WineWebNews 19 novembre 2012 Il wine writer è morto? Parola di Andrew Jefford

Dall’Italia

Obama regala allo speaker un Brunello 1997
Simpatica notizia quella rivelata dal wine writer e wine blogger statunitense Tyler Colman sul suo blog Dr. Vino: il presidente americano Obama ha voluto pubblicamente fare gli auguri di buon compleanno al suo speaker Boehner regalandogli una bottiglia di un vino italiano, di un Brunello di Montalcino esattamente, un Altero 1997 di Poggio Antico.
La cosa divertente è leggere che Boehner solitamente preferisce i Merlot: forse Obama tenendo conto di questa cosa avrebbe potuto puntare su qualche altro Brunello di Montalcino del 1997, decisamente più… merlotteggiante… A
ll’epoca di quella vendemmia i Brunello diciamo così “creativi” e “personalizzati” ad uso di certa critica non mancavano proprio…
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Roero Arneis: un bianco dal gusto di rosso
Bell’articolo del noto sito Internet americano Wine Lovers Page di Robin Garr dedicato al Roero Arneis, definito testualmente “uno dei bianchi più rossi che abbia degustato”. L’autore del post dichiara di apprezzare le doti di un vino bianco e di questo in particolare in sé, ma di essere colpito da questa personalità particolare, che concilia gli opposti, e si presenta pieno, intensamente aromatico, strutturato e pieno, eppure secco e fresco e alla fine elegante.
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Vini dell’Alto Adige: perché affascinano
Momento magico per i vini dell’Alto Adige negli Stati Uniti. Sull’importante e seguitissimo sito Internet Snooth il bravissimo editor Gregory Dal Piaz (di origine trentina) dichiara quella in provincia di Bolzano la regione vinicola dell’anno, mentre sul suo blog Wine Julia una giovane e vivace wine blogger prendendo lo spunto dalla decisione di Dal Piaz degusta una serie di vini altoatesini rossi e bianchi e ne scopre i pregi qualitativi e la grande personalità.
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Merlot e Cabernet d’Italia
Sempre su un seguito sito Internet americano, Palate Press, ma ad opera di una giornalista italiana, Elisabetta Tosi, si raccomanda la lettura di un interessante articolo dedicato alla storia e alla diffusione dei vini da uve bordolesi in Italia, dalla fine del ‘700 ad oggi. Nell’articolo viene tratteggiata anche la vicenda di Mario Incisa della Rocchetta e del suo celebre Sassicaia.
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Berlucchi sparkling wines per celebrare le feste di Natale
Sempre sul sito Internet Snooth si legge, un articolo dedicato ai Franciacorta Cuvée 61 della Guido Berlucchi, una interessante definizione della Franciacorta: “What is Franciacorta? It is Italy’s grand sparkling wine; exceptional Chardonnay and Pinot Noir, expertly blended and produced using the traditional method, double-fermented in the bottle, exactly the same way as sparkling wines are made by their counterparts in France”. Che tradotto significa che i Franciacorta, definiti “grand sparkling wine” vengono esattamente avvicinati agli Champagne.
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L’irrigazione di soccorso ha salvato la vendemmia in Italia
Sul sito Internet specializzato britannico Harpers la wine writer Carol Emmas riporta un interessante punto di vista dell’enologo Stefano Girelli, la cui società The Wine People TWP opera in diverse regioni italiane. Secondo Girelli disporre di un sistema di irrigazione di soccorso ha rappresentato una significativa differenza nel corso dell’ultima vendemmia.
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Come va l’indebitamento nelle principali aziende vinicole italiane?
Puntuale analisi del wine blogger e analista finanziario Marco Baccaglio, sul suo ottimo blog I numeri del vino, sull’andamento dell’indebitamento delle più importanti aziende vinicole italiane. Come scrive Baccaglio “le principali aziende italiane sono in fase di “deleveraging”, cioè di riduzione della leva finanziaria.
Come ben sapete il costo del debito sta salendo in modo vigoroso una volta che le linee di finanziamento devono essere rinnovate, a causa dell’aumento rischio percepito dell’Italia. Questo, oltre al completamento di grandi piani di investimento di alcune grandi aziende, ha consentito una riduzione leggera del debito, soprattutto in corrispondenza di un quadro, visto nei post precedenti, di una crescita degli utili. Il debito di questo campione di aziende è sceso da 927 milioni a 923 milioni”.
Inoltre Baccaglio annota che “il calo del debito è stato concentrato tra le grandi cooperative, mentre le aziende hanno ancora visto un leggero incremento.
Se guardiamo alle singole aziende, le aziende che hanno ridotto maggiormente il debito rispetto al 2010 sono state GIV, Antinori, CAVIRO, Ruffino, Frescobaldi, Banfi, CAVIT, Cantina di Soave e CEVICO. Dall’altra parte, le aziende che hanno incrementato i debiti sono state Cantine Riunite, Santa Margherita, Gancia, Zonin, Botter e Martini”. Infine, “passando alle classifiche per azienda, la più indebitata resta la cooperativa Mezzacorona con 165 milioni, seguita da GIV con 143 milioni (in calo di 9 milioni) e Antinori (100 milioni, -12 milioni).
Gli incrementi più significativi di debito sono quelli di Martini (che deve aver portato a termine un’operazione di incremento della leva finanziaria), Santa Margherita e Cantine Riunite/CIV.”.
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Dall’estero

Il wine writer è morto?
Vale la pena di fare un’attenta lettura – lo trovate qui in versione integrale, sul wine blog dell’autore – del testo dell’intervento pronunciato in occasione dell’European Wine Bloggers Conference a Izmir in Turchia dall’ottimo wine writer britannico, collaboratore di Decanter ed editor di The World of Fine Wine, Andrew Jefford, secondo il quale “il vecchio mondo della scrittura e del giornalismo del vino è scomparso e quella creatura che eravamo soliti chiamare “wine writer” è morta”.
A parere di Jefford è meglio oggi ricorrere al termine “comunicatore”, e forse “il mondo del vino non ha più bisogno di wine writer”, bensì di “comunicatori multi-tasking” e non di scrittori del vino “generalisti” in un mondo che si sta espandendo ed evolvendo con grande rapidità.
Per il giornalista inglese con l’ascesa di Internet “newspapers, magazines and publishing houses, are becoming less important as an arena for wine writing” e oggi c’é più che mai bisogno di humour e “irriverenza” nello scrivere di vino, perché sono tantissimi a scrivere di vino con troppa serietà e reverenza.
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Export decisivo per le aziende spagnole di vino
Come si può leggere in un post pubblicato sul sito Internet specializzato Mercados del vino l’export è sempre più fondamentale per le aziende vinicole iberiche. I dati 2011 fanno registrare un incremento del 10% del numero di aziende esportatrici e del 15,3% riguardo all’ammontare del fatturato dell’export.
Su un totale di 3607 aziende che hanno esportato, 1218, ovvero il 33,8% hanno avviato o ripreso il loro export, mentre 1515, ovvero il 42% hanno regolarmente esportato negli ultimi quattro anni. L’ammontare del valore dell’export di vino spagnolo sarebbe intorno ai 2183 milioni di euro nel corso del 2011.
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Mouton neozelandese vince la battaglia con Mouton Rotschild
Come si apprende da una news pubblicata nell’edizione on line della rivista britannica Decanter l’azienda neozelandese Osawa Wines si è aggiudicata per ora la battaglia che le era stata dichiarata dalla celeberrima azienda bordolese Château Mouton Rothschild secondo la quale Osawa con la linea di vini Flying sheep aveva utilizzato in qualche modo un marchio registrato dalla casa francese.
Questo perché aveva utilizzato il termine Flying Mouton sulle etichette. Come si legge é stata accettata la spiegazione secondo la quale il termine Mouton viene utilizzato come semplice traduzione francese del termine inglese sheep, senza alcun riferimento al marchio del mitico Château.
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Un grande futuro per il vino californiano
Nell’edizione on line della rivista specializzata inglese Harpers la wine writer Gemma McKenna riferisce una valutazione molto ottimistica sul futuro del vino californiano espressa da Joel Peterson, padre dello Zinfandel californiano e fondatore della winery Ravenswood.
Secondo Peterson il vino californiano, grazie all’avvento di tutta una serie di giovani winemakers sta prendendo una “nuova direzione”, in grado di fare riconoscere e apprezzare i vini della California in tutto il mondo. Questi nuovi enologi “possono determinare il destino del vino calforniano” e sapranno valorizzarlo e proporlo ad un pubblico più vasto e con ottimi risultati.
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Prime stime sulla vendemmia 2012 in Francia
Sul sito Internet francese Vitisphère sono state rese note le prime stime sulla vendemmia 2012 in Francia, elaborati dal Service de la Statistique et de la Prospective. La stima è ora fissata a 40,7 milioni di ettolitri di vino, (contro il 42,9 previsti in settembre), una produzione storicamente bassa nei confronti dei quarant’anni precedenti, con un calo del 12% rispetto alla media quinquennale.
Le zone che hanno conosciuto un maggior calo sono quelle settentrionali, con un calo del 37% in Champagne rispetto alla media quinquennale, del 28% nella Val de Loire, del 26% in Borgogna e Beaujolais.
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Arrivederci alla prossima uscita e buona lettura!
Franco Ziliani
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Attenzione! … non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog

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8 pensieri su “WineWebNews 19 novembre 2012 Il wine writer è morto? Parola di Andrew Jefford

  1. Accidenti che messe di notizie!
    Be’ quella di Obama è un vero colpo di …. , non solo per l’azienda – Poggio Antico – ma moltissimo anche per Montalcino. Obama è un signor testimonial, ma ora ci sarebbe proprio una cosetta da fare….

    Mi entusiasma la news sull’Arneis che per me è il vino del Salone del Libro e della Torino che preferisco – quella un po’ misteriosa e molto intelligente – a cui mi ha introdotto un secolo fa il mitico creatore del Salone, il grande Guido Accornero, che mi ha anche fatto incontrare un Arneis meraviglioso e la grandissima Carol Rama – tutto insieme – . A testimonianza (se mai ce ne fosse bisogno, ma il bisogno c’è!) della grandezza del vino come ponte per l’arte, per il gusto della vita, per la parola scritta, per la bellezza…

    E permettimi anche un commento al “comunicatore multitasking” che mi lascia un po’ scettica. Un giornalista ha le sue sacrosante deformazioni professionali e altrettante specificità; sarebbe interessante (e utile) che facesse il giornalista.
    Non come i “giornalisti” che fanno di tutto un po’ e alla fine sono poco in tanti campi, solo apparentemente simili, in realtà complementari.
    Ma oggi – in tutti i settori – si usa il “multitasking” – più che altro una parola dietro cui ci può essere un genio (raramente) o il nulla.

  2. L’intervento di Andrew Jefford è ottimo e completo, ma ha un difetto: è troppo lungo. Se va bene per un discorso dal vivo, di fronte ad un pubblico in carne ed ossa, non è lo stesso letto da un blog. L’attenzione cala più rapidamente, i riferimenti diventano complicati e si perde il senso del ragionamento. Rimane comunque un bell’esempio di scrittura, in cui la forma divertente e scorrevole incornicia una sostanza piuttosto complessa. Serve per riflettere su chi scrive, cosa scrive e con quali mezzi.

  3. Caro signor Ziliani, non vedo più le winewebnews dell’inizio 2012 . Come mai? grazie come sempre per la sua gentilezza Roberto

    • caro Roberto, nel corso dell’anno ho più volte pubblicato, non con la stessa puntuale periodicità settimanale che osservavo quando venivano pubblicate in altra sede, fino alla fine del 2011, la mia rassegna stampa settimanale WineWebNews. Basta verificare nell’archivio e le troverà.
      Conto di dare una maggiore regolarità d’uscita, quantomeno quindicinale, se non sarà settimanale, nel corso del 2013.

    • lei ha ragione, ma io spero sempre che quella rubrica possa diventare altra cosa, intanto dovrei continuare a mantenerla in vita qui… però…

  4. Caro Franco mi può spiegare cosa intende per altra cosa ? Mi spiace veramente tanto che lei si sia fermato con questa rubrica. Io ho chiesto più volte all’AIS ,precisamente al Signor Emanuele l’archivio della medesima . Purtroppo mi ha risposto che il tutto é rimasto nel vecchio sito e che non hanno copiato nulla . Che PECCATO !!! . Mi scusi se rompo così tanto, ma la mia é solo grande passione per la meteria e la rubrica é FANTASTICA Grazie Mille

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