E anche quest’anno arrivò Benvenuto Brunello… Io mi sono portato avanti così..


Da ieri pomeriggio sono arrivato a Montalcino. L’ennesimo ritorno in un luogo del vino che come pochi altri sento nel sangue. Oggi comincia l’avventura, la piacevole avventura del Benvenuto Brunello che condividerò con tanti colleghi giornalisti, wine buyers, importatori, wine writers, e anche qualche blogger ammesso, con grande generosità (ma questo è un discorso che mi riprometto di sviluppare presto: e non sarà un discorso molto simpatico per alcuni…), a partecipare alla carovana delle anteprime toscane, che ho incontrato in questa settimana passata tra San Gimignano, Firenze, Montepulciano e ora Montalcino.

Oggi e domani mi aspetta una lunga serie di meditati assaggi, spero il più meditati possibili, di Brunello di Montalcino 2008, Brunello di Montalcino Riserva 2007 e il Rosso di Montalcino 2011. Saranno giorni densi di degustazioni, ma anche e soprattutto di visite a cantine, di incontri, di chiacchierate, in larga parte sul presente e sul futuro dell’amato Brunello, di Montalcino, sulla situazione che si è venuta a creare a Siena e dintorni dopo lo scoppio del verminoso scandalo del Monte dei Paschi (con i vari partiti, destra e sinistra, tutti alla greppia di Mussari, ieri riverito, oggi che è nei guai oggetto di squallidi calci dell’asino…), sulla realtà del vino italiano. Che ha eletto il 40enne Domenico Zonin, figlio d’arte, nuovo Presidente dell’Unione Italiana Vini, auguri sinceri di buon lavoro.

Vedremo cosa salterà fuori da questi circa tre giorni ilcinesi (lasciamo stare la Cina, che tocchiamo un nervo scoperto e un argomento quasi tabu..) e speriamo di essere soggiogati dall’incontro con le nuove annate del più grande vino base Sangiovese, in purezza, da vigneti in Montalcino, ça va sans dire…, del mondo. Io per non sbagliare, per non sapere né leggere né scrivere, ho deciso di portarmi avanti e ieri sera ho avuto la fortuna di fare degli assaggi, ma che dico, si è bevuto e con gioia, che da soli varrebbero il viaggio a Montalcino.

La fortuna di avere degli amici, esattamente un caro amico come Carlo Lisini, alla testa di una delle più belle aziende di questa denominazione, un’azienda storica ai cui Brunello sono profondamente legato. E così, dopo una veloce visita in cantina, dove ho portato un collega e amico che vedo poco ma con cui sono quasi sempre in piena sintonia, Roberto Giuliani, alias LaVINIum, e dove abbiamo assaggiato una serie di cose bellissime, dall’Ugolaia 2006 al Rosso di Montalcino 2010, al Brunello 2007 passando per altri vini, che ufficialmente assaggerò per la prima volta oggi, dico il Brunello 2008 ed il Brunello riserva 2007 (splendidi), proprio perché Messer Brunello vuole essere celebrato a tavola, ci siamo portati in quel di Sant’Angelo in Colle. Splendido borgo dove vivono alcuni fortunati, tra cui la saggia amica Silvana Biasutti, e dove si trovano i due ristoranti che prediligo a Montalcino, la Trattoria Il Pozzo e il Ristorante il Leccio, tutti e due collocati nella splendida piazzetta.

Ieri sera è toccato, e siamo stati da Dio, ma che dico, da Bacco, al Pozzo, sabato sera sarò invece al Leccio. Grande cucina del territorio, pici con ragù di carne e una fiorentina (accompagnata da soavi carciofi fritti) da lacrime tanto era buona e succosa e morbida e piena di sapore, e insieme, oltre al Brunello riserva Ugolaia 2006 che ci eravamo portati dietro per un ripasso, due Brunello storici, di quelli da mettersi in ginocchio davanti e ringraziare il caso e la fortuna di fare questo singolare lavoro di cronista del vino. E di avere degli amici, produttori esemplari, come Lisini.

Parlo del “consueto”, Carlo sa che lo amo alla follia, come si amano certe donne eleganti che una volte entrate nella tua vita sai che non potranno uscirne mai, e che fanno parte di te, e danno luce e gioia a ogni tuo giorno, e forza ed energia e tanta felicità, Brunello di Montalcino 1975, capolavoro di finezza, tannino suadente, velluto, frutta ancora succosa, la freschezza di una rosa, ed un rivelatorio sensazionale, sconvolgente, Brunello di Montalcino 1980, quintessenza della selvaticità del Sangiovese, tannino ancora ben sottolineato e mordente e una forza in bocca, una polpa terrosa, un’integrità, che mi hanno letteralmente lasciato senza fiato.

Due vini stupendi, per i quali, solito provocatore, mi sono permesso di utilizzare una definizione metaforica, definendo il tannino del 1975 il tannino di un grande… Barolo di Castiglione Falletto (il mio villaggio del Barolo prediletto), ed il tannino del 1980 un grande tannino di un Barolo di Serralunga d’Alba. Stile Monprivato il primo, stile Vigna Rionda il secondo.

E così, tra chiacchiere varie, abbiamo passato, “seccando” le bottiglie, e lasciando il privilegio del “fond de la buta” ad un’amica che ci era passata a trovare, la serata, onorando, come meglio non avremmo potuto, Messer Brunello, il Sangiovese e Montalcino…  Questo l’inizio, speriamo che le prossime giornate siano all’altezza di tanta magnificenza… Buon Benvenuto Brunello a tutti ed evviva il grande vino italiano e toscano!

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una cosa é certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

2 pensieri su “E anche quest’anno arrivò Benvenuto Brunello… Io mi sono portato avanti così..

  1. Un caloroso ‘grazie’ a Carlo, a Franco e a Roberto, per aver coinvolto un’inesperta come me.
    Ho realizzato – mentre Carlo Lisini mi versava il suo Brunello 1975 (!) – che stavo per ritrovare “i giorni in cui ho conosciuto Sant’Angelo in Colle”, nel gennaio 1975, infatti, il padre dei miei figli acquistò un bellissimo podere qui sotto, divenuto negli anni un punto di riferimento – il topos delle nostre vite -. Grazie a Ziliani, dunque, e grazie alla famiglia Lisini, che da sempre coltiva vigne e cultura.

  2. Cara Silvana, é stato un piacere per Carlo, per Roberto, oltre che per me, che tu, che abiti a due passi da dove ci trovavamo a cena, condividessi lo splendore di quei vini d’antan…

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