Solidarietà di Montalcino con Case Basse: una modesta proposta

E così, com’era prevedibile e come avevo previsto che sarebbe accaduto, la famiglia Soldera ha gentilmente declinato la proposta emersa nel corso del Consiglio del Consorzio del Brunello del 7 dicembre scorso, ovvero “di farsi promotore verso i soci di raccogliere vino da donare all’azienda Case Basse”.
In un comunicato stampa, che potete leggere qui, ha dichiarato: “La proposta sorta in seno al Consiglio del Consorzio del Brunello, riunitasi in sessione straordinaria lo scorso dicembre, merita il nostro sentito ringraziamento.
E’ per altro preferibile, a nostro parere, che i frutti raccolti da questa azione venissero destinati non a favore di Case Basse ma a sostenere attività di ricerca e sperimentazione che abbiano come oggetto il vitigno ed il vino Sangiovese nel territorio di Montalcino e la sua valorizzazione nel mondo, con il coinvolgimento delle Università di Siena e Firenze e l’apporto imprescindibile di giovani ricercatori.”
Prendendo atto che quanto suggerito da Soldera è più ragionevole di quanto proposto da altri, ovvero “creare un’etichetta  di Brunello “Montalcino per Soldera” dove tutti i produttori mettono x litri del loro miglior vino”, poiché il risultato sarebbe un autentico monstrum enologico, tra l’altro anche di ardua realizzazione tecnica, mi sento di rilanciare il suggerimento del patron di Case Basse e di amplificarlo.
Che rimanga, perché è stato ed è un bel gesto, contrapposto a quello criminale dell’autore dell’attentato, l’idea di un’iniziativa di solidarietà concreta da parte dei produttori ilcinesi, incoraggiata dal Consorzio. Si tratta di vedere come realizzarla.
Allora più che ad una donazione di vino da parte delle aziende di Montalcino ritengo si possa pensare alla donazione al Consorzio, che se ne farà garante e custode, di un certo numero di bottiglie di Brunello delle varie aziende aderenti, il cui totale sarà oggetto di un’asta intitolata Montalcino per Case Basse o Montalcino solidale con Case Basse, magari da realizzare nel corso del Benvenuto Brunello 2013, sfruttando la presenza a Montalcino di operatori, anche dell’informazione, da tutto il mondo.

Asta il cui ricavato verrà destinato, proprio come Soldera auspica, ad attività di ricerca e sperimentazione sul Sangiovese di Montalcino. E meglio ancora ad una borsa di studio a favore di uno studente o ricercatore, meglio ancora se straniero, che voglia approfondire il discorso del legame strettissimo e identitario tra Montalcino ed il Sangiovese che viene coltivato in questo borgo senese.
C’è abbastanza tempo, non tantissimo, ma volendo ce la si può fare, per mettere a punto i dettagli ed oliare i meccanismi per rendere possibile un’iniziativa, di segno sicuramente positivo, del genere.
Visto che i produttori di Montalcino ed il loro Consorzio intendono esprimere, non a parole ma nei fatti, la loro solidarietà con Gianfranco Soldera e la sua azienda così duramente colpita, consentiamo comunque loro di farlo, con una bella cosa che consenta di portare il messaggio vincente di Montalcino, del suo Brunello e del suo inimitabile Sangiovese nel mondo.
Questo blog ed il suo responsabile, come neo “risorsa per il Brunello”, si mettono a disposizione sin d’ora per collaborare, ovviamente in accordo con il Consorzio, alla realizzazione di questo progetto e a darne ampia diffusione.

7 pensieri su “Solidarietà di Montalcino con Case Basse: una modesta proposta

  1. Franco CHAPEAU, mi sembra una iniziativa di buon senso, ben venga la solidarietà ancora meglio se serve a creare qualcosa di utile per il territorio.
    RB

  2. Pingback: Soldera: Rorschach & (probable) resolution « Do Bianchi

  3. Tanta solidarietà alla famiglia Soldera. Il fatto che abbia addirittura declinato le offerte del Consiglio del Consorzio del Brunello mostra innanzitutto che signori si nasce e poi che in questa Italia c’è ancora la speranza di un mondo migliore. Che dire di quello sciagurato …. e solo un meschino che merita di marcire almeno per tutto il tempo che impiegherà a pentirsi. Al di là della solidarietà dovrebbe esserci un fondo anche ministeriale per le “calamità”: questa è una calamità perchè è andato distrutto un prodotto che rappresenta il made in Italy nel mondo!!!! Forza Gianfranco! Possono toglierti tutto meno la forza ed il coraggio che trascende dalle tue idee imprenditoriali. Un caro saluto, Enzo

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