Vittorio Feltri (proprio lui!) ricorda che il mondo del vino merita rispetto e non va spremuto

Amici del vino schierati a sinistra, gente per i quali l’etichetta del Barolo di Bartolo Mascarello con su scritto “no barrique no Berlusconi” non è solo un’etichetta, ma un programma politico, non prendetevela se sto per segnalarvi un editoriale del vostro “odiato” Vittorio Feltri pubblicato sull’altrettanto “odiato” quotidiano Il Giornale. Quotidiano di cui, per inciso, il sottoscritto è stato per anni, ai tempi di Montanelli e della prima direzione Feltri, collaboratore, alle pagine culturali e a quelle agroindustria.

Vi invito, se per farlo fosse necessario turatevi, montanellianamente, il naso, a leggere questo editoriale dell’elegantissimo “lord Brummel” bergamasco.
Lo so che si tratta di uno sperticato/spudorato elogio, non privo di rilievi critici, di Berlusconi che secondo Feltri dopo lo show da Santoro (esibizione su cui preferisco tacere, avendo presentato momenti a metà tra l’avanspettacolo e la dimostrazione di un’intolleranza quasi da Borghezio) può addirittura vincere le elezioni. Cosa che francamente considero, come italiano e come uomo di destra, una totale iattura.

Quello che però m’interessa farvi notare è un punto dell’articolo di Feltri laddove si parla del programma perché, scrive, “avere trionfato a Servizio pubblico e riguadagnato consensi non è sufficiente”.
Annota Feltri: “Poi c’è il programma. Inutile scrivere il libro dei sogni senza precisare con quali risorse realizzarli. Lei, presidente, dice: abolisco l’Imu sulla prima casa e sostituisco il minore gettito tassando gli alcolici e i tabacchi. La prego: in questo caso non sarei rovinato solamente io, ma anche i produttori di vino (che in Italia sono autentiche colonne) e i Monopoli. Bisogna che il testo programmatico da esibire agli elettori sia breve e comprensibile: più numeri che parole, altrimenti sembrerà la consueta buffonata acchiappavoti. Non ci casca più nessuno”.

Allora, che il 24 e 25 febbraio decidiate di votare per l’ex (?) apparatchik emiliano del Pci, o per l’abile piazzista di Arcore, oppure per il professor Monti che arruola nelle sue liste anche Cernilli e consorte, per Vendola, Maroni, Storace, o chissà chi (importante è che non cadiate nella trappola mortale di votare il qualunquista arrabbiato a 5 stelle), oppure che, come con ogni probabilità farò io, restiate a casa, voglio farvi notare quello che ha scritto Feltri.
Ovvero che qualsivoglia misura che pensi di recuperare risorse, da utilizzare al posto di quelle assicurate dall’IMU, spremendo il già spremutissimo mondo del vino (che è una risorsa per l’economia e l’immagine migliore dell’Italia e non un pericolo) è da respingere risolutamente.
Tanto più se, per doppia malaugurata ipotesi, dovesse vincere le elezioni Berlusconi e pensasse di introdurre quella misura economica di cui parla mettendo nella stessa voce “tassazione degli alcolici” sia i super alcolici veri e propri e le bevande alcoliche (grappa, vodka, gin, whisky, rhum, ecc.) che quella bevanda, ricca di altri valori e proprietà, che alcolica è solo parzialmente, ovvero il vino.

Pensare pertanto di spremere ulteriormente, lo sono già abbastanza, e sufficientemente vessati, i produttori di vino, sarebbe un’emerita bischerata. E non importa affatto, cari “compagni” lettori di Vino al vino, che sia stato quel “conservatore reazionario” destrorso e berlusconiano di Feltri a dirlo.
L’importante è averlo detto, ricordato, sottolineato. Senza possibilità di equivoci.

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15 pensieri su “Vittorio Feltri (proprio lui!) ricorda che il mondo del vino merita rispetto e non va spremuto

  1. Sono molte le occasioni in cui non ho apprezzato Feltri, ma mi sembra anche importante sottolineare che “odiare” è un verbo che bisognerebbe riservare per altre circostanze. Oltretutto, quelli che dicevano di “odiare” Berlusconi non hanno fatto niente per il suo conflitto d’interessi (forse perché faceva tanto comodo anche a loro nascondere il proprio dietro al suo).
    Ma tornando alle considerazioni sul vino e alcolici, mi pare che Feltri abbia dato un suggerimento corretto, anche se lo dà a Berlusconi anche altri potrebbero raccoglierlo; noi elettori invece dovremmo incominciare tutti a smetterla di essre faziosi (“siccome l’ha detto Feltri che è di destra, essendo di sinistra allora sono contro”) e imparare a votare per chi fa le cose che riteniamo giuste.

  2. Perchè, signor Ziliani, rinunciare al voto?

    Le alternative sono moltissime, scelga la meno lontana da lei. Ho sempre in mente cosa diceva il prof. Sartori (o un altro costituzionalista sostenitore del doppio turno elettorale): al primo voto si vota con il cuore, al secondo con il cervello.
    Ovvio il rispetto per la scelta personale, ma non posso credere che non ci sia una proposta che meno distante da lei di tante altre.

    la faccia prevalere.

    Con stima per il suo specifico e intelligente contributo alla comprensione del mondo del vino
    francesco

  3. E io che questa volta pensavo di tornare a votare,..dopo anni di astensionismo, ,….e in segno di protesta contro la mia sinistra smidollata, disanimata e inerme, avevo deciso di votare per il piazzista di Arcore (in verità lo ho fatto anche nel 2001 per protesta contro la candidatura di Rutelli)…. e ora scopro che mi vuole tassare …tabacco..e alcolici…. ; Ochei ho deciso,resterò a casa anche questa volta..

  4. Caro Ziliani, mi associo a Francesco per invitarla a non rinunciare al voto. Condivido in pieno le perplessità (eufemismo) che noi cittadini proviamo per il mondo della politica. Tuttavia, come suggeriva il mai troppo compianto Indro Montanelli, meglio turarsi il naso e votare piuttosto che lasciar scegliere gli altri al suo posto, soprattutto in un momento drammatico come questo. Ci sarà qualcuno da cui si sente meno lontano…

  5. Sig. Ziliani la ammiro molto di + quando scrive di vino piuttosto che di politica.
    Felicemente continuerò a leggere il suo blog e il 24 voterò 5 stelle per non vedere + quelli che ci hanno ridotto cosi.
    Con simpatia.
    Michele

    • ricambio la simpatia Michele ma non posso non dire che escludo che votare 5 stelle sia la soluzione per risolvere gli infiniti problemi che ha questo amato Paese che chiamiamo Italia. Di demagoghi populisti ne abbiamo già avuto uno al governo non ce ne serve un altro, anche se comico di professione :)

      • Sì, fa un po’ ridere (anzi piangere) votare un comico. Ma anche le altre “opzioni” sono penose. Che dire dell’ipocrisia, con cui alcuni affermano: si corre da soli, poi dopo il voto si vedrà con chi ci apparenteremo?
        Forse questa volta serve un voto di protesta e non di bandiera…

      • In teoria Grillo non dovrebbe candidarsi, e liste senza condannati, riduzione degli stipendi e rinuncia hai rimborsi elettorali gli altri partiti non lo hanno mai neanche promesso.
        In ogni caso, comunque vada, ci faremo un brindisi virtuale.
        Complimenti per il blog
        Michele

  6. I bei tempi di Montanelli ….l’ ho seguito dai primi numeri del Giornale fino alla sua avventura alla Voce.
    Anch’ io tentennavo tra il starmene a casa e Grillo. Alla fine andrò al seggio e non voterò o sceglierò un partito, tipo quello di Giannino, con persone nuove e programmi chiari. Perché non votare ? Così almeno non dovrò pentirmi per non aver fatto qualcosa…..
    Tornando al nostro: se proprio vogliono colpire i consumatori d’ alcool, lo facciano a partire da una certa gradazione per limitare l’ impatto della nuova tassa. In alternativa, perchè non regolarizzare il mondo del sesso a pagamento ?

  7. Gentile Franco Ziliani,
    sono certo che a votare andrò, dopo aver macinato riflessioni simili alle Sue.
    Voterò in Trentino, dove sono nato e vivo, con un sistema elettorale a collegio uninominale per il voto al senato, differente da quello in vigore nelle regioni a statuto ordinario.
    Per la camera dei deputati il sistema è il medesimo.
    Troverò candidati di coalizione e di bandiera scelti al mercato dei partiti romani o, peggio ancora, ex autonomisti che patteggiano e si alleano con partiti romani, come la Südtiroler Volkspartei col PD.
    Per i quali il territorio, l’agricoltura, la viticoltura, la zootecnia sono solo risorse da drenare e da tassare.
    Se anche il decotto cavaliere pensa di tassare il vino e i produttori per un’operazione cosmetica sull’imu, si sbaglia.
    Non voterò nè per il pdl (pasta de luganega) nè per la lega nord-sud ormai squalificata, nè per la nomenklatura delle tasse e della finanza creativa dei mari o monti.
    Tantomeno darò il mio voto a cinque stelle, che ha le liste zeppe di caporali e arrivisti dell’ultima ora.
    Fare per fermare il declino è considerato troppo liberista? Il movimento di Oscar Giannino può essere la scelta più ragionata, credo.
    Con stima

    • anche a me Oscar Giannino piace e l’idea di votarlo mi stuzzica. Anche se sono benissimo che saremo in quattro gatti, matti, a votarlo… :)

      • sono daccordo, regna molta incertezza, e forse è meglio ascoltare di più ciò che i politici dicono, cose che concretamente si possono realizzare, e non le solite promesse da campagna elettorale, anche se manca pur sempre una personalità che ci faccia riprendere un po di vigore a livello europeo, e speriamo che non siano troppi quelli che non andranno a votare,con la scusa che non si sentono rispettati,,,,,,,,,,

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