WineWebNews 03 ottobre 2012 Nel Regno Unito ecco i vini da dieta targati Weight Watchers

Le notizie più interessanti su vino ed enologia apparse negli ultimi sette giorni sul Web (siti Internet e wine blog)

Dall’Italia

Vini naturali in Italia
Sul sito Internet americano Palate Press Marko Kovac tratta del super controverso tema dei “vini naturali” nello scenario italiano e tra le altre riporta le opinioni dei proprietari della piccola azienda bio di Colle Val d’Elsa, secondo i quali “le grandi aziende non capiscono che usando prodotti chimici nei vigneti equivale ad inquinare la terra”. Lo capiscono invece, eccome se lo capiscono e magari per provare a rifarsi una verginità se ne escono sul mercato con il loro bravo vino bio…
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Bye Bye Tocai
Sul sito Internet americano Wine Lovers page il wine writer Robin Garr traccia un bilancio sostanzialmente positivo della situazione in Friuli dopo il passaggio al regime del Friulano per i vini base Tocai friulano ed il divieto di definirli così in etichetta come era sempre stato.
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Top Barolo 2008 secondo Snooth
Si parla ampiamente dell’ottimo Barolo della classica annata 2008 sul sito Internet statunitense Snooth ad opera di un fine conoscitore come il wine writer Gregory Dal Piaz.
Secondo l’esperto statunitense quella 2008 promette di essere “un’annata di grande qualità, molto diversa dal 2007, annata segnata dal caldo. Con vini che occasionalmente sono abbastanza buoni, raramente grandi, in gran parte segnati da un eccesso di alcol e bassa acidità. Vini facili, fruttati, insomma una vendemmia molto gradita dalla stampa e facile da capire”. Invece, per Dal Piaz il 2008 è un’annata “contrassegnata dalle basse temperature e dalla freschezza, con vini che sono più profumati che potenti, con un’eleganza che nemmeno le migliori bottiglie di 2007 hanno. Sono vini che combinano l’austerità e la delicatezza di qualche vecchie annate fresche come il 1979, con finezza aromatica e perfetta maturità di frutto come il 1985”.
In definitiva un’annata “che darà vita ad una nuova generazione di appassionati di Barolo, non quelli amanti dei vini maturi sedotti da annate come 1997 o 2000, ma persone che vantano una lunga storia d’amore con il Nebbiolo”.
Non è casuale pertanto, conoscendo Gregory ed i suoi gusti, che i vini che escono meglio dalla sua degustazione siano quelli, classicissimi, di Bartolo Mascarello, Brovia, Canonica, Comm. G.B. Burlotto, Oddero, Giuseppe Rinaldi, Brezza, Massolino, Castello di Verduno.
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Cibi e vini dell’Alto Adige
Ancora Gregory Dal Piaz sempre su Snooth, dedica un interessante approfondimento ai piatti tipici dell’Alto Adige, con proposte di abbinamento, dai canederli allo strudel, di alcuni dei vini locali più tipici.
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Dall’estero

L’export di vino francese: batte a valore quello italiano
Sul sempre informatissimo e documentato blog I numeri del vino Marco Baccaglio esamina i dati sulle esportazioni di vino francese nel primo semestre di quest’anno, comparandoli con quelli del vino italiano. Come scrive “la Francia ha da pochi giorni fornito I dati sulle esportazioni di vino a fine giugno, che mostrano un deciso incremento (+14%), sia dovuto ai volumi (+6%) che dovuto al miglioramento del prezzo medio di esportazione (+7%).
Credo che sia subito importante fare il confronto con l’Italia, dove gli stessi numeri sono stati ben più modesti: le nostre esportazioni sono cresciute soltanto del 7% nel medesimo periodo, essenzialmente a causa del calo dell’11% dei volumi.
Proprio qui sta la differenza tra l’Italia e la Francia: mentre il nostro sistema vinicolo si confronta con un periodo dove i volumi esportati esplodevano per far fuori le scorte, la Francia ha mantenuto un profilo di export molto piu’ costante”. Inoltre, “le esportazioni di Bordeaux sono cresciute del 32% a 1.2 miliardi di euro, un livello eccezionale se considerato una crescita simile era stata gia’ realizzata nel 2011.
Nel giro di 3 anni l’export di Bordeaux, a fronte della grande domanda estera, e’ raddoppiato da 600 milioni a 1.2 miliardi. Si può dire che il 70% dell’incremento delle esportazioni del semestre viene da qui (e oltre il 50% dell’incremento tra il 2009 e il 2012…)”.
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Il Brasile lancia la sua prima denominazione vinicola
Il sito Internet specializzato spagnolo Mercados del vino informa che in Brasile è nata la prima denominazione d’origine applicata al vino, Valle de los Viñedos dove si trovano le principali cantine del Paese, e che vanta una produzione annuale tra 12 e 14 milioni di bottiglie.
A decretare la denominazione El Instituto Nacional de la Propiedad Industrial (INPI). Ora i produttori aderenti alla Asociación de los Productores de Vinos Finos del Valle de los Viñedos (Aprovale) potranno applicare alle bottiglie un sigillo di riconoscimento.
Nella zona si producono vini rossi principalmente a base Merlot (con altre varietà approvate quali Cabernet e Tannat) mentre i bianchi sono a base di Chardonnay, curiosamente con il Riesling italico come unica varietà ausiliaria riconosciuta.
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Primo Sparkling wine demi-sec prodotto in UK
Sull’edizione on line della rivista inglese Decanter Adam Lechmere informa che uno dei principali produttori inglesi di metodo classico, Nyetimber, ha annunciato l’uscita del primo sparkling wine versione demi-sec, uno Chardonnay in purezza con un dosaggio di ben 45 grammi di zucchero per litro, quattro volte tanto la percentuale utilizzata in un brut.
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Vini da dieta venduti in UK
Cresce il mercato dei vini a basso tenore alcolico, che rispondono non solo ad un gusto ormai stanco delle fruit bomb da 16 gradi ma alla pretesa di essere in qualche modo dietetici.
E così, come ci racconta Rachel Tepper sul sito Internet britannico The Drink Business (ma qualcosa é uscito anche sull’Huffington Post) ecco, creati da una casa vinicola neozelandese, una linea di vini “dietetici” commercializzati niente meno dalla Weight Watchers e disponibili ora sul mercato inglese.
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In Cile Vina Errazuriz progetta il primo sparkling wine
La corsa agli sparkling coinvolge un numero sempre crescente di soggetti produttivi. E così, come racconta la wine writer Christina Pickard sull’edizione on line della celebre rivista britannica Decanter, la celebre azienda cilena Vina Errazuriz ha progettato di produrre il proprio sparkling wine per la prima volta, che, secondo le parole del winemaker della bodega, Francisco Baettig, sarà una cuvée tra Pinot noir e Chardonnay provenienti dalle regioni di Aconcagua Coast e Casablanca.
Attualmente già un gruppo di sparkling cileni sono esportati in UK, ma sono a a maggioranza degli Charmat. In Cile il numero di produttori di “spumanti” è intorno a 30, la qualità è quella che è, ma tende a migliorare.
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Regolamentazioni INAO troppo strette?
Singolare il punto di vista di un produttore francese, Pierre Seillan, che ha lasciato la patria per andare a produrre vino in California, nella Sonoma Valley. Come si legge nella cronaca pubblicata sull’edizione on line della Revue du Vin de France, negli Stati Uniti “o si avanza o si va indietro ma non si resta mai fermi. Un’altra filosofia dell’essere agricoltori, lavorando duramente in un ambiente talvolta ostile perché fa molto caldo con un clima secco”.
Però, a fare la differenza e giustificare, secondo il produttore, lo sbarco in California, “le prospettive sono più ampie, mentre in Francia non c’è più nulla da fare. I regolamenti dell’INAO discriminano coloro che vogliono elevare il dibattito e penalizzano chi vuole osare”.
Mi sembra di aver già letto qualcosa del genere da parte di coloro, tipo l’ex presidente del Consorzio del Brunello, che accusano le denominazioni di essere troppo legate alla tradizione e poco aperte al nuovo…
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Vini francesi da riscoprire
Sul sito Internet britannico The Drink Business il Master of wine e sommelier Gerard Bassett, francese di nascita ma attivo, con straordinario successo, nel Regno Unito, si dichiara convinto che il vino francese sia stato un po’ troppo dimenticato negli ultimi anni a causa dei vini provenienti da nuove realtà produttive, ma che meriti di essere riscoperto e si avvii ad esserlo.
Un rinnovato interesse dovuto al lavoro fatto in vigna e in cantina sulla spinta del nuovo portato da Paesi come Australia o California dove diversi enologi francesi hanno fatto esperienza portando in patria nuove idee. Bassett si dice particolarmente impressionato, oltre che dalle zone classiche, dalla produzione vinicola di regioni come Beaujolais, Languedoc, Jura & Savoie e Provenza.
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Progetti ambiziosi per il vino cinese
Interessante reportage, su Bloomberg businessweek, a firma di Bruce Einhorn su impegnativi progetti di sviluppo dell’industria del vino in Cina, con investimenti massicci in vigneti e cantine che molto spesso si ispirano agli Châteaux bordolesi o a winery stile Napa Valley. E’ la globalizzazione del vino, bellezza!
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Cresce il numero delle donne winemaker in California
In un articolo pubblicato su diversi organi di stampa americani Michelle Locke informa che continua a crescere il numero delle donne impegnate come winemaker nell’industria del vino californiana. Una percentuale che sfiora il dieci per cento e che vede diverse donne autrici di alcuni dei più famosi e costosi vini, come ad esempio lo Screaming Eagle “firmato” dalla winemaker Heidi Barrett.
Così in aumento il numero delle donne enologo californiane da rendere necessaria la creazione di un sito Internet loro destinato, che segnala azienda per azienda dove sono attive.
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Arrivederci alla prossima uscita e buona lettura!
Franco Ziliani

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N.B.

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