Nemo propheta in patria. Nessun rosato pugliese vincitore al Concorso rosati d’Italia

Dovere d’ospitalità lo imponeva
Ancora una volta la Puglia conferma una delle sue doti più peculiari, che la fanno apprezzare in tutto il mondo. Sto parlando non solo delle sue innumerevoli attrattive paesaggistiche e architettoniche, della valenza turistica, dello squisito patrimonio eno-gastronomico, ma della sua proverbiale ospitalità.
Va sicuramente visti pertanto come l’ennesima dimostrazione del calore umano pugliese, della capacità di fare sentire a casa loro i propri ospiti, di coccolarli, i risultati, resi noti sabato, nel corso di una cerimonia di premiazione che si è svolta ad Otranto, della prima edizione del Concorso Nazionale dei Vini Rosati d’Italia, promosso dalla Regione Puglia con il Ministero delle Politiche Agricole, “con lo scopo di valorizzare una tipologia di vino “trasversale, perché si produce in tutta Italia, e capace di conquistare soprattutto i giovani e i mercati stranieri che chiedono vini dall’approccio più semplice”.
Un Concorso, come ha detto Davide Gaeta, della Facoltà di Economia dell’Università di Verona: “che è partito dalla Puglia, che è anche la prima Regione produttiva italiana”, ma dove della Puglia, ovviamente sempre per merito dell’ospitalità, della volontà pugliese di lasciare spazio e luci della ribalta agli altri protagonisti, di tirarsi indietro e farsi da parte, visti i risultati dei vini premiati nelle varie categorie non c’è traccia.
Perché nessun rosato pugliese è risultato vincitore, nessun Salice Salentino Doc, nessun Castel del Monte Doc e Docg, nessun Salento Igt, nessun Copertino o Alezio Doc, niente di niente.
Volevate mica che in un concorso organizzato dalla Regione Puglia e svoltosi in terra di Puglia, con numerosi enologi pugliesi membri delle Commissioni di degustazione, alla fine risultassero vincitori i vini locali? Non sia mai!
E così, con una splendida dimostrazione di ospitalità, alla fine sono risultati vincitori i seguenti vini:

Vini Rosati Tranquilli Dop e Doc
Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2011 di Caldora Vini (Ortona, Chieti)
Vini Rosati Tranquilli Igt e Igp
Terre di Chieti Igt Rosato “Malloro” 2011 di Oleraria Vinicola Orsogna (Orsogna, Chieti)
Vini Rosati Frizzanti Doc e Dop
Oltrepo’ pavese Doc Pinot Nero 2001 di Terre d’Oltrepo’ (Casteggio, Pavia)
Vini Rosati Frizzanti Igt e Igp
Igp Pinot Nero Rosato Frizzante di Testori Quinto e Pietro (Santa Maria della Versa, Pavia)
Spumanti Doc e Dop
Bardolino Doc Chiaretto Spumante Brut di Vigneti Villabea (Calmasino di Bardolino, Verona)
Vini Rosati Spumanti Vsq
Moscato Malvasia Dolce “Lounge” 2011 di Astoria Vini (Crocetta del Montello, Treviso)

E dalla geografia produttiva dei vini rosati che emerge dal risultato di questo primo Concorso, oltre alla centralità – legittima – dell’Abruzzo con i suoi Cerasuolo, e della zona gardesana con il Bardolino Chiaretto, fa spicco oltre al Moscato – Malvasia dolce (classiche uve da rosato…) di un prosecchista, l’Oltrepò Pavese, che rivendica un suo ruolo di terra da rosati (cosa che francamente ignoravamo…) con due rosati frizzanti da uve Pinot nero.
Ma per la Puglia, nonostante sia stata la regione che ha inviato il maggior numero di vini al Concorso, nulla, nada de nada, nisba.
Ovviamente sempre per dovere di ospitalità, perché le altre regioni partecipanti potessero poi dire, mamma mia quanto sono stati gentili e ospitali quei pugliesi….
Saranno sicuramente contente le tante aziende pugliesi produttrici di rosati partecipanti: ma che grande figura da perfetti e squisiti padroni di casa, da grandi, generosi e disinteressati signori, che abbiamo fatto!

20 pensieri su “Nemo propheta in patria. Nessun rosato pugliese vincitore al Concorso rosati d’Italia

  1. Il più logico commento che posso fare, è quello di non commentare.

    Ero ad Otranto, e sinceramente l’ospitalità che descrivi nel tuo articolo, non è partita sicuramente dai produttori partecipanti, rimasti stupiti e sgomenti veramente dai risultati.

    sarà per un ‘ altra volta….

  2. Buongiorno e buona settimana a tutti.
    Ciao Franco.
    Immagino che le degustazioni siano state effettuate alla cieca. Quindi diamo per scontata l’assoluta buona fede dei degustatori. Ora, in un concorso può accadere che vinca un vino, o una serie di vini che non appartengono alla regione ospitante, per quanto questa sia famosa per la qualità dei suoi rosati. Può capitare. Mi lascia invece perplesso che siano stati inseriti nella stessa categoria vini spumantizzati con il metodo classico e con il metodo in autoclave. Senza nulla togliere al vincitore, mi domando come si faccia ad aver fatto prevalere degli spumanti i cui costi di elaborazione sono molto ben diversi. Costi che per gli charmat sono generalmente inferiori alla metà dei classici. E difficile giustificare al consumatore una tale differenza di prezzo se poi la qualità non corrisponde, come sembrerebbe emergere da questo concorso.

  3. Buongiorno è da un pò che non scrivo, però quando ho visto l’articolo mi son chiesto una cosa: ma in un concorso devono vincere i campioni che la giuria reputa migliori o quelli che hanno delle “spinte” ?
    Credo che la risposta sia i migliori e quindi la giuria avrà valutato come migliori alcuni vini che purtroppo non sono della mia regione.
    Non è che perchè noi pugliesi ospitavamo dovevamo vincere per forza, siamo una grande realtà produttiva di rosati in tutto il nostro territorio. Questo concorso potrà essere di certo un volano sia per la conoscenza dei rosati, sia pugliesi che italiani in genere, su tutto il territorio nazionale e sia per la promozione della Puglia.

    Confrontarsi e mettersi in gioco vuol dire anche accettare i verdetti e poi come si può vedere dai risultati ci sono dei vini pugliesi premiati (classifica a seguire).

    Una manifestazione così importante di certo richiamerà l’attenzione sempre più l’attenzione su questo prodotto e la firma della Fondazione per i Rosati è un tassello credo rilevante.

    VINI ROSATI TRANQUILLI DOP E DOC:

    1° Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2011 (Caldora Vin, Ortona, Chieti)
    2° Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2012 (Farnese Vini, Ortona…, Chieti)
    3° Cerasuolo d’Abruzzo Doc “Colle Cesi” 2011 (Cantina Sangro, Fossacesia, Chieti)
    3° parimerito Salice Salentino Rosato Doc “Rosalbore” 2010 (Coop Produttori San Pancrazio, Brindisi).

    VINI ROSATI TRANQUILLI IGT-IGP

    1° Terre di Chieti IGT Rosato “Mallorio” 2011 (Olearia Vinicola Orsogna, Orsogna, Chieti)
    2° Puglia IGT Rosato 2011 (Società Agricola Polvanera, Gioia del Colle, Bari)
    3° Histonium IGT Rosato “Vird vird” (Vitivinicola del Casale, Vasto, Chieti)

    VINI ROSATI FRIZZANTI DOC-DOP

    1° Oltrepo’ Pavese Doc Pinot nero rosato frizzante 2011 (Terre d’Oltrepo’. Casteggio, Pavia)
    2° Lambrusco di Sorbara Doc Rosato frizzante amabile “Amorosa” (Cantina Sorbara, Modena)
    3° Lambrusco di Modena Doc rosato frizzante semisecco “Rosa di primavera” 2011 (Cantina Sorbara, Modena)

    VINI ROSATI FRIZZANTI IGT-IGP

    1° Pinot Nero Rosato frizzante (Azienda Agricola Testori Quinto e Pietro, Santa Maria della Versa, Pavia)
    2° Veneto IGT Rosato Frizzante 2011 (Cantine Maschio di Cantine Riunite, Visnà di Vazzola, Treviso)
    3° Marca Trevigiana IGT Raboso Frizzante 2011 (Le Rive di Bonato Andrea e Luigi, Ponte di Piave, Treviso)

    VINI ROSATI SPUMANTI DOC

    1° Bardolino Doc Chiaretto Spumante Brut (Vigneti Villabea, Calmasino di Bardolino, Verona)
    2° Garda Doc Spumante Brut Rosé 2011 (Avanzi Agricola srl, Manerba del Garba, Brescia)
    3° Bardolino Doc Chiaretto Spumante Brut “Graffio” 2011 (Cantina Caorsa, Affi, Verona)
    3° pari merito Franciacorta DOCG Brut Rosé “La Santissima” 2009 (Castello di Gussago La Santissima, Gussago, Brescia)

    VINI ROSATI SPUMANTI VSQ

    1° Moscato Malvasia VSAQ Dolce “Lounge” 2011 (Astoria Vini, Crocetta del Montello, Treviso)
    2° Vino Spumante di Qualità Brut Rosé Metodo Classico (Cantine Rosa del Golfo, Alezio, Lecce)
    3° Incrocio Manzoni 13.0.25 Rosato VSQ Extra Dry 2011 (Bortolin Gregorio, Vini Ca’ Salina, Valdobbiadene, Treviso)
    3° pari merito Vino Spumante di Qualità Brut Riserva Millesimato “Filanda Rosé” 2010 (Bortoliol Spa, Valdobbiadene, Treviso).

    Sarò un inguaribile ottimista, ma mi piace vedere sempre il bicchiere mezzo o completamente pieno… di rosato in questo caso :)

    Buona giornata

    • Ignazio non fare il buonista ad ogni costo.
      Resta il fatto, incontrovertibile, che in un Concorso fortemente voluto dalla Regione Puglia, che ha visto i rosati pugliesi presenti in gran forze ai nastri di partenza, nessun rosato pugliese abbia vinto un premio. Nonostante i migliori rosati pugliesi non abbiano nulla da invidiare ai rosati di tutta Italia e del mondo intero.
      Speriamo sia davvero accaduto, come ironizzo, per uno squisito senso di ospitalità degli organizzatori…

  4. Ciao Franco, domanda???

    Il Cruasè????

    Non erano previsti spumanti Docg???

    Non hanno mandato i campioni??

    O semplicemente abbiamo scoperto che sono più buoni i rosati dell’Oltrepo che il Cruasè?

    Un caro saluto

    • Pastore provi a leggere con attenzione. Ho scritto e ribadisco che nessun vino e nessuna cantina pugliese figura tra i VINCITORI..
      Non ho parlato di medaglie, diplomi, secondi posti e premi di consolazione.
      Nessun vino pugliese é risultato vincitore nella propria categoria. E tutto questo mi pare molto sorprendente. E deludente.
      Magari le aziende pugliesi che hanno inviato vini al Concorso, con perfetto spirito decourbetiano, perché l’importante é partecipare, sono contente lo stesso…

  5. Giusto per la cronaca: quell’azienda Vigneti Villabea che ha vinto l’oro col Bardolino Chiaretto tra gli spumanti doc in realtà si chiama Vigneti Villabella: è la prova di come un refuso possa diventare virale.

  6. visto come sono andate le cose, direi piuttosto male, per le aziende ed i rosati pugliesi, sarebbe interessante sapere quale aziende abbiano partecipato e quali no.
    Il risultato insoddisfacente é dovuto all’assenza dei vini migliori oppure sono state le giurie a non capire il valore dei nostri rosati?

  7. come produttore pugliese sono piuttosto incavolato per i risultati di questo concorso voluto dalla Regione Puglia. Possibile che nessuno dei nostri ottimi rosati sia piaciuto così tanto ai giurati, tecnici e non, da convincerli a votarli con alti punteggi e farli vincere? Mi sembra incredibile!

    • Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi – Associazione Enologi Enotecnici Italiani, commenta così sulla news letter quotidiaa “Tre bicchieri” del Gambero rosso – http://www.gamberorosso.it/images/quotidianovino/7_maggio.pdf in un box intitolato “La scoperta di un’altra eccellenza italiana” la centralità della produzione di vini rosati pugliesi: “il 70% della produzione è in Abruzzo e in Puglia, il resto in Veneto, Lombardia e Toscana. La Puglia è la regione che ha più vini a denominazione di origine controllata che prevedono la tipologia rosato: fa parte infatti delle Doc Alezio, Brindisi, Castel del Monte, Gioia del Colle, Galatina, Leverano, Lizzano, Nardò, San Severo, Salice Salentino. E addirittura una Docg “Castel del Monte Bombino”dedicata solo al vino rosato.Anche tutte le sei Igt (Daunia, Murgia, Puglia, Salento, Tarantino e Valle d’Itria) annoverano nei loro disciplinari la tipologia rosato. Da qui l’interesse della Puglia e la decisione di dedicare un concorso enologico nazionale”. Risulta quindi ancora più paradossale e inspiegabile il fatto che nessun rosato pugliese figuri tra i vincitori della prima edizione del Concorso rosati d’Italia.

  8. In primis mancano molte aziende ben considerate dalle guide,sembra che i concorsi non sempre vengono presi nella giusta considerazione dalle aziende. Nello specifico per la Puglia la batosta è bella forte,c’è di più a sentire i tanti produttori delusi sembra invece che i premi erano previsti. Se mancava ancora un’occasione per pungolare i produttori pugliesi a tentare una maggiore coesione,in gergo squadra,è arrivata.

  9. Caro Franco, quale occasione migliore per salutarti. Non voglio minimamente polemizzare, ma una cosa me la devi lasciar dire: io credo che il giudizio finale di un CONCORSO ENOLOGICO che si svolge in perfetta anonimizzazione bisogna accettarlo cosi come viene presentato a prescindere dal luogo dove si svolge. E’ chiaro che la delusione per i produttori Pugliesi è “forte” per il mancato raggiungimento dell’ obbiettivo più alto , ma questo deve essere preso, a mio modo di vedere, come uno stimolo per farsì che ogni azienda Pugliese e non, che ha partecipato alla competizione faccia una propria verifica. D’ altronde non si può nemmeno mettere in discussione il giudizio delle commissioni, in quanto sono state composte anche da degustatori tecnici e non della Regione Puglia, quindi non resta altro che darci appuntamento alla prossima edizione augurandoci dei risultati più confacenti alla grande qualità dei ROSATI PUGLIESI.
    Un caro saluto
    Lino Carparelli

  10. Caro Franco

    Lapalissianamente parlando: qualcuno li deve pur vincere i concorsi di vino.
    Di solito li vincono vini che partecipano. Gli altri che hanno scelto di non partecipare per pudore, pigrizia o scelta commerciale, o hanno giá vinto o vinceranno un altro concorso a loro piú vicino o piú “comodo”. Servono ?
    Sicuramente, sia a chi li organizza che a chi partecipa. I risultati non sono ovviamente Cassazione, ma solo un amichevole suggerimento nel mare magnum della produzione mondiale. Amen.

  11. Penso che la puglia al campionato mondiale di bruxell,si sia difesa bene.Ha riportato varie medaglie d’oro nelle varie tipologie, in particolare per quanto riguarda il rosato ha conseguito 3 medaglie d’oro.Non male vero?

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