Fede & Tinto: ma che c’azzeccano con un discorso serio sul vino? Lettera aperta a Franco Ricci

DecanterRicci

Per la sezione “A Frà che te serve” che ho recentemente coniato per accogliere i miei divertissiments che vedono come protagonista Franco Ricci alias Marchese del Grillo, ho pensato ad un brevissimo corsivo – vado di corsa tra tanti impegni – che mi è nato dopo la lettura, giovedì 17, di questo corsivetto pubblicato sulla Prima di Wine News.

Tema del corsivo la ripresa del “Corso On Air per Sommelier” che due prezzemolini, ma che dico, due autentiche gramigne che infestano il mondo del vino, tali “Fede & Tinto” conduttori, non si sa per quale misterioso motivo della trasmissione di Radio 2 Decanter, tengono, con la collaborazione dell’A.I.S., mi correggo di quella strana cosa che è diventata e sta diventando ogni giorno che passa l’Associazione Italiana Sommelier, nella sua attuale gestione e con i suoi attuali vertici, ogni venerdì dalle ore 19.50 alle 21.00 a partire dal 25 gennaio.

Fede-Tinto

Vedendo Ricci, nella foto presa dalla Prima di Wine News, abbracciato al più petulante e fastidioso dei due, e pensando allo spazio che inopinatamente viene concessa al duo su una rivista seria come Bibenda, mi viene da chiedere a Franco, che so persona spiritosa e dotata di sense of humour (so per certo che si è divertito per le mie recenti punzecchiature) mi viene da chiedergli: ma che ce fai con loro?

Come fai a prendere sul serio e come fanno a prendere sul serio in tanti, l’A.I.S., i tanti produttori e consorzi che invitano i fenomeni di Decanter (parlo della trasmissione di Radio 2 non della rivista inglese) a condurre presentazioni e dibattiti, due personaggi del genere che con quel discorso serio e non serioso sul vino che tu, Franco, dici di voler fare, non hanno proprio nulla a che fare? Ma che c’azzecca, che c’azzeccano?
Corrida

Mi sorge un amletico dubbio: che per essere presi sul serio, in questo confuso mondo del vino e della comunicazione sul vino di oggi sia per forza necessario fare i buffoni e trasformare il discorso sul vino in Corrida, con tanto di dilettanti allo sbaraglio?

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

 

 

9 pensieri su “Fede & Tinto: ma che c’azzeccano con un discorso serio sul vino? Lettera aperta a Franco Ricci

  1. Io ho sentito qualche puntaa della edizione precedente di decanter alla radio. In effetti è bruttina, banale e tratta l argomento vino in modo molto semplicistico. Tuttavia credo che cosi possa avere una audience migliore rispetto a un corso “serio”. E parlare di vino a mio parere va sempre bene. In sostanza non sono cosi scandalizzato come il sig. Ziliani. Ribadisco, trasmissione fatta male, ma credo possa fare comunque bene al mondo del vino.
    Saluti cordiali

    • l’unico vantaggio che viene dall’operato di tali Fede & Tinto é esclusivamente al conto in banca dei suddetti due personaggi.
      Escludo che il loro chiacchiericcio petulante possa giovare ad un serio discorso sul vino. Ma il mondo del vino, oggi più mai, é teatro anche di cialtronate, di improvvisazioni, banalità, dilettantismi. Ecco perché trovano spazio, in questo mondo alla deriva, personaggi come il duo di Decanter.

  2. Franco c’era un amico comune G.B. che diceva:
    P…a tr..a ma ci fanno o ci stanno prendendo per il c…o.
    Per me è la seconda.
    Scusate i puntini ma ho cercato di essere educato, anche se a volte non si dovrebbe.
    E’ tutto un magna magna…la professionalità e serietà purtroppo Franco passano in in secondo piano…

    RB

    • caro Rino, il nostro indimenticabile amico Gianni Bortolotti, uno che di vino ne capiva davvero e sapeva parlarne e farsi capire, senza dire banalità, aveva perfettamente ragione. Ci stanno prendendo per il culo. Se quei due capiscono di vino io sono juventino e comunista :)

      • Juventino e comunista mi sembra troppo, quando sono entrato nell’AIS negli anni 90, pensavo con la mia figura di dare un contributo all’associazione, visto che per mestiere faccio F&B in grandi Hotel, per parecchi anni ho lavorato anche bene con ottimi risultati.
        Poi un giorno perchè mi sono rifiutato di fare l’ennesima “marchetta” qualcuno mi ha detto SEI FUORI!
        Capisci a me…

        RB

        • nessuno mi ha mai chiesto “marchette” in A.I.S. dove ho sempre lavorato in totale libertà e indipendenza. Un editore ideale. Fino a quando l’A.D. o presunto tale decise, con un editto bulgaro in salsa spezzina, e spezie toscane e aromi veneto friulani di contorno e un briciolo di cassoeula, di farmi fuori…
          Ma io sono sempre qui, paziente, in riva al fiume, ad aspettare… senza fretta. Sicuro, tranquillo, in pace con me stesso.

          • Franco anche io sono in pace con me stesso, chi mi conosce mi lo sa. Ma sono anche una persona che a volte dice no!
            A da passà a nuttata…

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