Attentato a Case Basse: a Montalcino sono in tanti a dovere recitare il mea culpa

Voglio tornare sull’orribile notizia dell’atto vandalico, ma che dico, del gesto intimidatorio, terroristico e mafioso, consumato due notti fa ai danni di Gianfranco Soldera, le cui botti di Brunello in affinamento nella sua cantina di Case Basse sono state violate, portando di fatto alla perdita di più annate del suo meraviglioso e identitario vino.
Torno a formulare voti che le indagini riescano ad individuare i responsabili e che i criminali, magari grazie a qualche imprudenza compiuta mentre realizzavano la loro “spedizione punitiva”, vengano puniti come meritano. Anche se a mio avviso per farabutti del genere bisognerebbe ripristinare la messa alla berlina e la fustigazione sulla piazza principale del borgo toscano…
Inutile nascondersi dietro ad un dito e inutile tacere quello che in molti pensano, ovvero che questo gesto ha tutto l’aspetto di una vendetta consumata a freddo, con lucido e canagliesco spirito calcolatore, nei confronti di quello che non la realtà, ma una vulgata diffusa, artatamente e cialtronescamente diffusa, una insana vox populi, ha additato, a Montalcino, come il responsabile dello scoppio dello scandalo di Brunellopoli.
Sappiamo benissimo tutti che a Montalcino a molti, con la coscienza a posto o con pesanti scheletri nell’armadio, ha fatto comodo presentare Soldera come la persona che rivolgendosi alla Procura di Siena producendo un corposo dossier ha di fatto “costretto” la Magistratura, i Nuclei Antisofisticazione, la Guardia di Finanza, ecc. ad indagare su uno scandalo, il taroccamento diffuso di vini presentati e commercializzati come Brunello di Montalcino, che era sotto gli occhi di tutti. E che in troppi hanno fatto finta di non vedere.
A parte il fatto che è tutto da dimostrare che Soldera davvero abbia fatto quello che gli viene “imputato”. E se anche corrispondesse al vero, in un Paese normale e perbene e non in questo verminaio che è diventata ormai la nostra povera Italia, i galantuomini e le persone a posto avrebbero dovuto ringraziare Soldera per il suo gesto. E non additarlo, con un tipico “atteggiamento mafioso” tipico di chi condanna chi ha avuto il coraggio di sfidare l’omertà generale, come una spia.
Noi non sapremo mai, finché le indagini non avranno stabilito una verità e appurato l’esatto andamento delle cose, responsabili del gesto vandalico e soprattutto i mandanti, se davvero, come appare evidente a tutti, l’atto vigliacco di vuotare per terra il Brunello di Soldera rappresenti una vendetta a freddo quattro anni dopo lo scoppio di Brunellopoli.

Ma una cosa è certa, ovvero che tutti coloro che hanno additato Soldera come “il corvo”, “o’ spione”, come la persona che ha spezzato la cortina di omertà e ha sfidato un certo establishment, devono oggi recitare un, ahimé tardivo, mea culpa, perché sono oggettivamente responsabili di aver spinto i farneticanti vandali che hanno violato la cantina di Case Basse a punirne il proprietario.
Sono stati loro, additando Soldera come un mostro, mentre invece, se davvero avesse presentato il famoso esposto alla Procura di Siena, dovevano celebrarlo come un “eroe borghese”, un cittadino modello, una persona e un produttore dotato di spina dorsale e rispetto di se stesso e della denominazione entro la quale opera, a fornire le “giustificazioni” a quei farabutti che hanno sputato sul lavoro di anni di un’azienda e di una famiglia.
Sono stati loro, con le menzogne e le diffamazioni spudoratamente diffuse, a fornire l’arma ed il “brodo di coltura” a quei criminali.
Un’evidenza, in questo momento di rabbia e di indignazione, che va pronunciata a voce alta e ricordata a distratti, miopi e conformisti di ogni genere cui farebbe comodo, come hanno tentato di fare con Brunellopoli, far calare una cortina di silenzio sull’accaduto e consegnarlo, mafiosamente, all’oblio…
p.s.
ovviamente solo chi non conosce bene il milieu di Montalcino può scrivere, come ha fatto Repubblica – che si teme che questo gesto criminale possa essere ripetuto anche a danno di altre cantine. Era Soldera e solo Soldera l’obiettivo di questa autentica porcata..
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37 pensieri su “Attentato a Case Basse: a Montalcino sono in tanti a dovere recitare il mea culpa

  1. Siamo tutti Soldera. Sì, oggi mi sento molto Soldera e non per amicizia, ma per solidarietà contro un modo di essere omertoso – purtroppo assai comune in Italia – quello che ci rende un po’ tutti conigli intenti a brucare in un silenzio impaurito il proprio cespo di insalata. Non mi sta bene, così si precipita indietro nel baratro dell’ignoranza.
    Non riesco a immaginare chi o che cosa abbiano mosso questa specie di stupro, ma tengo a sottolineare che proverei lo stesso scandalo a chiunque altro fosse toccato. Perché chi l’ha fatto non ha sversato solo il vino di Case Basse: ha diffamato Montalcino e il suo vino.

  2. Carissimo Franco, è grazie a te in particolare che mi par di conoscere Gianfranco Soldera personalmente. Non sono però convinta che fosse l’unico obbiettivo, bensì il più rappresentativo di una categoria che fortunatamente ancora esiste. Vendetta personale o di categoria? Brutta domanda …..

  3. Analisi perfetta Franco. Qui a perderci non è solo Soldera, ma tutta Montalcino, l’Italia e noi appassionati dei suoi vini che per cinque anni resteranno a bocca asciutta e che non possono che stringersi accanto alla famiglia di Gianfranco e spronarlo per non perdersi di animo e continuare nel suo lavoro. A partire già da subito. Mentre le persone che hanno compiuto un tale gesto, la devono pagare cara.

  4. E’ necessario che il mondo dell’enologia prenda una posizione chiara e netta sull’accaduto, altrimenti significa che questo mondo non esiste e che non costituisce un sistema, ma è solo un arcipelago di isole disconnesse tra loro. Probabilmente si è voluto colpire un simbolo dell’identità culturale di quei luoghi, della memoria che lega al passato e della individualità del prodotto. La lotta perenne tra i golia dell’omologazione e i davide della diversità.

  5. Pingback: Soldera update: making sense of the unfathomable « Do Bianchi

  6. Caro Franco, per una volta non sono per niente d’accordo su quanto hai scritto. Posso capire la tua rabbia, ma non la condivido. Mi permetto di scriverlo direttamente in calce al tuo post, perché tu hai sempre dato spazio ai miei commenti.
    In questo momento siamo sommersi dalle parole dei tanti che amano il vino, Montalcino e quello che rappresenta Case Basse nella storia recente ilcinese. Molti di questi commenti sono dettati proprio da questo affetto ed attaccamento, ma a leggerli mi sento male. E’ stato commesso un misfatto, chi sta in cantina e nella vigna sa che vuol dire la perdita di centinaia di ettolitri di vino. E’ un colpo profondo al cuore, non solo al portafoglio. Sono profondamente addolorata per la famiglia Soldera e anche per la comunità di Montalcino.
    Ciò però non deve dare il via a supposizioni ed accuse pesanti come quella che tu hai scritto. Soprattuto da parte di un giornalista onesto come sei tu. Questo è un momento in cui le parole scritte pesano come massi e feriscono come pugnalate.
    Almeno questo è quello che penso io.

    Spetta alla magistratura, i carabinieri, alla polizia, scoprire gli autori di questo atto vandalico e anche le motivazioni del gesto.
    Mi scuso di nuovo per essermi permessa un tale commento, ma l’ho fatto proprio per la considerazione che ho del tuo lavoro.

  7. No, caro Franco, no. Questo è un momento tristissimo e sono accanto all’amico Gianfranco, ma non si può mescolare questa storia assurda con la battaglia per il Sangiovese in purezza che ha unito lui, io, tu e pochi altri (solo in seguito siamo diventati tanti). Non sono e non sarò mai d’accordo con chi voleva tagliare il Brunello ma quelli non sono assassini, sono solo gente che aveva solo una opinione diversa dalla mia su un vino. E chi ha fracassato quelle botti ha ucciso un’azienda, e certo era disposta anche a fare del male a chi si fosse trovato lì; sono delinquenti comuni, non gente che vuole mettere un po’ di merlot nel sangiovese.

    • Stefano, penso di saper scrivere in corretto italiano e di essere in grado di farmi capire. Non ho mai scritto e non penso assolutamente che, come scrivi e hai capito male tu, “chi voleva tagliare il Brunello” sia il mandante morale di questo atto criminale.
      Ho invece scritto e ripeto che chi ha additato Soldera come il responsabile dello scoppio di Brunellopoli, come una sorta di traditore della causa ilcinese, e l’ha in qualche modo messo all’indice, ha oggettivamente creato il malefico brodo di coltura che ha “legittimato” e armato i farabutti che hanno vuotato nella fogna i suoi vini in botte.
      Non attribuirmi pensieri e giudizi che, basta leggere quello che ho scritto, non ho mai espresso. Non sono certo le persone e le aziende che volevano un Brunello corretto Merlot o Cabernet o chissà cosa e che sostevano una posizione che non condivido ma che aveva diritto di essere espressa i mandanti morali ed i responsabili, dietro alle quinte, di questo atto di vandalismo.
      E con questo penso di aver risposto anche a Nelle Nuvole, che come te, a differenza di altri lettori qui intervenuti, ha capito fischi per fiaschi.
      Questo per la precisione.

      • Se fossi in te, caro Franco, dedicherei un post – magari non subito – a sottolineare la differenza tra quello che hai scritto (e che pensi, e io lo so molto bene) e il clima da caccia alle streghe che ha, in un certo preciso momento, gravato intorno a Soldera. E’ una differenza preziosa, un delta non così sottile e molto profondo.

  8. Sarò un povero ingenuo, ma pensavo che certe cose, in una realtà contadina ma anche di industriosa imprenditorialità come è quella di Montalcino, potessero accadere solo all’interno fiction di non eccelsa fattura, come trasmesse di recente…

  9. Riguardo all’articolo di Repubblica: “oltre 600 ettolitri di vino, per un valore di alcuni migliaia di euro” ????? Sanno contare? Sono 80000 bottiglie a casa mia!!

  10. mi chiedo se io e tanti altri che l’hanno letto e capito e Stefano Cinelli Colombini abbiamo letto lo stesso post, visto che a differenza di tutte le persone che sono intervenute qui, il produttore di Montalcino ha preso lucciole per lanterne e ha capito o voluto capire l’opposto di quello che aveva scritto Ziliani.
    Il responsabile di Vino al vino non ha mai affermato che “chi voleva tagliare il Brunello” é il responsabile morale di questo misfatto.
    Ha invece detto chiaramente che tutti coloro che hanno messo all’indice Soldera mostrandolo come il responsabile dello scoppio di Brunellopoli sono oggettivamente corresponsabili, da un punto di vista puramente morale, di questo gesto criminale.
    L’indignazione e le parole di Cinelli Colombini sono quindi, a mio avviso, decisamente fuori luogo.
    Attenzione, dopo aver fatto di Soldera un mostro, a non fare altrettanto con Ziliani, che si é limitato a fare il suo lavoro di giornalista, con il coraggio e la chiarezza di sempre.

    • Grazie Giovanni! Mi conforta il fatto che siano in tanti i lettori che hanno letto questo post e capito esattamente quello che intendevo dire. E quello che non ho assolutamente detto.
      Mi stupisce che una persona intelligente come Stefano Cinelli Colombini mi attribuisca un’opinione e una chiamata di correo che non solo non ho espresso (basta leggere attentamente le mie parole), ma che non penso nemmeno. E mi chiedo perché abbia fatto una cosa del genere…
      Una cosa é certa: non sono disponibile a farmi “processare”, né qui né altrove per qualcosa che non ho fatto, non ho detto, non ho pensato. Nemmeno da un produttore che stimo e con il quale ho avuto sinora civilissimi rapporti.

  11. Ritengo utile riportare testualmente, senza alcun commento, il testo del comunicato stampa di reazione a questo gesto vandalico diffuso dal Consorzio del Brunello di Montalcino.

    “Il Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci ha voluto ribadire a Gianfranco Soldera la sua vicinanza condannando un gesto che colpisce tutti i produttori di Brunello ed il territorio di Montalcino e manifestando la solidarietà di tutte le 250 aziende riunite nel Consorzio che si sentono coinvolte in prima persona da un evento cosi inqualificabile. “La comunità delle imprese montalcinesi come sua tradizione non lascerà da sola un’azienda colpita così duramente e vilmente e la supporterà nei modi e nei tempi che l’amico Soldera reputerà più opportuni. Rinnovando la solidarietà di tutto il Consorzio – ha concluso Fabrizio Bindocci – concordo con quanto espresso dal Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli su questo gesto ignobile e vigliacco, ed esorto ad evitare letture fantasiose e strumentali della vicenda nel rispetto dell’immagine che ha nel mondo un territorio come Montalcino un luogo tranquillo, dove gli atti criminali sono rari e lontani dalla cultura di onestà che caratterizza gli abitanti vecchi e nuovi. L’atto vandalico ai danni di Soldera non modifica questa immagine anche se non va sottostimato”.

  12. Pingback: Vandals wash away 600 hectolitres of Soldera Brunello from 2007-2012…. | il vino da tavola

  13. Onestamente ho difficoltá a vedere in questo atto un piatto servito freddo
    da parte di “danneggiati” di Brunellopoli, quand’anche si volesse accettare per vera la famigerata lettera di denuncia da parte di Soldera. Mi sembra piú una reazione a caldo, una ritorsione meschina e gravissima, caratterizzata da stizza, ignoranza ed invidia. La notizia ha fatto in un lampo il giro del mondo, danneggiando tutta “la scena” del Montalcino e di Montalcino. A Soldera tutta la solidarietá possibile, sperando che il colpevole venga presto assicurato alla giustizia, spazzando via dal mondo di uno dei piú importanti vini italiani nubi scure ed ombre preoccupanti.

  14. Forse non so leggere più l’italiano (che in effetti uso sempre meno), ma ho interpretato il post esattamente come Nelle Nuvole e Cinelli Colombini e mi sono trovato in accordo con le loro opinioni. Ringrazio Franco per la precisazione in sede di commenti, anche se esposta con una certa ruvidezza.
    Quanto all’accaduto, penso che Silvana abbia usato una parola davvero adueguata: stupro! Non ho davvero altre parole, solo sconcerto.
    Esprimo la mia solidarietà alla famiglia Soldera. Sono fermamente convinto che tutti, e saranno davvero tutti, i produttori di Montalcino sapranno, con garbo e tatto, far sentire la loro solidarietà, anche con fatti concreti, alla famiglia Soldera.

  15. Solidarieta’ a Soldera contro questo atto di odio. E soldarieta’ a Franco per essere appunto franco e dire le cose come stanno. Delle due l’una: o e’ un attacco come ritorsione brunellopolesca; oppure e’ qualcuno che aveva a che fare con la cantina e che si e’ voluto vendicare per motivi interni. Si e’ vero spetta alla magistratura e alle forze dell’ordine riscontrare ed accertare chi ha compiuto il misfatto… ma al di la delle solidarieta’ formali sarebbe anche bene che chi sa qualcosa, per una volta, non se ne stia zitto.

  16. Qualche anno fa a Montacino ignoti tagliarono nella notte centinaia di viti ad un povero Vigile urbano reo solamente di applicare con rigore il codice della strada. Le indagini dei Carabinieri non portarono a nulla. Come a nulla hanno portato le indagini in molti altri episodi delittuosi avvenuti a Montalcino. Questa volta è fondamentale che ci siano risultati, soprattutto per allontanare quelle logiche conclusioni che tutti hanno nella testa ma che nessuno vuole, peraltro correttamente, affermare in pubblico.

  17. Caro Franco, é vero. Non hai puntato il dito su nessun produttore, e io ho nella rabbia e preoccupazione per un atto assurdo ho letto troppo frettolosamente il tuo articolo. Hai puntato il dito su uno stato d’accusa (ingiusto e immotivato, indubbiamente) verso Soldera. Fin qui io ho sbagliato, e lo riconosco. Da qui in poi peró la penso diversamente da te. Per ora nessuno sa chi e perché ha agito ed ogni ipotesi é possibile ma, conoscendo bene il luogo ed il clima in cui è avvenuto, credo che le possibili ragioni siano solo tre; criminalità comune, atto di follia, ritorsione demenziale di un ex dipendente. Sono tre brutte cose, cose che aprono scenari inquietanti per ogni azienda, ma non hanno nulla a che vedere con le posizioni “politico vinicole” di Soldera. Non vedo possibile un raid di bischeri da bar esaltati dall’ostilità o cose di questo tipo; forse sarebbe stato possibile sei anni fa, nel calore delle polemiche, ma perfino allora non c’é stato neppure il minimo atto vandalico contro Gianfranco o altri che, come me o te, hanno sostenuto le tesi “sgradite”. Oggi, a freddo, non mi pare possibile. Con questo non dico che non ci sia chi ha gioito, la mamma dei cretini è sempre incinta e Montalcino non é migliore del resto del mondo.
    Mi scuso di aver interpretato male il tuo scritto, e lo faccio pubblicamente perché quanto ho scritto potrebbe essere interpretato o usato contro una persona che stimo. Anche se resto, in questo caso, di un parere diverso dal tuo.

  18. PS tante volte non fosse chiaro, mi auguro moltissimo di dovermi scusare di nuovo con Franco e spero davvero che le indagini provino che i colpevoli di questo scempio assurdo siano dei cretini esaltati da rancori per le posizioni di Soldera. Lo spero perché ogni altro scenario é troppo inquietante, non é piacevole pensare di doversi aspettare una richiesta di pizzo o dover blindare le proprie botti contro i pazzi. Lo spero, ma purtroppo leggo troppe notizie brutte per credere davvero nell’idiota da bar carburato da troppi bicchieri.

  19. Caro Gianfranco,
    con te, hanno voluto colpire il vino naturale. Sei stato il primo a parlarne in Italia, nel 1975. Sei stato il primo a dimostrarlo, con l’annata ’77 e lo straordinario ’79. Hanno colpito il David per ferire tutti noi, produttori che lavorano qualche ettaro di vigna e non hanno santi in paradiso.
    Hanno sfregiato il Maestro per affermare la supremazia della violenza sul duro lavoro, dell’arroganza sul dialogo, del vile sabotaggio sul confronto a viso aperto. La tua cantina è la nostra Via dei Georgofili: non vi sono vittime umane, ma viene ferito il simbolo del vino italiano. Non sono crollati antichi edifici, ma ogni litro di vino disperso si è portato via un frammento di civiltà. So bene che sotto ai tuoi baffi batte un cuore grande e un indomabile ingegno. Noi siamo con te per ricostruire dalle macerie, per riaffermare l’orgoglio di chi lavora e rischia in proprio, per contribuire alla rinascita della nostra Italia.
    Alessandro Sgaravatti

  20. secondo lei a chi allude il Consorzio del Brunello di Montalcino quando nel suo comunicato sulla vicenda Soldera invita “ad evitare letture fantasiose e strumentali della vicenda”?
    Cosa intedono dire e a chi si riferiscono?

    • Patrizio, provi a chiederlo al Consorzio e al suo Presidente… Io una vaga idea me la sono fatta sul significato e i destinatari di questa frasetta inserita non a caso nel comunicato, ma per ora me la tengo per me

  21. Anch’io ho inteso frettolosamente il post come lo ha inteso il sig. Stefano Cinelli e sono contento di aver capito male. Dopo le Sue precisazioni
    la mia personale opinione me lo fa ritenere un pezzo scritto in modo infelice.
    Mi auguro che i criminali responsabili, rifiuto del genere umano, paghino severamente, ma nulla potra’ mai compensare questa enorme perdita. Sono comunque convinto che gli inquirenti troveranno i colpevoli.

    • mi rifiuto di credere che il mio post sia stato scritto, come lei afferma “in modo infelice” visto che la stragrande maggioranza dei tantissimi lettori che quel post ha avuto hanno capito perfettamente e senza fraintendimenti o equivoci o letture stravaganti quello che avevo inteso scrivere

  22. Ha ragione Ziliani . Quando saranno scoperti i mandanti che, sicuramente hanno penuria di cervello e anomala personalità,bisognerebbe lasciarli alla berlina non solo sulla piazza di Montalcino, ma anche su altre piazze d’ Italia. Il ” Mea Culpa ” dovrebbe passare anche su qualche testata televisiva importante.

  23. Per evitare qualsiasi fraintendimento a quanto ho scritto nel mio precedente commento desidero esprimere a Franco Ziliani e a tutti i numerosi lettori di questo blog le mie scuse se le mie parole sono state interpretate come offensive e allusive nei confronti di Ziliani stesso. Non era affatto la mia intenzione. Mi è solo sembrato eccessivo il tono del post. Ma giustamente l’autore ha spiegato le sue ragioni. Lo ringrazio quindi per aver dato spazio ad un commento contrario al suo punto di vista.
    Continuerò a seguire ogni dibatitto relativo a Montalcino ed ai suoi vini, perché è un argomento a me molto caro, ma eviterò di intervenire in questa sede per evitare di danneggiare l’immagine personale e professionale di Franco Ziliani, che reputo una persona seria ed impegnata moralmente per una corretta informazione.

    • gentile Signora se i suoi interventi sono tutti di questo tono sono ben felice di sapere che in futuro non avrò più suoi altri commenti.
      Perché da un lato si scusa per quanto ha scritto ieri, poi forse non arrivando a capire la portata ed il significato delle sue parole dice: “eviterò di intervenire in questa sede per evitare di danneggiare l’immagine personale e professionale di Franco Ziliani, che reputo una persona seria ed impegnata moralmente per una corretta informazione”.
      Cosa vuole forse dire, che se intervenisse ancora si troverebbe costretta a danneggiare la mia immagine personale e professionale? Se ha elementi concreti a supporto di questa sua affermazione li presenti altrimenti taccia e vada a commentare, come già fa, su altri blog. Li’, su qualcuno in particolare, si troverà perfettamente a casa propria.

      • No, voglio solo dire che non voglio in alcun modo scrivere parole che si prestino ad essere fraintese come è appunto successo. Mi sembra di essermi già scusata, ma nel caso mi scuso di nuovo. Ora mi rimetto a studiare la lingua italiana col capo cosparso di cenere.

        • continui a frequentare altri blog, uno in particolare, e vedrà che il suo ripasso della lingua italiana ne trarrà profitto…

  24. Buongiorno a tutti.
    In questi giorni ho letto con interesse quanto, purtroppo, è capitato a Montalcino e a Soldera nello specifico. Per quello che può valere, mi unisco al coro per esprimere solidarietà ad un produttore che, pur non conoscendolo e non conoscendo neppure i suoi vini (non sono alla mia portata…), so essere molto noto ed apprezzato dagli estimatori del Brunello.
    Ma forse in questo periodo, pur continuando a seguire il tuo blog, Franco, credo di essermi perso qualcosa…
    Sono infatti rimasto molto sorpreso nel leggere questi ultimi commenti e scambi tra te e Nelle Nuvole: se non ricordo male, non molto tempo fa hai anche ospitato e pubblicato suoi scritti, oltre ad averne (avuto?) molta stima. Perlomeno è quello che mi era sembrato…

    • a volte caro Paolo, capita di sbagliare. Avevo stima di Nelle Nuvole e di Stefano Cinelli Colombini, ma dopo i loro incredibili commenti – da me pubblicati integralmente – di due giorni fa, credo di aver clamorosamente sbagliato valutazione.

      • Franco, mi sembra però che Stefano C. Colombini in particolare ti abbia fatto pubblicamente le scuse, anche se poi ha una visione diversa dalla tua della vicenda, ma questo ci può anche stare…

        • ho preso atto delle scuse ma rimango scioccato dal gesto in sé di attribuirmi, spero solo a causa di una lettura superficiale, affermazioni pesantissime che non ho fatto. Da Montalcino una querela per diffamazione con richieste ingenti di risarcimento danni, parte ed é partita, in passato, per giudizi molto meno gravi rispetto a quelli che Cinelli Colombini mi ha attribuito e che io non solo non ho espresso e pronunciato, ma nemmeno pensato. Ecco il perché della mia ferma indignazione e della mia “incazzatura”.
          Nonché della totale delusione nei confronti di un uomo e di un produttore il cui Brunello ho inserito in mie degustazioni non più tardi di venerdì e sabato scorso in Liguria.

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