Vino e ghiaccio: anche la sommellerie italiana favorevole alla nuova tendenza

Scandalizzato dalla geniale pensata di due aziende vinicole oltrepadane di raccomandare una modalità di servizio di due loro vini che prevede espressamente l’aggiunta di ghiaccio, di “tanto ghiaccio” nel bicchiere, ho cercato di capire se questa pensata brillante sia interamente ascrivibile ad una sorta di pericolosa “sindrome Oltrepò”, o se invece nel nome della moda, del trend, della novità, ci siano anche altri che pensino di allungare il vino con il ghiaccio per renderlo più appetibile ai nuovi consumatori.
Quelli, per inciso, che di cultura del vino sono totalmente digiuni e arrivano al vino, non si sa come, magari dalla coca cola…
Ho scoperto che alla recente edizione di Cibus, a Parma, si è fatto notare “il vino da bere con il ghiaccio” ovvero “Otellon’Ice, la versione estiva di Otello Nero di Lambrusco”, che, dicono “ha riscosso grande successo fra il i consumatori ed è richiestissimo dai locali di tutta Italia.
Denso, profumato e con l’inconfondibile schiuma purpurea, il nuovo vino dell’azienda di Torrile è già stato decretato da pubblico e stampa l’aperitivo più trendy dell’estate 2012.
Con Otellon’Ice, l’unico vero vino da ghiaccio: spumante nero dry, Lambrusco, rosso, frizzante, morbido e profumato, Cantine Ceci sfata la reticenza del vino bevuto con il ghiaccio e lo dichiara apertamente, una vera rivoluzione nel mondo del beverage”.
Ma ho poi scoperto che pronta ad accogliere questa nuova filosofia molto più disinvolta e meno ingessata del servizio del vino, della serie servitelo come volete, basta che si venda, è una parte, rappresentativa e titolata, della principale realtà della sommellerie italiana, l’A.I.S.

Non è solo l’enologo – direttore – consulente dell’azienda Travaglino, Fabrizio Maria Marzi, a non scandalizzarsi per l’aggiunta di “tanto ghiaccio” nel Pernero, ma anche un’altra brillante e simpatica sommelier, Adua Villa, in una video intervista rilasciata nel corso dell’ultimo Vinitaly, prende atto delle “ultime tendenze di consumo, dai cocktail a base di vino al ghiaccio nel vino”, dei tempi che cambiano, ai quali occorre gioiosamente e con spirito ludico adeguarsi.
Nell’intervista dichiara che in tal modo “la cultura del vino si amplia: non e’ vero che il ghiaccio nel bicchiere e’ una cosa obbrobriosa che dobbiamo temere ma e’ un modo di comunicare una certa qualità del vino in maniera diversa.
E’ una novità nel modo di presentare il vino una grande comunicazione il vino, se un cocktail viene presentato non con un super alcolico ma con una base di vino l’approccio il bere consapevole rientra in questa filosofia”.
Di fronte a tante autorevoli voci favorevoli dobbiamo prepararci ad una piccola variante che la più importante associazione della sommellerie italiana introdurrà a breve nella propria didattica.
Dopo gli Eiswein tedeschi e gli Ice-wine canadesi nelle prossime lezioni si parlerà anche dei… “vini da ghiaccio”?

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N.B.

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28 pensieri su “Vino e ghiaccio: anche la sommellerie italiana favorevole alla nuova tendenza

  1. Buongiorno, ma quale è il problema di bere vino/whiskey/grappa con del ghiaccio? Forse è un eresia forse? Ma per chi? Se piace allora che sia bevuto! Dire assolutamente no e guardare come marziani chi lo fa, è superficiale e snob.

    Ps mai bevuto vino con ghiaccio…whiskey e grappa si!

      • e siamo sempre li…quale è un vino di qualità e quale no? il prezzo? il blasone? i punteggi delle guide?
        uscite dalla torre di avorio…il vino in fondo potrebbe essere una bevanda, come un super alcolico qualsiasi…siamo noi che a forza di parlarne (anche a vanvera) lo abbiamo mitizzato.

  2. Le parole sono state fraintese, voleva dire “il modo di fruire il vino si amplia” …

    No, non riesco a difendere l’indifendibile quando arrivo a “…e’ un modo di comunicare una certa qualità del vino in maniera diversa”.

    Cara signora Villa, dubito fortemente che il tentativo di avvicinare alla lirica remixando in chiave hip-hop il Don Giovanni di Mozart riuscirà mai ad invogliare qualcuno ad ascoltare l’originale …

  3. È giusto che l’oltrepò venga bevuto con il ghiaccio: certe cose meglio diluirle.
    Ma l’AIS cos’è? L’associazione italiana spiritosoni?
    Accidenti, riuscite a farmi concordare con Ziliani!
    E comunque quando un cameriere con padellino al collo dice una cosa io consiglio di fare il contrario, ci si azzecca spessissimo.

  4. Caro Franco …..non possiamo avere la capacità di educarli tutti . E’ impossibile ! Però bere responsabile , per me , è anche imparare a bere cose di qualità ,nel momento giusto e nel modo giusto . Purtroppo siamo spesso “ostaggio” di marketing alla ricerca continua dello stupire . E per stupire bisogna sparare sempre più alto !!! Ma non c’è logica nel Lambrusco con il ghiaccio mentre c’e’ memoria , io vengo dalla provincia di Parma , della bottiglia che d’estate veniva messa nel……pozzo con il cesto legato ad una corda !!! Insieme alla cocomera spesso. Comunque la nota stonata e’ il prete che sproloquia , cioè “quel” sommellier che fà cattivissima cultura (forse perchè prezzolato ?) . A chiudere una constatazione : avevo visto sui giornali locali il vino da “ghiaccio” ma mai ho visto una persona fare aperitivo con questo mix ,per me , stupido .Mentre ,questo si , sta vivendo nelle zone nostre una nuova giovinezza un bianco come la Malvasia che negli ultimi anni diversi produttori si sono messi a vinificare con attenzione . Bollicine rustiche e semplici ma,almeno per noi parmensi , meglio del rosso in ghiaccio .

    • carissimo Pinco (che piacere mi ha fatto incontrarti in giugno in Puglia!!!) dici benissimo, meglio il vino calato nel pozzo, antica prassi contadina, che il marketing applicato al wine on the rocks…

  5. Hai visto ?? che ti dicevo ?? Ma poi c’é un’altra considerazione di carattere tecnico: negli ulimi anni, causa l’effetto serra e qualche altro effetto….cantina, la gradazione media del vino rosso é aumentata.
    Dove una volta – anni settanta- si trovavano in commercio vini a dieci e mezzo undici gradi, oggi la norma é dodici e mezzo- tredici e mezzo e spesso anche qualcosa in piú (visto il permesso di sottodichiarare mezzo grado). Forse questa “esigenza” di diluire il vino, specie in periodi di canicola, non é poi tanto inconcepibile. Sarebbe bello poi vedere qualche statistica che ci dica quante bottiglie in piú di OP verranno vendute su questo conto. Ovviamente non credo che chi metta ghiaccio nel vino sia
    persona che abbia speso i venti-trenta euro che una bottiglia classica costa. E se lo facesse ? beh io ancora devo sentire o leggere di un produttore di Bordeaux premier cru che si é lamentato perché i neoricchi cinesi mischiavano cocacola ai varii Latour, Lafitte &Co.
    Su con la vita!!

    • Per …non rassicurare Carlo ! Bottiglie classiche da parecchi euro ( per i russi i vini da 20-30 euro non esistono !) finite nei bicchieri con ghiaccio non sono rarità. Ma qui (lavoro in Ucraina e prima ero a Mosca ) manca la cultura e tanti la cercano sapendo di non averla. Alle degustazioni la gente è attenta …..come in chiesa ! Il problema è se poi girano sommellier …..modaioli . Comunque …..sono talmente tanti i vini o le bollicine “estive” che inventarsi colpi di genio ulteriori è da……colpo di sole !

  6. io sono perchè non si bestemmi! Ma mettere del ghiaccio nel vino,non è solo
    bestemmiare in chiesa, ma in paradiso.
    E’ così che si educa a bere responsabile,poveri noi,e la nostra storia,è pazzia

  7. E´ bene che ognuno si goda come gli pare il vino che si é vuole godere senza guru, esperti, sommeliers e Parker di giornata che gli dicano “come” si deve bere. Giá gli antichi servivano d’estate vino
    con la neve, conservata in apposite grotte. Il ghiaccio nel vino non é nulla di nuovo né di scandolezzoso. Certo io ritengo che se uno mette il ghiaccio in certi vini rovina la fatica ed il lavoro di certi ottimi vignaiuoli: se lo mette in altri certi vini forse li…..migliora! Passo e chiudo.

  8. sul vino inventano sempre qualche moda e non credo che questa cosa faccia impazzire i veri amanti del vino e nemmeno avvicinare chi di vino non capisce niente ognuno puo bere il vino come vuole con il ghiaccio con l aranciata con la cola ecc a me personalmente non piace forse su un vino rosso non molto buono e caldo ci starebbe bene

  9. Luigi Einaudi “Conoscere per deliberare”. assaggiato il vino con il ghiaccio….bah…..così pensavo prima, ancor di più penso ora!

  10. Nonostante i pochi momenti liberi che la vendemmia ci concede, mi permetto di rubarle qualche minuto in risposta agli ultimi articoli da lei scritti su “vino e ghiaccio”.
    La nostra azienda è stata la prima in Oltrepo a commercializzare un vino da bere con il ghiaccio, creando un prodotto ad hoc che si affiancasse agli altri da agricoltura biologica della nostra gamma.
    Abbiamo pensato ad un prodotto da proporre soprattutto ad un pubblico giovane, poco abituato a bere vino, mantenendone alta la qualità e, non nascondiamocelo, anche per cercare nuovi mercati.
    L’aggiunta di ghiaccio, come già usavano i nostri nonni durante la stagione estiva, esalta sia l’olfatto che il palato. Ecco qui si spiega il perché del ghiaccio e non del vino refrigerato:in frigorifero il vino si spegne, evidenziando solo alcune caratteristiche come il contenuto in tannini. Un raffreddamento rapido con il ghiaccio lascia invece intatti tutti i profumi e le caratteristiche di freschezza del vino. Questo è un vino fresco, d’annata, dai profumi giovani dati dal nostro territorio: mai avremmo pensato ad un bonarda doc, a un barbera doc o a un pinot nero da bere con il ghiaccio!
    Inizialmente abbiamo riscontrato, soprattutto da parte dei cultori del vino, un certo scetticismo, giustificato dalla novità: si sono ricreduti dopo l’assaggio!!
    La invitiamo a venirci a trovare per provare il RedIce ed avere una sua opinione “sul campo”. Potrà così anche rendersi conto di come questo rimanga un prodotto a sé stante, mentre continuiamo a produrre vini di qualità secondo metodologie classiche.

    Luca Padroggi

  11. Ognuno ha dei metri: io quando penso al vino, ad ogni vino, lo paragono ad una donna, ogni tipo di donna diversa, non so perche’. In questo caso e’ come se ad una perfetta, bella, precisa, donna naturale che per le sue caratteristiche NATURALI puo’ attirare una miriade di uomini, vogliamo far in modo che diventi una novita’, attiri un maggior numero di uomini (metafora nel mondo del vino per CONSUMATORI) e si adegui forzatamente ai tempi moderni a discapito del suo carattere originale. allora che si fa? ad una bella quarantenne si cominicia a DILUIRE la sua bellezza: zeppe ai piedi, trucco esagerato, vestitini succinti, come diventa? A dir poco inguardabile se non RIDICOLA perdendo addirittura anche quella fetta di uomini ai quali NATURALMENTE poteva piacere!! L’aggiunta di acqua nel vino annacqua il contenuto rendendolo, a mio avviso, blando e disgustoso. De gustibus… G

  12. Pingback: Vino e ghiaccio: anche la sommellerie italiana favorevole alla nuova tendenza | Fisar - Delegazione di Milano - Sommelier Milano - FISAR MILANO

  13. Non esistono mode o tendenze che possano legare il vino all’acqua, a meno che in mezzo non ci sia il vetro della bottiglia.
    Mai usato e mai userò neanche nella grappa.
    Non è scusabile questo abbruttimento neanche nei casi di vini estrmamente alcolici, con i quali basta cambiare quantità nel bicchiere e scegliere stagioni fresche per goderle a pieno.
    Cosa dovremmo fare allora con dei primitivi di 16-17-18 gradi?
    a parte che quando sono buoni nascondono il tenore alcolico tra altre 100 piacevolezze..
    Il solo discuterne come fosse cosa seria, vuol dire far vincere, quel furbone (applauso meritato) che si occupa di marketing

  14. Premetto che sono contrario al ghiaccio nel vino per chiari motivi, vedi alterazione delle caratteristiche organolettiche del vino stesso , per la temperatura prima e per l’ acqua poi (sicuramente questo può essere un migliorativo per alcuni vini).. e che ognuno è liberissimo di bere vino come meglio crede , il ghiaccio può anche metterlo in un Petrus o in un Latour… e che un’ azienda vitivinicola può promuovere un suo vino ceme meglio crede, consigliando di berlo con ghiaccio… La cosa “agghiacciante” è che a proporlo siano alcuni membri dell’ AIS tipo il Sig.Marzi (che stimo tantissimo e che ricordo referente didattIco dell’ AIS ) e la Sig.ra Villa … Ripeto, grande stima ma in questo caso non sono propriamente d’ accordo .

  15. E’ assolutamente tutto in linea con la tendenza di questo momento. L’IMPERO DEL CATTIVO GUSTO. La mia nonna Ottavia non si sarebbe mai messa il bikini……

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