Vino al vino in tribunale: io speriamo che me la cavo!

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La vicenda, nella sua semplicità, l’ho già raccontata, la scorsa estate, qui.
Sono stato querelato e trascinato in giudizio da un fotografo professionista, perché nel giugno del 2009 ho commesso l’imprudenza (ma quale imprudenza, diciamolo chiaramente!, il reato) consistente nell’aver pubblicato su questo blog una splendida immagine scattata da un bravo fotografo (alla cui bravura in quel post avevo peraltro reso omaggio) senza chiedergli preventivamente il permesso. E senza accordarmi per il compenso che, conformemente alla disciplina dei diritti d’autore, dovevo riconoscergli.
Ho sbagliato, ho compiuto un’ingenuità, una bischerata, ma in buona fede e non avendo tratto nessun vantaggio economico dalla pubblicazione della foto, ho chiesto scusa e mi sono dichiarato pronto ad eliminare la foto, cosa che ho fatto, e a pubblicare un post di scuse, ma questo non è bastato.
E, come ho già scritto, ho ricevuto una citazione in giudizio dove il fotografo (tramite il suo avvocato) mi ha chiesto a titolo di risarcimento per l’uso improprio e non autorizzato della sua opera fotografica la bellezza, tenetevi forte, di 3500 euro più Iva. Più il calcolo degli interessi (circa 400 altri euro) maturati in tre anni di pubblicazione della sua foto sul mio blog.
E ora rischio, se verrò dichiarato colpevole, di dover pagare anche le spese processuali, calcolabili in un paio di migliaia di euro. Più le spese legali.
Colpevole

Perché torno su questa vicenda? Semplicemente perché martedì 22 gennaio alle ore 10.30 il giudice ha convocato le due parti, il querelante ed il querelato ed i loro avvocati (il mio, bresciano, è un grande appassionato di vini ed un lettore di questo blog) in Tribunale, al Palazzo di Giustizia a Milano, per vedere di trovare un accordo. Ed evitare, la Giustizia in Italia ha già un corso abbastanza faticoso, che la causa si trascini facendo perdere altro tempo e danaro.
Che dire? Dichiararmi colpevole? Affidarmi alla clemenza della Corte confidando che trionfi il buon senso? Fare come Fabrizio Corona e scappare? Chiedere asilo politico e appellarmi alla Convenzione di Ginevra?

Siamo seri! Io spero solo, per usare un’espressione proverbiale tedesca, che “ci sia un giudice a Berlino” che valuti utilizzando non solo il codice ma quella sana cosa che è il buon senso. Oppure ispirandomi ad un libro del maestro Marcello D’Orta, diventato poi un film diretto da Lina Wertmüller, potrei dire “Io speriamo che me la cavo” e che, ancora parlando nella lingua di Goethe, “Alles ist gut, wenn das Ende gut ist”, tutto è bene quel che finisce bene.
Per il momento, ringraziando l’amico Cosimo Piovasco di Rondò di Trentino wine blog per questo post di solidarietà, non posso che condividere la sua scelta grafica di uscire questa sera e nella giornata di martedì, con una grafica che esprime il mio stato d’animo “di fronte ad una reazione sproporzionata e inverosimile”.
Stato d’animo che rimanda anche ad “una riflessione più generale, che va oltre il “caso della foto proibita“, e che riguarda la condizione di solitudine che avvolge i comunicatori del web, anche quando sono giornalisti. Il web li espone a reazioni spesso incongrue, tali da limitare  a priori, come una censura preventiva, la loro libertà di scrivere e il loro diritto di esprimere opinioni”.
Ed è non solo questo blog battagliero, ma tutto il mondo dell’informazione indipendente ad essere un po’, con la mia convocazione in Tribunale martedì 22, in lutto…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per Fermare il declino!

28 pensieri su “Vino al vino in tribunale: io speriamo che me la cavo!

  1. Be’ io la chiamerei imprudenza, più che reato – hai pure complimentato l’autore! (soprattutto non l’hai fatto a fine di lucro ed eri palesemente in buona fede) -, ma questo dei diritti d’immagine (ma anche dei diritti relativi all’opera d’ingegno) è un settore minato per cui tutti dovremmo avere molta attenzione.
    In ogni caso “in bocca al lupo”. Penso che il fotografo abbia il diritto di rivendicare la propria opera, ma la tariffa mi pare ‘alticcia’: ti auguro di trovare un accordo extra-giudizio!
    Ci sono poi – invece – altre situazioni, in cui qualcuno inventa uno slogan o un nome e qualcun altro gli succhia la ruota con un’imitazione che diventa mistificazione: quello è particolarmente fastidioso e quando me ne accorgo, mi viene voglia di sabotare …
    Allusione? Sì, certo, ma non voglio incomodare il tuo blog: te lo dirò privatamente

  2. Gentile Franco Ziliani,

    ha la solidarietà mia e di tante altre persone, sulla rete e nel lavoro della viticoltura.
    Speriamo che il giudice a Berlino/Milano ci sia e usi il buon senso.
    E che il buon senso prevalga nella mente e nella coscienza del fotografo querelante.

  3. Carissimo Franco, una bischerata, è proprio con le bischerate che in Italia si rischia grosso, piena solidarietà ad un Amico che stimo e apprezzo un grande abbraccio.

    RB

  4. Franco,
    una bolla è in fresco che attende, speranzoso di brindare al buon senso.
    ( La legge per i nemici si applica – per gli amici si interpreta. )

    • Lino carissimo, amici che avete lasciato e lascerete qui i vostri messaggi di solidarietà: potrà anche andar male stamattina in Tribunale, ma queste vostre testimonianze di affetto che mi scaldano il cuore mi fanno capire che comunque avrò vinto, che questo blog continuerà ad essere seguito, così come lo seguite voi, anche se la Giustizia dovesse essere… ingiusta…
      Un forte abbraccio a tutti e grazie!

        • caro Paolo sono reduce dall’udienza milanese. Dammi, datemi il tempo di raccogliere le idee e fare una piccola “breaking news” sul risultato che ho portato a casa. Nessuna suspence voglio solo far decantare le emozioni e scrivere le parole giuste :) Una cosa é certa: c’era un Giudice, un Signor Giudice a Milano stamattina, che mi ha fatto tornare fiducia piena nella Magistratura. Che é piena di galantuomini, deo gratias !

  5. Mah…pur di tirar su dei soldi si fa di tutto! Non credo non volesse che tu la pubblicassi, visto che il suo nome ne ha giovato, ma ha approfittato dell’occasione.
    In bocca al lupo!

  6. I bocca al lupo!
    Mi piace il suo blog, lo leggo giornalmente dalla “lontana” Svizzera, spero che tutto si risolva senza ingenti danni per lei.

  7. Gentile Ziliani, hanno graziato Sallusti per molto peggio. In bocca al lupo, certo che non mancheranno di nuovo le sue parole su queste pagine.

  8. Pingback: Io speriamo che me la cavo… | Il Prosecco

  9. buongiorno,per il futuro le consiglierei di contattare il mio amico cristian di camillo.fa foto sul vino che lei potra’ facilmente vedere sulla sua pagina fb e che credo altrettanto agevolmente le concedera’ di utilizzare le sue bellissime foto su vino e vignaioli.a tal proposito vorrei ricordare a Lei e tutti i lettori l’appuntamento con l’anteprima di VINNATUR a Sestri Levante,ge
    https://www.facebook.com/events/464343850291616/?ref=ts&fref=ts

  10. Pingback: C’era un giudice, e che Giudice, stamattina al Palazzo di Giustizia a Milano! | Blog di Vino al Vino

  11. Rimango esterrefatto. E impaurito: sul mio piccolo blog di provincia, 9 foto su 10 non sono scattate da me, ma prese qua e là dalla grande ragnatela. Un dubbio mi assale: chi posta le proprie foto su Internet, lo sa che possono guardarle tutti, copiarle, trasformarle? O fanno finta di non saperlo per ricavarci su, eventualmente, qualcosa come nel suo caso?

  12. Pingback: C’era un giudice, e che Giudice, stamattina al Palazzo di Giustizia a Milano! | Parole in libertà

  13. Gentile Franco, la capisco perfettamente perche’ una cosa analoga, e’ successa pure a me. Mi sono salvata solo perche’ la foto che avevo pubblicata e’ stata fatta (durante un incontro di “amicizia” ed oltretutto fatta dalla mia macchina fotografica). Oggi le persone sono presentuose…aggressive (piu’ si dimostrano tali…meno valgono) e spesso senza proprio aver contribuito per le sue opere ….a nulla. Traggono vantaggio, mettendoci nella “tana dei lupi” per colpire e ricavare. E’ un nuovo sistema …”di lavoro” ??????????
    Mi dispiace profondamente, sopratutto pensando, che questo “fotografo” dovrebbe pagare a te! Che una delle sue foto e’ stata pubblicata sun un blog ….. ormai non solo NAZIONALE!
    Al suo posto sarei onorata ed invece solo un piccolo …. ma piccolo….e disonesto ti ha sfruttato!
    Prima o dopo i conti si pareggiano per tutti. Non preoccuparti. Siamo tutti con te!
    Ci farebbe piacere di conoscere il nome di questo…….piccolo fotografo arrogante per evitarlo in futuro!

    • Che vuol dire questo Elisabeth! Ognuno difende il proprio lavoro, e pur condividendo quello che ha fatto e il sig Ziliani,e contento per lui che la questione si sia conclusa in questo modo. Proviamo a pensare cosa succederebbe se un giornalista utilizzasse un articolo scritto da un collega senza prima interpellarlo?
      Scusate l’intrusione

      • avevo sbagliato, oh yes, é giusto che paghi e faccia ammenda, per la decisione di un Giudice al cui operato m’inchino. Ma, “porcaccia la miseria”, sono sempre 2100 euri buttati “nel cesso” per una foto, bellissima, d’autore, scattata da “una Ferrari della fotografia”, da “un artista”, come si é definito ieri il nostro Cartier Bresson + Berengo Gardin + Robert Capa + Helmut Newton + Robert Doisneau + Oliviero Toscani, con seducente modestia ieri in Tribunale, e pubblicata non sul Corriere della Sera, sul New York Times, sull’Huffington Post, ma su un normalissimo blog del vino. Che non é nemmeno Doctor Wine, Wine News, Intra…. o altre corazzate della Web vinosa informazione, ma il vostro umile e fedelissimo Vino al Vino…
        Che adora, con il suo “criminale” artefice, tutti voi, quelli che hanno testimoniato solidarietà e quelli che non l’hanno fatto. Per pudore, perché suvvia, o perché sotto sotto – lo so bene, ho anche quei lettori – hanno goduto ieri sapendo che dovevo sborsare perché avevo sbagliato… I love you so much, kocham cie..

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