A proposito del comunicato stampa del Sindaco di Montalcino e del Consorzio del Brunello

Riporto testualmente il comunicato stampa appena diffuso intitolato Commento del Sindaco di Montalcino e del Consorzio del Brunello di Montalcino sui risultati dell’indagine per i danni all’azienda Case Basse

Il comunicato recita: “In merito alle indagini sull’atto vandalico che ha colpito duramente Gianfranco Soldera e l’Azienda Case Basse, il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione del Consorzio – sottolineano come “ad oggi le evidenze presentate dalle forze dell’ordine confermano quanto già espresso dal Consorzio e dai rappresentanti istituzionali della comunità montalcinese e cioè che si sia trattato di un atto vile ed inqualificabile totalmente estraneo alla cultura ed ai valori del territorio montalcinese che a sua volta ne è stato vittima indiretta in quanto colpendo una delle sue eccellenze più conosciute di fatto ha danneggiato tutto il sistema dei produttori”.

“Ciò – prosegue Bindocci – mi porta anche a ribadire la nostra condanna  di coloro che, a vario titolo, in modo cosciente e del tutto arbitrario, hanno voluto ricondurre quanto accaduto ad ipotesi criminali o vendette tra produttori, danneggiando consapevolmente l’immagine di Montalcino  e, con essa, di uno dei più prestigiosi prodotti del Made in Italy nel mondo”.

Per il sindaco Franceschelli e il Presidente Bindocci “questo ovviamente non diminuisce la gravità della vicenda che, al di là di letture fantasiose e strumentali di cui nelle sedi opportune si chiederà conto, rimane un atto inaccettabile che ha colpito duramente un produttore stimato e conosciuto come Gianfranco Soldera, cui confermiamo tutta la solidarietà dei produttori, solidarietà che da sempre rappresenta un grande valore di questo territorio”.

“Desideriamo infine ringraziare le forze dell’ordine – concludono – per la celerità e competenza con cui hanno portato a termine le indagini, dissipando così ogni lettura tendenziosa dei fatti e ridando serenità al territorio che da sempre presidiano con grande efficienza”.

Prendo atto, come tutti, di quanto scritto ed in particolare della “condanna  di coloro che, a vario titolo, in modo cosciente e del tutto arbitrario, hanno voluto ricondurre quanto accaduto ad ipotesi criminali o vendette tra produttori” e del riferimento a “letture fantasiose e strumentali di cui nelle sedi opportune si chiederà conto” e mi chiedo: ma il Comune di Montalcino ed il Consorzio del Brunello vogliono chiedere conto a Gianfranco Soldera del “reato” di avere parlato, per primo, come scrisse il Corriere della Sera, mica un qualsiasi blog, di ”un vero atto mafioso”? Non vorranno mica prendersela con Soldera, già danneggiato gravemente da quell’atto criminale, e chiedergli conto delle sue parole?
Sapendole persone intelligenti escludo, al di là dell’affermazione contenuta in questo comunicato, che vogliano fare una cosa del genere…

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29 pensieri su “A proposito del comunicato stampa del Sindaco di Montalcino e del Consorzio del Brunello

  1. Ecco appunto, avevo appena pubblicato sull’altro post il loro comunicato.
    Franco, onestamente dubito si riferiscano proprio a Soldera, semmai a quelli che secondo loro “hanno voluto ricondurre quanto accaduto ad ipotesi criminali o vendette tra produttori”.
    Il punto è che un comunicato così sibillino non chiarisce nulla, come sempre, ma alimenta (questa volta si) inutili contrapposizioni e contrasti.
    L’espressione “atto mafioso” è stata usata da Soldera come da varie testate giornalistiche, è del tutto normale, perché il modo con cui è stato compiuto, AL DI LA’ DI CHI LO HA COMPIUTO, è del tutto simile ad un atto mafioso e intimidatorio.

    • Caro Roberto escludo categoricamente che quei passaggi un po’ “vigorosi” del comunicato del Consorzio facciano riferimento alla mia modesta persona. Lo dico sapendo che l’attuale Presidente del Consorzio in fondo è un vecchio amico (al quale non ho risparmiato qualche critica… ma che ricordo anche per un delizioso pranzo a casa sua a Sant’Angelo e per tanti altri incontri in cantina) e che nel Consiglio del Consorzio, oltre a qualche amico fidato, posso contare anche su un nuovo amico, con il quale ho un rapporto vivace e interlocutorio, l’avvocato Bernardo Losappio, che non più tardi di domenica 9 dicembre intervenendo proprio su questo blog scriveva: “Egregio Dott. Ziliani, sono certo che pur partendo da punti di vista diversi tutti e due abbiamo a cuore le sorti di Montalcino …. e le giuste precisazioni sono sempre utili…anche Lei è certamente una risorsa per il Brunello anche se spesso non condivido le sue opinioni”.
      Non credo che sia possibile prendersela con qualcuno che si giudica una “risorsa”. Tanto più oggi, che mi è arrivato via mail l’invito a partecipare alle Anteprime Toscane, Benvenuto Brunello compreso…

        • “Gli indifferenti” è formidabile, così rappresentativo di un mondo che allora impressionava, adesso , di fronte alla corruzione della società, al decadimento, lascia…indifferenti.

          • hai ragione Silvana. Del resto Moravia, di cui ho letto quasi tutto, ha scritto altri libri che potrebbero essere letti con giovamento in questo particolare contesto e a commento di determinate situazioni e comportamenti…

          • Vorrei risponderti, ma sotto la tua dichiarazione da ‘lettore di Moravia’ non si apre la possibilità di commento (non ho ancora capito la struttura di ‘sto blog).
            A me viene in mente “Io e Lui”, forse l’ultimo romanzo (o il penultimo), dove “lui”, oltre ad essere notoriamente il pisello di Moravia (con cui egli dialoga e non sui massimi sistemi), potrebbe essere – in questo caso – il Brunello stesso, oppure – a tua scelta – uno dei soggetti che stanno alacremente spengendo ciò che non è mai stato acceso. Il libro è quasi pronto.

          • Silvana, questa mattina ho riletto questo illuminante pensiero di Montanelli: “È pericoloso porre in modo sbagliato questioni sostanzialmente giuste”.
            Mi sa che una volta di più avesse clamorosamente ragione, tu cosa ne dici?

  2. ho una vaga impressione che quelle parole un po’ forti del comunicato si riferiscano non a Soldera, ma alla stampa e a lei in particolare

  3. e ora caro il mi’ blogger noi a Montalcino te la si farà pagare: cosi la smetti una volta per tutte di rompere i corbelli e di sparare sul nostro paese

  4. trovo francamente esagerati i toni di alcuni passaggi del comunicato emesso dal Consorzio dal Brunello. Perché invece di felicitarsi della conclusione di questa vicenda e di aver trovato il colpevole si annuncia che si chiederà conto “nelle sedi opportune” (forse all’alba dietro al cimitero?) a chi ha raccontato questa vicenda? Credo che saranno in molti allora, in Italia e all’estero, a dover essere chiamati in causa

  5. Franco,
    meglio così, ma il comunicato mi lascia comunque interdetto, a chiunque sia rivolto non vedo alcun senso in simili affermazioni. Chi ha commesso il reato pagherà secondo legge, punto. Non ci sono altri reati, né mi risulta che qualcuno abbia lavorato dietro le quinte per infangare Montalcino e i suoi abitanti. Se così fosse o sono chiari o è meglio che evitino di inserire in un comunicato una frase così sibillina che favorisce solo ulteriori polemiche.

    • “pagherà secondo legge”: auguriamocelo, caro Roberto senza giustizialismima anche senza affrettarsi a giustificare ciò che è stato fatto, come mi è capitato di sentire…(e ci manca anche questo!). E speriamo che tra un paio di mesi non ritorni in circolazione… e non lo dico in quanto assetata di sangue ma proprio perché non so se ci si rende davvero conto della ‘freddezza’ del reo nell’annientare il lavoro di una vita. Sei o sette annate di produzione!, ma chi ci sta fuori mercato – senza prodotto – per tutto quel tempo? Sono molto solidale con Gianfranco Soldera nei confronti del quale è stato perpetrato un crimine di una gravità inaudita.
      Questo evento ha toccato profondamente moltissime persone, proprio per la smisurata asimmetria che c’è tra il rancore dichiarato e la vendetta messa in atto.

  6. Sarà un caso (…e che caso!!), ma spesso proprio da Montalcino arrivano commenti senza nome e cognome…chissà perché.
    Montalcino non è migliore né peggiore di qualunque altro posto in Italia. Mi spiego: ho letto moltisime volte che, fino a 30 anni fa, Montalcino era solo un paesino sperduto in terra toscana, e il suo vino non se lo filava quasi nessuno. Poi è arrivata la svolta, i terreni hanno decuplicato il loro valore, la fama (meritata) del Brunello ha fatto il giro del mondo…e di conseguenza tutta Montalcino ha beneficiato di questa svolta: turismo, pubblicità, attività collaterali, ecc.
    I “contadini” (senza alcuna offesa) sono diventati “imprenditori”…ed è anche comprensibile che, una volta arrivato un maggiore benessere per tutti, o per molti, si cerchi in tutti i modi di difenderlo.
    Ma questa difesa non può e non deve essere giustificazione e protezione per tutti, qualunque azione facciano. E’ innegabile per chiunque che “Brunellopoli” si chiama così perché è qualcosa che è successo nella terra del Brunello, altrimenti si sarebbe chiamata, ad esempio, “Trebbianopoli” o “Aglianopoli”…

    • C’è anche chi firma, caro Boldrini, perché Montalcino non è né meglio, né peggio del resto dell’Italia, proprio come lei ha scritto. E’ la terra di Montalcino, invece, che è davvero speciale e “diversa”.
      Per il resto, oltretutto, qui si è venuto creando un melting pot davvero straordinario: siamo immigrati dai quattro angoli del mondo…e vi si parlano le lingue più esotiche, ma il vino no, quello è figlio purosangue, di questo paesaggio e del vitigno che ne è protagonista!

  7. Non credo e non mi pare che questo debba essere il momento delle recriminazioni e vendette. Dovremmo piuttosto rallegrarci con le Forze dell’Ordine e gioire del fatto che in tempi rapidissimi si sia giunti alla soluzione di questo caso. Certo Montalcino e la sua comunità sono stati gravemente lesi dalle dichiarazioni, a dir poco imprudenti , rilasciate a seguito del grave evento di cui si discute.
    Ho criticato aspramente il Dott. Ziliani per certe sue dichiarazioni in merito a questa vicenda, tuttavia riconosco al Giornalista di aver preso ben presto in considerazioni altre ipotesi e soprattutto, non è al ridetto Dott. Ziliani che si devono imputare colpe, in questo caso non sue, essendosi lo stesso limitato a riferire ciò che da altri era stato diffuso. Anzi, forse più di altri il “pericoloso” Ziliani ha ricercato la verità.
    A questo punto pongo una sola domanda ….. forse per deviazione professionale: quali sono le ragioni di questo grave delitto e soprattutto, perchè si è voluto chiamare in causa la mafia, gli atti intimidatori, la guerra tra produttori, piuttosto che attendere l’esito delle indagini? perchè non si è avuto un minimo rispetto per questa fantastica terra e per i suoi abitanti che, pur con tutti i loro difetti, non mancano mai di essere ospitali.
    Bernardo Losappio
    PS: contestare Ziliani ora e soprattutto in forma anonima non mi pare proprio un bell’esempio … ripeto impariamo a metterci la faccia.

    • Bene, prendo atto con piacere che secondo il mio “nuovo amico” all’interno del Consorzio del Brunello, l’avvocato Losappio, “non è al ridetto Dott. Ziliani che si devono imputare colpe, in questo caso non sue, essendosi lo stesso limitato a riferire ciò che da altri era stato diffuso. Anzi, forse più di altri il “pericoloso” Ziliani ha ricercato la verità”.
      Caro Avvocato, quanto torno a Montalcino le devo, come minimo un doppio caffé :)

  8. Bene, le forze dell’ordine hanno lavorato in maniera egregia e ora sappiamo chi è il colpevole. Che non è Franco Ziliani. Per favore vogliamo riportare il discorso dove è giusto che stia, ovvero sul danno ingiusto e assurdo che ha subito un vignaiolo e su come essergli solidali? Forse è il caso di far prevalere l’amore per Montalcino ed il Brunello che ci unisce e non i motivi di polemica, i veri nemici sono quelli che aprono le botti e buttano il vino nelle fogne.

  9. Vi rendete conto che Italia ci si impiglia su spintoni di comunicati e di opninioni, mentro all’estero ci si concentra sul caso.
    Ha fatto scalpore da Oslo ad Auckland il fatto che si è perso un patrimonio di diverse annate di Brunello, e che sia stato un ex dipendente.
    Ciò ha reso ancora più famosa Case Basse e alcuni winelovers hanno cercato di appropriarsi le bottiglie in commercio.
    Si diventa meritatamente grandi, quando da un evento negativo si trae quell’impulso positivo per ripartire e migliorare ulteriormente.
    Il Brunello ha fatto notizia, Soldera otterrà il suo riscatto, what else?
    Long lives Brunello!

    • ha ragione…
      segnalo anche a lei questo nuovo articolo sulla conclusione del caso del Brunello versato nelle fogne scritto da una giornalista americana che già si era interessata a questa triste vicenda:
      http://www.thedailybeast.com/articles/2012/12/19/vineyard-vandal-confesses.html
      c’é una frase in questo articolo che mi ha agghiacciato, laddove si legge: “Many people apparently knew Di Grisi was planning revenge, but because the winemaker was not well-liked in the village, it appears that no one tried to stop him”.

  10. Quell’articolo del Daily Beast è farcito di affermazioni false. Montalcino non è un nido di vipere e vorrei sapere come fa chi ha scritto l’articolo ad affermare che la gente sapeva che l’attentatore intendeva compiere il suo atto e non lo ha fermato. Ha delle testimonianze o è una sua supposizione? Sono affermazioni gravi e per quanto ne so del tutto false.

  11. un appello ai lettori di Vino al vino che siano esperti di cose legali, magari a qualche avvocato. Qualcuno é in grado di farci capire, secondo le leggi vigenti, che condanna rischia il presunto colpevole dell’attentato a CaseBasse?
    Quanto tempo, se condannato, rimarrà in carcere?
    E siamo sicuri che rimanga in carcere in attesa che si celebri il processo?
    Non c’é il rischio che magari, con delle attenuanti generiche, o il ricorso all’infermità di mente, il poveretto, che a me fa una gran pena, anche se non trovo alcuna possibile attenuante o scusante al suo folle gesto, resti in galera un brevissimo periodo e poi se ne esca “tranquillo”, con sulla coscienza il peso fortissimo del suo gesto?
    Che qualcuno, se é in grado di farlo, mi e ci faccia capire…
    E’ un interrogativo, questo, che non mi dà pace

    • Da quello che si legge sui giornali, posso arrivare a ipotizzare che colui verrà candidato alla camera dei deputati (dove inquisiti, avvisati e sospettati abbondano più che altrove!).
      Ho letto stamattina che i nostri fucilieri sospettati di aver ucciso due pescatori indiani sono giunti nel nostro paese e ricevuti dal presidente della Repubblica: il Cermis insegna!

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