Salento rosso Mjere 2010 Michele Calò

Non so se abbia davvero ragione il giornalista Roberto Perrone che nella sua rubrica Scorribande del Corriere della Sera ha recentemente proclamato questo vino rosso base Negroamaro come suo “vino dell’anno”.
Resta il fatto, e lo so ormai da molti anni, da quanto visitai per la prima volta questa cantina nel 1995 (poi ci sono tornato svariate altre volte) che il Salento Rosso Mjere (dal latino Merum, ovvero vino vero), dell’azienda salentina Michele Calò ancora più che la riserva Spano, rappresenta davvero un esempio di vino pugliese che abbina classicità e giusto rispetto della tradizione ad una capacità di essere “moderno”, ovvero sia di farsi apprezzare anche da chi magari di vini del Sud, e di vini salentini segnatamente, non ha una grande esperienza.

Questa capacità, rara, di far immediatamente entrare chi si accosta a questo vino in medias res, nel cuore del vino, nella sua diretta fruibilità, senza inutili preamboli, del resto non è merito esclusivo di questo vino di cui voglio parlarvi ma un po’ di tutti i vini della cantina, in particolare dell’Alezio Rosato Mjere, uno di quei rosati da “bordo piscina”, come amo definirli, che quanto ne apri una bottiglia ne berresti subito due, soprattutto se impazza la bella stagione e larga parte delle cose, fresche e stuzzicanti, che porti a tavola richiamano imperiosamente l’accostamento ad un rosé, piuttosto che ad un bianco (anche se Michele Calò ne produce uno buono, base Verdeca e Chardonnay). Non contenti del loro Mjere i Calò dall’annata 2011 producono un’altra speciale selezione di rosato, il Cerasa, leggermente affinato in legno, di cui ho scritto proprio oggi, nella mia rubrica “in rosa” de Il Cucchiaio d’argento
Condotta oggi dai simpatici fratelli Fernando e Giovanni, l’azienda non fa che continuare, con efficacia e misura, il lavoro iniziato dal padre Michele Calò, uno di quei personaggi schivi che hanno contribuito a rendere adulto il vino salentino anche se non è mai particolarmente apparso alla ribalta schivo com’era. Lavoro in azienda a Tuglie cui si affianca, in un’intelligente ottica di promozione e presenza anche in quel nord dove i vini salentini di qualità non è sempre facile trovarli, il lavoro svolto dalla Enoteca Michele Calò ad Arluno (Mi), come ha fatto notare lo storico delle enoteche, l’amico Claudio Riolo, in questo articolo.

Tornando al nostro Salento rosso Mjere, di cui ho degustato (macché diciamo che me ne sono “seccato” mezza bottiglia, ovviamente portandola a tavola, la sera in cui l’ho aperta per riassaggiarla) l’annata 2010, è il classico vino base Negroamaro, con un 10% di Malvasia nera, uve provenienti da vigneti ad alberello a Tuglie, Sannicola e Alezio posti su terra rossa misto sabbia a medio impasto, con una resa di 70 quintali ettaro, che si affina in legno (un 30%, in barriques non nuove) e acciaio per 12 mesi e conta su una produzione di 20-25 mila bottiglie vendute ad un prezzo inferiore ai 10 euro.
Ripeto, difficile non concordare con il giudizio, estremamente positivo, di Roberto Perrone, che ha parlato di vino “con sentori di frutti di bosco e prugna, morbido, ma con un non so che di amarognolo, mi ha stregato”.
In questo particolare momento il Mjere 2010 mi pare che goda di una felicità espressiva ideale, di una misura e di un bilanciamento esemplari, con il suo colore rubino intenso, profondo ma brillante senza eccessi di concentrazione e scivolamenti incongrui verso sfumature di pece o buccia di melanzana.

Suadente il naso, caldo, invitante, dirò di più ammaliante come sa esserlo, naturalmente, senza forzature, una bella signora elegante, naso inconfondibilmente “negroamareggiante”, con prugna matura in evidenza, more di rovo, macchia mediterranea, erbe aromatiche in evidenza, e sfumature che richiamano la liquirizia e qualcosa di piacevolmente selvatico, in un insieme caldo, solare, di grande densità eppure fresco, nonostante il grado alcolico dichiarato in etichetta dica 14°.
La bocca è larga, piena, carnosa, ricca di sapore, molto soddisfacente e golosa, con quella piacevole ruvidità tannica terrosa, tipica del Niruamaru, di cui quella piccola quota di Malvasia nera arrotonda e smussa le asperità, pur mantenendo la grinta di quest’uva splendida. Il vino si distende comodo sul palato assicurando una persistenza calda e piena, polputa, godibile e succosa, vivacizzata da una bella acidità, che invita splendidamente a bere.  Un vino che mi ha convinto senza alcuna riserva e che mi ha convinto a riproporre la definizione adottata per una vecchia rubrica da riprendere magari nel 2013: garantito da me! Prosit!

Azienda agricola Michele Calò
Via Masseria Vecchia 1
73058 Tuglie Lecce
Tel. 0833 596242
Email info@michelecalo.it
Sito Internet http://www.michelecalo.it/homepage.html

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5 pensieri su “Salento rosso Mjere 2010 Michele Calò

    • Grazie a lei Valerio. Per il 2013 voglio recuperare questa rubrica e rendere sistematica la pubblicazione della rassegna stampa New Target Web. E ho altri progetti, che spero apprezzerete, per il mio main blog :)

  1. Buona ed economica la linea Mjere di Michele Calo’, che e’ stato un gran signore e ci lasciato lo scorso anno. Molto buono anche lo Spano, ricordo di aver comprato il 1997 a 14eu in azienda.

  2. Pingback: E per la Festa delle Donne noi andremo in verticale: con lo Spano di Michele Calò a Turi | Blog di Vino al Vino

  3. Ciao vorrei un informazione ho bevuto il vostro vino in salento e mi piacerebbe berlo ancora ma nn lo strovo da nessuna parte…mi sapete dire dove posso trovarlo in zona busto arsizio? Grazie mille

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