Si parla anche di “tracciabilità isotopica del vino” nelle indagini per il “comitato d’affari” che ha saccheggiato Parma!

AndreaLucaCosta

Interessanti cose emergono da una primissima sommaria lettura dell’Ordinanza per la richiesta di custodia cautelare n° 434/2009 emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma, dottoressa Maria Cristina Sarli a carico dell’ex Sindaco Pietro Vignali e altre tre persone tra cui Costa Andrea nato a Cremona il 27-08.1951!

Chi sia Costa l’ho raccontato già ieri qui, quando mi chiedevo “ma lo sanno i cittadini di Parma che i loro soldi sono serviti a produrre anche dei vini di livello qualitativo discutibile, prodotti, ad esempio nelle Langhe, da un enologo consulente che il Nebbiolo non sapeva nemmeno come fosse fatto?”

Lo sanno che dall’inchiesta sulla “condotta fraudolenta finalizzata ad accumulare ingenti ricchezze da destinare ad usi strettamente privati” che ha portato all’arresto poi tramutato in arresti domiciliari, dell’ex “sindaco di Parma Pietro Vignali” e ad altri tre bei tomi, tra cui lo stesso Costa Andrea, proprietario delle Tenute Costa di Andrea e Luca Costa, padre e figlio, “Ingegneri di formazione, imprenditori d’istinto”, salta fuori che il Costa ”avrebbe usato soldi di Stt anche per consulenze sulla vinificazione della propria vigna”?

Leggendo questa lunghissima ordinanza, datemi il tempo di farlo, sono 145 pagine fitte, ad esempio si legge testualmente: “Costa Andrea quale presidente del CdA e consigliere delegato di STT Holding Spa sino al 26-10-2010, interamente partecipata dal Comune di Parma e d Alfa S.p.a. sino al 13-10-2010 partecipata al 100% da STT Holding Spa e pertanto pubblico ufficiale nello svolgimento delle sue funzioni, si appropriava della somma di euro 19.200 nella sua giuridica disponibilità, distraendola dalle società Alfa a favore della società di consulenza Massa Spin-Off sottoscrivendo una convenzione vincolante con quest’ultima per la realizzazione di uno studio sulla tracciabilità isotopica del vino, studio che veniva utilizzato dallo stesso Costa per fini privati, nello specifico della società Terredifiori S.r.l. di  Costa era amministratore”.

Alcune notizie sulle società citate. Innanzitutto le Tenute Costa di Andrea e Luca Costa, “un progetto che ha l’obiettivo di unire sotto il proprio nome vigne e vini dei migliori territori enologici italiani, nelle Langhe e in Maremma”. Un progetto presentato con parole altisonanti tipo “Una squadra selezionata con cura di vignaioli, agronomi, cantinieri, l’enologo Carlo Ferrini e poi architetti, ingegneri, esperti di comunicazione, agenti e sommeliers lavorano per lo sviluppo del progetto Tenute Costa”.

Poi la società di consulenza Massa Spin-Off, su cui potete trovare notizie qui, qui e poi ancora qui. Una società che “opera sul mercato nazionale ed internazionale del monitoraggio ambientale. Il business dell’azienda è focalizzato sulla risoluzione di problematiche derivanti da attività ad alto impatto ambientale, in particolare le emissioni di gas nell’atmosfera e l’inquinamento delle acque del sottosuolo”.
E poi apprendiamo che “MASSA Spin-off propone, attraverso le analisi chimiche e isotopiche, un approccio scientifico innovativo per individuare e “certificare” l’origine del vino, sulla base di fattori di origine naturale, quali le caratteristiche geologiche e climatiche della zona di produzione, e variabili legate all’uso dei fitofarmaci o alla presenza di sostanze inquinanti nelle zone di produzione. Negli ultimi anni, la tracciabilità dei prodotti vitivinicoli sta assumendo un interesse crescente soprattutto per quanto riguarda la qualità, l’identità e la provenienza territoriale, a fronte di frequenti casi di falsi e abusi”.

Parlando con un amico enologo, che non è l’enologo co’ Baffi super consulente di questa e altre aziende, alcune delle quali hanno avuto incidenti di percorso, ho capito che quando si parla di “tracciabilità isotopica del vino” si finisce di parlare di tracciabilità geografica (ad esempio essere sicuri che un uva è originaria di quella zona prevista da una denominazione e non da un’altra a 500 chilometri, che ci troviamo di fronte ad un Sangiovese di Montalcino o del Chianti Classico e non della Maremma o della Puglia…), di sofisticazioni, di annacquamento, di aggiunta di zuccheri diversi da quelli naturalmente presenti nell’uva, e di altre eno-bischerate…

Intanto accontentatevi di questa anticipazione e fatemi tuffare nella lettura, inquietante, dell’Ordinanza per la richiesta di custodia cautelare n° 434/2009 emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma. Anche ai danni di Costa Andrea della Tenuta Costa…

 

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fermare il declino!

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