Anche in Israele riscoprono i rosé! Quanto è bello to drink pink!

Ormai non c’è Paese, in giro per il mondo, che non si “arrenda”, dolcemente e piacevolmente, a quella che potremo definire la… “pink mania”, oppure più semplicemente la riscoperta dei pink wines o rosé.
Dall’Europa sino agli Stati Uniti, dai tradizionali ai nuovi Paesi consumatori, non c’è landa dove si beva e si consumi vino che non abbia accettato, senza più stupidi birignao, distinguo e perplessità, la legge della piacevolezza rappresentata meglio di quanto faccia qualsiasi altro vino dai vini rosati.
Una scoperta così forte e condivisa, così generale, che fa pensare che non ci si trovi di fronte all’ennesima moda ma ad una tendenza consolidata, ad una scelta consapevole e ragionata che coinvolge legioni di appassionati.
La più recente testimonianza di questa drink pink new wave viene da un Paese produttore particolare come Israele, da un articolo, opera di un noto wine writer (nato nel Regno Unito ma ormai considerato l’Ambasciatore dei vini israeliani) come Adam Montefiore, che lavora per la Carmel Winery ma scrive regolarmente di vino su riviste israeliane e internazionali, pubblicato sul Jerusalem Post, e intitolato, come potete leggere qui, Drink Pink, bevi rosato, e corredato da un sottotitolo eloquente “New rosé wines are refreshing, romantic and ideal for our climate”.
Il che tradotto significa “i nuovi rosati sono rinfrescanti, romantici e ideali per il nostro clima”.
Cosa scrive Montefiore nel suo articolo? Che non c’è nulla di meglio del rosa per evocare il romantico. Che si può trattare di rose color rosa o di un bigliettino di San Valentino rosa. E cosa c’è di meglio, magari proprio in occasione della festa degli innamorati, di bere un rosato o ancora meglio uno sparkling wine rosé, con la persona che ami?
Montefiore ricorda come in Israele i rosati siano stati considerati dei vini un po’ out, di scarso valore e ben poco rappresentativi, né carné né pesce, privi del carattere di un rosso e della freschezza di un bianco.
Scegliere un rosato al ristorante era visto come l’ammissione di una scarsa conoscenza sul vino. Ed in effetti, osserva, i rosati del passato, erano privi di quel contenuto di freschezza e di frutto che potesse renderli popolari e la qualità lasciava molto a desiderare.
Ma per fortuna, dice, la qualità dei rosati è molto migliorata negli ultimi anni, e c’è una vasta gamma di vini fragranti e fruttati con una vivace acidità che sono perfetti per il clima di Israele.
E la gente è tornata ad essere più aperta e disponibile a nuove idee e sono pronti a dare ai rosati un’altra possibilità. Anche a quelli in versione sparkling, i più romantici di tutti i vini rosati. Come dimostra di pensare anche il Los Angeles Weekly blog, che consiglia cinque Champagne Rosé per San Valentino…

E dopo aver spiegato dettagliatamente come si possano produrre vini rosati, le diverse tecniche di produzione, e aver invitato a servirli ben freddi, l’autore dell’articolo chiude con un bel suggerimento di cui dovremmo fare tesoro anche in Italia, invitando a non scusarsi affatto con degli amici che si pensa sappiano di vino più di noi se servirete loro, a sceglierete al ristorante, un rosato o un metodo classico rosé.
Vini definiti perfetti per essere bevuti d’estate, ottimi con molti piatti a base di verdure, con il pesce e preparazioni fredde. E sottolinea anche, il che per una fetta di consumatori sempre attenti al trend del momento non è mai male, che si tratta di vini che in un certo senso sono di moda e che sono perfetti per una serata romantica.
L’unico punto debole dell’articolo, corredato dalle note di degustazione di alcuni vini, è laddove Montefiore ricorda che “i migliori rosati internazionali vengono dalla Provenza e dal Sud della Francia” e che i più venduti sono i White Zinfandel californiani, senza citare, e nella sua selezione inserisce anche uno Champagne o un Cava, mai i rosati italiani, che non hanno nulla da invidiare, nelle loro migliori espressioni, rispetto ai vini francesi.
Colpa del giornalista che non li conosce o ha dimenticato di parlarne o colpa dei produttori di vini rosati italiani, che non pensano ancora con sufficiente convinzione a promuovere e fare conoscere nel mondo, anche in Israele, i loro straordinari rosati?
E in Italia, siamo finalmente pronti, come in Israele, a dare una nuova possibilità ai tanti vini rosati prodotti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia?

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6 pensieri su “Anche in Israele riscoprono i rosé! Quanto è bello to drink pink!

  1. Carino, il rosé per San valentino (e caruccio anche il visual un po’ modaiolo).
    Forse il rosé, così lieve e sdrammatizzante (direbbero le redattrici di Grazia), è l’unico vino che può permettersi di “essere di moda”! Una pausa rosa nel bailamme di notizie drammatiche (v. Israele).

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