Bartolo stappa una buta che arriva Giorgio!

Refrattario com’era ad ogni forma di retorica e veramente anti-italiano in questo, Giorgio Bocca, che se n’è andato ieri a 91 anni a Milano, merita di essere ricordato a ciglio asciutto e con un filo di ironia.
Per questo ho pensato di ricordare questo maestro del giornalismo, che tale è indubbiamente stato, quali che possano essere le idee politiche di chi legge, questo piemontese scontroso, indipendente, libero, pensando, come mi aveva raccontato nelle due occasioni in cui ero stato ad intervistarlo nella sua casa di via Bagutta a Milano, non tanto al Bocca sommo cronista, ma al grande, ed esigente, appassionato di vino.
Un vino, soprattutto il Barolo, che viene citato spesso nei suoi libri, e di cui era un grande cultore, e che sceglieva da pochi, selezionati e fidati produttori.
E così, pensando a Bocca che se n’è andato, mi viene naturale rievocare un altro grande uomo di Langa ironico e asciutto che Bocca ha lungamente frequentato e di cui era amico e che quando si trovava in zona andava a trovare nella sua casa, frequentata non solo da amici di Bacco, ma da uomini di cultura e politici, di Barolo.
Penso a Bartolo Mascarello, uomo indiscutibilmente di sinistra come Giorgio Bocca, ma di una sinistra non settaria, illuminata ed illuminista, rigorosa nel suo essere favorevole o contraria a qualcuno o qualcosa, ma non intollerante, disposta se non al dialogo all’ascolto anche di chi ha idee diverse.
Per questo pensando al congedo del grande giornalista di Cuneo mi piace immaginare che, non so dove, in un angolo di fantasia, ci sia proprio Bartolo Mascarello, con uno dei suoi sorrisi ironici e divertiti, ad accogliere, naturalmente parlando nel nobile dialetto di Langa, Giorgio Bocca e a stappare una “buta” di quelle giuste per dargli il benvenuto in un salotto un po’ particolare…
Stappa una buta Bartolo che arriva Giorgio!..

6 pensieri su “Bartolo stappa una buta che arriva Giorgio!

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  3. Al tuo ricordo, caro Franco, ne aggiungo un paio di miei. Bocca è stato anche autore di alcuni libri fortunati (e molto incisivi) del cui supporto mi sono occupata in prima persona, ai tempi in cui il suo editore era Mondadori. Per festeggiare l’autore, in occasione dell’uscita di un libro si organizzavano incontri, presentazioni e cene.
    Dopo una di queste a casa di Sergio Polillo, quest’ultimo ebbe occasione di lamentarsi con me, con la voce sua, tipicamente nasale: “ieri sera Bocca era molto allegro, ma quando è di quell’umore infastidisce le signore…”. Il commento di Polillo era lungi dall’avere un tono scandalizzato, anzi.
    Di tutt’altro tenore il commento diretto di Giorgio Bocca dopo la breve esperienza con Berlusconi, una parentesi di lavoro che lo aveva lasciato disgustato e rabbioso.

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