Su Enogea 45 di scena Brunello di Montalcino 2007, Chianti Classico 2010 e Chianti Colli Fiorentini

E’ da un po’ di tempo, pur continuando regolarmente a seguirla, che non segnalo le varie uscite di Enogea, news letter bimestrale indipendente creata nel 1997 da Alessandro Masnaghetti, rielaborando l’esperienza acquisita con Ex Vinis, prima newsletter italiana indipendente di degustazione pubblicata da Veronelli Editore di cui era stato curatore.
Dopo la ripresa delle pubblicazioni nel 2005 Enogea ha continuato a rappresentare per gli appassionati del genere la rivista di riferimento per avere il polso di quello che accade nelle varie denominazioni, mediante il metodo di lavoro collaudato che consiste in una degustazione a tappeto di tutti i vini possibili effettuata in larga parte dal Masna e poi dai suoi collaboratori. Al consueto “braccio destro”, Francesco Falcone, si sono aggiunti altri collaboratori, tra cui Giampaolo Gravina.
Cosa presenta questo numero 45 con 60 pagine fitte di assaggi di cui potete trovare qui alcune anticipazioni? Innanzitutto un ampio resoconto del Masna sui Brunello di Montalcino 2007, con i quali, dice “c’è solo l’imbarazzo della scelta”. Vini trovati non “opulenti e maturi”, anche se “caldi e strapronti nella beva”, bensì “spesso lineari, snelli e non di rado di un loro ritmo”. Vini che anche se non sono “già avanti nella loro curva evolutiva” Masnaghetti trova “non lontani dal periodo di beva ottimale”.
In cima alle preferenze dell’editore di Enogea i Brunello di Cerbaiona, Le Ragnaie, Valdicava, La Cerbaiola – Salvioni, Campiogiovanni, Capanna, Lisini, Siro Pacenti, Pieve di Santa Restituta, Poggio di Sotto, Poggio il Castellare. E poi, tra gli altri, Altesino, Col d’Orcia, Podere Salicutti, Andra Costanti, La Gerla, Stella di Campalto.
Tra i Brunello riserva punteggi superiori ai 90 centesimi per  il Poggio al Vento 2004 di Col d’Orcia che avrò il piacere di presentare venerdì 30 alle 21 presso l’Accademia dei Sapori a Lavagna, presso Villa Spinola Grimaldi (Parco Tigullio) in un evento organizzato dalla sezione di Genova dell’Onav. Il numero 45 di Enogea comprende poi un’ampia degustazione di Chianti Classico annate 2010, 2009, 2008 e 2008 riserva. Non mancano poi dei riserva 2007.
Molto interessante poi l’articolo dedicato ai Chianti Colli Fiorentini, una denominazione da tenere d’occhio non solo per il prezzo molto interessante e contenuto di parecchi vini, ma per la freschezza e piacevolezza, dotati di un nitido carattere territoriale.
Continua poi la serie di incontri di Francesco Falcone con gli importatori di vino, con Luca Ghiotto e la sua società Soavino. Sempre Falcone firma un articolo sui vini dei Colli Euganei, zona definita “Veneto da riscoprire”.
A doppia firma, Mauro Erro e Giampaolo Gravina, troviamo poi un articolo su quelli che vengono definiti “outsider alla riscossa”, ovvero trenta cantine della Campania “non ancora note come meritano”, con “30 lodi alla personalità e alla grinta per ripensare le gerarchie del vino campano di qualità”. Se vi piace leggere le note di degustazione d’autore, come indubbiamente sono quelle di Masnaghetti, un numero di Enogea da non perdere.
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5 pensieri su “Su Enogea 45 di scena Brunello di Montalcino 2007, Chianti Classico 2010 e Chianti Colli Fiorentini

  1. Si , anche perché i territorii se li scarpina, bussa alle porte dei produttori,
    assaggia in loco, si guarda intorno e ogni tanto si prende anche qualche malaparola il tutto a maggior gloria
    del gornalismo investig-attivo. Poi ogni tanto “sbarella” su Borgogna e Bordó ma tra tutti quelli usciti dalla scuola di Luigi Veronelli buonanima, il piú bravo.

  2. io non sono per dare dei voti,anche se mi trovo d’accordo con Carlo Merolli,
    come dice giustamente bisogna camminare le Vigne,(scarpinare e bussare
    le porte) ma io non dimenticherei un altro grande discepolo del Maestro,che
    ci ha lasciati prematuramente, non tanto tempo fa.
    Una grande figura, per competenza, serietà, onestà e, limpidezza morale.

  3. Si, Francesco Arrigoni: concordo al cento per cento. Avevo anche pensato a lui, poi parlando di vivi, ho preferito tenermi il pensiero. Che Lino ha espresso anche per me.

  4. Lavoro unico nel suo genere in Italia, e come tale gli va riconosciuto. Detto cio’ trovo incredibile che si siano sfilze di vini con gli stessi punti ma con commenti spesso agli antipodi nelle sensazioni personali, e che ci sia un eccesso d’uso in termini come corteccioso o vaghi come pelo.
    Chapeau sui lavori annuali che svolge sul Piemonte, un po’ meno su altri (vedi veneto-verona).

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