Una serata all’Enoteca Castellucci di Bologna: il Sagrantino di Montefalco interpretato dalla storica azienda Fongoli

Sante Laviola, ingegnere 39enne appassionato di vino, originario della Lucania Jonica ma residente a Bologna, mi ha inviato questa bella cronaca di una degustazione di Sagrantino e altri vini di Montefalco, proposti da un’azienda storica della denominazione umbra, che si è svolta recentemente presso l’Enoteca Castellucci di Bologna. Buona lettura!

Il vino è lo specchio dell’uomo! Con questa frase di Alceo, poeta greco del VII secolo a.C., l’azienda Fongoli sintetizza la propria profonda dedizione nel coltivare la vite e nel produrre vini di qualità. La storica azienda agricola Fongoli viene fondata nel 1925 quando il capostipite Decio Fongoli Calvani acquista un fondo in località San Marco di Montefalco, nel cuore dell’Umbria, e dà avvio a quella che diventerà l’appassionante attività delle future quattro generazioni.
Oggi l’azienda Fongoli, gestita da Angelo, può contare su circa 30 ettari di vigneto condotti interamente in agricoltura biologica e in totale assenza di prodotti chimichi. È il Sagrantino il patrimonio di famiglia. Già Plinio il Vecchio nel suo monumentale trattato naturalistico, Naturalis Historia, descrive i pregevoli vini di Mevania, municipio romano tra Bevagna e Montefalco, prodotti con l’uva hirtiola che recenti studi sembrano ricondurre proprio all’attuale Sagrantino.
Successivamente impiegato dai frati francescani per le celebrazioni dei Sacramenti, da cui probabilmente il nome del vitigno, il Sagrantino viene vinificato fino agli inizi del secolo scorso quasi esclusivamente in versione passita. Ed è proprio al Sagrantino Passito che nel 1977 viene riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata che si estenderà anche alla versione Secco nel 1979. Nel 1992 il Montefalco Sagrantino, Passito e Secco, ottiene il più alto riconoscimento diventando il dodicesimo vino nazionale con la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Una storia quella del Sagrantino e della famiglia Fongoli che si sintetizza in quasi 90 anni di attività in cui l’azienda ha rappresentato un vero punto di riferimento per la vinificazione di qualità a Montefalco raccontando, attraverso le sue etichette, i cambiamenti epocali e generazionali che hanno caratterizzato il secolo scorso. Una tradizione di famiglia che ancora oggi, con l’aiuto delle moderne tecnologie, continua ad essere sempre viva custodendo gelosamente quello che è stato il credo iniziale: il vino, in fondo, è lo specchio dell’uomo che lo fa!

La stessa cura per le tradizioni familiari la si ritrova appena varcata la soglia dell’Enoteca Castellucci di Bologna dove tre generazioni di Castellucci si susseguono alla guida della storica cantina.
Nel 1960, Primo Castellucci apre a Bologna la Cantina Romagnola, attività dedita alla vendita di vino sfuso prodotto in gran parte nella sua proprietà di Predappio, in Romagna. Sebbene il vino imbottigliato rappresentasse una vera rarità per l’epoca, Primo imbottiglia ed etichetta una parte del vino allargando le sue vendite anche alla enoteca Scaramagli, autentico punto di riferimento della Bologna enoica.
Di padre in figlio, la Cantina Romagnola ha attraversato i decenni adeguandosi al mutare dei tempi, all’avvicendarsi delle mode, al cambiamento della società. Una cosa, però, è rimasta saldamente immutata: la cortesia e la cura del cliente. Oggi, sotto la gestione di Nicola, terza generazione di Castellucci, la vecchia Cantina Romagnola è diventata Cantina Castellucci. Pur conservando intatta l’impronta data dal nonno Primo fin dal lontano ’60, Nicola Castellucci arricchisce l’enoteca sempre di nuovi prodotti dell’enogastronomia nazionale ed estera diffondendo la cultura del buon bere attraverso assaggi e serate di degustazione aperte al pubblico.
Grandi etichette siedono sui banchi d’assaggio della Cantina Castellucci come quella del Montefalco Sagrantino DOCG dell’azienda Fongoli che recentemente è stata proposta in degustazione ad un folto pubblico di curiosi e appassionati.

Sante Laviola

Ecco le mie impressioni sui tre rossi proposti in degustazione.

Montefalco Rosso DOC
Vitigni: Sangiovese 60%, Sagrantino, Montepulciano, Merlot
Annata: 2009

Si presenta con un colore rosso rubino cupo, limpido e con unghia tendente al viola scuro. Di consistente gradazione alcolica (14%), mostra una struttura vigorosa che lascia chiaramente intendere la complessità gusto-olfattiva di questo blend. Al naso è franco e intenso; spiccati sentori floreali e note legnose evidenti ben si armonizzano con profumi di frutta appena matura.
Al primo sorso, la competizione tra la gentilezza del Sangiovese e l’irruenza del giovane Sagrantino è feroce! Acidità e tannino dominano un palato non ancora pronto, ma dopo qualche secondo emerge ad un gradevole gusto di prugna quasi matura e di marasca con qualche nota spiritata. Dopo il primo impatto, la sensazione è di un palato setoso e gradevolmente fruttato. Delicate note vanigliate e di liquirizia si fanno largo nel retrogusto dando un finale lungo e persistente. È un vino elegante e dalle grandi potenzialità che, nonostante i circa due anni trascorsi a contatto col rovere di Slavonia e almeno 6 mesi di riposo in bottiglia, potrebbe acquisire ancora maggiore eleganza e personalità se continua il suo riposo ancora per qualche anno.

Montefalco Sagrantino DOCG (Secco)
Vitigno: Sagrantino
Annata: 2007

Aperto e decantato qualche ora prima, questo Sagrantino 100% mostra in tutta fierezza la sua forza, quella di un vitigno autoctono irrobustitosi attraversando i secoli della storia! Alla vista è rosso cupo con unghia limpida e viva. Percorrendo il bicchiere dall’unghia al fondo sembra di immergersi nelle scure acque oceaniche, impenetrabili alla luce dopo pochi metri! La struttura e il corpo non lasciano dubbi alla carnosità che avrà il primo sorso. Al naso è intenso, pulito ed etereo. L’immediata evaporazione alcolica trasporta un mix di profumi fruttati e floreali che si combinato a dolci note speziate di vaniglia.
Al gusto non delude! Bocca piena, fresca e con un tannino in lenta evoluzione: inizialmente è tenue lasciando ampio spazio a spiccate note speziate e fruttate di ciliegia sotto spirito, more e frutti rossi con ricordi di sottobosco. Ma in pochi secondi, la muscolosità di questo vino emerge mostrando un tannino robusto e ruggente che fissa al palato i delicati aromi fruttati della prima boccata. Il retrogusto è persistente, il finale è lungo e asciutto. Questo è un vino raffinato, complesso, elegante ma ancora giovane e grintoso; un lungo invecchiamento gli conferirà la saggezza dell’esperienza e la sagacia di chi sa!

Montefalco Sagrantino DOCG (Passito)
Vitigno: Sagrantino
Annata: 2006

Rosso rubino con riflessi tendenti al granato, si presenta denso e consistente. Al naso è complesso e intrigante. Si avvertono chiari sentori di frutta matura, di confettura di fresca fattura, ribes nero e frutti di bosco. Profumi di fiori passiti, quasi macerati, si espandono nelle narici accompagnando l’elegante speziato del lungo invecchiamento in legno che gli conferisce essenze vanigliate, di liquirizia e di legno bagnato. Marcatissimi sono i profumi laccati e di vernice fresca che gli danno un tocco di personalità e originalità. In bocca è pieno e avvolgente.
È un’esplosione di raffinati sapori di marasca matura, prugna cotta e fico candito. La fine dolcezza, dovuta al lento appassimento delle uve sui graticci, contrasta abilmente il robusto tannino rendendo questo vino sia abbinabile a pasticceria secca e formaggi stagionati che godibile in lunghe meditazioni!

Enoteca Castellucci
Via Toscana, 105/d – 40141 Bologna
Sito Internet www.cantinacastellucci.it

Azienda Agricola Fongoli
Loc. S. Marco, 67 – 06036 Montefalco (PG)
Sito Internet www.fongoli.com

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