C’era un giudice, e che Giudice, stamattina al Palazzo di Giustizia a Milano!

Giustizia

Datemi il tempo di riordinare le idee e le tantissime emozioni, contrastanti, che ho provato e mi hanno fatto venire letteralmente i brividi, questa mattina rimettendo nuovamente piede, dopo 45 anni, al Palazzo di Giustizia nella mia adorata Milano. Datemi il tempo di far decantare tutto, di ritrovare la giusta serenità per scrivere e per raccontare di come è andata la mia udienza in Tribunale di cui vi avevo parlato ieri qui.
Quello che mi sento per ora di dirvi è che le cose sono andate molto meglio di quanto paventassi. Non mi è andata completamente liscia, come è giusto che sia, perché avendo sbagliato a pubblicare senza autorizzazione quella fotografia, devo pagare, perché stupidamente non ho rispettato la disciplina del diritto d’autore, ma non dovrò sborsare la cifra, diciamo un po’ sovrastimata, che chi mi ha citato in giudizio aveva richiesto.
Siamo quasi a livello di quello che un cavaliere che verrà presto disarcionato riconosce mensilmente ad ogni sua singola “olgettina”, o di quello che una signora presa dalla sindrome dello shopping compulsivo e anti-depressivo spende per una veloce visita a qualche boutique. a è la cifra, tutto compreso, chiavi in mano, che ha deciso, dopo lunghe trattative, tira mola e meseda, sembrava de vess ai temp del Carlo Cudega e del Toni Tegula, un Giudice, non la cifra che mi era stata proposta di pagare in maggio dal fotografo, quando mi aveva contattato prima di farmi scrivere dal suo avvocato…
Pagherò, non con gioia, ma con profondo rispetto della Giustizia, i 2100 euro (comprensivi delle spese per il legale del querelante) che l’accordo finale prevede, ma voglio dire un grazie dal profondo del cuore a due persone – non al fotografo e al suo avvocato ovviamente… – che mi hanno fatto sentire orgoglioso di essere un cittadino italiano.
Parlo del Giudice Claudio Marangoni, della sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale di Milano, che ha dimostrato buon senso, saggezza, realismo e si è adoperato con grande umanità e con la giusta fermezza perché si arrivasse ad un accordo, e del mio avvocato, Diego Sburlino, bresciano, grande appassionato di vino, sommelier di formazione A.I.S. (ci sono tante persone perbene in quella benemerita Associazione…), che mi ha assistito in maniera stupenda. Dimostrandomi, grazie ancora Diego, di essere un amico (e un fedele lettore di questo blog) prima che un bravissimo uomo di legge.
A loro due, a tutti voi che sul blog, tramite e-mail, sms, telefonate, mi avete fatto sentire la vostra vicinanza ed il vostro sostegno, un grazie dal più profondo del cuore.
E adesso avanti (con molta più attenzione nell’utilizzo delle foto, ça va sans dire) con ancora maggiore impegno ed entusiasmo, con la consapevolezza che questo “blogghino” come magari qualcuno lo potrà definire riduttivamente continuerà con coraggio, libertà ed indipendenza a difendere la causa del vino. Contro prepotenze e pressioni di ogni tipo.
Tiremm innanz e viva la Giustizia!

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per Fermare il declino!

17 pensieri su “C’era un giudice, e che Giudice, stamattina al Palazzo di Giustizia a Milano!

  1. Bene. Anche se, onestamente, 2.100 € una foto pubblicata in buona fede mi pare comunque una cifra spropositata.
    Continuero’ a leggerla con interesse

    Saluti

    Alessandro

    • e lo viene a dire a me che li devo sganciare??? Ma é sempre meglio dei circa 5-6000 mila tutto compreso che potevano essere e di quelli, decisamente di più, che avrei dovuto pagare se la causa fosse andata avanti…

  2. Contento per lei e per l’occasione avuta di incontrare brave persone.

    Anche questo può “fermare il declino” del paese.

    francesco

    • non tutte le persone che ho avuto modo di incontrare oggi mi sono sembrate delle “brave persone”. Ovviamente mi sto riferendo a persone che facevano il gioco delle tre carte nei corridoi della MM Metropolitana Milanese e a qualche sciura che ho visto parcheggiare il proprio Suv in doppia fila in centro…. :)

  3. Bene Franco – cioè benino -; però che bello trovare un Giudice che si merita la maiuscola.
    Ma subito mi viene la curiosità di conoscere il nome della star che ha preteso quella cifra spropositata solo perché la foto è apparsa sul tuo blog, (ma non in una pubblicità a scopo di lucro).
    Quando la storia sarà chiusa, per favore diccelo, così solo per curiosità. Perché è vero (è sacrosanto!) che bisogna rispettare i diritti d’autore, ma l’esborso non è da poco.

  4. bene se e’ finita e se ne e’ rimasto soddisfatto.Le rinnovo l’invito a vedere le foto e contattare Cristian come nel mio post del suo articolo di ieri Le indicavo.lui e’ bravo,un appassionato di vino e sicuramente disponibile ad evitarle altre brutte simili sorprese.

  5. 2.100 €, c’est ridicule. Cifra completamente sproporzionata. Stipendio mensile di un italiano medio, se non sbaglio, quindi un mese di lavoro per aver citato anche col nome dell’autore una fotografia su un blog? Allora quali sono le cifre aggiudicate per reati veri e propri?

    • caro Wojtek, sono d’accordo con te. E’ comunque una cifra superiore al guadagno di un italiano medio, credimi…
      cari saluti

  6. Gent.mo dott. Ziliani: anche a me sembra una cifra non piccola, ma è anche vero che il processo sarebbe costato anche di più, quindi averlo chiuso con una transazione in prima udienza mi sembra onorevole per tutti. Sono contento se Lei è contento.
    Io ero stato fra quelli che si erano dimostrati disponibili a sostenere la Sua causa anche economicamente, non perchè ritenessi apoditticamente che avesse ragione (in fondo, anche il fotografo, non è sbagliato che si veda tutelato nel suo lavoro di produttore di opere dell’ingegno: poteva accettare le scuse ma non lo ha fatto, era un suo diritto e vabbè) ma perchè ho gradito leggere gratis per anni i Suoi articoli e le Sue opinioni ed adesso (se Lei ritiene) sarò lieto di ricambiare anche con un sostegno tangibile.
    Fra gentiluomini non sta bene parlare di argent , tuttavia Lei ha la mia mail: può rispondermi personalmente.
    PS alla sua lettrice Giulia dico che la ritengo maleducatissima e non posso che usare un ironico ma tagliente proverbio tedesco per risponderle: ein Mann ein Wort, eine Frau ein Worterbuch.
    Saluto, PO

  7. Bene che si sia conclusa questa vicenda ed in fretta(con la giustizia italiana…) . Mi pare che entrambe le parti in causa siano soddisfatte: il querelante che le aveva chiesto in prima istanza 1500 euro+iva e il querelato che ne esce dall’accordo soddisfatto e fiducioso nella giustizia (che mi pare la cosa più bella e positiva di tutta la vicenda). A noi lettori ci resta un Ziliani in gran forma e fortificato e faremo ben a meno di foto di illustri fotografi dalla esosa considerazione di se e delle proprie foto. un brindisi a Franco Ziliani. saluti

  8. Mi domando, alla fine di questa faccenda, se all’inizio di tutto, il fotografo non avrebbe potuto accettare una cifra che riconosceva i suoi diritti e tenesse anche in conto il loro ‘tradimento’ da parte tua. Ad esempio (è solo un esempio), 500 eu. Cifra largamente superiore alla tariffa esigibile per l’uso che tu hai fatto della foto d ‘ “autore”(lo dico a ragion veduta), ma largamente inferiore all’esborso a cui ti accingi.
    Con notevole risparmio da parte di tutti, nessuno escluso.

  9. Pingback: Vino, farfalle e buone notizie » Trentino Wine Blog

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