Ora lo conferma anche un libro: il Brunellogate Scandal c’è veramente stato..

Un bel libro “verità” sul Brunello della wine writer Kerin O’Keefe

Ad uso e consumo di qualche “distratto” produttore toscano, presente anche a Montalcino, che come ho scritto recentemente qui, avrebbe la “faccia di tolla”, pardon, la disinvoltura di proporre una lettura di Brunellopoli, quattro anni dopo, edulcorata a proprio uso e consumo, come la bizzarra invenzione di un giudice che ce l’aveva con quelli che prendevano punteggi elevati da Wine Spectator, e che pensava che gli Igt costassero meno del Brunello, o la fantasticheria di qualche giornalista, vorrei segnalare l’uscita di un libro.
E’ pubblicato, in inglese, negli Stati Uniti, dalla University of California Press, è scritto da un’eccellente, serissima, universalmente stimata wine writer statunitense, Kerin O’Keefe, collaboratrice di The World of Fine Wine, Decanter, The Wine News, che vive a Lugano e conosce bene l’Italia ed i vini italiani.
Il libro, 300 pagine, si intitola Brunello di Montalcino. Sottotitolo Understanding and appreciating one of Italy’s greatest wines.
Ai distratti, furbetti, nobili, potenti, ricchi, produttori che sentendosi intoccabili vorrebbero cancellare quello che é venuto alla luce, quattro anni fa, con un colpo di spugna, ovviamente griffata, raccomando la lettura, oltre che delle pagine (197-200) che riguardano la loro tenuta, l’attenta lettura del capitolo numero sei, da pagina 70 a pagina 80, che quell’impertinente di Kerin ha voluto intitolare The Brunellogate Scandal.
Così potranno apprendere, spendendo solo poco meno di 40 dollari, a beneficio della loro memoria molto selettiva, che uno scandalo, che li ha visti coinvolti, come viene ricordato anche nelle note di presentazione del libro sul sito della University of California Press – “Brunello’s complicated history, from its rapid rise to the negative and positive effects of the 2008 grape-blending scandal dubbed “Brunellogate” – c’è stato.
Che qualcuno l’ha denunciato e ne ha scritto, che qualcuno si è visto costretto a patteggiare e declassare, che certi vini che prima dello scandalo erano scuri come la pece sono tornati miracolosamente ad avere il colore e le sembianze del Sangiovese e non del Merlot o di chissà che altro.
E che nessuno ha il diritto di fare il furbo e di provare a raccontare, tanto buona parte della stampa sul vino è distratta, e di fronte a casate ricche e potenti diventa improvvisamente anche smemorata e comprensiva, che non è successo nulla…

4 pensieri su “Ora lo conferma anche un libro: il Brunellogate Scandal c’è veramente stato..

  1. Grazie per questa segnalazione, e pure per quell’intervista di inizio mese, altrimenti io non avrei mai saputo che 4 anni fa una bottiglia di merlot costava piu di una di brunello. E che tutta la storia era un’invezione di un giudice che ci capiva poco di vini. E infatti è stato pure traferito poi! Che vogliamo di piu?
    Invece è solita storia di davide contro golia, 20 ettari contro 2500 ettari

    • il wine writer americano Ewan Dawson su Palate Press recensisce il libro di Kerin O’Keefe ed elogia il capitolo su Brunellopoli: “The chapter on Brunellogate is a helpful guide to the scandal that nearly destroyed Brunello. Briefly, some (or many) producers were illegally cutting their Brunellos with some percentage of other grape varieties, including Bordeaux varieties” http://palatepress.com/2012/03/wine/brunello-di-montalcino-review

      • grazie per la segnalazione, non conoscevo questa wine writer.
        ho letto la recensione di Evan, ho dovuto prendere il dizionario per 2-3 parole che non conoscevo ma è veramente ben scritta e autorevole. la raccomando anche ad altri amanti del brunello (e dell’inglese)

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