruspante” vuol dire che “RAZZOLA ,GENUINO ,NATURALE,AUTENTICO……

    grazie del complimento…..
    A DIFFERENZA SUA IO NON HO PERSO DEL TEMPO LEGGENDOLA…..

    QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA…. ANCHE QUESTA VOLTA ;-)))))

  55. Che bello, sono toscano e sto nel mezzo così nessuno se la può prendere con me. Ragazzi, e se si tornasse al vino?

  56. Esatto Sig. Stefano… al contenuto del bicchiere…non alla storia del casato del produttore..alla etichetta…o alla regione di appartenenza…..
    qui non c’è stata alcuna discussione sull’estratto secco di quel vino o sulla sua ampiezza… ma solo discorsi non opportuni…. non si è detto se quel vino è FRANCO e AMPIO e se ha una PAI importante…nè se è EQUILIBRATO….
    Forse sarebbe più produttivo parlare cosi..non crede???

  57. Caro Sburlino, senta, anzi, legga, quello che ho da dire in merito alle questioni sollevate. Ho da dirle a lei, a Franco ed a tutti quelli che si sono appassionati a questo dibattito.
    Si, secondo me il post di Franco pubblicato su intravino era un gratuito e volontario attacco. Mal scritto, mal posto e perdipiù mal difeso. Non sono mai, dico mai, d’accordo con Tomacelli. Ma su una cosa si: l’assoluta mancanza di ironia che secondo Franco, al contrario, quel suo post aveva.
    In più, quel post l’ho considerato lesivo del tanto lavoro che tanti Produttori meridionali, pugliesi in particolare, che leggono i propri prodotti come automaticamente inferiori a quelli di altre regioni più nordiche. E’ vero, Franco ha citato anche vini pugliesi, ma neanche troppo sotto traccia ho letto una certa dose di ilarità per questo vino e quello che rappresenta, che alcuni presunti degustatori hanno coralmente premiato fra le eccellenze.
    Sensazioni queste corroborate anche dalla successiva e reiterata mancanza di spiegazioni dello stesso Franco, chieste da molteplici commentatori, sul perchè di questa impossibilità, per l’Es, a concorrere da grande fra i grandi. Ho cioè avuto la implicita dimostrazione che quel suo giudizio sia stato molto poco giustificato da reali esperienze di degustazione, che sicuramente avrà fatto ma delle quali non c’è traccia alcuna che giustifichi tale giudizio (leggo ora la “ficcante ed esaustiva” considerazione che all’Es mancherebbe un percorso fatto di continuità qualitativa). Ho quindi la marcata convinzione che a Franco non piaccia l’idea che…., la possibilita che….., piuttosto che quel vino in se stesso, con le sue proprie caratteristiche.
    Credo che queste mie considerazioni si potessero evincere anche dal tono della risposta che ho dato a Franco su Intravino.
    .
    Ciao
    .
    Nel frattempo Wine News ha detto che considerando anche la Guida di Luca Maroni, due soli vini italiani hanno ottenuto da tutte le Guide l’eccellenza: Sassicaia ed Es…….

    • ah, beh, se l’ha detto anche Maroni…
      Ma diciamolo, come direbbe La Russa, che quel vino, da chiamare eccellenza, come propone con assoluta moderazione un suo fan, é il migliore vino italiano, ma che dico, il migliore del mondo!
      p.s.
      grazie Luciano, per insegnarmi, visto che il mio commento su quel blog lo definisci “un gratuito e volontario attacco. Mal scritto, mal posto e perdipiù mal difeso” e privo di ironia, come devo scrivere. E cosa devo o non devo scrivere.
      A Milano diciamo: “Ofelè fa el to mesté“.
      Cerca su Google il significato o fattelo tradurre se non ne capisci il senso…

  58. Sono un entusiasta sostenitore del lavoro di Simona e Gianfranco, li considero due giovani in gamba, di cui la viticoltura meridionale e italiana ha assolutamente bisogno in questo momento. Nel mio blog ho spesso e volentieri ospitato schede che descrivevano il loro lavoro e i loro vini, tra l’altro anche il filmato di Eustacchio e un pezzo di Vigna prima. Sono strafelice che il loro lavoro duro davvero, i loro immani sacrifici che solo chi è del Sud come me può davvero capire, abbiamo avuto queste gratificazioni.
    Detto questo, non considero affatto la battuta di Franco insultante o un attacco, ma solo un punto di vista e basta. Impegnativo culturalmente e dunque fatto nel luogo sbagliato.
    All’amico Franco dico che non deve sentire linciato, le reazioni sbagliate di alcuni amici sono dovute al fatto che molti vini sono identitari di un territorio ed è proprio grazie a questi che il Sud ha ritrovato molto del suo orgoglio in questi ultimi anni.
    All’amico Gianfranco dico che bisogna abituarsi alle critiche e, perché no, anche agli attacchi. Più diventerà famoso e più ne riceverà, noi italiani siamo fatti così. Dunque con calma serafica va sempre ringraziato chi si occupa di noi. Del resto, per tornare al caso specifico, non è di oggi la critica di Franco a certe impostazioni e con lo stesso Vigna in tre ci siamo divertiri a sfotterci su un altro campione, il Kurni.
    Sul rapporto tra critica, blog, moderazione vi evito il mio parere, ci tornerò sul mio blog e chi avrà voglia se lo leggerà lì.
    Mi limito a lanciare un segnale: avverto insofferenza e voglia di regolare i conti verso chi, come Franco, ha assunto posizioni non omologate, sulle quali anche io spesso non sono stato d’accordo.
    Il Sud di Simona e Gianfranco e di tanti giovani produttori, ha bisogno anche di giornalisti come Ziliani e non di abili pubblicitari.
    Per un motivo molto semplice, neanche etico se volete: avremo sempre meno soldi in comunicazione da spendere della Toscana e delle regioni del Nord.
    Meglio far parlare i vini, meglio il dibattito che i banner e gli sponsor post.

    • grazie Luciano, sono convinto che i primi ad essere imbarazzati da questa canea sollevata da alcuni loro esagitati fan siano Simona e Gianfranco Fino. Questo anche se non hanno mosso un dito, perdendo una buona occasione di fare una bella figura, per prendere le distanze da eccessi verbali e, come dici tu, “voglia di regolare i conti”.
      Peccato, o come direbbe qualcuno, darmagi.. .
      p.s. una domanda Luciano: pensi che lo sviluppo naturale di questo modo di “pensare” di questi Gianfranco Fino aficionados sia il pretendere che quel vino ed i loro campioni enoici pugliesi possano essere giudicati e capiti solo da chi é nato e vive in terra di Puglia?
      Perché se passasse questo concetto, pericoloso, la naturale conseguenza sarebbe che quei vini potrebbero essere venduti solo in territorio regionale, non come accade ora, per fortuna, con tanti vini pugliesi, che si fanno onore in tanti mercati esteri. Dove sono spesso più conosciuti che nel nord Italia ad esempio…

  59. Ovviamente non conosco chi si nasconde dietro i nickname. Scorrendo l’elenco degl iamici pugliesi che ti hanno critica direi proprio di no: molti vini del Sud sono stati conosciuti grazie a degustatori di altre regioni o stranieri.
    Ci sarebbe da fare un discorso molto più complesso, e che cioé la critica enogastronomica nel suo complesso, e per varie ragioni, ha spinto negli anni ’90 alcuni modelli omologanti ai quali il Mezzogiorno, o parte di esso, sfuggiva. Ma proprio quello che è accaduto con la nascita della rete questo modello unico è stato messo in discussione e adesso ognuno va per la sua strada. Per dirla tutta: ‘A Vita, il Greco di Cantina dell’Angelo, il Primitivo di Gioia (Polvanera) avrebbero avuto poche possibilità di emergere senza il web.

  60. Ecco, Vignadelmar, è proprio questo il problema, l’avere attribuito al post di Ziliani il valore di un attacco a tutti i produttori pugliesi e, via via ampliando, a tutti i produttori meridionali per il semplice fatto di avere espresso un’opinione su un vino (e nemmeno su tutti) di Gianfranco Fino.
    Vede questa intepretazione mi sembra una forzatura proprio perchè, a parte che il post in questione, a mio avviso, nulla aveva di negativo o di offensivo, se c’è uno che tesse, continuamente, le lodi della Puglia e dei suoi vini, nonchè dei produttori che visita continuamente e conosce personalmente, questo è Franco Ziliani.
    Anzi devo dire che, ultimamente, si occupa molto più di vini pugliesi che di altri e Lei, che credo essere un appassionato lettore di questo blog, dovrebbe saperlo.
    Trasformare una discussione sul vino di un produttore in una battaglia tra nordisti e sudisti mi sembra, francamente, eccessivo non crede?
    Oltretutto mi stupisce l’analisi che tutti stanno facendo delle poche righe scritte da Franco Ziliani, come se in quelle si nascondessero allusioni recondite e verità nascoste.
    Ma un blog non dovrebbe essere un “luogo” dove si possono esprimere i propri pensieri senza preoccuparsi troppo delle forme e con immediatezza?

  61. Approfitto della presenza di Lucianone (hurrà Inter!) per chiedergli se puo’ andare a farsi una bevuta di quelle da sparire sotto il tavolo a Mondragone e star lì sotto a russare fino al giorno dopo, dai Moio, il cui Primitivo, vinificato in tanti modi per venire incontro a tanti gusti diversi, per me rimane un faro luminoso dell’enologia meridionale da parecchi decenni, dentro o fuori dalle guide non me ne puo’ fregare di meno. Ricordo ancora i bambini sulla spiaggia che in riva al mare tiravano su una radice, e tira e tira e tira… ma non veniva da piu’ di 100 metri di distanza, proprio da una vigna dei Moio? Una concezione enologica fatta di poche parole, nessuna forzatura, zero marchingegni, fregandosene delle barriques, della macroossigenazione e altre diavolerie, ma soprattutto del consenso degli “esperti”, lontano sempre e comunque dalle luci della loro ribalta mediatica e molto vicino pero’ al portafogli ed al cuore del cliente persona normale, quello che non sputa.

  62. Franco, il problema sai qual’è? E che tu non hai ancora spiegato perchè quel vino non ha la dignità di sedere fra i grandi. E’ una richiesta che ti è giunta da più parti e svicoli, ti guardi bene dal rispondere.
    La grandezza di quei vini, compreso l’Es è ben compresa da molti. Infatti non credo che tutti i componenti delle svariate commissioni d’assaggio delle Guide fosse composta da pugliesi e/o meridionali. Per questo motivo dovresti essere certo che il valore di questo vino travalica, supera di slancio i confini del meridione enoico, ammesso che esistano.
    Se poi avessi l’accortezza di telefonare al distributore di quel vino ti accorgeresti che viene venduto un po’ in tutta Italia ed anche in nord europa. Quindi di quale possibile mancanza di comprensione stiamo parlando?
    .
    Ma, ripeto fino allo sfinimento, il problema non è una tua (sotto)valutazione di quel vino, il problema è la ricorrente mancanza di spiegazioni sul perchè quel vino sia stato da te così giudicato.
    Per carità, libero di farlo, ma liberi noi di continuare a chiedertene conto. Facendo così continui ad esporti al dubbio che quel giudizio avesse in realtà poco a che vedere con il vino.
    .
    Ciao
    .

    • Luciano, se il mio giudizio non é legato al vino mi puoi spiegare a cosa possa essere legato? Al colore degli occhi della Signora Fino? Alla squadra di calcio, che magari non é la mia, per cui tifa il marito? Suvvia…

  63. Franco, se è legato al vino, anziche continuare ad evadere il punto focale della nostra discussione, spiegaci finalmente perchè, come, il tuo scrivere è direttamente riconducibile a quel vino.
    Se continui ad evitare di rispondere è lecito pensare che i motivi possano essere altri.
    .
    E guarda che non ti sto blandendo. Da quando in qua quelli come me, come te, che ci firmiamo sempre, che battagliamo duramente ma sempre a viso aperto, evitano di esporre le proprie ragioni, motivazioni, convinzioni. ???
    .
    Ciao

  64. Chi legge Ziliani sa benissimo che un vino come l’ES non rientra e probabilmente non rientrerà mai nell’harem dei suoi vini preferiti.
    Scommettiamo, che ne so, che tra uno Chardonnay Planeta e un Pinot Bianco Vorberg Ziliani decreta 6-0 6-0 per l’altoatesino? Quindi ne dedurremmo che è una fiancheggiatore dei separatisti tirolesi o uno che ce l’ha con la Sicilia?
    Ma di che vi stupite?
    E’ un suo gusto, se vi pare dite che lo ritenete un degustatore mediocre ma non dite che voleva offendere il Sud, speravo che nel 2011 sto vittimismo un po’ piagnone fosse scemato ma mi devo ricredere.

  65. Concordo pienamente con il post di Vignadelmar delle 18:21

    avevo provato sopra a sollecitarla gentile Ziliani, a far capire ad un semplice utente appassionato di vino e non di dialettica bloggistica, a capire dal ounto di vista tecnico che cosa pone ES su un altro livello rispetto ai tre mostri sacri.

    Vedo che non sono l’unico ad essere ignorato e mi dispiace.

    ci riprovo, poi chiuderò perchè è troppo noioso scorrere tutti i post polemici che nulla centrano col vino, alla ricerca dei (pochi) che dovrebbero interessare l’utente

  66. Beh, mi pare proprio che questa schermaglia si sta chiudendo molto meglio di come si era aperta. Mi permetto solo una osservazione al signor Vignadelmar, che mi pare non abbia colto il punto; che importa se Ziliani ama o no quel vino e perchè, quello che è importante è che se si lascia libero sfogo all’Es (guardacaso) ovvero alle emozioni incontrollate, si finisce a coltellate. E a quel punto a chi importa chi ha detto la prima parola sbagliata, se poi era sbagliata? Mai nome per un vino fu più azzeccato, davvero profetico.

  67. Noi qui a Marte pensiamo che siete proprio Terrestri. Ma dovete proprio litigare su tutto? Perchè non usate mai la domanda “Perchè?”. Esempio: “Perchè hai scritto così?” – “Perchè la pensi cosà?”. Non è difficile, no? Invece avete la terrestre abitudine di azzuffarvi in premessa, tanto per chiarire che prima viene il divorzio e poi vedremo se sposarci. I blog sono blog. Non è difficile nemmeno questo come concetto. Esistono blog moderati e blog non moderati e poi blog moderati a metà, in caso di necessità. In assenza di regole, prendetela così, non possiamo farne un dramma. Siete in assenza di regole, non illudetevi. Le regole del mondo sensibile non sono quelle di Internet, fatevene una ragione, sono due mondi diversi. Il blog è un posto dove tutti potenzialmente possono entrare anche se è la “casa” di uno solo ed è lui a decidere se far entrare uno, nessuno o centomila, belli, brutti, buoni e cattivi. A casa mia faccio entrare chi mi pare, magari anche uno che mi spacca i mobili. Che ne sapete voi se non mi piace che mi spacchino i mobili? Certo che se vedo il distruttore afferrare la gamba di un tavolo per sbatterla in testa a un altro, lo fermo e gli indico la porta d’uscita. Però non è detto che lo faccia: che ne sapete voi che non mi piaccia vedere gente che si prende a gambate (?) di tavolo in testa? Dopo questa dotta e acuta disserzione marziana, ribadisco marzianamente che è meglio pronunciare un propositivo “Perchè?” piuttosto di oberare di lavoro i falegnami. Adesso mi risponderà un falegname terrestre incazzato, lo so 🙂
    Brisky
    P.S.: ciao a Ignazio e al papà di Ignazio, piacere di conoscerLa. Io sono una fan di Suo figlio, lui sa il perchè. (“Perchè?”, giusto per ripetere…)

  68. Vigna, ti puoi fermare perché adesso sono solo gol in fuorigico.
    L’idea del vino di Franco è nota. Se pensi che ci siano altri motivi, cosa che lui ti ha negato davanti a tutti, allora dicceli tu.
    Altrimenti le parti si rovesciano e devi spiegare tu questo accanimento che registra il tuo cinquantesimo intervento.

  69. secondo me si parte da un presupposto sbagliato: a Ziliani non piace l’Es? beh lo critichi, ma che l’Es sia accostato ad altri 3 vini simbolo dell’enologia italiana per merito di punteggi ottenuti da diverse commissioni guidaiole è un dato di fatto non opinabile.
    L’Es non ha una storia lunga un quarto di secolo? e un bel cestino di “chissenefrega???” non ce lo mettiano? Mi pare che l’Es di cui si celebra la grandezza abbia a fianco anche una annata. Se poi per tot anni ininterrottamente l’Es e rispettiva annata saranno sempre presenti in questa graduatoria ottenuta dall’incrocio dei risultati delle guide più famose allora anche l’Es sarà protagonista dell’enologia italiana come lo sono stati sassicaia e altri.
    Un inizio ci deve essere, c’è stato per sassicaia, per ornellaia, per tanti altri produttori, non capisco perchè l’Es dell’ottimo Gianfranco Fino debba avere un trattamento diverso.

    Per inciso a me piace molto pur non rappresentando il mio ideale di vino e mi fa molto piacere che sparsi per l’Italia tutta (non ne farei un problema di nord e sud) si stiano affermando vignaioli con interpretazioni che ben evidenziano le potenzialità di uve magari non ritenute nobili come nebbiolo, sangiovese e pinot nero. Abbiamo un vigneto tanto vario che se ci fossero più Gianfranco Fino, più Casolanetti, più Bepi Quintarelli faremmo invidia ai francesi.

    • io credo che “invidia” ai francesi si possa fare semmai, oltre che con i Quintarelli, con i Bruno Giacosa, i Beppe Rinaldi, i Giuseppe (Mauro) Mascarello, i Gianfranco Soldera, i Pelizzatti Perego, i Severino Garofano, i Maurizio Zanella, gli Ottaviano e Fabio Lambruschi, i Mario Pojer, gli Edi Kante, per citare solo qualche nome degli autentici pilastri del vino italiano.
      Quanto al mio giudizio sull’Es di Fino, non penso proprio di avere l’obbligo di esprimerlo per rispondere ai noiosi e un po’ minacciosi diktat dei suoi pasdaran, dei seguaci pronti a difenderne l’onore anche a costo di prendermi, come molti hanno fatto, a male parole o invitarmi a prendermi a calci in culo.
      I processi di tipo staliniano, Vignadelmar, valli a fare a qualcun altro. Con me, anche se ti accanisci, non attacca proprio.

  70. Ok, lascio il campo libero e batto in ritirata. Inutile continuare a scrivere e commentare.
    Sono sinceramente dispiaciuto per l’ultimo intervento di Luciano (Pignataro), ma evidentemente così vanno le cose. Peccato.
    .
    @ Briscola: se leggi bene alcuni “perchè?” sono stati rivolti. Però senza ottenere alcuna risposta.
    .
    Ciao a tutti, ci rileggeremo altrove.

  71. Al solito italicamente nessuno fa un passo indietro e finisce tutto a stracci che volano mettendo in gioco stime ed amicizie e dimenticando che tutto è iniziato con un commento certo “salace” ma non offensivo. Mi dispiace davvero!

  72. è inutile ragazzi….. vi resta solo di inserire nella bottiglia di un preferito di Ziliani il liquido prodotto da Fino… e sperare ke non se ne accorga…..
    Del resto il fatto ke invece di rispondere alla ricorrente domanda… PERCHE’ NON E’ ALL’ALTEZZA??? PER QUALI RAGIONI ENOLOGICHE?? HA DEI DIFETTI??.. preferisce rispondere AMEN…

    Quindi non se la prenda ancora una volta…… ma lo sto inquadrando come un PRETE CHE FA IL SUO SERMONE DOPO AVER BEVUTO QUEL GOCCIO DI VINO….

    I preti non si contraddicono……. si accettano per quello ke sono….

    MI SCUSI LA MIA IRONIA SIG. ZILIANI… non se la prenda… ANCHE LEI E’ UN IRONICO…. lo sto capendo post dopo post…
    Il suo scopo era di provocare la discussione… poi nella sua cantina ha una bottiglia di ogni annata di ES… che non consumerà a sua giusta ragione…… hihhihihih….
    Ne parleremo tra circa 15 anni quando potremo finalmente fare una verticale con il periodo “A LEI PIU’ CONSONO”….

    Un mese fa lo abbiamo fatto con amici per il SASSICAIA con un valente relatore Onav pugliese…. e su 8 bottiglie le posso dire che.. a detta sua e di tutti noi…. solo 2 annate erano sopra la media… e uno poteva dirsi emozionante…..

    Sarà ke a me il nome ES mi fa pensare al principio del piacere di FROID e mi “CONDIZIONA NEL GIUDIZIO”… ma che vuole… io non ne capisco di vino quanto “VOI” ma sono un soggetto della platea larga che vive così… DI EMOZIONI…

    • come ha ragione! quel “Froid”, come lo chiama lei, con quelle sue complesse teorie della mente, lo studio delle nevrosi, le indagini sul concetto di inconscio, fa proprio “escire pazzi”… Vero “Rayodisole”?

  73. La cosa che mi lascia piu’ perplesso e’ questa voglia di classifiche e punteggi, questa divisione tra tifosi di questa o di quella enologia, quando si sa benissimo che non ha senso alcuno mettere sullo stesso piano i vini di un Paese distribuito tra montagne e mari diversi, con climi e terreni ancora piu’ diversi, con una varieta’ impressionante di vitigni e di sistemi di allevamento, come se bisognasse sempre cercare un campione nazionale che ci rappresenti tutti, un’omologzione del gusto e del consenso.
    E’ sbagliato, profondamente sbagliato.
    A un borgognotto abituato ai favolosi cru dei Pinot Noir dell Cote d’Or e’ difficile fare ammettere, anche alla cieca, che un Petrus o un Cheval Blanc sia allo stesso livello, come ad un renano fare ammettere che un Picolit si allo stesso livello dei suoi grandi Riesling. La soggettivita’ del gusto e’ indiscutibile.
    Abituato alla cucina ed ai vini della Nurra e del Turritano, non mi sognero’ mai di pensare che un Barolo di Rinaldi sia meglio dell’Anghelu Ruju Vintage della Sella e Mosca: bevendo quel modello di Barolo, mi sembrera’ anche eccezionale, superlativo, ma non rientrerebbe sempre e dovunque nelle mie grazie. La stessa cosa capita ai Siciliani con i grandi vini della Valtellina, ai Campani con quelli della Toscana, ai Pugliesi con quelli del Friuli. E’ perfettamente normale. E mi sono limitto a parlare di diffferenze regionali, perche’ sono le piu’ evidenti. Faccio presente pero’ che perfino nell’ambito della stessa provincia ci sono territori dalla cucina, dal clima, dalla tradizione, dall’enologia talmente diverse che la differenza si sente anche nei vini che rappresentano quei territori.
    Capisco dunque la disputa sull’Es. Non capisco pero’ che c’entri, con una discussione che poteva entrare in quel merito, l’invito a prendere a calci nel culo Ziliani, ancora in bella mostra nel post criticato, cioe’ l’avvio di un linciaggio tollerato dai conduttori di quel blog, che ancora oggi dopo quattro giorni non e’ stato rimosso.

  74. a proposito,non so se è già stato detto:per eleggere le superstar non “occorre/occorreva” anche il giudizio della guida di Luca Maroni (che mi pare non è ancora noto)?

  75. mamma, mamma oggi a scuola mi hanno detto che sono brutto !!

    Ecco cosa mi sembra la sua, una lamentela da bambino di 5 elementare, che corre dalla mamma perchè ha preso uno schiaffo. Con tutte le insolenze che ha dispensato lei in questi anni e tutte quelle che continua a dispensare ad ogni piè sospinto. Ma si vergogni a lagnarsi in questo modo puerile, ormai non le crede piu’ nessuno, meglio lasci perdere mi creda ormai non la da piu’ da bere a nessuno, se non a pochi creduloni ingenui.
    La smetta lei per primo di criticare ferocemente tutto e tutti e vedrà che il mondo le sorriderà ( forse )

  76. @ Pignataro

    Non fare il puro ed il difensore dei puri, che nemmeno tu sei trasparente come il vetro della finestra, ivi compreso l’amico tuo

  77. Con la Guida di Luca Maroni la situazione è, diciamo così, “peggiorata”

    Restano solo due vini: Sassicaia e….l’Es!

    • trovo del tutto sorprendente che chi ha bellamente consentito senza battere ciglio che venissi insultato sul blog di cui é l’editor, senza moderare e richiamare le persone alle più elementari norme di netiquette e buona educazione e ha definito violenta la mia frase del tutto ironica sul vino dei suoi amici, se ne venga qui, su questo blog, a fare battutine…
      A Milano per comportamenti del genere parliamo di “faccia di tolla”, non so come vengano definiti nell’amata terra di Puglia…

  78. Beh, certo che il Barolo Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno e il Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola-Salvioni non potevano mica trovare posto nel gotha di Maroni, con tutti quei posti di prestigio occupati dagli straordinari vini imbottigliati o commercaializzati dai F.lli Martini Sant’Orsola. Roba da far arrossire perfino Sassicaia ed Es, in quella compagnia…

    • solitamente Maroni premia vini di aziende diciamo così, molto “amiche”. Escludo che la cosa valga anche per Gianfranco Fino e consorte, che sicuramente hanno convinto il teorico del “vino frutto”.. che frutta, esclusivamente in virtù del pleclaro valore, che solo il sottoscritto si ostina a non capire, del loro mirabolante vino

  79. Momento: che nessuno metta in discussione la guida di LM. E’ l’unico punto fermo che abbiamo qui a Marte riguardo alle guide terrestri e non si tratta di un commento ironico. Noi pensiamo in tutta sincerità che Luca Maroni sia un genio: a noi non importa cosa scriva nella guida, ma importa come lo scrive. Che arrivi alla fine della recensione e non sai più se ha parlato di un rosso o di un bianco, di un blu albeggiante o di un verdognolo dai rari simboli eufonici, di un armadillo di sorprendente rarità aromatizzata o di un’orchidea con la sua fulgida anima topica, di un pistacchio vocale e di lussurioso olfatto, o di uno spinterogeno metaforizzato e virante al rosa antico ma non sempre. Non sai nemmeno più se sei su un pianeta o un asteroide, però sei tutto esaltato e vivi un’estasi impareggiabile e vedi screziature di insolito giallo persino in tua suocera, sebbena la stessa si muti al vespro in suadente sirena del mosto, oh, che mostosa suocera.
    Qualunque cosa scriva Maroni, è vero. Siamo pronti a invadervi e a nebulizzare chiunque sostenga il contrario.
    Briscola 🙂

  80. E le tue scuse via e-mail dopo due post siffatti, a quale genere di comportamento appartengono?
    E poi di quale “frase ironica” stiamo parlando? Sono almeno 20 volte che ci ricordi che a te quel vino proprio non piace: più convinto di così!

    Sei bravo e ti stimo, lo sai, ma sei anche inopportuno: mentre la tua amata Puglia festeggiava, non importa chi e perchè, sei venuto con il tuo solito savoir faire a ricordarci che siamo un popolo di cafoni.

    La Puglia intiera te ne sarà immensamente grata.

    Uno dei cafoni

    • ti facevo più intelligente e soprattutto più corretto Antonio, invece mi sbagliavo. Tu mandi un commento a Vino al vino parlando di mie “scuse” che ti avrei mandato, lasciando così intendere, in chi leggesse le tue parole, un mio comportamento doppio o schizofrenico. Ma io indirizzandomi ad una persona che ho proprio sbagliato a considerare “amica”, non ho espresso nessuna scusa Antonio, e lo sai bene, perché ti ho semplicemente scritto, scrivendo alla persona Antonio Tomacelli, non all’editor del tuo blog: “Antonio, voglio solo dirti che mi dispiace tanto che la cosa abbia preso questa brutta piega. Mi dispiace tanto dal punto di vista umano. Ci tenevo a dirtelo. Io non riesco proprio a considerarti un “nemico”. Non lo sei.
      saluti Franco
      “.
      E tu queste parole provi a taroccarle come “scuse“: che tristezza…
      Io sono sempre lo stesso che poco più di un mese fa ti aveva proposto un’intervista sulla tua attività di grafico e creatore di etichette (generalmente molto belle e raffinate) per il sito dell’A.I.S. Intervista che avevi accettato di concedermi, ma di cui poi, e soprattutto ora, ti sei dimenticato…
      Quanto al “popolo di cafoni”, questo pensiero e questo giudizio é totalmente nella tua sfrenata fantasia Antonio, perché non ho mai espresso un giudizio del genere né lo penso.
      Dimostri/dimostrate invece tu e i tuoi amici, un preoccupante provincialismo. E scarsa memoria. Perché siete ancora lì, nell’ottobre 2011, non del 1995, a far dipendere il valore e l’importanza di un vino dalle valutazioni che gli vengono date dalle varie guide, come se le guide dei vini fossero il “vangelo”, enoico ovviamente, e celebrate questo vino, e la sua valutazione collettiva da parte delle varie guide, come un Epifania. Come se altri grandi vini pugliesi non avessero mai ricevuto prima riconoscimenti interni ed internazionali.
      Poco conta per voi che l’indimenticabile Cosimo Taurino venisse festeggiato come una celebrità come Mr. Salice Salentino neli anni Ottanta e Novanta negli States, e che per vecchie annate del suo Patriglione wine fans arrivassero a sborsare, in epoca pre euro (e posso assicurarlo come testimonio diretto della cosa)100-150 mila lire, che parecchi vini pugliesi importanti venissero riconosciuti come grandi in tutto il mondo. E premiati, visto che tieni tanto alla cosa, dalle varie guide.
      Tutto questo per te e per gli altri ultras da Bar Sport che hanno scatenato questa canea, non conta niente. Tutto comincia, la storia del vino pugliese di qualità, il suo apprezzamento, i riconoscimenti, con questo plebiscito riservato all’Es.
      E questo non solo é assurdo e falso, ma offensivo per tanti produttori pugliesi che producono vini di qualità e “battono i marciapiedi” dei mercati di tutto il mondo e li sanno proporre e imporre da molto tempo prima che il vostro eroe cominciasse a produrre vino. Se la vostra storia del vino di Puglia di qualità inizia solo con l’Es state raccontando una storia falsa. E state mentendo, innanzitutto a voi stessi.

  81. Ziliani.. Mi sembra di capire ke lei ha voglia di fare una guida sua dove esplodere le sue preferenze e dove dispensare i suoi sermoni punitivi.. E la faccia allora.. Io sarò il primo ad acquistarla.. Ci pensi.. Li potrà classificare chi e come vuole.. E non avrà il tempo di criticare gli assaggiatori delle altre guide ke hanno il proprio gusto alla pari sua.. Aveva detto ke non avrebbe più perso tempo con me.. Mah!! Cmq la prima discussione sui contenuti la ho vista.. Il vino frutto!?!? Non le piace l’esplosione del frutto ke esprime l’es?? A me non piace l’esplosione del tannino del barolo.. Embe?!?! Se avesse scritto semplicemente .. L’es é un vino ke non rientra nei miei gusti.. Non avrebbe avuto nessun problema.. Invece ha scritto… Volutamente.. sopravvalutatissimo vino pugliese..ke si aspettava?? Rose e fiori.. Se oltre ad essere prete é anche un gladiatore esperto allora non si stupisca di tutto ciò e usi il lessico più adeguatamente… E usi la coerenza ke le richiede giustamente il dott Cazzorla nel suo blog.. http://www.eusto.it … Non può venire a sorridere ed inneggiare vicino all’assessore ai vini pugliesi che stanno cominciando un percorso di eccellenza.. E poi denigrare ki non ha una storia nel vino solo perché é giovane!! La storia continua e si evolve.. Anche i blogger del vino.. Accetti ke qualcuno con meno esperienza di lei esprima il suo concetto diversamente da lei come lei lo fa con altri esperti.. E mi permetta.. Sulla filosofia di froid non ne sa quanto sul vino!!! Ma mi ha fatto sorridere.. Questa ironia era bene assortita… La saluto.. Oggi la apro la bottiglia es 2004.. Mi ha fatto venire la voglia lei.. Poi con quel.. Frutto.. É proprio un vino a tutto pasto!!! Mi raccomando ora non mi dica ke sono ignorante perché quel vino non é indicato con l’antipasto!!! Io intendevo l’abbinamento con i dolci di mandorle rigorosamente pugliesi.. Come lei ha gradito a Lecce qualche giorno fa… Li.. Tenuta san guido o il barolo non ci azzecca per niente… Buon domenica..

  82. Gent. Sig. Tomacelli, noi non ci conosciamo. Però a me la parola “cafone” è sempre piaciuta, perchè se non sbaglio vuol dire “contadino”, almeno come l’intendeva Silone. Io vorrei essere un cafone, cioè un contadino, però non la sono. Malgrado non la sia, nella mia semplicità contadina penso che ci sia stato un equivoco di fondo e le parole, tutte, abbiano assunto un peso superiore al loro vero peso. Accade spesso in Internet. Le parole “pesanti”, non nel senso di offensive ma di peso apparentemente superiore a quello reale, spesso allontanano le persone che pur si stimano fra loro. Sarebbe bastato fare un passetto indietro di qua e un passetto indietro di là. Ciò non è stato, ma potrebbe esserlo ancora. Escluderei che Franco abbia voluto dichiarare guerra alla Puglia, così, come mia prima sensazione. Pirro del resto insegna che proprio in quella zona solitamente le guerre finiscono senza né vinti né vincitori (ma quanto siamo cafoni dotti, quassù a Marte?!?). Questa mi sembra proprio una guerra di quel genere. Direi che lo spettacolo può procedere, dopo tanto rumore per nulla e qualche baruffa chiozzotta.
    Brisky, cafona for ever 🙂

  83. E calci nel culo, sciò sciò, vattinne… a chi non festeggia non importa chi e perché, purché pugliese. Razza di un pulentun lumbard che non sei altro!
    Questi sono diventati gli argomenti, Franco, purtroppo, di gente che sembrerebbe laureata, diplomata, con un certa cultura e di buone maniere. Sara’ colpa del vino che bevono?

  84. E poi, da che pulpito vien la predica. Onesta’ intellettuale vorrebbe che si contassero sul tuo blog e sul suo quanti post siano stati dedicati ai vini pugliesi.Su Winereport, quando lo dirigevi tu, e su Vinoalvino ce n’e’ senz’altro di piu’, in percentuale ed in quantità assoluta. Dunque chi e’ che si vergogna della sua Puglia, salvo che in questo caso?

  85. Crosta, fai il bravo che altrimenti ti porto su a Marte in castigo, cafone pure tu come me con tutti i pugliesi del mondo e pure dell’universo (non incazzarti, oh, tranqui, la galassia è sotto controllo).
    Brisky 🙂
    Adesso esco e non posso leggere le repliche, devo fare un salto a Giove, quindi non potete replicare. Non fate che poi replicate come vostro solito quando non c’è l’interessato.

  86. In castigo da te ci starei volentieri. Mi dicono che non si riesce mai a lasciare sul tuo tavolo una bottiglia mezza piena…

  87. ma che tipo il suo “amico” Tomacelli, caro Ziliani! Lei gli manda una mail toccante dove manifesta il suo rincrescimento, da un punto di vista umano, per quanto accaduto e lui, invece di intenerirsi cosa fa? Manda un commento a questo blog e prova a spacciare questo messaggio privato come “scuse”. Ma ha capito quello che lei gli diceva nella sua mail o gliela deve rimandare tradotta in dialetto del nord Puglia?
    E poi, che boria a parlare a nome della “Puglia intiera”: ma chi l’ha nominato rappresentante ufficiale, Vendola?

    • Giovanna, il mio messaggio, che non conteneva alcuna espressione di scuse, voleva provare a stemperare il fuoco, e guardi invece cosa é successo.
      Alla “Puglia intera”, a chi mi vuole bene e a chi invece preferirebbe prendermi a “calci in culo” annuncio che farò ritorno in quella terra che amo giusto tra un mese, il 21 e 22 novembre. E che sono già al lavoro, insieme all’amico Nicola Campanile e a Luciano Pignataro, per organizzare anche nel 2012 quelle che qualcuno chiama “iniziative di discreto successo” e che sono invece manifestazioni importanti. Dove qualcuno, ritenendosi “l’unto del Signore”, arriva ad incavolarsi se il suo vino, degustato alla cieca da due giurie, non viene premiato…
      La prossima volta faremo assaggiare il vino, alla cieca o meno, ai responsabili delle varie guide. Il riconoscimento é assicurato.

  88. Mi sono reso conto che questi che fanno gli esperti di vino, che vivono di classifiche, che leccano il …perfino a Maroni come se fosse un Dio e che si riempiono volentieri la bocca di insulti contro di te dopo aver fatto roteare anche troppo il calice ed essersi fatti fotografare con il naso dentro… sono nati ieri e gia’ sgomitano per farsi notare. Come tutti gli sbarbati. Poi magari c’e’ anche qualche vecchia ragnatela del mondo del vino di Puglia in mezzo, ma mai nessuno sincero fino in fondo. Dov’erano quando si faceva fatica a convincere Solci a Milano a mettere in lista il Five Roses (osannato perfino dai grandi ufficiali dell’esercito americano nel 1944), quando negli anni ’60 faceva capolino nei reparti di maternita’ del nord il Salice Salentino Riserva per ricostituire il sangue alle partorienti, quando andavamo di casa in casa per fare assaggiare agli increduli il Falcone del 1978, o agli inizi del secolo quando tu eri l’unico sul web a parlare delle vere meraviglie dei vini pugliesi a partire da quelle di Botromagno (ripreso anche dalle riviste anglosassoni), Michele Calò, Francesco Candido, Càntele, Conti Zecca, Cantina Due Palme, Castello Monaci, Cosimo Taurino, Masseria Monaci, Vallone, seguito con entusiasmo soltanto da Roberto Giuliani, Luciano Pignataro e Fabio Cimmino? Da Lucianone (hurrà Inter) tra l’altro c’e’ un piccolo assaggio qui http://www.lucianopignataro.it/r/i-vini-da-non-perdere/in-puglia/ che varrebbe la pena ricordare a questi signori dei vins de garage e della barrique proprio perche’ non sembrino gli unici che si fanno il culo nelle vigne e a non farsene poi troppo merito da soli visto che se lo fanno da pochi anni e non da sempre, come invece senza troppo far parlare di se’ ha fatto con grande umilta’ chi li ha preceduti. Certo che i Fino hanno sfondato dove non sono riusciti altri, nel mediatico, nelle classifiche. Buon pro gli faccia! Ma se il vino pugliese migliore in assoluto e’ quello, se uno dei due vini italiani migliori in assoluto e’ quello, non sarebbe ora che anche tutti gli altri non imparino la lezione, non si facciano autocritica per una fin qui mancata apoteosi e non cominciano a seguire quel modello che in pochi anni invece e’ stato capace di attirare a se’ come una calamita i grandi favori di questi esperti dell’ultima ora? Facciamoli assaggiare alla cieca, sì, i vini. Così scenderanno dal piedistallo anche quelli che aizzano i pugliesi a prendere a calci in culo Ziliani. Un insulto che e’ ancora lì, ben stampato, sul post del suo “amico” Anto’. Della serie: dagli amici mi guardi Iddio.

  89. L’unico vero problema che ha ES 2009 e’ che ce ne sono troppe poche bottiglie e sara’ presto esaurito.
    Se a Ziliani non piace direi che e’ una fortuna per noi che ne avremo cosi’ a disposizione una bottiglia in piu’.

  90. No, non posso tacere.
    Questo tuo commento delle 13,32 è pieno di cose che volutamente distorci per cercare di riprenderti dal bagno di critiche che ti stanno riguardando.
    .
    Nessuno di noi commentatori da “bar dello sport” (grazie, sempre elegantissimo) ha mai detto che i Fino siano gli unici iniziatori della produzione di qualità in Puglia. Se sei convinto di averlo letto linkaci dove questo sarebbe scritto. Grazie.
    .
    Solo uno “smemorato” potrebbe dimenticare ad esempio le decine di miei commenti a favore del Grande ed Unico Severino Garofano e la giornata che gli ho dedicato in Osteria http://www.lucianopignataro.it/a/vigna-del-mare-un-pranzo-con-severino-garofano-e-i-suoi-grandi-vini-storici/13108/
    .
    Per non parlare delle centinaia di miei post su altri vini pugliesi. Sulle bevute collettive che organizzo con i vecchi Patriglione, Graticciaia etc etc.
    .
    Nessuno ha mai dimenticato Cosimo Taurino, nessuno. Però la storia continua, non si ferma, altri si sono aggiunti ed altri, speriamo seguiranno. Quindi questo tuo tentativo di renderci “nemici” o “sottovalutatori” della Puglia che fu e che continua ad essere, non va a segno, anzi.
    .
    Tutti noi però abbiamo gioito per questa grande affermazione di un vino pugliese, grande fra i grandi. Comprendendo e sperando che potesse fungere da ulteriore volano per l’intera produzione pugliese di qualità. Come fu allora per il Patriglione. Allora, chi gioì per la novità premiata e riconosciuta sbagliò ? Si attirò le critiche dello Ziliani di turno che diceva che era ingiusto gioire per quella novità, per quel vino, perchè prima di quello c’era…. ?????
    Invece tu non hai gioito; hai scritto un commento volutamente livoroso e NON ironico. E continui, insistendo. Continui anche a non scrivere perchè questo vino non meriti. Fatti tuoi. Ma nel web, nel proprio blog le risposte agli interlocutori andrebbero date, altrimenti sarebbe meglio prendessi un quadernetto e ti mettessi a scrivere giornalmente un diario.
    .
    Però, almeno io, non ti permetto di inserirmi falsamente fra quelli che non hanno né memoria né riconoscenza verso quei Produttori, quegli Enologi, che hanno per primi esportato il nome della Puglia nel mondo.
    .
    Infine, concludo, non è nemmeno bello farsi scudo di quei pochi (forse uno, due o tre) che ti hanno attaccato usando termini sopra le righe e maleducati. Gli altri, me incluso, ti hanno criticato nel merito, meglio, nel demerito, del tuo scrivere, della tua aprioristica ed acritica, pubblica, valutazione. Di quella si parla, di nient’altro.
    .

    • Luciano, “cose che volutamente distorci” dillo ai tuoi amici, non a me, chiaro? Io non distorco proprio un bel niente. Ed i consigli su cosa e come scriverlo dalli ad altri, oppure apri un tuo blog.

  91. Come al solito quando la si mette alle strette lei svicola. Perché’, se veramente e’ convinto di quell che dice, non ribatte a tema? Non ci fa una gran figura, ne sia certo.

  92. Sono nata terrena, ma quanto mi piacerebbe essere marziana come Briscola! Stando così distanti dalla terra si riescono meglio a vedere gli eventi nella loro completezza e anche a commentarli nella giusta misura. Almeno per me.

    La libertà non vale senza responsabilità. La libertà di parola sui blog è un dato di fatto, la responsabilità delle stesse assai meno.
    L’affaire Ziliani/Intravino ne è un esempio lampante.Ed è un peccato vedere come un rapporto fra blog diversi uniti dalla stessa passione per il Vino, un sistema di comunicazione che interagiva e donava a noi appassionati un quadro più completo riguardo ad un argomento che ci coinvolge, si sia rivelato fragile e suprficiale.
    Fragile perché è bastato un post sfortunato ed una serie di commenti incivili per romperlo. Eppure nei quasi due anni che seguo entrambi i blog non è la prima volta che avvengono risse di questo tipo mentre la redazione sta alla finestra a guardare.
    Superficiale perché i motivi della discordia sono stati ingigantiti da permalosismi per cui alla fine non contava più lo scritto in sé ma la rabbia creata.

    Franco Ziliani si è permesso un commento forse esagerato, sentendosi in grado di farlo, della Puglia vinicola lui è uno degli ambasciatori principali. E’ stato attaccato in modo volgare. Ha risposto a modo suo, ma sempre nei limiti della civiltà.
    Quello che lo ha ferito di più è stata la mancanza di una manganellata istantanea da parte dei redattori di Intravino, soprattutto Tomacelli, che guarda caso è pugliese. Ma io sono convinta che Tomax dormisse e che non l’ha fatto apposta ad intervenire in ritardo. E’ una questione di pigrizia, non di cattiveria. Oppure di non saper prevedere dove portino certe premesse. Peccato veniale, non mortale.

    E’ successo, ma io non ci vedo una dietrologia oscura e se anche ci fosse, sarebbe il caso di lasciarla, appunto, “indietro”. Come premio, un volo su Marte per guardare le cose ad una certa distanza.

  93. mi spiace, ma il carattere di Ziliani (e non solo riguardo al vino ougliese) è quello che è… Non vuole mai rispoondere e si limita a certe ironie che sconfinano nella presa in giro. Magari capirà di vino, ma umiltà culturale proprio niente… Eppure è la dote migliore che esiste. Torno a rimirar le stelle (come dice lui) e le assicuro che è lavoro ben più interssante, complesso e saturo di vera umiltà culturale che i suoi scritti… che in fondo non parlano del vino vero, fatto di storia, cultura, scienza, lavoro, ma solo di relazioni personali e di commercio.
    Amen (anche per quello che aveva proposto.. non mi sembra proprio il caso: vi è un buco nero che ci separa… e adesso giù con le battute da stadio!!)…

  94. Mi sento così d’accordo con il commento di Nelle Nuvole!
    La cosa è sfuggita di mano a causa di alcuni “black-bloc” da blog, che sono riusciti ad oscurare le vere questioni: che riguardano l’amicizia e la solidarietà (presunte). Non ha alcuna importanza ormai l’opinione del dott. Ziliani sul vino pugliese, chi non lo capisce sta guardando il dito anzichè la luna.
    Gentilisimi Ziliani e Tomacelli (che non conosco se attraverso i vostri superlativi blog): se non riuscite (più) a trovare una via per spiegarvi con pacatezza e sincerità, vi ponete entrambi nella posizione scomoda di chi si renderà conto con amarezza dell’errore fatto nello scegliersi i propri amici e di essersene fidato. Ziliani pare averci provato a gettare un ponte con la sua mail, che forse è stata travisata. L’altro ha fatto male a travisarla. E’ l’icona in sedicesimo di tutto questo post: un grande immenso travisamento: chiuderei con una bella frase di Voltaire: La tolleranza è l’appannaggio dell’umanità: perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze, è la prima legge di natura.
    Buona giornata. Giorgio.

  95. Nelle Nuvole, tutto benissimo, tutto giusto, i bravi ragazzi forse faranno la pace, ma perche’ rimane ancora al suo posto questo gran brutto invito al linciaggio che segue?

    ” giorgio risponde:
    11 ottobre 2011 alle 06:56 (link)
    Male Monica, molto male, costui non dovrebbe piu’ mettere piede in Puglia, se fossi un pugliese….. a calci in culo lo prenderei. Sciò, sciò vattene “

  96. Credo che sia perché altrimenti non si comprenderebbe l’avvertimento di Morichetti fatto due interventi più avanti. E’ possibile?

    • E’ tutto possibile Sara in questo mondo sempre più pazzo…
      Ma a scusarsi e vedere di porre riparo alle cose (c’é un’unica cosa ineluttabile, la morte…) c’è sempre tempo, basta volere…

  97. Potrebbero benissimo neutralizzarlo aggiungendoci la frase: “non condiviso dalla redazione”. Hanno lasciato solo il coraggioso Morichetti (che non e’ nemmeno l’autore del post ne’ l’editore responsabile) a prendere le distanze.

  98. La moderazione del commento è una brutta sensazione per chi lo posta, è come se ciò che dici restasse sospeso nel vuoto e non sai se arriverà a destinazione, però…
    Purtroppo serve visto che il nervosismo globale attuale spesso fa perdere/dimenticare l’educazione a molti.
    Se chi ha un blog non desidera inutili complicazioni, modera i commenti ma solo per evitare di ritrovarsi di tutto nel proprio spazio e dimostrare una certa responsabilità verso ciò che accade nel suo blog. Filtra volgarità ed insulti inutili ma non filtra ciò che va contro la sua opinione e può essere utile a chi legge.
    Non è facile però essere moderatori, a volte i commenti contengono una parte coerente ed interessante nel contesto ma pure scritte meno intelligenti.
    Che fare?
    Personalmente a questo punto credo sarebbe utile eliminare il commento mettendo però PRIMA ben visibile un avviso nel blog tipo:
    Questo blog non posterà commenti con contenuti offensivi e/o volgari.
    Uomo/donna avvisati…
    Chi desidera dire la sua nel blog potrà farlo sapendo che se userà dei toni poco gradevoli non sarà pubblicato, al massimo se sta cosa non piace si va a scrivere/leggere altrove.
    Chi ha il blog cerchi però di avere la stessa delicatezza.
    La giustificazione: “questo è il mio blog e dico ciò che desidero” dovrebbe essere “moderata” a sua volta proprio per evitare questo tipo di situazioni. A volte si può dire la stessa cosa in modi diversi, informando senza provocare.
    Suggerimento…
    Il modo dell’informazione e della comunicazione sul vino è pieno di Polemiche e critiche negative.
    La vita è già pesante di suo… dateci un pò di “respiro” almeno quì dove potete scegliere cosa e come pubblicare.
    Fateci riscoprire il piacere di leggere e leggervi.

  99. Crosta, noto con piacevole stupore che ti stai marzianizzando anche tu. Sei già in viaggio per raggiungermi? Non possono pubblicare un intervento e scrivere a distanza di giorni che non lo condividono… Però qualcosa potrebbero fare per risolvere. Ma non è che noi Marziani adesso possiamo fornirvi tutte le ricette risolutive, per cui stiamo qui a vedere come va a finire dalla nostra Unità di Crisi appositamente istituita. Del resto trattasi di uomini di vino ma anche di parole: confidiamo nelle loro risorse verbali. Così disse.
    Brisky 🙂

  100. Torno da Venere, mi spiace, che e’ proprio dall’altra parte. Ma sono dell generzione che si divertiva a vedere il maestro Manzi in TV, a “non e’ mai troppo tardi”. Anche perche’ se lasciano tutto com’e’, come se niente fosse, mi sara’ dura rinunciare a leggere Montes, Fabbretti, Vinogodi, kenray al terzo travestimento e tanti altri dai quali c’e’ molto d imparare.

  101. In cambio di una buona bottiglia dall’Italia quando verrai l’8 Novembre a Varsavia non hai nemmeno idea di che calma tombale sia perfino capace… muto come un pesce!

    • 8 novembre? Io in verità a Varsavia arriverò già il 7 e ci resterò sino alla mattina (presto) dell’11… E a giorni comincerò a scrivere – tu acqua in bocca, anzi vino, mi raccomando – del doppio evento dell’8 e 9 novembre.

  102. Il 7 lo sai che ci sara’ la grande parata di Mosca in occasione dell’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre e percio’ non potro’ esserci, quel giorno, a Varsavia…

    • Mario, segnalo a te e a tutti i lettori di Vino al vino che altrove, su un altro blog al quale non possiamo che augurare buona fortuna, visto che é quasi agli esordi, una persona che ha naso e palato e cultura del vino, Vinogodi, ha espresso idee ben diverse dalle mie sul vino che ha scatenato questa ormai un po’ noiosa querelle: http://www.doctorwine.it/det_articolo.php?id_articolo=132
      Ho letto e ne prendo atto, ritenendo utile e sale della wine blogosfera il fatto che su determinati vini e aziende, sulla loro importanza e centralità in una determinata zona vinicola, si possano esprimere, su siti e blog diversi, idee divergenti. Questa si chiama tolleranza e democrazia

  103. é proprio un bel paraculo lei Ziliani!
    ora che fa, si mette a segnalare su Vino al vino un articolo pubblicato sul blog di Daniele Cernilli?
    Cosa crede di ottenere in questo modo, a cosa mira?
    Sicuramente non si guadagnerà la stima delle persone che ammirano una persona che lei per anni ha criticato e andrà incontro alle accuse di trasformismo dei suoi più fedeli lettori!
    E’ sicuro che non le stia andando di volta il cervello?

    • Francesca, alle sue accuse di “eno-paraculaggine” credo abbia risposto nel migliore dei modi e colgo l’occasione per ringraziarlo, Massimo che ha inviato il suo commento più o meno nello stesso momento in cui lei mi faceva uno strano processo alle intenzioni.
      Io ho semplicemente segnalato un articolo e fatto gli auguri ad un blog. Poi ci veda lei quello che vuole in questa semplice e del tutto innocente cosa.
      Quanto al mio cervello, sta benissimo, come tutto il resto, grazie!

  104. volevo farle i complimenti per aver segnalato un articolo di Vinogodi pubblicato sul sito di una persona che non si può dire le sia amica.
    Credo sia il modo migliore questo di rispondere agli attacchi e agli insulti che ha ricevuto per aver osato criticare su intravino quel vino che Vinogodi invece esalta
    Bravo!

  105. @ Mario Crosta
    Guardi, se lei non leggerà più Intravino per questo, Ok.
    Però mi sembra eccessivo.
    Probabilmente se Ziliani si fosse espresso usando toni tipo: “a me questo vino qui non convince perchè qui e perchè là…per cui non glielo vedo vicino a quegli altri 3; in ogni caso va premiato l’impegno del viticoltore in questione e cmq sono contento per lui per il risultato ottenuto.
    A dire la verità la tipologia di quel, non piacendomi, non la metterei sullo stesso piano degli altri vini nominati e quindi, di conseguenza, fra i primi vini migliori d’Italia”.
    Sono sicuro che con questi termini non sarebbe successo ttutto il casino che è scoppiato IMHO.
    Poi al mondo ci sono i permalosi e i non permalosi.
    Certo è che non abbiamo ancora capito il perchè del fatto che secondo Ziliani l’ES non merita di essere avvicinato agli altri tre vini.
    Urgerebbe un chiarimento; o no?

    Pensate al casino successo l’anno scorso nella querelle “Colli Bolognesi vs. Gambero rosso” se il curatore regionale avesse usato altri termini (mantenendo però la stessa sostanza) sono convinto che oggi tutti i produttori di quella denominazione avrebbero dato i vini alla guida…cosa che invece non è accaduta.
    Mario,
    lei è una persona adulta, Ziliani pure….non prendiamocela, dall’una e dall’altra parte, per queste piccole cose….al mondo ahimè ci sono problemi ben più gravi.

    “Intravino”, dà sempre dei bellissimi spunti per le discussioni, così come “Vinoalvino”….io commento poco spesso, ma leggo sempre.
    Allora perchè privarci di piacevoli discussioni?
    Quanto agli insulti…beh…io mi sarei limitato a rispondere con un semplice “Seeeee….seeeee”.
    Saluti.
    PS
    Quando viene in Italia, se passa dalle mie parti, mi venga a trovare!

    @ Vignadelmar
    Il fatto che i Sigg. Fino si facciano il mazzo in vigna, in cantina etc etc, non vuol dire che il loro vino sia per forza sia i primi 4 d’Italia; perchè altrimenti gente come il sottoscritto e molti altri, allora di bicchieri, grappoli, bottiglie, stelle e chiocciole ne meriterebbero 10 alla volta…..
    Purtroppo la cosa non è direttamente proporzionale…..
    Sbaglio?

    • Succi, il mio commento che ha suscitato tutto quel caos, insulti e minacce comprese, é questo, glielo ripropongo:
      “Anto’, anche se sei pugliese e magari gioisci per l’exploit del vino tuo conterraneo, mi consenti una domanda?
      Come direbbe quel tale, ma che ci azzecca, il Primitivo di Manduria Es 2009 di Gianfranco Fino, che ho incrociato nei giorni scorsi in quel di Lecce, con vini veramente straordinari come il Barolo Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola-Salvioni, il Bolgheri Sassicaia 2008 di Tenuta San Guido? Ecco il vero insondabile mistero…”.
      Queste le mie parole, IRONICHE, non violente come qualcuno le ha definite.
      E per un commento del genere doveva nascere tutto questo baillamme di parole in libertà?
      Ma per favore!!!
      p.s.
      lei scrive:”Urgerebbe un chiarimento” sul perché io non condidida l’entusiamo per quel vino.
      Io non vedo né l’urgenza né la necessità. E’ tutto chiarissimo
      Avrei scritto la stessa identica cosa, in quei termini, se la f(u)amosa superclassifica dei 4 vini top d’Italia secondo le guide avesse visto, al posto dell’Es di Fino, che ne so il Sagrantino 25 anni di Caprai, un Barbaresco o Barolo della Spinetta, il Patrimo di Feudi di San Gregorio, l’Oreno di Sette Ponti (sto citando non a caso tutti vini per me sopravvalutati) accanto a Monfortino, Brunello di Salvioni e Sassicaia. Vino, quest’ultimo, per il quale non stravedo, ma che é Sassicaia, perbacco!
      Volete capire questa semplice cosa?
      Per me su un’immaginaria “bilancia” l’Es, in base al mio gusto, alle mie esperienze d’assaggio, non pesa come gli altri tre. Potrò esprimere questo parere senza essere additato al pubblico ludibrio?

  106. Gabriele, alias la giovialita’ del Sangiovese!
    Mi mancava un intervento come il suo, sa?
    Sì che passo, non si preoccupi, ma c’e’ una fila di gente che mi aspetta (non al varco, spero!) da decenni. Purtroppo, ormai mi diverto soltanto nelle piu’ antiche foreste d’Europa, dove porto sempre il pane secco e qualche mela ai cinghiali, dove sveglio a volte le volpi e le lepri, dove i sentieri non sono così ben segnati come in Italia o in Austria perche’ qui e’ posto da bisonti, gli ultimi esemplari viventi in Europa, sopravvissuti ad una civilta’ che porta in se’ anche la barbarie.
    Ho promesso piu’ sopra a Franco che saro’ muto come un pesce, non mi faccia andare oltre. Ma la ringrazio molto, il calore umano che voleva trasmettere (a tutti, non solo a me) lo avverto tutto intero. Proprio vero, eh, che in vino veritas?

  107. Gentile Succi, il fatto che i Fino si facciano il mazzo in vigna era in aggiunta a considerazioni sui loro prodotti che avevo ampiamente e precedentemnte espresso. Il loro vino è mostruosamente buono ed in più loro si fanno il mazzo in vigna. Concetto espresso ripetutamente in questi lunghi giorni. Per non parlare dei miei post in altri lidi e della assoluta prima verticale completa di Es fatta nella mia Osteria il cui resoconto è stato pubblicato sul blog di Pignataro. Insomma, sono anni che ne parlo.
    .
    Chi non si è espresso su questo vino è solamente una persona. O meglio, chi non ha giustificato con note tecniche, di degustazione, la propria valutazione è solamente Ziliani. Quando saranno leggibili le Guide, potremo anche leggere i loro perchè, così come nei giorni scorsi abbiamo letto i miei ed oggi leggiamo quelli di Vinogodi. Tutti avranno giustificato le motivazioni della propria conferita eccellenza. L’unico che non lo avrà fatto sarà Ziliani, chiuso, arroccato, nel proprio mutismo.
    .
    Ciao

  108. Io sono andato subito a postare un commento da Vinogodi su Doctorwine, dato che e’ un autore con i fiocchi ed i controfiocchi per quanto riguarda il vino. Vorrei sapere perche’ non ha dato 100/100 al vino dei Fino, visto che gli altri ti stanno scannando da una settimana per non esserti inchinato, come loro, a cotanta maesta’, lesa da te nel piu’ violento dei modi, violento perolomeno allo stesso livello di chi invita a prenderti a calci nel culo (pensa te che razza di paragone, per giunta da un editore “responsabile”)…

  109. Ziliani… Non hai scritto come dici nell’ultimo post.. Hai scritto .. Stupefatto ma non troppo .. Di quel supervalutatissimo vino pugliese..
    Sono parole completamente diverse con un tono e una ironia diversa..
    PRENDO ATTO del tuo fare marcia indietro sulle parole che mi fa pensare ad un mea culpa implicito. Del tipo.. Mi sono reso conto ke ho esagerato.. O mi sono espresso male..
    In italiano.. Una parola.._na virgola e un accento cambiano completamente il discorso..
    L’IMPORTANTE E’ CHE non si usino più quegli aggettivi poco adeguati..
    Ieri la bottiglia di ES 2004 era in perfetta forma.. Sembra ke possa reggere il tempo.. Aspetteremo ancora per valutarlo in un lasso di tempo più largo..
    Buon pranzo… A tutti

    • io invece prendo atto che per lei l’italiano é un mistero e che mi fa dire cose, tipo “PRENDO ATTO del tuo fare marcia indietro sulle parole che mi fa pensare ad un mea culpa implicito. Del tipo.. Mi sono reso conto ke ho esagerato.. O mi sono espresso male..”, che non solo non ho mai scritto. Ma che non penso nemmeno.

  110. Rayodisole, a me sembra di avere letto dei tuoi commenti sotto altro nick name da Pignataro (hurrà Inter), quindi dovresti essere un sommelier e puoi capirmi. Quanti sono i vini al mondo che dopo 36 anni si possono definire indimenticabili, gloriosi? Beh… Franco ne ha appena definito uno, non certo l’unico, ma sicuramente uno dei piu’ grandi vini del mondo sicuramente, eppure Primitivo, eppure tarantino. Sebbene, come me, abbia il gusto personale che sposerebbe piuttosto il Nebbiolo (re Nebbiolo, eh?). Possibile che un “amico” con cui e’ stato in Puglia non una volta soltanto, un allegro compagno di tante bischerate in compagnia, possa permettersi nel suo blog di non fermare un mascherato che invita i Pugliesi a prenderlo a calci nel culo?

  111. Aggiungo un breve mio parere sulla foto in testa al post… É raffigurato un segnale rosso di spam..
    Anche questo é un modo discutibile di esprimere un concetto.. Il messaggio visivo condiziona la lettura.. Sembra come se chi ha postato la foto consideri a priori spam i commenti di qualsiasi genere..
    Invece qualsiasi commento anche se discutibile o difforme ai propri pensieri.. Arricchisce il blog.. Il confronto anche se duro é sempre positivo.. Mai evitare di confrontarsi.. Sarebbe una censura alle idee di ognuno di noi.. E allora un blog ke senso ha??? … Spero ke abbia compreso il mio apporto democratico da utente lettore.. Del resto la foto era destinata anche a me..

  112. Ziliani.. Hanno letto tutte le sue parole.. Anzi i suoi aggettivi..
    Lei continua ad arrampicarsi sugli specchi..non ricordi allora… Ma non si nasconda dietro il mio italiano.. Poco forbito ma molto concreto..
    In questo dimostra come diceva un altro scrittore.. Poca umiltà.. Le assicuro ke cosi perde punti e ciò si evince anche da come si evolvono i post.. E mi creda.. Se glielo dico io ke non appartengo ne a intravino.. Ne a Pignataro ne ad altro.. Non veda i fantasmi dove non ci sono.. Si sta divertendo a non dare alcuna spiegazione solo per non ammettere e fare un passo indietro…
    Non usi troppi aggettivi nei riguardi di cose e persone.. Parli solo e soltanto di vino..senza metterci altre agli antociani anche gli amici serali..gli anni di convivenza..se avete litigato una sera di dieci anni fa..o se una manifestazione é grande se ci sono alcuni relatori e alcuni produttori o é minore se non ci sono…
    O lo ammette o no… Lei ha fatto un passo falso.. Ognuno di noi ne fa.. Anche diversi.. Se lei si sente l’unto del signore ke cerca tanto allora si tenga la sua convinzione..
    Rimanere ancorati al passato..ai fasti..e ciò ke é passato..in un mondo con una evoluzione rapida..specie nei gusti e nei prodotti é un limite per chi non ha l’elasticità di capirlo.. Mi scusi ma il suo editto non ha convinto più di tanto..specie perché non suffragato dai necessari allegati…
    Faccia stoppare anche questo post… Tanto abbiamo capito tutti.. E anche le pietre..
    Si rilegga anche lei… Da solo però… Invece di verificare le mie congiunzioni e le mie declinazioni corrette…

  113. Rayo, quanti punti di sospensione le hanno dato in fornitura??? (non s’arrabbi, qui a Marte notiamo i dettagli perchè abbiamo 49 occhi, non per far polemica). “Anche” senza la K, le è sfuggito……… ha scritto “anche”……;….!…..:£$%.
    Ha ragione sul fatto che qualsiasi commento anke se diskutibile e difforme ekk.ekk. arrikkisce il blog, però qui (kui?) dall’Unità di Crisi ci dikono ke i nostri sensori stanno percependo una risoluzione in atto della kerelle. Abbia fede, kome l’ho ank’io.
    Brisky 🙂
    S’inkakkierà? 🙁

  114. potevo esimermi dal commentare? giammai.

    premetto che ho postato su Intavino definendo “puttanata” quello che ha scritto Maestro Ziliani sul Primitivo.

    e spero che il Maestro abbia preso la cosa come dev’essere presa.

    cosi mettiamo le cose in chiaro.

    Mi spiace ma la penso come molti che hanno partecipato all’assalto alla diligenza.
    Quello che ha scritto il mio coscritto mi ha lasciato perplesso. La colpa però non è tutta del giornalista che espime un parere, seppur discutibile e censurabile, su un vino ma di coloro che lo hanno messo alla pari con mostri sacri che forse lo superano in caratura e lignaggio.
    Demerito del metodo di valutazione (3 bicchieri) e forse nel non aver spiegato tale valutazione rispetto agli altri.
    Anch’io non mi capacito leggendo le classifiche perchè un Verdicchio meriti i 3 bicchieri come un (gran) vino del Collio. E forse posso anche esprimermi in modo rozzo definendo l’uno un piscio per gatti e l’altro un nettare degli dei. Ma non essendo un giornalista famoso ne tantomeno un redattore di blog tematici può anche passare la dogana.
    Non credo che valga lo stesso per un signore che nel bene o nel male può condizionare/alterare a livello mondiale la percezione di un vino buono o scadente che sia.

    amen?

    addendum

    se Ziliani pubblicase una sua guida non sarebbe meglio per tutti? almeno sapremmo esattamente come la pensa.

  115. A proposito del commento di Francesca del 17 ottobre 2011 alle 13:16, su quel blog di Cernilli nel post di Vinogodi si danno al massimo 95/100 all’Es. Se e’ vero che per le guide e’ uno dei 4 migliori vini d’Italia (secondo il vangelo di San Luca pero’ e’ uno dei 2…), vuol dire che su almeno 150.000 vini imbottigliati dalle oltre 30.000 cantine che abbiamo non ce ne sono proprio da 100/100. Siamo dunque conciati male. Quand’e’ che i vignaioli italiani cominceranno a suicidarsi in massa perche’ non sanno fare 1 (che sia 1!) vino da 100/100? O siamo noi a pretendere la luna?

  116. E sempre a proposito di quell’articolo, quand’e’ che un pierino qualsiasi invitera’ i pugliesi a prendere a calci nel culo l’ardito autore di quei punteggi così bassi?

  117. Per coloro che chiedono i lumi organolettici alla base del non gradimento di Ziliani dell’ES di Fino penso che lo stesso abbia abbondantemente risposto paragonandolo alla tipologia di vini quali il Patrimo ecc. Nessun legame col territorio, forzature estrattive, quantità di legno pari alle segherie canadesi e via discorrendo. Nulla vieta che questa metodologia enologica possa avere dei seguaci e degli estimatori, però ancora chiedergli quali siano i motivi per i quali non confonde, come le guide, l’ES col Monfortino, dico, il Monfortino! mi pare esagerato.
    Poi è pacifico che c’è chi preferisce il merlot irpino o il cabernet marchigiano al nebbiolo di langa…

  118. Vedo con divertimento che continuano i battibecchi, si continua con i processi alle intenzioni… Ma di vino buono o meno buono tranne Luciano e pochi altri si parla poco. Se il tema deve essere esclusivamente i toni usati nei vari blog si perde di vista l’argomento principale, che dovrebbe essere parlare di vini… Conosco Franco e pure Luciano, non ho dubbi sulle loro capacità e conoscenza del mondo vinicolo e sicuramente hanno concetti diversi su cosa sia un grande vino. Credo di capire che il Primitivo di Manduria SE secondo alcuni non sarebbe degno di stare nel gruppo degli altri “grandi”. Io seppure non avendolo mai assaggiato, fidandomi dei pareri espressi dalle varie guide e da Vignadelmar invece lo eleverei al primo posto assoluto, per una questione democratica. E di gran lunga quello con il prezzo più basso dei 4 nominati, permettendo così anche ai comuni mortali di assaggiare un grande vino senza svenarsise riescono a trovarlo vista lo scarso numero di bottiglie prodotte, perchè piaccia o meno, le persone disposte a spendere centinaia di euro per una bottiglia saranno sempre meno. Certo che fare promozione massiccia ha costi elevati, decisamente più che per l’ottima uva usata per ottenere una bottiglia piena di vino. Ma non vedo perchè quando la media dei vini importanti può indicativamente essere 25/50 euro, alcuni produttori (beati loro)vendono i loro capolavori ad oltre il triplo la bottiglia. Forse per chi guadagna i soldi a palate questo non è un problema, l’esclusività ha un prezzo alto! Per la massa c’è sempre il Tavernello o similari…

  119. domanda: Ziliani, Crosta e Briscola sono tre persone diverse o una sola? Comunque un altro che chiede risposte viene allontanato… Mai chiedere, solo riverire e caldeggiare… Gli esami di coscienza non finiscono mai…tanto per parafrasare un grande del Sud (che forse a ziliani non piace…).
    vede, per poter instaurare un minimo rapporto bisognerebbe anche ricevere e non imporre soltanto. accettare e riflettere, a volte (oddio che bestemmia) anche scusarsi o ammettere di avere sbagliato.. Altrimenti non può esistere dialogo alcuno… O al limite potremmo dedicarci al tifo più becero: Viva l’Inter (o il Milan, il Como o il Casapusterlengo) e se sono venduti che me ne frega: l’importante è che vinca.!!!L’Italia da satdio non fa per me…. mi stia bene e cerchi di riflettere e di capire che molte persone sono anch’esse in grado di capire…

    • lascio all’amico Mario Crosta, la cui foto campeggia su Enotime, e a Briscola, il piacere, se vorranno, di rispondere.
      Stupisce che non si capisca che oltre a tre persone diverse, con diverse personalità, non si colga che abbiamo tre distinti modi di scrivere e di guardare al mondo del vino

  120. Per Rayo: sono femmina, non maskio! Marziana, ma femmina. Anke noi ci distinguiamo in generi. Ne abbiamo 5, però, anzi, xò. Ma kuesta è un’altra storia e la rakkonteremo un’altra volta…Grazie per il simpatico, che a partire da ora diventa – a, ma non merito tanto e non s’illuda: sono soltanto Marziana…. !!!@ +….;. Ho notato ke ha aumentato il numero dei punti di sospensione, lo prendo kome un omaggio alla mia persona, grazie. Meno male ke non s’è inkakkiato per il mio intervento: kui in Internet l’inkakkio è sempre pronto a skattare 🙂
    Per Enzo: io sono io. Le pare che Crosta e Ziliani siano Marziani??? Non vede come i miei interventi c’entrino sempre poco assai con il motivo della contesa? Le paio avvolt(olat)a nelle spire delle umane emozioni? Ma Lei è Lei oppure è Lei e Rayo e Kenray? Ma quanti siamo qui dentro???
    Brisky 🙂

  121. Briskola, per kortesia, non tokkare nemmeno di sponda kenray, ke in fatto di travestimenti con i nick sara’ un maestro altrove, ma qui si e’ sempre presentato kon il suo vero volto, infatti gli ho lanciato una provokazione alle 9:15 e vedrai ke ce lo ritroveremo ankora a parlarne, visto ke non c’e’ nessun altro sulla terra kome lui ke ami kosì tanto il piu’ grande vino del mondo e cioe’ il Lambrusko. Tra l’altro e’ pure milanista kome lo divento’ perfino il nostro indimentikabile Alpino, Vicepresidente, Avvokato, un minuto prima di morire (“kosì ne skiatta un altro…”).

  122. Un noto poeta e critico inglese di inizio ‘900 scriveva in un suo libro:
    ” Probabilmente ci sono molte cose da conoscere su questa e quella poesia (vino), molti fatti sui quali i dotti possono istruirmi, ma penso che un’interpretazione valida della poesia (di un vino) debba essere nel contempo un’interpretazione dei miei sentimenti di lettore (degustatore).”
    Se talvolta un momento di..vino è poesia mi è consentito adattare questa bella frase ad un momento di degustazione?
    Penso che adottare l’atteggiamento indicato da questo artista, senza seguire troppo le indicazioni dei dotti (le guide e le loro valutazioni) renda i nostri momenti di..vini più interessanti e gratificanti.
    Se tutto ciò fosse vero, allora quale sarebbe il vero motivo di una reazione smisurata all’evento (sopradescritto) che l’ha scatenata?

  123. Mi si perdonerà ma credo che alla fine l’amico Gianfranco Fino dovrà stappare una bottiglia di Monfortino alla salute di Franco Ziliani, neppure volendo avrebbe avuto una campagna pubblicitaria sul web di questa fatta se Ziliani non si fosse espresso. e con questo spero, nell’interesse di tutti, chiusa la tenzone. 😉

    • sicuramente sì da parte mia Beniamino, leggi quello che pubblicherò tra qualche minuto. Prendo atto che cominci anche tu a prendere le distanze da me, definendo “amico” Gianfranco Fino e parlando di me solo come Franco Ziliani… 🙂

  124. forse su Briscola posso convenire, ma su Crosta… ho molti dubbi (non basta cambiar parole per ingannare il prossimo… o almeno parte di esso). Al caro e gentile Sig. Ziliani che viene sempre offeso e lui invece è tenero e gentile, rimando questa frase da lui scritta come risposta “tipo” per chi non la pensa come lui…

    Luciano, “cose che volutamente distorci” dillo ai tuoi amici, non a me, chiaro? Io non distorco proprio un bel niente. Ed i consigli su cosa e come scriverlo dalli ad altri, oppure apri un tuo blog.

    No, non è palesemente offensiva, ma la dice lunga sull’IO del nostro. Potreste mai pensare di discutere a tu per tu con chi scatta come una molla se non si inchina sempre la testa, come fa proprio il suo alter ego Crosta e qualche altro che non ricordo?
    Ripeto: UMILTA’, parola difficile e incompresa, però esiste… anche su Marte che io conosco molto meglio della stessa Briscola

  125. Si vede che quel tipo non fa proprio parte dei giornalisti del vino, perche’ non sa leggere nemmeno i nomi, cognomi, indirizzi e numeri di telefono sulla rubrichetta pubblicata dall’Unione Italiana Vini. Se viene qui per provocare te, Franco, affari tuoi su come comportarti con lui, ma se viene ancora a provocare me ti inviterei a non lasciargli scrivere idiozie nei miei confronti e a moderare percio’ i suoi commenti togliendo ogni riferimento alla mia persona. La mia pazienza nei confronti di provocatori di questo genere cui altri portali danno spazio pur senza credenziali ha gia’ superato il limite e non vorrei mantenere il mio rapporto con te soltanto per e-mail.

    • ottimo Mario, volevo solo che anche tu rispondessi a quella persona. D’ora in poi non pubblicherò, se proprio pubblicherò altri suoi interventi, alcun riferimento alla tua persona se lui ne farà.
      Alla tua amicizia come ben sai tengo moltissimo.

  126. caro Crosta (e caro Ziliani, ovviamente)
    sempre che si degni di leggere dall’alto delle sue credenziali: mi vanto e sono ben contento di non far parte dei giornalisti del vino e di essere libero di esprimere in luoghi meno “privati” e più pronti a non dire sempre di sì, le mie modestissime ma sincere idee sul vino. Lungi da me questa falsa esperienza di vino: fortunatamente il vino è ben altro che ripicche, insulti (e lei è il primo a insultare apertamente spesso e volentieri. Se vuole recupero alcuni suoi “vivaci” commenti), degustazioni piene di parole e prive di contenuti. Il vino nasce tre miliardi e mezzo di anni (o almeno l’etanolo)e i polifenoli che tanto riempono la bocca si sono costruiti naturalmente per portare colori e profumi al mondo e per regalarsi a noi attraverso quel liquido così poetico, puro, culturale, appassionante e tragicamente incompreso dai “giornalisti” o almeno da molti di loro.
    Se non è così, dimostratelo con servizi più profondi e veri sul vino e la sua cultura. Se poi le credenziali (laurea in enologia comparata, in fisica del vino, in storia enoica, ecc. ?) non lo permettono, fate degli esami di coscienza… Confronti tra guide per accostrasi a un vino è come parlare di un imbianchino e paragonarlo a Michelangelo o Piero della Francesca…
    Possibile che oltre il brunello, il rosso, e poche altre cose voi grandi giornalisti con grandi credenziali non riusciate ad andare? E’ questo che volete dare agli appassionati?
    Maggiore umiltà culturale verso il vino e tutte le meraviglie dell’uomo e della natura potrebbero servire a svegliare di nuovo la mente umana, intorpidita da falsi profeti, siano essi i soliti tuttologi televisivi o gli “esperti” del vino parlato per mettere in mostra il proprio ego.
    Lei e Ziliani sarete anche persone diverse fisicamente, ma molto simili come approccio verso chi non la pensa come voi… La la vostra esperienza potrebbe (a mio parere) essere meglio condivisa e divulgata. L’uguaglianza (pensavo che si capisse…) è legata alla stessa visione stereotipata, banale e ripetitiva di un bene naturale vecchio almeno quanto l’uomo.

    C’è qualcuno che riesce a comprendere certi valori superiori alla nostra misera visione odierna, infangata e sporcata da frasi fatte, sempre identiche, boriose e assolutamente non utili alla conoscienza?

    Se questi valori del vino e di chi ci vive (realmente) dietro faticando, maledicendo o ringraziando il tempo, coccolando l’uva e i suoi composti organici per portare al lievito il miglior cibo, non devono essere compresi dal “volgo”, allora cancellatemi pure e continuate con i vostri giochi di visibilità e di sfrenato autoincensamento.

    Prosit
    Saluti o, meglio, addio a tutti i lettori di questo blog, troppo limitato a una piccola, insignificante parte del mondo enoico….
    Chi invece, vuole andare OLTRE può sempre contattarmi personalemente (come gà fatto da alcuni), ma non certo per insultarmi o cercare penosamente di deridermi per il lavoro che faccio (caro Ziliani senza l’astrofisica i sui cellulari, blog, computer, ecc., ecc. non esisterebbero… a meno che non confonda astrologia con astronomia…). Per quello è più che sufficiente questo blog… che di vino non ne ha il più indistinto profumo…

    • anche se l’amico Mario Crosta, che ha una ben precisa identità diversa dalla mia, ha parlato chiaramente invitandomi “a moderare percio’ i suoi commenti togliendo ogni riferimento alla mia persona”, ho deciso, dopo avergli chiesto il permesso e avendo avuto la libertà di decidere secondo coscienza, di pubblicare questo ultimo commento del signor Enzo Zappalà.
      Credo che Crosta non risponderà e data questa estrema prova di tolleranza informo Zappalà che non leggerò nemmeno i suoi commenti e provvederò automaticamente ad eliminarli

  127. Un altro pistolotto vomitevole che evidenzia soltanto la volonta’ di molestarmi personalmente. Dato il soggetto, mi sembrava chiaro per tutti che le credenziali cui facevo riferimento non c’entrassero proprio nulla con lauree o diplomi di enologia.
    Vedo purtroppo che la promessa “D’ora in poi non pubblicherò, se proprio pubblicherò altri suoi interventi, alcun riferimento alla tua persona se lui ne farà” non e’ stata onorata e mi spiace.

  128. Ho capito anche i tuoi tagli, a dimostrazione che la sorveglianza la fai benissimo. Questo dovrebbe essere il commento 200. Ci sara’ un pallone in premio o un pacchetto di cicche?

  129. quando in un post dove la discussione verte sulla professionalità di Ziliani e la sua onorabilità qualcuno inizia a parlare di lambrusco è ora di chiudere la sezione commenti

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