In ricordo di Francesco Arrigoni, un anno dopo…

Terribile come voli velocemente il tempo… Sembra ieri, ed è invece già passato un anno, quando un amico produttore franciacortino mi comunicò al telefono l’orribile notizia che Francesco Arrigoni, Franz come molti di noi amavamo chiamarlo per sottolineare la sua tosta personalità “bergheimer” quasi teutonica, severo con sé prima di esserlo con gli altri, era stato colpito improvvisamente da un aneurisma e che si trovava in fin di vita.
Un fulmine a cielo sereno, una di quelle notizie che non vorresti mai ricevere e che quando arrivano ti mettono in ginocchio, tanto assurde, crudele, feroci e insensate sono.
Pochi giorni di una speranza che non aveva purtroppo poi molto a cui attaccarsi, confidando nella fibra fortissima di questo ragazzo di 52 anni che curava molto la forma fisica, che faceva sport in mountain bike oppure scalando, da grande appassionato, le montagne, e che sembrava a tutti, quando lo incontravamo (anche se con meno frequenza di un tempo), il ritratto della buona salute. Uno cui non sarebbe mai successo un problema alle arterie cerebrali. Invece…
Un ricordo di Franz, del giornalista eno-gastronomo bergamasco Francesco Arrigoni un anno dopo la sua scomparsa, deve assolutamente essere, per rispetto di lui e del suo modo di fare e di essere in tutta la sua vita ed il suo percorso professionale, sempre all’insegna della coerenza, della capacità e del coraggio di fare scelte difficili, di voltare pagina e cambiare quando necessario, un modo asciutto, privo di qualsiasi tono celebrativo che Franz per primo avrebbe rifiutato.
Pubblicare oggi questo post vuol dire semplicemente che non abbiamo, non ho, dimenticato Francesco, che il suo modo di intendere il giornalismo nel difficile campo del cibo e del vino sempre più popolato da improvvisatori e da figure di dubbia moralità, rimane punto di riferimento.
Che il suo stile asciutto, anti-retorico, da vero cronista cresciuto alla scuola del suo maestro Gino Veronelli, di raccontare le vicende del mondo del cibo e del vino italiano, liberandole da orpelli, ciarpami e toni celebrativi, rimane un esempio, un modello per chiunque voglia oggi, anche nell’epoca della comunicazione diffusa via Internet, dei chiacchiericci su facebook e dei “cinguettii” twitteriani, fare informazione vera dicendo chiaramente e senza mai nascondersi dietro ad un dito come la pensa.
Un rispetto per il lettore e innanzitutto per se stessi, un’indipendenza assoluta, una libertà interiore sempre all’insegna della consapevolezza che in fondo si sta parlando di cibo e di vino, rispettabili opere dell’ingegno umano, e non di come salvare il mondo, cui Francesco Arrigoni non ha mai voluto rinunciare.
E che rende il vuoto che ha lasciato, andandosene all’improvviso un anno fa, con discrezione, ancora più difficile da colmare. Perché se n’è andato un vero professionista, un fuoriclasse del giornalismo enogastronomico, ma soprattutto una persona per bene, un uomo serio e tutto d’un pezzo, un amico…
Di quelli che oggi è sempre più difficile trovare…

7 pensieri su “In ricordo di Francesco Arrigoni, un anno dopo…

  1. Bello che tu ti/ci ricordi le persone di cui troppo sovente ci dimentichiamo. Persone che hanno segnato con idee e commenti e presenza il mondo – piccolo e grande – in cui siamo tutti in transit.
    Il loro ricordo relativizza parecchio il contesto: almeno a me fa questo effetto e lo assumo come lezione.
    Grazie.

  2. Pingback: Francesco, un anno fa | DiVini

  3. Gentilissimo Signor Ziliani ,il ricordo che lei ha pubblicato è bellissimo, oltre che commovente. Francesco era proprio un Galantuomo,un giornalista con la schiena dritta. grazie per averlo ricordato in maniera cosi garbata.

  4. Gentilissimo Signor Ziliani,la ringrazio per avere ricordato Francesco in maniera cosi garbata.Nel suo bellissimo articolo,lei menziona la sua moralità ,parola questa,che richiama senso etico ,rintracciabile nei suoi scritti,come nel suo percorso professionale.No,non lo habbiamo dimenticato.La saluto cordialmente e grazie ancora

  5. Grazie, Franco, per aver ancora una volta ricordato con la tua talentuosa penna un amico, un professionista e sopratutto una gran bella persona. E’ vero, il vuoto che ha lasciato è difficile da colmare, in un mondo nel quale l’informazione deve essere sempre più concentrata e superficiale. Francesco apparteneva a quel giornalismo cresciuto nella rettitudine e nella schiettezza, svincolato da qualsiasi servilismo, un esempio Ciao Francesco

  6. Caro Franco, ho ripercorso mentalmente tutti i momenti vissuti poco più di un anno fa, dall’assurda e tragica notizia, all’ultimo saluto a Francesco. Lo penso spessissimo, una di quelle rare persone che non riesci a pensare che non ci siano più, lui continua a vivere…
    Sarà felice di quello che hai scritto, complimenti.

    Maria Luisa Manna

  7. Pingback: Domani in Franciacorta la consegna del Premio Arrigoni, ma per il Consorzio non è una notizia | Il Prosecco

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