Ci vuole ‘o “pilu” anche per vendere le cantinette dei vini?

Che la pubblicità sia l’anima del commercio l’hanno imparato ormai anche i bambini, e che per provare a vendere si arrivi a ricorrere a tutti gli espedienti possibili è altrettanto lapalissiano. E che per qualsiasi genere merceologico un po’ di “pilu”, per dirla con Antonio Albanese e Cetto La Qualunque, sia considerato l’espediente inevitabile, è spettacolo diffuso.
Inutile pensare che il mondo del vino possa rimanere immune da questa deriva, eppure ogni volta che questo accade non si può che rimanere stupefatti. Per cui quando ho ricevuto la mail che mi prometteva e magnificava “Un’offerta spumeggiante per veri intenditori” e ho visto che per “mantenete freschi i sapori pieni delle bollicine” e consentirmi di “assaporare i vostri vini amabili alla temperatura perfetta”, un produttore di cantinette, Baumatic, per proporre la sua “promozione davvero speciale, le nostre cantinette ad un prezzo scontatissimo”, tramite la società che aveva inviato la mail, Vng Vini-Italia.net, ha pensato “bene” di ricorrere al solito espediente da quattro soldi, senza eleganza e senza fantasia, non ho potuto fare a meno di inca…volarmi.
Ma che c’azzecca questa biondina slavata e volgarotta con atteggiamento vagamente da mangiauomini, a metà tra la Cicciolina e la Eva Henger d’antan, ammiccante e vagamente sexy (vagamente perché una così potrebbe attizzare solo un ergastolano) con la pubblicità di cantinette “anche da incasso” e con la promessa di servire le nostre bollicine a temperatura perfetta in ogni momento dell’anno?
Non ha nulla da dire l’azienda agricola “Al Canevon situata geograficamente nella terra del Prosecco D.O.C.G., immersa nell’incantevole paesaggio delle colline di Valdobbiadene e Conegliano”, i cui Prosecco Superiore vengono venduti sullo stesso sito Internet che ospita in home page la “raffinata” réclame delle cantinette, presentati come “bollicine di piacere da condividere, vini di alta qualità e del carattere riconoscibile. Una scelta vasta di vini dei sapori pieni e morbidi ottenuti con la sapiente miscela di uve selezionate”, su questo accostamento della loro produzione ad una tecnica e modalità di vendita il cui “stile” si commenta da solo?

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7 pensieri su “Ci vuole ‘o “pilu” anche per vendere le cantinette dei vini?

  1. ..biondina slavata e volgarotta con atteggiamento vagamente da mangiauomini, a metà tra la Cicciolina e la Eva Henger d’antan, ammiccante e vagamente sexy (vagamente perché una così potrebbe attizzare solo un ergastolano)

    A me sembra una semplice foto. Se ora siamo al punto che non si puo’ più usare una immagine femminile assolutamente DECOROSA siamo più bigotti, retrogradi ed ignoranti di chi tratta le donne come merce e le considera solo per “o pilu” (come da titolo)

    Sono queste, per me, le cose che devono far incavolare.
    Saluti

  2. Ben detto! Concordo in pieno e senza tanti giri di parole mi pare si possa tranquillamente affermare che questa pubblicità fa schifo: è indifferente all’oggetto, per nulla creativa e svilisce chi vende e chi compra (per non parlare della modellina). Almeno il mondo del vino sarebbe un piacere vederlo trattato diversamente dall’andazzo odierno…

  3. Che c’azzecca la biondina?
    Ma se ogni espediente lo giustificate per arrivare allo scopo nel mondo, vino o altro che sia(con tutto il rispetto di chi lavora ).
    Sono i parassiti che lo frequentano che generano queste iniziative.
    Quando dico “parassiti” dico tutti quelli che con il vino ci guadagnano senza sporcarsi “le mani” i cosidetti venditori di fumo.
    Quindi poco moralismo per favore e guardiamo in faccia alla realta senza ipocrisia.
    Scusate lo sfogo, mi meraviglio che ci si scandalizzi per questa inmagine per poi vallare o giustificare tutto il resto.

    Klara

  4. Il problema, a parte l’assenza di fantasia, è che poi ci si aspetta seriamente che una donna che si occupa di vino sia ammiccante ed una modella mancata. Gli stessi che ti chiamano a lavorare ti dicono che devi essere bella e poi si stupiscono di come il mondo del vino manchi di professionalità. Non che una bella donna non possa essere preparata. Diciamo solo che una donna viene valutata prima per l’aspetto e poi in caso, se ha qualche competenza specifica è meglio.

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