Critici collusi trafficoni o affaristi. Indesiderati solo nel mondo del cibo o anche del vino dottor Cernilli?

Daniele-Cernili

Vorrei rivolgere una sommessa domanda al dottor Daniele Cernilli, alias Doctor Wine, con il quale ho avuto un simpatico incontro venerdì scorso a Verona, in occasione della cena di gala dell’Anteprima Amarone. Tranquilli: ci siamo persino salutati, addirittura stretti la mano e abbiamo conversato, dopo anni che non accadeva, dinnanzi agli occhi sorpresi di chi ci stava intorno e sa che amiconi di certo non siamo… E ben difficilmente saremo mai…
Ho letto questo articolo, a sua firma, pubblicato sul suo sito, pagine Web che vale la pena di consultare e leggere molto più di tanti wine blog più presuntuosi che innovativi, e alla fine autoreferenziali e petulanti, dedicato ad una critica gastronomica, quella che si occupa di ristoranti per riviste e guide, non sempre veramente professionale, attenta e tecnicamente qualificata.
E poi su Facebook, me l’hanno segnalato perché a novembre sono uscito, onusto di 4500 “amici” o presunti tali, da quel bailamme, mi hanno detto che in un’animata discussione a più voci scaturita dal suo articolo, l’ex direttore del Gambero rosso abbia testualmente affermato: “Un critico tecnicamente eccelso non può essere colluso, trafficone o affarista. Non sarebbe un critico, innanzi tutto. La critica si deve basare anche su conoscenza di liquidi e di piatti”.
Concordo con il candidato n°11 alla Circoscrizione Lazio 2 per la Lista Monti, sulla indispensabilità, per chi va in giro per ristoranti e si prende la briga di giudicare piatti attribuendo stelle e punteggi vari, di una conoscenza tecnica e di un palato colto e allenato.
Ma mi è rimasto un dubbio: quando parla del “critico tecnicamente eccelso” che “non può essere colluso, trafficone o affarista”, si riferisce solo al gourmet, al gastronomo stile Allan Bay o Raspelli d’antan, o Enzo Vizzari, o Andrea Grignaffini, o parla anche di coloro che scrivono di vino?
Perché, dottor Cernilli, e non mi riferisco di certo alla sua persona, dinnanzi alla cui cultura enciclopedica in materia di vino e al cui palato mi inchino (meno ad altre cose), lei sa bene da uomo d’esperienza e di mondo qual è, che il mondo degli eno-scribani (basta vedere determinate facce presenti alle varie anteprime) è pieno, anzi è invaso e pullula, di “collusi, trafficoni o affaristi”.
Di gente con un pelo sullo stomaco lungo da qui a Las Vegas, di improvvisati, cialtroni, carneadi un po’ sfigati e patetici, gente che si atteggia a Veronelli o Arrigoni quando invece è più simile ad un Corona e vanta una dimestichezza con la grammatica e la sintassi come il sottoscritto con la fisica dei quanti e la lingua cinese.
Una fauna variopinta che si arrabatta ed è pronta veramente a tutto, a millantare professionalità e competenze che non ha nemmeno lontanamente, a ricorrere ad ogni espediente, il più ingegnoso o spudorato, per sbarcare il lunario. E in alcuni casi riuscire a fare i dané.
Con questa corte dei miracoli in circolazione il “Robert Parker der Tufello”, come l’ho soprannominato, che è Cernilli, con un suo lungo percorso nel mondo del vino e un’indubbia autorevolezza e non certo l’ultimo dei fessi, farebbe bene, se volesse ascoltare il sommesso consiglio di un collega “non amico”, a chiarire meglio il proprio pensiero. Anche su questo blog, se la cosa non gli creasse imbarazzo…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

25 pensieri su “Critici collusi trafficoni o affaristi. Indesiderati solo nel mondo del cibo o anche del vino dottor Cernilli?

  1. Quasi buffo che, nel frastornante e vacuo momento che stiamo vivendo, (contrappuntato da eventi talmente drammatici e spudorati da far persino dubitare della salute mentale dei loro protagonisti), trovi spazio questo richiamo all’etica.
    Intendiamoci, non penso sia banale né superfluo, e il comparto a cui si riferisce la “chiamata” meriterebbe rispetto e attenzione. Appunto, ma non rimarrà l’ennesimo generico modo di dire, o di parere?
    Ci stiamo rassegnando a prendere le parole per aria fritta, soprattutto quando si tratta di enuciazioni di principi che vengono puntualmente disattesi…

  2. Sinceramente non capisco il senso di questo post. Capisco l’articolo di Cernilli, che non ha certo scoperto l’acqua calda, ma mi sfugge la sua richiesta di approfondimento sulla banalità dell’argomento postato dal doctor wine. Sembra che ogni tot il critico autorevole (o che si considera tale) abbia bisogno di sparlare della moltitudine di critici non autorevoli che servono al primo per far vedere quanto è bravo e autorevole rispetto ai secondi. La varità caro Ziliani è che questo è un mondo doce ce la diciamo, ce la contestiamo e ce la cantiamo. Il suo incontro con Cernilli all’amarone è descritto come quello tra Kennedy e Kruscev, “tra agli occhi sorpresi di chi ci stava intorno”…quei 4 sribacchini di vino, di cui 3 li leggono in due e uno in tre. Se ne faccia una ragione, del suo nome e delle sue polemiche al di fuori dei 4 appassionati o pseudo addetti ai lavori non gliene frega niente a nessuno. Mi creda, non scrivo questo con cattiveria, sono uno di quei 4 di cui sopra, la leggo spesso e spesso mi piacciono i suoi pezzi di approfondimento o indagine su temi reali del mondo del vino. Utilizzo questo suo post però come sfogo ai troppi scritti autoreferenziuali del mondo del vino.

    • egregio Signore, legittime le sue valutazioni, ma, mi dica, perché per esprimerle ricorre ad uno pseudonimo? Perché non si firma? Non mi dica che lo fa per non essere troppo “autoreferenziale”… E se non frega niente a nessuno di quello che scrivo in questo blog, perché lo legge e commenta? E perché sono così tanti a farlo?
      Non ho mai descritto come il mio incontro veronese con il dottor Cernilli come un vertice Usa-Urss, ma, spiritosamente, dando la piccola notiziola del fatto che, dopo una vita, abbiamo ripreso, restando ognuno sulle proprie posizioni, a rivolgerci la parola. E oggi Cernilli ha inteso raccogliere il mio invito e ha inviato un commento. “Seghe mentali” pure queste misterioso MAdrid?

  3. Ho letto l’articolo. Io penso che siano poi i lettori a dover fare le dovute differenze e a saper operare delle tare. La non credibilità, la mancanza di autorevolezza, sono più evidenti di quanto ci si possa immaginare. Sul sito del quale mi occupo, e che qui non nomino per correttezza, ad esempio, la pubblicità c’è, è esplicita e trasparente, ed è raccolta da una concessionaria autonoma ed esterna alla società editrice, come prevede la legge e la deontologia professionale definita dall’Ordine dei Giornalisti, che detta le regole che tutti i giornalisti devono rispettare. Credo che leggi dello Stato e regole degli ordini professionali siano i punti da tener bene presente in questo caso e rappresentino i reali landmarks entro i quali esiste correttezza e legittimità del proprio operato. Eventuali collusioni ed eccessi di affarismo vanno perciò misurati con quei metri. Ritengo che quelle regole, se ben conosciute e se ben fatte conoscere, da sole possano aiutare i lettori a farsi un’idea degli operati delle persone che scrivono, anche di vino, ma non solo.

    Daniele Cernilli

  4. Personalmente valuto con molta simpatia la candidatura di Cernilli e se fossi nel Lazio sicuramente lo voterei. Ad averne avuti di politici che capiscono di agricoltura e viticoltura: da quando è crollata la filiera coldiretti che dai campi portava alla dc è stato tutto un grandissimo disastro. Peggio: basta considerare che un suolo per valere deve essere edificabile.
    Certo Cernilli non potrebbe risolvere nulla, ma il fatto che sia stato cercato è almeno un segnale di sensibilità, timido, ma positivo.
    E colgo il pulpito del suo avversario (non nemico) storico per fargli gli auguri.

        • o Carlo, ti facevo una persona seria!! Nostalgia della D.C.? Non sia mai! Io, De Gasperi a parte, rimpiango i Craxi, i Berlinguer, gli Almirante (oh yes, ricorderò sempre i suoi occhi azzurri quando una vita orsono mi presentarono a lui dopo un affollato comizio missino a Bergamo) i Malagodi, non i tanti mammalucchi o peggio democristi che hanno portato l’Italia a questo sfacelo, a questo declino che bisogna fermare a tutti i costi!

          • E si!!! Perche gli antenati di Almirante avevano portato l’Italia alla gloria!!! Vro Franco?

          • un sacco di antenati e progenitori di politici italiani del Dopoguerra hanno responsabilità varie in quello che é successo e la colpa non può essere gettata su un solo politico. Confermo la mia stima per il politico Almirante per la sua azione negli anni in cui fu segretario di partito

  5. Cernilli – se arriva in parlamento (auguri, dunque!) – ha, avrà, l’occasione di “testimoniare” con i propri atti ciò che afferma. Potrà tenere separati con rigore e trasparenza i diversi comparti e i relativi interessi: dopo questa dichiarazione me lo aspetto.
    Ribadisco che le parole lasciano il tempo che trovano. I politici (?) che ci passa il convento dell’attuale legge elettorale (e che perciò non ci rappresentano) sono responsabili di un diffuso scetticismo e addirittura disprezzo, nei loro confronti.

    • eh no Silvana, mo’ si esagera…
      Vino al vino che diventa un piccolo strumento di propaganda elettorale a favore del Robert Parker de noantri? Va bene un atteggiamento di attenzione e, perché no, di dialogo con i vecchi “nemici” (solo vecchi?) ma adesso augurargli di andare in Parlamento mi sembra davvero troppo, non credi? Il “franco tiratore” d’antan, che é vivo e lotta sempre insieme a noi, sta rabbrividendo e non solo per il freddo di stamattina, qui a Bergheim, come amava definirla l’indimenticabile amico e collega Francesco Arrigoni…

      • Il fair play, caro Ziliani, il fair play, te lo sei scondato?
        Io l’ho mangiato a colazione durante tutta la mia infanzia, mica son venuta su con i “grebani”, neh!?
        Eppoi perché non dare a questo signore – che conosco ora, nella foto del tuo post – con l’aria simpatica e ‘paciarotta’, l’opportunità di dare sostanza a ciò che predica?!
        Be cool Ziliani, be cool!.

          • Non ha l’aria antipatica, ma io non lo conosco (personalmente), magari è un ‘mellifluo’ e allora capisco che tu sia così ispido nei suopi confronti. Ma qual è mai il problema nell’essere più ‘di mondo’?!

  6. Gent.mo Franco Ziliani, seguo sempre con interesse il suo blog e anche altri in rete, tra cui quello del suo collega Cernilli. Non sono d’accordo con Lei sul passaggio “dinnanzi alla cui cultura enciclopedica in materia di vino e al cui palato mi inchino”, come ho constatato di persona, quando lo stesso ha candidamente ammesso, in un’intervista ad un produttore della mia regione (Molise), che nel suo vino c’era Montepulciano d’Abruzzo. Credo che basti a certificare i suoi dubbi.
    Buona giornata

  7. Avevo messo un commento, in attesa di moderazione, qualche ora fa. Noto che non c’è traccia. Questo spiega molte cose, ma non avevo dubbi in proposito. A riguardo di quel passaggio prima citato, giusto per non essere additato come agitatore, le allego il video in questione, in modo da poter giudicare la preparazione del suo collega. Ma sa dov’è il problema, quello che un suo collega nei commenti ha messo in risalto inconsapevolmente? Che un giornalista possa essere esperto di viticoltura.
    https://www.youtube.com/watch?v=cKo21FGMmg0
    minuto 1.36
    I commenti sono superflui.
    Spero di meritare almeno una spiegazione. Grazie

    • Sebastiano ho pubblicato entrambi i suoi post. Se avesse aspettato prima di parlare a vanvera, avrebbe evitato una cattiva figura. Non ho pubblicato prima il suo commento perché ero fuori casa senza accesso al Web. Ora l’ho ed ecco pubblicato ora i suoi interventi

      • Mi perdoni per l’impulsività, ma mi è capitato qualche altra volta, naturalmente non nel suo blog, di essere stato censurato senza motivo, pur nel rispetto delle regole. Per quanto riguarda il contenuto strettamente tecnico degli interventi, credo ci sia poco da commentare. Grazie

          • Assodato che ho sbagliato, peraltro mi sono già cosparso il capo di cenere, non so, magari mi reco a Lourdes a chiedere perdono se le basta, sta fuggendo dalla vera brutta figura che fa il suo collega Cernilli, su cui speravo mi dicesse la sua. Fa niente, un’occasione persa.

          • dia tempo al tempo Sebastiano, com’é impaziente! Mi dia il tempo di guardare il video che ha linkato. Diversamente parlerei a vanvera…
            E poi, le confesso, sto intrattenendo con il dottor Cernilli, da qualche giorno, un interessantissimo scambio di mail che potrebbe sfociare, chissà, in una “corrispondenza d’amorosi sensi”… E di leticare con lui farei volentieri a meno se fosse possibile. Ma sarà possibile? Cosa ne pensa Doctor Wine?

  8. A Fra’, bisogna che te decidi, se er Cernilli è Robert Parker der Tufello ok, ma “de Noantri”, lo sposti automaticamente a Trastevere, che è tutt’altro quartiere. Se vede che non sei de Roma! :D

  9. Leggendo per bene l’articolo di cernilli si evince che la critica è rivolta esclusivamente ai critici di Cucina/ristoranti…e non di vino…..e ne spiega quindi i motivi e i perchè…mi sembra molto chiaro…….

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