Viniplus 2013: bene l’organizzazione, vini non indimenticabili…

Viniplus2013

Un appassionato di vini che ho più volte incontrato a manifestazioni milanesi organizzate da A.I.S. e da O.N.A.V. animatore del gruppo Enospia su Facebook, salentino di origine, Damiano Raffaele, mi ha inviato questa breve cronaca sul banco d’assaggio dei vini della guida dell’A.I.S. Lombardia Viniplus organizzata a Milano. Avrei molto da dire su questa guida e la sua storia, o su personaggi vari che se ne sono occupati a vario titolo, ma taccio, rinviandovi alla lettura di quanto Raffaele ha scritto, con annotazioni che destano non poca sorpresa, soprattutto sul livello della spumantistica lumbard presente alla manifestazione…

Hotel Westin Palace di Milano, Quartier Generale di AIS Milano, la manifestazione Viniplus questa volta propone un banco d’assaggio selezione di vini della Lombardia. Che figurano nell’ottava edizione dell’omonima Guida ragionata alle produzioni vitivinicole di qualità in Lombardia. (Qui i numeri della guida, invece qui una video-presentazione).

Nulla da dire come sempre, in merito all’organizzazione dell’evento della più numerosa italica associazione del settore enoico. Location perfetta, personale in alta uniforme, Tastevin luccicanti, nonché, un’ineguagliabile maestria nell’arte della mescita, da veri prodi giocolieri. E i vini in tutto ciò? saranno stati all’altezza di tanta “sciccheria”?

Si parte  in quinta, come un criceto nella sua ruota, per il vinoso tour de force………..  Si inizia come di rito, con Spumanti, bollicine, Metodo Classico, ecc…… (vedete voi come meglio preferite chiamarle), il 95% erano degne della più famosa multinazionale americana di bibite gassate “D.O.C.G. Coca-Cola”, prestigiosi Franciacorta compresi. Il tempo di una pausa per far riposare le papille gustative, e si riparte per il secondo round, alla volta dei vini bianchi, forse andrà meglio? L’attenzione va praticamente solo ai Lugana, ma servirebbe il palato raffinato di un castoro per apprezzare tanto legno.

L’ultimo giro di boa coi vini rossi, inizia con i Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese, il verdetto è che risulta veramente difficile trovarne un vino da sufficienza. Per paura del peggio, si chiede immediatamente asilo politico in Valtellina, terra di sana ed eroica viticoltura di montagna, spesso sinonima di qualità e territorialità. Da buon roditore la domanda è stata: meglio il Primitivo della Valtellina, o lo Sforzato di Manduria?

In conclusione, le impressioni sono state che AIS si conferma l’associazione degna di 5 stelle nel servizio di mescita. Qui, presentate sul sito Internet di A.I.S. Lombardia una bella selezioni di immagini del banco.
Damiano Raffaele

______________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fermare il declino!

 

36 pensieri su “Viniplus 2013: bene l’organizzazione, vini non indimenticabili…

  1. Cavoli, che delusione! E dire che dai nomi ( anche se ragionare per nomi lascia sempre il tempo che trova ) le aspettative sembravano alte.. Peccato.

    • ribadisco che quei giudizi non esaltanti, che hanno lasciato perplesso anche me, sono della persona che mi ha mandato la cronaca. Che ha qualche limite lo so, ma anche qualche pregio… Altrimenti non l’avrei pubblicata

  2. Ciao Franco, sai che sono scarsissimo nei commenti sul web, anche perché non ho molto tempo per seguirli, ma ogni tanto qualche argomento mi intesessa da vicino o addirittura mi tocca, per cui poche righe per chiarire un concetto importante per il Lugana.
    Il Buon Damiano Raffaele ha rilevato quantità elevatissime di aromi generati dal legno; non posso sapere quali vini in dettaglio lui abbia assaggiato, ma conosco la lista di quelli presenti al banco d’assaggio e conosco personalmente il modo di fare di una fetta consistente delle aziende che lunedì erano presenti. Detto questo posso assicurare che 9 su 10 dei Lugana per i quali si può considerare presente l’aroma generato da lavorazioni in legno il legno non l’hanno proprio visto. E’ una questione di terroir, le creete della Lugana, soprattutto in vini con una media evoluzone, portano a galla toni fumé, che spesso traggono in inganno; personalmetne continuo a fara figuracce con i produttori quando, di fronte al vino di una nuova azienda, chiedo in merito all’utilizzo di legno, ed in che percentuale, e di quale passaggio, sentendomi rispondere costantemente che in cantina hanno solo vache d’acciaio. La percentuale più alta di vino evoluto in legno tra le etichette presenti lunedì è del 30%, e nuovo per meno di un terzo. Gli amanti ed i conoscitori del Lugana queste cose le conoscono e interpretano i vini nel migliore dei modi; spero che i consumatori tengano in considerazione questo fattore /terroir per le loro prossime bevute di Lugana.
    Un caro saluto
    Nicola

    • caro Nicola ti ringrazio per il tuo prezioso intervento, che mi auguro troverà nell’autore del post una risposta.
      Per ora non posso che prendere atto che un vecchio amico e uno dei più capaci e seri sommelier italiani, uno di quelli che sanno e non si atteggiano a primedonne, e onorano la sommellerie italiana, soprattutto quella di scuola A.I.S., ha trovato il tempo di intervenire con osservazioni di cui tutti dobbiamo tenere conto.
      Ne terrò conto anch’io, anche nel valutare con ancora maggior attenzione i contributi esterni che mi arrivano da entusiasti giovani collaboratori :)
      un caro saluto a te Nicola, con amicizia e stima profonda

      • Sig. Bonera, la ringrazio per il suo intervento accettando volentieri le sue critiche,e facendo tesoro di ciò che ha scritto nel suo post.
        Sono pienamente d’accordo con lei, sulla tipologia di vino in questione, in effetti determinate sfumature possono trarre in inganno. Un po meno d’accordo sulle percentuali dei vini presenti.
        Con ciò, non metto minimamente in discussione la sua conoscenza e professionalità, al contrario, venendo da lei, posso soltanto trarne insegnamento. La considero una critica costruttiva per migliorare e crescere in futuro.
        Ringrazio anche il Sig. Ziliani che, da semplice appassionato quale sono, mi ha dato la possibilità di scrivere sul suo blog.

        • Salve, nessuna critica o accusa, solo esperienza personale che mi ha portato più volte a cadere in errore di fronte al Lugana. Aziende come Provenza che a metà anni ’90 hanno utilizzato legni nuovi ora ne utilizzano un minima parte, ci sono alcuni lugana che grazie ad un battonage in acciaio per lunghi periodi assumono caratteristiche similari a vini evoluti in legno. E’ chiaro che in certi vini il legno si sente ed è generalmente dovuto al fatto che l’azienda è giovane, i suoi legni sono relativamente nuovi ed i vigneti relativamente giovani; certamente questo mix può generare vini un po’ “pasticcioni”, come per qualsiasi altra denominazione. Il buon Gino Veronelli asseriva che il Lugana è un vino da aspettare, e che più di altri manifesta il terroir dove nasce.
          Un caro saluto
          Nicola

  3. Buonasera Sig. Ziliani, sono un suo estimatore e da diverso tempo leggo i suoi blog. Sono rimasto letteralmente stupito dal leggere questo articolo e la domanda subito sorge spontanea:”Chi è costui?”.
    Non sono su Facebook per cui non conoscono e non frequesto quel gruppo chiamato Enospia, quel che so a riguardo del Sig. Damiano Raffaele l’ho appreso leggendo il link dell’articolo, ma il fatto di dare spazio su un blog così autorevole a una lettera dai toni così aspri, davvero stupisce e lascia basiti.
    Fermo restando la meravigliosa libertà di parola che esiste in Italia, mi lascia perplesso il fatto che lei abbia pubblicato ciò, raccontato da un semplice appassionato semi sconosciuto che si impone esprimendo critiche molto forti, accompagnate da accuse di grande rilevanza (che sarebbero da dimostrare!).
    La risposta di Nicola Bonera ha subito messo in evidenza la differenza enorme fra una sommelier di comprovata esperienza e un personaggio spuntato dal nulla, che si permette di sparare a zero con tanta sicurezza.
    A prima vista mi pare solo una persona in cerca di qualche istante di notorietà e, come si sa, in Italia la polemica aiuta queste fugaci apparizioni.
    Ripeto, la stimo moltissimo Sig. Ziliani, posso capire che questa lettera a lei sia funzionale alla recente legittima battaglia che sta facendo all’AIS, ma preferisco leggere critiche fatte da una persona compettente come lei, piuttosto che dare spazio a sconosciuti saccenti, arroganti e dalla dubbia competenza.
    Saluti e buon lavoro.

    • Ringrazio Egidio Rancati per le sue pacate e intelligenti riflessioni. Messaggio perfettamente ricevuto. Stia certo che in futuro piccoli scivoloni e ingenuità del genere non ne farò più. L’autore del post se vorrà ancora apparire su Vino al vino dovrà migliorare, lo dico pubblicamente qui, come gli ho scritto privatamente, la qualità dei suoi contributi. Il suo esordio poteva essere migliore e più meditato e ricordarsi che per sostenere le polemiche – e io di queste cose me ne intendo – occorre avere le spalle forti e solide argomentazioni.

      • Grazie per la gentile risposta, concordo in pieno con la sua affermazione finale:”…per sostenere le polemiche occorre avere le spalle forti e solide argomentazioni”. Chi la segue da anni conosce benissimo ciò che lei ha scritto e fatto per lo scandalo del Brunello di Montalcino. Inizialmente aveva quasi tutti contro, ma ha portato avanti a testa bassa la dura battaglia. Alla fine i fatti le hanno dato ragione, ma lei si è fatto anni di degustazioni al Benvenuto Brunello, conosce molto bene la maggior parte dei produttori di quella zona, ha una comprovata esperienza pluriennale, proprio in base a tutto questo si è esposto fortemente, vincendo una battaglia morale che inizialmente era tutta in salita.
        Competenza, professionalità e autorevolezza e si acquistano con grande umiltà e lavoro.
        Purtroppo nel mondo del vino ci sono troppi improvvisati esperti che millantano competenza e sparano alto con le critiche perchè fa odiens. Ciò non significa che sia proibito criticare, ma il pulpito da cui ciò avviene deve essere solido e, quando si fanno accuse pesanti, poi bisogna avere i numeri e le prove per supportare le proprie tesi.
        Di porcherie nel mondo del vino ce ne sono, non faccio certo il verginello, se ne parla, si sanno, a volte si fa finta di non vedere ma, ripeto, per sparare in alto bisogna essere persone esperte, consapevoli e ben equipaggiate con tante prove concrete in grado di supportare le accuse. Altrimenti è solo qualunquismo e voglia di apparire.

    • Mi scusi Sig. Rancati vorrei sapere cosa c’è di male, se un semplice appassionato, sconosciuto, con ancora tante cose da imparare, dica la sua opinione su un blog autorevole? Dopotutto quelli come me rappresentano una grossa fetta dei consumatori, o sbaglio?
      La mia breve cronaca è stata scritta in chiave ironica, con un pizzico di provocazione, e con tutta l’inesperienza del caso, in effetti. E con ciò, cosa avrò mai combinato di così scandaloso? Si sta soltanto commentando una serata, mica la terza guerra mondiale.

      • Damiano risponda per favore ai rilievi circa le sue affermazioni su Sfursat e Primitivo che le fa il lettore Giovanni Palazzi, grazie.

      • Il diritto di critica è sacrosanto e lo scopo di questo articolo è stato perfettamente riuscito: io infatti ho abboccato (consapevolmente) all’esca della polemica!
        Per cui da questo punto di vista complimenti!
        Semplicemente stupisce che Franco Ziliani abbia dato spazio sul suo blog alla lettera di un appassionato, soprattutto dai toni così forti.
        Immagino perchè lui lo abbia fatto, vista la tensione che scorre attualemente fra lui e l’AIS.
        Con questo non voglio sminuire la sua competenza sig. Damiano, semplicemente non avendo mai sentito parlare di lei nel web (sicuramente per mia mancanza!), mi ha stupito che le sia stato dato l’onore di apparire su questo blog, esibendo critiche ironiche a produttori di Franciacorta, Valtellina e via dicendo.
        Magari fra qualche anno lei diventerà il nuovo Franco Ziliani, ci mostrerà la sua competenza e io sarà il primo a cospargermi il capo di cenere porgendole le mie scuse.
        Ma io sono un pò come San Tommaso, ho bisogno di prove per credere e di accuse sparate in aria purtroppo se ne sentono tante, specialmente in questi periodi a livello di politica. Io sono un semplicissimo appassionato come lei, nè sommelier nè assaggiatore, studio però molto il vino sui libri e degustando più che posso, ma nella vita ho bisogno di concretezza e odio in generale le accuse sparate da pubblici spalti, soprattutto se vaghe, sarcastiche, ambigue.
        Sono un garantista, per cui amo leggere accuse precise, motivate e dalle solite basi. Il resto altrimenti è aria fritta, ma se un giorno scoppieranno scandali in Valtellina come accaduto a Montalcino, le porgo già da ora in anticipo le mie scuse. Ma sino ad allora, preferisco toni più costruttivi e pacati.

        • Rancati lei vuole del male a Damiano Raffaele per augurargli di diventare, tra qualche anno (io direi ancora qualcuno di più, l’originale sta bene e non intende delegare ad alcuno il piacere/onere di rappresentarlo) “il nuovo Franco Ziliani”… :)

  4. Veramente molto interessanti e professionali le precisazioni di Nicola Bonera : non piu’ di due giorni fa, durante una degustazione guidata di un corso di assaggio, mi e capitata una situazione analoga a quelle da lui descritte. Non ho potuto partecipare all’iniziativa organizzata da Ais Lombardia e quindi mi e’ impossibile esprimere un giudizio diretto sui vini in degustazione, pur conoscendo parte dei prodotti in assaggio, ma sinceramente, pur apprezzando in generale la sintesi dei giudizi, le modalita’ con cui Damiano Raffaele esprime le sue valutazioni mi lasciano molto perplesso. A proposito non ho ben capito la battuta sullo Sfursat e sul Primitivo, gradirei, se possibile, che qualcuno me la spieghi, onde evitare false interpretazioni . Con cordialita’. Giovanni Palazzi.

    • Palazzi quella su Sfursat e Primitivo era solo una battuta e basta. Non riuscita nemmeno tanto bene… Comunque invito l’autore a spiegare e spiegarsi.

    • Giovanni Palazzi, era un semplice gioco di parole per descrivere ironicamente alcuni Sforzati, un po troppo corposi ed abboccati. Non mi sembra così difficile da capire il gioco di parole.

      • Damiano, non mi sembra cosi difficile comprendere che il contenuto del suo “gioco di parole” potesse anche essere interpretato in modo molto diverso, visto anche altri commenti a quanto da lei scritto. La ringrazio comunque del chiarimento.

          • No, non mi spiego meglio, non saro’ io a svelarle l’arcano : se non ha capito vada a rileggersi gli altri commenti e se non le sara’ chiaro, pazienza.

          • che p…e! Visto che tra lei e Damiano Raffaele é tutto un minuetto e nessuno parla, lo faccio io. Palazzi ritiene che il giovine Raffaele intendesse alludere al fatto che tra alcuni Valtellina Sforzato ci fossero vini che presentassero alcune caratteristiche da Primitivo di Manduria. Cose del genere le ho più volte scritte io in passato, a proposito di alcuni Sforzato super premiati, e non é successo nulla, trattandosi di valutazioni organolettiche soggettive e non di alcune più o meno velate verso singoli produttori “rei” di aver taroccato il loro vino con iniezioni di vino pugliese.
            Invito tutti pertanto, anche se l’esperienza e la buccia dura di Damiano Raffaele non sono le mie, a considerare anche l’uscita del commentatore come il semplice riportare l’impressione che quei vini avessero una concentrazione tale da ricordare taluni super Primitivo di Manduria.
            Nessuno ha accusato nessuno di aver “taroccato” vini. Questo anche se la storia del vino italiano é pieno – Brunellopoli insegna – di casi di taroccamento spudorato o furbetto.
            Io stesso ho raccolto la confessione di un produttore di Primitivo di Manduria che mi ha raccontato come suoi mosti e vini, percorse qualche centinaia di chilometri, diventassero… Amarone della Valpolicella…
            Ciò detto non facciamo le verginelle candide e riserviamo le indignazioni, che sono giuste, a ben altre nobili cause…
            Da parte mia considero chiusa la discussione su questo aspetto dell’intervento – che sta facendo parlare non poco – del giovine Damiano Raffaele

  5. io ho partecipato alla degustazione. Sarebbe interessante sapere con quali criteri certi vini sono stati definiti eccellenze, dato che da appassionato ne avrei salvati meno di 10 e le eccellenze vere a mio avviso erano forse meno di 5. Ma non è questo il punto. Mi piacerebbe sapere se questa guida ha ricevuto finanziamenti da consorzi o dalla regione, in modo trasparente, come in modo trasparente chi scrive qui si firma. Insomma dobbiamo considerarla un promozionale o una selezione accurata?

    • una bella domanda, caro Mauro, che giriamo al Presidente dell’A.I.S. Lombardia Fiorenzo Detti, che non mi azzardo a definire “amico” prima che parta una fatwa anche a suo danno… Il “caso Veneto” insegna

      • Buongiorno Franco, ci sentiamo poco perchè anch’io come Bonera, non ho molto tempo per seguire il web. La ringrazio per aver parlato della nostra guida Vini Plus di Lombardia, la quale, pur nella soggettività di ognuno di noi (non si può andar bene per tutti), credo comunque sia un bel veicolo di comunicazione per il vino di Lombardia. Parlando della qualità del vino lombardo, io credo che molto è stato fatto in questi anni e molto ancora sicuramente rimane da fare, nessuno lo nega, ma non si può nemmeno negare l’impegno dei produttori nel cercare la qualità dalla vigna alla cantina anche con continui investimenti, raggiungendo in molti casi ottimi risultati. Sono molti i vini, secondo me, che hanno una loro personalità e che rispecchiano le caratteristiche del vitigno e del territorio. Poi sicuramente si dovrà e si potrà fare di più. Ci stà anche in tutto questo la critica e la soggettività di giudizio di ognuno di noi. L’importante è non arrivare a denigrare il lavoro degli altri, perchè ormai non improvvisa più nessuno, dietro ad un vino c’è sempre l’impegno dell’uomo nel cercare il meglio, anche quando magari il risultato ottenuto non è il massimo. Sono sempre di più i produttori che ci mettono la faccia, quindi vanno rispettati. Poi condivido anche la critica, ben venga, quando è costruttiva e non interessata o maleducata (questo è naturalmente il mio pensiero).
        Per quanto riguarda la domanda che pone il signor Mauro Rainieri a proposito della Guida di AIS Lombardia, i vini vengono assaggiati alla cieca dai nostri degustatori A.I.S. in batterie di 5 degustatori distribuiti uno per tavolo, distanziati, così da non poter commentare tra loro il vino. Dalla somma delle loro schede si ottiene il punteggio finale. Quest’anno i circa 800 campioni pervenuti, sono stati degustati da circa 60 degustatori (riportati in guida) nel corso delle 4 giornate di lavoro.
        Alle aziende che desiderano partecipare, chiediamo di mandare gratuitamente due bottiglie per tipologia di vino, sino ad un massimo di 4 campioni per azienda senza nessun altro costo da parte loro. Possono partecipare tutte le aziende lombarde indistintamente senza vincolo di consorzio o altro. Al signor Mauro vorrei dire che un pò mi fa invidia, perchè se ha trovato si e no 5-10 eccellenze tra tutti i vini presentati al Palace, dove comunque erano presenti 100 delle 225 aziende in guida, chissà quando si compra il vino per lui cosa beve! Beato lui! Io non credo però che abbia ragione! I vini che meritavano l’eccellenza erano sicuramente molti.
        Per quanto riguarda i costi della guida, da due anni, con la mia presidenza, questi sono completamente sostenuti da AIS Lombardia senza contributi da Regione o Consorzi, ma anche quando Ais Lombardia per questa guida riceveva un contributo da As.Co.Vi.Lo. per la promozione del vino lombardo, collaborando oltre che con la stampa della guida anche nella giornata del vino di Lombardia ecc. Non siamo mai stati condizionati da nessuno nelle nostre valutazioni. Abbiamo sempre avuto la massima indipendenza e libertà di giudizio. Poi cosa intenda il signor Rainieri quando dice “in modo trasparente” quì non si capisce molto cosa voglia dire e cosa centri con il discorso sulle eccellenze. Da noi le “eccellenze” non si vendono e non si comprano, possiamo come tutti magari sbagliare, questo ci stà, ma sempre nella piena buona fede. Speriamo possa lui essere trasparente nella vita (non conoscendolo non ho motivo di dubitarne) come lo sono stato sempre io e come lo è l’Associazione Italiana Sommelier Lombardia che rappresento.
        Un caro saluto a Tutti.

        P.S. grazie Franco per avermi dato questa possibilità di risposta, non abbiamo avuto molte occasioni per frequentarci ma l’ultima volta se non sbaglio ci siamo lasciati dandoci del tu, cosa che mi farebbe piacere.
        Buon lavoro e complimenti per il blog.

        • ringrazio il Presidente di A.I.S. Lombardia Detti, cui avevo inviato una mail invitandolo ad intervenire e manifestando la piena disponibilità di Vino al vino ad accogliere una sua riflessione, per quanto ha detto e spiegato riguardo a Viniplus. Non conosco l’edizione di quest’anno, e non ho alcun dubbio che sia stata realizzata con assoluto rigore, serietà e professionalità. Mi basta pensare che sia coinvolto Nicola Bonera per avere l’assoluta garanzia che le cose siano state fatte bene ed in maniera specchiata. Mi sembra di poter concludere che il post “a piedi uniti”, non privo di qualche ingenuità del giovane Damiano Raffaele, cui é giusto concedere una “prova d’appello” e di cui invito a perdonare qualche eccesso verbale e stilistico, sia servito ad aprire un utile dibattito sul modus operandi di A.I.S. Lombardia (cui sono legato avendo avviato proprio in questo ambito, in un’altra vita, la mia collaborazione con A.I.S., collaborazione interrotta per un preciso diktat bulgaro-spezzino) alla cui trasparenza ho sempre creduto. Considero Detti un buon Presidente e formulo l’augurio che questo sentimento venga condiviso anche “ai vertici”, visto quanto accade, il caso Veneto insegna, con i presidenti regionali che non sono graditi…

          • Ultimi giorni di vacanza per cui mi ritaglio un po’ di tempo, 5 commenti per il 2013 basteranno per tutto l’anno.
            Grazie Franco per le belle parole che spendi sempre nei miei contronti, la stima è reciproca. Solo una precisazione, non sono riuscito fisicamente ad essere presente alle sessioni di degustazione della guida 2013, per cui non sono direttamente coinvolto, anche se la volontà c’è sempre.
            Un caro saluto
            Nicola

        • La ringrazio della risposta. Ora ho la certezza che i vini selezionati sono frutto di vostra valutazione e non di pressioni esterne e posso trarne le mie valutazioni. Per quanto rigurda ciò che bevo, è il frutto di numerosissime degustazioni in giro per l’Italia e l’Europa. Questo mi consente di avere un quadro ampio di vedute e conseguentemente una mia definizione di eccellenza. assolutamente discutibile, in quanto soggettiva. Per quel che riguarda la mia trasparenza dal punto di vista professionale, dato che di questo si parla, è sufficiente che lei contatti le molte aziende mie clienti per avere delle risposte.
          La ringrazio per il tempo dedidacotomi e pur non condividendo molte scelte, auguro alla sua guida e soprattutto ai vini lombardi i migliori successi.
          Cordialmente
          Mauro Rainieri

        • Speravo che Fiorenzo Detti desse una risposta ferma e precisa alla domanda posta e con estremo piacere ho potuto qui leggerla. In essa traspare la professionalità, la rettitudine e la concretezza di Fiorenzo Detti, che ho avuto come brillante docente ai corsi AIS, mi sono confrontato con lui durante la sua campagna elettorale per la presidenza e, con orgoglio, l’ho votato alle elezioni per guidare l’AIS Lombardia: posso confermare che tante delle promesse fatte nel suo programma sono state mantenute in questi suoi primi anni di presidenza.
          Ha portato quella “ventata” di freschezza e cambiamento che aveva promesso, sbrogliando la matassa di alcune questioni che secondo lui si erano incancrenite nel corso degli anni, con il suo gruppo di collaboratori (fra cui è doveroso ricordare Hosam Eldin Abou Eleyuon) sta implementando un lavoro serio e concreto, che gli viene riconosciuto da più fronti.
          Sono felice che abbia illustrato in modo chiaro le modalità con cui la guida Viniplus viene redatta, parole che hanno confermato quanto già sapevo e che mi avevano in passato raccontato degustatori ufficiali come Claudio Bertolotto, Giancarlo Botta e Paolo Vismara che da anni collaborano con questa iniziativa.
          In Italia “criticare le guide” è il secondo sport nazionale, assolutamente legittimo, ogni anno fiumi di inchiostro vengono consumati alla loro uscita e chi adora criticarle in parte deve ringraziare per l’esistenza di esse, così per alcune settimane ci sono argomenti di discussione.
          Anche io spesso amo confrontarmi con i vini premiati dalle guide, proprio perché voglio farmi un’idea personale, spesso concordo coi loro giudizi e molte volte invece no, ma ritengo tutto questo funzionale alla mia preziosa esperienza Enoica, non mi interessano pubblici attacchi che lasciano il tempo che trovano, seppur legittimi in uno stato democratico (solo però se fatti con educazione e rispetto!).
          Il giudicare un vino prescindendo il più possibile dai gusti personali è uno degli aspetti più complessi, proprio per questo vengono formati gruppi di 60 degustatori con lo scopo di mediare il più possibile la soggettività, ovviamente con riferimento a sommelier dalla pluriennale esperienza e in costante aggiornamento.
          Detto questo chi è senza peccato scagli la prima pietra, nessuna guida è depositaria della verità assoluta e nessuna credo abbia l’arroganza di sostenerlo. Ci sono anche siti internet che fanno la “summa” dei risultati di tutte le guide per trarre delle conclusioni finali: anche queste super-classifiche delle classifiche sono soggette a critiche, per cui impariamo a viverla con filosofia, prendiamone atto e, se si fanno critiche forti o sibilline allusioni, si abbia la coerenza di portare sino in fondo le proprie tesi, magari supportando con fatti e prove.
          Ringrazio il Presidente dell’AIS Lombardia Fiorenzo Detti per l’importante precisazione che ha fatto chiarezza.
          Buon lavoro a tutti voi.

          • voglio ricordare al lettore Sala, assiduo collaboratore di un prestigiosissimo e super seguito sito Internet opinion leader che orienta i comportamenti dei consumatori, e regala notizie e “sgub” importanti, che non sempre, anche se accade spesso, in questa Italia dedicandosi all’esercizio del leccare si fa carriera.
            Che non basta aggiudicarsi il premio Lecchino d’oro, per il quale, lo rassicuro, é già in pole position, ma poi oltre a saper compiacere il potente di turno bisogna dimostrare, nei fatti, di essere capaci. E qui, senza alcun riferimento al responsabile del sito cui collabora il lettore Sala, casca l’asino. Il cui raglio, si sa, sale al cielo…
            p.s.
            Sala, forse non lo sa, ma non si scrive, come lei ha fatto, “collaborano con questa iniziativa”, bensì “collaborano a questa iniziativa”.

          • Ho letto con piacere la piccante risposta data da Franco Ziliani al mio contributo, premetto subito che non sono assolutamente risentito e nemmeno offeso. Anche perché sono sicuro che tanta rabbia nella risposta non sia rivolta al sottoscritto, ma piuttosto verso il portale con cui collaboro e ancor più con chi lo dirige. Fra i miei molti difetti ho il pregio di esser piuttosto resistente alle provocazioni, per cui è piuttosto complesso trascinarmi nella burrascosa rissa della polemica verbale. Rispondo nel merito all’accusa di essere un “lecchino”: la mia manifestazione di stima nei confronti di Fiorenzo Detti è sincera e limpida, per mia fortuna ho una professione assolutamente esterna al mondo del vino e mi guadagno da vivere con quella. Attualmente non sono interessato a fare carriera nell’AIS per cui i complimenti a Fiorenzo Detti sono semplicemente quelli di un sommelier lombardo emotivamente legato a questa associazione.
            Il mio “peccato originale” credo sia quello di collaborare con un portale decisamente poco simpatico a Franco Ziliani, ma non posso farci nulla, mi spiace: ci scrivo con umiltà e passione da più di un anno, da prima dello scoppio di talune diatribe personali nelle quali non mi sento coinvolto.
            Continuerò a leggere e seguire i Blog di Franco Ziliani perché amo approfondire il mondo del vino in tutte le sue sfumature, chi mi conosce di persona è perfettamente al corrente della filosofia con cui affronto questa splendida passione, mi sento sinceramente esterno a liti, cattiverie e scontri che spesso vivono in questo ambiente.
            Spero che voglia dare spazio anche a questo mio ulteriore pensiero e, augurandomi di aver scritto senza commettere errori che turbino l’eleganza della lingua italiana, porgo i miei saluti.

          • quello che dovevo dire al signor Sala, consigli gratuiti di cui mi dovrebbe ringraziare, l’ho già detto.
            Nelle mie polemiche sono solito confrontarmi con personaggi che hanno consistenza, storia, identità.
            Ai carneadi e ai signori nessuno dedico solo, con un pizzico di ironia (altro che rabbia), la mia compassione e la mia pietas….

    • Salve Mauro, visto che già stavo commentando scrivo ancora due parole, facendole una domanda: lei la guida ce l’ha? Se sì legga le introduzioni e prefazione e veda da chi sono firmate. In automatico avrà la sua risposta.
      Ho partecipato alle degustazioni fin dalla prima edizione ed il rigore con il quale vengono condotte è assoluto. E’ chiaro che siamo esseri umani, e può capitare che determinati degustatori siano maggiormente propensi a premiare certe categorie, chi i vini rossi strutturati, chi i vini effervescenti, chi… E’ per questo che da diverso tempo i degustatori fanno palestra durante l’anno per arrivare al momento delle degustazioni per la guida nella miglior condizione possibile ma, ripeto, siamo esseri umani. E’ per questo motivo che esistono diverse guide e non un’unica che diventa la Bibbia per tutto il Mondo vitivinicolo.
      I banchi d’assaggio, si sà, non riescono a proporre con chiarezza le caratteristiche organolettiche dei vini, sono un momento per far palestra, per creare curiosità; se qualcuno dei vini assaggiati suscita interesse allora il consumatore dovrebbe procurarsi una bottiglia da degustare in modo rigoroso, con poche persone, paragonato ad altri pochi vini. I punteggi più alti da lei assegnati nel suo percorso di degustatore sono nati durante un banco d’assaggio o durante una degustazione guidata? Nel mio caso sempre la seconda, anche perché ormai, forte dell’esperienza maturata, non mi fido, non mi azzardo ad essere super premiante, né tantomeno supper accusatore ai banchi d’assaggio.
      Cordialmente
      Nicola

      • Ho assistito alla presentazione e alla premiazione, oltre alla degustazione di lunedì e ho la guida. Alcuni vini li ho provati più volte. Per altri mi è bastato un assaggio. il secondo, mi scusi, ho preferito evitarlo. Giro per cantine e anche per vigne. Lavoro per i più famosi brand di wine & spirits da 25 anni nel mercato italiano e in quello internazionale. Detto questo non significa che sono un guru, ma nemmeno uno sprovveduto. La sua risposta con tutto il rispetto dovuto al fatto che stranamente non ci conosciamo, però non è così precisa come la mia domanda. Io ho chiesto se ci sono stati dei finanziamenti da parte di consorzi o della regione. Domanda che prevede solo due risposte: si o no. Del resto possiamo discuterne allegramente con un bicchiere in mano. Lei con tutte le sue competenze, io da semplice appassionato degustatore, ma abbastanza esperto promotore/comunicatore.
        Cordialmente
        Mauro Rainieri

        • Salve Mauro, la prego di non leggere tra le righe accuse o gare a chi ha più esperienza, non voleva essere assolutamente questo lo spirito, se così è stato me ne scuso; le ho solo chiesto se è in possesso della guida. Se ha assistito alla conferenza stampa avrà anche sentito il presidente Detti dire chiaramente che le sovvenzioni che in passato c’erano oggi non ci sono più, per cui nemmeno avrebbe dovuto formulare la domanda. La risposta poi non spettava a me, ma è stata cortesemente girata una richiesta a Detti che poi ha risposto, io sono colpevole di essermi portato avanti indicandole un modo per ottenere la risposta, ovvero se sulla guida non ci sono prefazioni di elementi esterni all’AIS è abbastanza chiaro che il finanziamento è interno all’associazione. Il seguito del mio post è poi un consiglio generalista, nato dalla mia esperienza personale (che non ho detto essere lunga), sostanzialmente non riesco ad essere molto obiettivo durante i banchi d’assaggio, sono facile alle distrazioni, ciò non vuol dire che tutti siano così.
          In conclusione trovo personalmente il banco d’assaggio utile per conoscere un vino ed i personaggi che l’hanno pensato, per avvicinarcisi, non per giudicarlo.
          Riguardo all’ultima parte del suo intervento io ho “il calice incarnito”, per cui sempre pronto all’uso.
          Cordialmente
          Nicola Bonera

  6. Ciao!
    Sono un neosommelier AIS; colgo l’occasione per salutare Nicola, che ho avuto il piacere di conoscere in più occasioni in master e serate della sede milanese dell’Associazione (ci vedremo il 7/2 per gli UK sparkling wines) e il Sig. Ziliani, che conobbi circa un anno fa sempre all’AIS Milano per un interessantissimo master sul Rosso di Montalcino. E’ un grande rammarico non vederLa più in quella sede, sig. Franco: non voglio dare giudizi perché non conosco la vicenda; vorrei però dirLe che ho anche di Lei, al pari di Nicola, una grandissima stima; la seguo quotidianamente sui suoi blog e su Twitter. Grazie ad entrambi per la vostra professionalità e per aiutarmi, con le vostre informazioni, a migliorare quotidianamente il mio livello di conoscenza della materia.
    A presto, e scusate lo spazio “rubato” ai commenti su questo post.
    Sergio Canziani

    • Molto interessante e anche divertente questo botta e risposta scaturito da un articolo di Damiano Raffaele che Franco Ziliani ha pubblicato sul suo blog.Non posso entrare nel merito della degustazione perché non vi ho partecipato,ma la cosa che mi ha colpito è stata la reazione quasi violenta a delle critiche e l’autocelebrazione che si evince in certe risposte,e in egual misura quasi condanna per chi non si conosce.La moderazione espressiva dovrebbe essere il fulcro delle discussioni enoiche dal momento che tutti i giudizi sono soggettive e con tante variabili dipendenti.Nessuno si senta al di sopra di tutti.Un cordiale saluto a tutti i partecipanti alla discussione,da uno …..sconosciuto.

      • Scusa Franco se rubo ancora spazio uscendo dal contesto del post.
        Accidenti, leggo solo ora, se questo è ciò che si evince dai miei interventi mi banno a vita!!!
        Parole sagge le sue e chiedo scusa.
        Un motivo per il quale i miei interventi sono frequenti come l’elezione di un Papa è proprio legato al fatto che ciò che rimane per iscritto può essere interpretato in molteplici modi, in rapporto alle variabili alle quali lei fa riferimento. Purtroppo non siamo tutti “sommi poeti”, o almeno io non riesco ad avere quella padronanza della parola scritta, come invece capita più frequentemente de visu; è un grosso rammarico perché la deviazione che può prendere un susseguirsi di commenti scritti impone uno sforzo incredibile da parte degli scriventi, una continua ricerca della chiarezza. Purtroppo il tono e la cadenza della voce arrivano là dove, almeno a me, non capita scrivendo.
        Cordialmente
        Nicola

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Occhio! Stai cercando di salvare un'immagine non valida. Se la salvi non verrà visualizzata nel commento