Enosnob antifranciacortini: ecco un nuovo iscritto al club

snob

Notiziola breve. Il club, non affollatissimo, ma tenace e rumoroso degli eno-snob antifranciacortini, conta da oggi su un nuovo adepto. Accanto all’indiscusso leader, Andrea Scanzi, super radical chiccoso commentatore de Il Fatto e de La 7, secondo il quale sono “scontati e scolastici la stragrande maggioranza di Franciacorta bevuti negli anni”, oppure a campioni dell’eno-superficialità come il sommelier informatico, scende in campo, ospitato sempre da un blog che cerca di accreditarsi, tra le altre cose, come l’organo ufficiale del movimento dei puri e duri dei “vini naturali”, anche il veneto, almeno credo che lo sia, Jacopo Cossater.

Che oltre ad editare un proprio blog, pubblica anche sul blog collettivo creato dal buon Massimo Bernardi. Cosa ha scritto Cossater per meritarsi l’iscrizione d’ufficio a questo club di iperciliuti che non la bevono, anzi, che il Franciacorta, salvo rare eccezioni, non lo bevono? Un post diciamo un po’ confuso, che potete leggere qui – è tutta pubblicità gratuita, che può essere ricompensata al massimo con gli insulti ormai prevedibili che il blog suddetto periodicamente mi riserva – dove ad un certo punto ci s’imbatte in questo ragionamento che voglio riportare testualmente: “Voglio dire, da diverso tempo a questa parte mi ritrovo sempre più spesso -quasi sempre- a bere questi vini frizzanti rispetto ai ben più diffusi metodo classico.

Ci deve essere un motivo. Il primo che per esempio mi sovviene è che li trovo più appaganti, più digeribili, meno scontati. Mica poco. Certo, è discorso che non ha una valenza assoluta e che forse trova la propria ragione di essere nella loro accessibilità economica. Mi spiego meglio: è ovvio che un qualunque “Giulio Ferrari” sia in termini centesimali migliore di questo. Ma è anche vero che si tratta di bottiglia che in un qualunque scaffale di una qualunque enoteca costa sei/sette volte di più. Idem per tutti gli altri vini che si posizionano nella stesso modo.

Penso al godibile “Annamaria Clementi” di Ca’ del Bosco per intenderci. Il fatto è che, dovendo scegliere in quella così affollata fascia di prezzo che parte dagli otto e finisce intorno ai dodici euro, per me non c’è partita: sceglierò sempre un bianco di Camillo Donati rispetto ad un anonimo brut franciacortino”.

E qui, pur rispettoso del concetto secondo il quale “de gustibus non disputandum est”, non posso non rilevare come ci si trovi di fronte a delle autentiche perle, anzi delle eno perle. Il Franciacorta Annamaria Clementi di Cà del Bosco, citato senza ricordare che si tratta di un Franciacorta, liquidato come “godibile”, e poi la valutazione di “più appaganti, più digeribili, meno scontati” riservata ai vini frizzanti rispetto ai metodo classico.

Sino al “capolavoro” finale, dove il nostro neo iscritto alla conventicola un po’ ciarlante degli enosnob antifranciacortina ci rassicura quasi giurando: “sceglierò sempre un bianco di Camillo Donati rispetto ad un anonimo brut franciacortino”.

Non pensate male, non è un, nonostante il cognome veneto di Cossater, colpa di un eccesso di Prosecco (Doc o Docg, Conegliano Valdobbiadene e naturalmente Asolo, altrimenti se non lo cito qualcuno si stizzisce…) questa bella pensata. Il suo autore ci dice altresì “io non bevo un prosecco da una vita. Cioè, lo bevo, ma il prosecco a cui penso non rappresenta esattamente una convenzione, anzi. Toglietevi quindi dalla testa i milioni di bottiglie con quel nome in etichetta, ieri sera il “Brichet” 2009 di Casa Coste Piane era di una bellezza stupefacente, per non parlare della beva. È finito ancor prima di riuscire a lodarlo quanto meritava, e ho detto tutto”.

E’ un tipo originale cui il Prosecco piace solo se “famolo strano”, ovvero “una bottiglia targata 1983 e che si trattava di prosecco sui lieviti ancora integro e godibile”. Di fronte a queste uscite, che sono meravigliose per certi versi per il loro candore, mi sorge un dubbio.

Ma non sarà forse che dietro a queste sparate anti-franciacortine, animate da astratti furori anti-industriali e dall’elogio incondizionato dell’unico vino degno di questo nome, il “vino naturale” (che poco importa sia buono e bevibile, importante è che si dichiari tale in etichetta…) ci sia dietro, con un capolavoro di product placement che mi sembra aleggiare anche dietro al divertente e appassionante secondo romanzo di Giovanni Negri, Prendete e bevetene tutti (di cui scriverò presto), nientemeno che i Grandi Vecchi del Consorzio Franciacorta?
Perché solo dei maestri del marketing come i franciacortini potevano inventarsi degli anti-franciacortisti come questi eno snob con tanto di birignao…

______________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa é certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

21 pensieri su “Enosnob antifranciacortini: ecco un nuovo iscritto al club

  1. Ciao Franco, solo due precisazioni che hanno a che fare con la tua introduzione:
    – Jacopo non è ospite di nessuno ma editor a tutti gli effetti di Intravino.
    – Intravino non cerca di accreditarsi come organo ufficiale di nessuno. Presumo sia una tua opinione da lettore distratto.

    Quanto al merito del post, poi, sono molto d’accordo con quanto scrive Jacopo.
    Che poi qualcuno addirittura si azzardi a bere poca Franciacorta è in effetti vergognoso… Ma che ci vuoi fare, so’ ragazzi cresciuti a Prosecco sur lie, Champagne e magari qualche Trento doc. Che bischeri! ;-).

    • caro Moriché (scusa se lunedì a Milano non mi sono fermato a salutarti, ma andavo di corsa ed ero in ritardo ad una degustazione di Champagne Ruinart) prendo atto delle tue precisazioni in merito al ruolo di “editor a tutti gli effetti” del blog da te citato. Hai ragione, sono un lettore episodico, e spesso mi limito a scorrere i titoli, ma spesso e volentieri ho ricavato l’impressione che se anche non volete accreditarvi “come organo ufficiale” cavalcate molto volentieri, al punto da proporvi come portabandiera manco foste Porthos, la causa dei “vini naturali”. Che sono una splendida cosa, specie perché i loro protagonisti sono persone umanamente, culturalmente, antropologicamente, molto stimolanti.
      Quanto alla formazione enoica del vostro team, che siate “ragazzi” lo dimostrate a profusione e la predilezione per i frizzanti palesata dal vostro editor ne é conferma piena. Che poi vi piacciano anche Champagne e qualche Trento Doc (non troppi mi raccomando, altrimenti vi viene l’ernia…) mi fa piacere per voi. Non siete totalmente bischeri, deo gratias, anche se qualche bischerata e qualche “bischero” non ve li fate mancare… :)

      • Perchè mi sembra un post un pò pretestuoso il Suo.
        Il Cossater, che tra l’altro non mi risulta essere Veneto, non palesa alcuno snobismo a mio avviso nel suo post e se legge anche i commenti, lo stesso precisa la sua idea.

        Seguendo Lei e il Cossater, e imparando a conoscere i gusti di entrambi, trovavo fuori luogo queste critiche.
        Daniele

        • Daniele, la risposta a Nic Marsél vale anche come risposta al suo, ben più garbato, commento. Mi creda il mio post non é pretestuoso, ma pienamente motivato.
          E ora che salti pure fuori qualche pirla a darmi del prezzolato, pazienza… :)

  2. Entata a gamba tesa, gratuita, su Jacopo che non se lo merita. E poi Ziliani, non era stato lei stesso a scrivere benissimo (4 stelle se non erro) del prosecco surlie di Carolina Gatti? Sti bistrattati frizzantini sono tutt’altro che da buttare.

    • Innanzitutto Nic Marsél calma e gesso e non cerchi di trasformarmi in un Benetti o un Montero della situazione. Nessuna “entrata a gamba tesa”, nessun fallo da cartellino rosso. Semplici critiche ad un post che conteneva, l’ho spiegato, affermazioni veramente all’insegna di uno snobismo anti-franciacortino e molto critico con il metodo classico a mio avviso ridicole. Quando si scrive “sceglierò sempre un bianco di Camillo Donati rispetto ad un anonimo brut franciacortino” bisogna mettere in preventivo che possano arrivare delle critiche. Anche un po’ corrosive come le mie.
      Certo che avevo scritto bene del Prosecco Col fondo di Carolina Gatti e certi vini di quella tipologia anche se, come ho scritto oggi, non sono proprio un fan del Prosecco tout court.
      Ma non mi sono sognato mai, e non mi sogno di dire che li preferirò sempre ad un Brut franciacortino. Questione di palato, che Cossater ed il sottoscritto abbiamo molto diverso, di esperienza d’assaggio, di buon senso.
      E poi, anche se in Franciacorta non é tutto oro quello che luccica e ci sono tanti vini, Brut base e altro, non certo esaltanti, non si può certo pensare di liquidare frettolosamente la zona bresciana come terra di vini “anonimi”. Se si vuole essere presi sul serio, se si vuole fare critica ragionata. E non dare, invece, dimostrazione di enosnobismo antifranciacortino….

        • avevo messo in preventivo che a difesa del neo enosnob antifranciacortino sarebbe arrivato anche un gamberorossista oltrepadano… Se poi aggiungo che dà prova di anti-interismo tirando in ballo Matrix, siamo a posto.
          Una sola cosa voglio dire al “simpatico” Beghi: mi insulti pure, mi dia del fascista, del provocatore, del franciacortista, del venduto, del pessimo degustatore, dell’interista (lo sono) ecc. ma l’accusa di snobismo mi fa orrore e la rimando al mittente. Io snob assolutamente non sono. :)

  3. non capirò mai perchè se non piace il franciacorta si è snob, mentre se invece piace si è almeno avveduti.
    Comunque tra franciacorta e prosecco è proprio una guerra tra poveracci

      • Ci dica lei che razza di titolo ha per definire “snob antifranciacortini” chi non ama il franciacorta?
        Da dove arriva questa capacità di poter decidere per gli altri? Dall’essere giornalisti del settore da lungo tempo? Dal, per dirla alla Cernilli, avere almeno 100000 (centomila) assaggi in CV?
        Io non amo il Franciacorta e amo la barbera, sono snob o sono enoevoluto?
        Qui sotto Bertox da un ottimo motivo per andare sullo champagne invece che su franciacorta e prosecco.
        Ziliani, risponda alla mia domanda: perchè si è snob se si dice che non piace il Franciacorta? Perchè non vuole che se ne parli in termini negativi? Nel merito please.

        • che razza di titolo ha lei, che continua a trincerarsi conigliescamente dietro ad un nick name quasi fosse un “berlusconiglio”, per rivolgersi al prossimo, nella fattispecie al sottoscritto, con questa educazione?
          Io non voglio decidere per nessuno e non voglio “plagiare” alcun palato: il gusto é soggettivo e deve continuarlo ad esserlo. Io, che a lei piaccia o meno, della qual cosa non mi può fregare di meno, ho titoli, derivanti dalla mia esperienza, dal fatto di aver scritto tonnellate di articoli, dalla mia autorevolezza e capacità di fare opinione, per dire che quanto ha scritto Cossater a mio avviso é, pur con tutto il rispetto possibile per la persona, che non ho il piacere di conoscere personalmente, assurdo. E condizionato da una valutazione della Franciacorta e dei suoi metodo classico che non é più giudizio soggettivo, bensì pregiudizio. Un pregiudizio, condiviso da pochi giornalisti e wine blogger, e da un gruppetto di appassionati un po’ “fanatici” come lei, che respingo, come giornalista, al mittente.
          Argomentate, se volete essere presi sul serio, se non volete essere caricaturali come il solito Zakk, e spiegate perché secondo voi la Franciacorta ed i suoi vini non sarebbero una cosa seria. E’ l’unico modo per essere considerati degli interlocutori seri.

          • Non ne abbia a male, ma lei che parla di educazione dopo avermi dato dell’intelligentone fa un po’ ridere.
            La Franciacorta io la considero una cosa seria perchè da lavoro e ricchezza a un territorio, ma potrò aver maturato l’opinione che GENERALMENTE i vini Franciacorta sono mediocri? Che all’assaggio non trovo spinta acida come vorrei da un metodo classico, che li sento stanchi in bocca e con chiusure amare? Le assicuro che non mi servono tonnellate di articoli (si possono scrivere anche tonnellate di stupidate, non che sia il suo caso, ma la quantità la lascio fare ai prosecchisti) o i fatidici 100000 assaggi per poter dare un giudizio. E non mi sento snob, altezzoso o superiore a nessuno, soltanto esprimo un giudizio mio personale.
            Credo che Cossater (e pure Scanzi e chissà quale altro manipolo di blogger, forumisti GR, intravinici e via discorrendo) faccia lo stesso, ma non me la sento di dargli addosso soltanto perchè magari esprime un parere diverso dal mio.

          • “manipolo”? Ma se siete quattro gatti ad esprimere queste idee prevenute!!! Quanto al manipolo, trattasi si espressione che mi fa venire in mente un personaggio storico, che diceva che avrebbe potuto fare del Parlamento italiano un “bivacco di manipoli”…
            Lei non esprime un punto di vista personale, ripete solo una serie di stanchi e banali luoghi comuni. E lo fa all’insegna di un petulante e saccente… enosnobismo, da persona che si sente il primo della classe, uno dei pochi che capiscono, mentre gli altri, ad esempio quelli che trovano buoni molti Franciacorta, sarebbero dei babbei…
            E lo fa sempre, da berlusconiglio, nascondendosi dietro ad un nickname.. Ma mi faccia il piacere!

  4. Scannatevi pure, io quando posso bevo Champagne e non per eno-snobismo ma perché con i Franciacorta non c’è paragone nel rapporto qualità/prezzo

  5. Snobismo nell’accezione più comune fa riferimento a “persone, anche di rango elevato, che ostentano altezzosità o disprezzo verso le classi o i gruppi di persone che considerano inferiori o plebee”, e per estensione i gusti snob sono proprio quelli di chi mette su un piedistallo alcune tipologie di prodotti e ostenta altezzosità e disprezzo verso prodotti che considera “inferiori”.
    Nella prima accezione se pensiamo a lei nei confronti di Cossater, io vedo chiaramente un atteggiamento altezzoso e di disprezzo verso un giornalista del vino che lei manifestamente considera inferiore insieme ai suoi colleghi di Intravino.
    Se poi pensiamo a porre Barolo e Franciacorta al di sopra di e.g. Barbera e Prosecco e rifermentati emiliani e questa visione viene perpetrata attraverso atteggiamenti altezzosi e di disprezzo (anche ironici, per carità, come nel caso di Bele Casel), si può giustamente definire snobismo del gusto.
    Infine se sostituiamo musica classica e musica pop a Barolo e Barbera, abbiamo un altro esempio di snobismo del gusto.
    Quindi mi vien da dire, egregio Ziliani, si rassegni a essere snob!

    • innanzitutto una necessaria precisazione. Calma e gesso prima di definire il buon Cossater “giornalista”. Per il momento mi limiterei a definirlo blogger.
      Giornalisti sono invece persone come Daniele Cernilli, Luciano Pignataro ed il sottoscritto, e non solo perché siamo iscritti all’Ordine dei giornalisti, cosa che non so se valga anche per Cossater, ma perché svolgiamo attività giornalistica e scriviamo di vino, su carta e non solo su Internet da illo tempore.
      Rifiuto l’idea che per il semplice fatto di metterci a scrivere di vino davanti ad un computer e di avere un blog, gente come noi possa essere messa e considerata sullo stesso piano, dal punto di vista dell’esperienza, dell’autorevolezza, della professionalità, di pur rispettabilissimi e spesso capaci wine blogger.
      Se questa ferma convinzione equivale per lei ad essere snob, e passare per snob, allora io sono fermamente e orgogliosamente snob.
      E’ pura questione di cultura – mi spiego? – rifiutare l’idea balzana di mettere sullo stesso piano musica classica e musica pop, Lambrusco o Prosecco Col fondo e Champagne, Barolo, o Franciacorta.
      un cordialissimo saluto Desenzani

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>