Fare per Fermare il declino: una rivoluzione pacifica per cambiare l’Italia

PRESENTAZIONE MOVIMENTO DI OSCAR GIANNINO "FARE PER FERMARE IL DECLINO"

Lo dico subito, questo è un post totalmente fuori tema che con il vino non ha nulla, ma proprio nulla a che fare.
Però è il mio blog, si chiama Vino al vino ed è abituato a dire fuori dai denti, spesso a muso duro, quello che pensa e quindi quello che scriverò sarà perfettamente in tema con le mie battaglie quando combattevo contro Brunellopoli ed il taroccamento selvaggio del Brunello di Montalcino e contro i vari cialtroni che infestano il mondo del vino italiano.
Sono reduce, ancora entusiasta e galvanizzato, dalla manifestazione che in una sala affollatissima sopra ogni possibile previsione il movimento denominato Fare per fermare il declino ha tenuto a Bergamo.
Per presentare i candidati alle prossime elezioni regionali e politiche, ma soprattutto per fare conoscere le proprie idee attraverso le parole elettrizzanti del suo geniale fondatore, il giornalista Oscar Giannino. Un personaggio che per certi versi mi ricorda un Karl Kraus e per altri un Vittorio Sgarbi depurato dagli eccessi verbali, ma non dalla sana rabbia contro questa Italia dove troppe cose non vanno.

Giannino

Un Italia dove sono in troppi, destra, sinistra, centro, presunti autonomisti e federalisti (che poi una volta a Roma e al Pirellone rubano come gli altri) a prenderci letteralmente per i fondelli. Se mi era rimasto un benché minimo dubbio sull’opportunità, ma che dico, sulla necessità, sull’urgenza di votare Fare per fermare il declino, il discorso, che non voglio chiamare comizio, ma ragionamento a voce alta, tutto raziocinio, ironia, e una sana dose di giramento di…, fatto da Giannino stamattina, me l’ha letteralmente sbriciolato.
Alle elezioni del 24 e 25 febbraio voterò e cercherò di far votare il maggior numero di persone possibile, questo movimento. Stamattina partecipare alla manifestazione bergamasca, affollata da tante persone normali, quelle che tengono in piedi la baracca Italia, che lavorano, si sbattono, pagano le tasse e ne hanno piene le scatole della vecchia sinistra riciclata nel falso nuovo rappresentato dal PD, delle false promesse e del paroliberismo vacuo del cavaliere non di Arcore, ma di hard-core, della sua demagogia, della non alternativa rappresentata da Lega, Grillo e compagnia cantante, tutti coloro che come me non sono mai stati democristiani e non vogliono diventarlo ora, mi ha riempito di un orgoglio che mi ha letteralmente commosso fino alle lacrime.
Basta lamentarsi, basta dire, a ragione, che sono tutti uguali e che rubano tutti (cosa abbastanza vera)! Basta dire che siccome sono tutti inaffidabili, e tanti lo sono, non bisogna andare a votare!
Ora, piccola ma tenace, pronta a difendere le proprie ragioni, a rompere le scatole, a farsi sentire, un’alternativa a questo marcio sistema esiste, ed è l’alternativa liberale, intelligente, raziocinante, colta, tutta concretezza e proposte serie e piene di buon senso rappresentata da Giannino e dal suo movimento.
Un’alternativa che vuole rompere le uova nel paniere, considerandoli entrambi avversari, i veri “nemici” da battere, sia alla sinistra statalista del PD più scorie ultrasinistrorse rappresentate dai Vendola e dagli Ingroia, sia alla pseudo destra dell’Impresentabile Cavaliere, il campione imbattibile delle false promesse, delle balle sparate sempre più grosse, come quella della restituzione dell’Imu in contanti che ha lanciato nell’etere oggi. Un’alternativa destinata a restare minoranza, una sorta di Società degli apoti di prezzoliniana memoria, formata da tutti coloro che non la bevono, che non abboccano più all’amo delle menzogne, ma una minoranza che, ne sono certo, si farà sentire e venderà cara la pelle.
Fare-logo

Ecco perché, abituato, da sempre, ad essere minoranza, a non far parte del potere, invito tutti i lettori di Vino al vino e di Lemillebolleblog, soprattutto gli elettori del PD che avrebbero voluto la novità Renzi e non le vecchie facce ex PCI tipo Bersani, e gli ex elettori delusi e nauseati del PDL, a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di voltare pagina, di cambiare totalmente e di votare Oscar Giannino e Fare per fermare il declino.
E’ una rivoluzione pacifica, fatta di testa e di cuore, per cui vale davvero la pena impegnarsi.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

 

38 pensieri su “Fare per Fermare il declino: una rivoluzione pacifica per cambiare l’Italia

  1. Bene Franco,
    plaudo al tuo post che dimostra che sei tornato il Franco Tiratore di una volta. Bravo anche Giannino che, inconsapevolmente, ti ha ridato quella verve che negli ultimi due anni avevi smarrita e che solo nell’ultimo periodo avevi dimostrato di voler riesumare. A me, epidermicamente Giannino piace. Per come si presenta, per come parla, per come affronta gli argomenti. Ma facciamo un piccolo ragionamento.
    Al Senato, anche con il più lusinghiero risultato elettorale, Fare per Fermare il declino non potrà raggiungere la soglia dell’8%. Purtroppo, se vuoi, ma è irragionevole supporre un esito diverso. Quindi al Senato questo voto viene disperso per forza. mentre alla Camera è possibile arrivare a mandarci qualcuno. E possiamo essere abbastanza sicuri che anche se pochi i neo deputati potrebbero dare molta noia. Non trovi?

    • E chi l’ha detto Francesco che non si possa arrivare a quella soglia?
      Forza dunque, diamoci da fare, perché l’utopia diventi una splendente meravigliosa realtà.
      Grazie dal rinato franco tiratore (che c’era anche negli anni scorsi e forse é stato un po’ spento, ma ne aveva i motivi, solo nel 2012….)
      un abbraccio

    • Francesco, mi permetta una considerazione a voce alta. Io quando voto cerco di votare chi ha idee e programmi vicini alle mie, mai mi sono messo a fare il contabile delle aggregazioni . Perché non pensa di appoggiare solo chi le da più fiducia o chi ha un programma vicino alle sue idee. A me sembra semplice, buona meditazione.

  2. Riassumendo: Renzi si è giocato un pezzo di futuro, l’altro ieri a Firenze, facendo da supporter a Bersani;
    Berlusconi teme per il proprio futuro;
    Monti si è giocato il futuro cominciando anche lui a fare l’imbonitore;
    Casini è nel casino bancario, per ragioni di famiglia;
    Bersani è occupato a smacchiare il PD da schizzi e patacche senesi;
    Giannino ci propone di Fare per fermare il declino.
    So che in Lombardia ci credono in parecchi e l’uomo è piuttosto convincente, con un programma serio.
    Un filo di speranza?

  3. Grande Ziliani !!! Come sempre ci metti la faccia…

    Fare per Fermare il declino sta crescendo. In ritardo se ne stanno accorgendo anche i sondaggisti… e da un paio di giorni sembra che se ne sia accorto anche il fidanzato della Pascale.

    Quello che piu´colpisce e´ l´entusiasmo di persone che con la politica non hanno mai avuto nulla a che fare… che finalmente si sentono rappresentate da persone di buon senso.

    Anch´io ci credo . Bisogna insistere: manca poco e poi parte l´effetto valanga.

    Con affetto Alessandro

  4. Gentile Sig. Franco,
    Ho trovato sul sito di Paolo Barnard (paolobarnard.info) queste considerazioni sulle teorie di Giannino: che ne pensa?
    Saluti.
    Sergio

    Smontare Oscar Giannino in 3 minuti e 45 secondi.

    Giannino predica all’Italia che l’euro ci stava salvando, se non fosse stato per il solito governo italiano ipertrofico e incompetente. Ecco il gran proclama dell’Oscar:

    “Prendersela con l’euro è una scusa. Nei primi 8 anni, la moneta unica ha garantito all’Italia circa 700 miliardi di minor spesa pubblica per interessi, grazie allo spread bassissimo sui titoli tedeschi. Ma la politica italiana – destra e sinistra – ha preferito bruciarli alzando la spesa pubblica.

    Nel 1990-2010 il Pil nominale è cresciuto del 121%, la spesa primaria del 152%. Di qui una risposta altrettanto sbagliata, con Berlusconi e anche con Monti: la stangata fiscale. Un conto è augurarsi un’Euroarea più cooperativa, altra è disconoscere l’azzardo morale dei politici nostrani.”

    Primo: i dati sono tutti sbagliati. Secondo: omette fattori di porzioni colossali, come uno che dicesse che all’Aquila l’assessorato all’edilizia se ne frega del centro storico senza ricordare che c’è stato un terremoto.

    Gli spread fra Italia e Germania erano bassi anche prima dell’euro e tali sono rimasti, più o meno, fino al 2007. In particolare erano bassi gli spread che più contano, quelli sui Credit Default Swaps. Fra l’altro, fino al 2007 erano bassi anche gli spread di Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, rispetto alla Germania, con fluttuazioni varie ma mai nulla di simile a oggi. (1)

    Quindi i 700 miliardi che Giannino sbraita come guadagno dell’euro se li è inventati lui sulla base di cali di spread immaginati da lui. Ripeto: gli spread erano bassi anche prima dell’euro.

    La politica italiana non ha affatto alzato la spesa pubblica, che dal 2000 al 2009 è stata assai più bassa che dal 1990 al 2000. (2)

    Giannino nella sua splendida analisi si dimentica di due piccole cose, cioè Nagasaki e Hiroshima. Voglio dire: A) che nel 2007 scoppia la più grave crisi finanziaria dal 1929 in tutto il mondo. B) che questa crisi becca Italia, Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna con entrambe le mani legate dietro la schiena a causa della perdita di sovranità monetaria causata proprio dall’Eurozona (adozione dell’euro di proprietà della BCE). I mercati vanno nel panico e PER QUESTO MOTIVO, cioè per il fatto che noi PIIGS non abbiamo più la capacità di emettere una nostra moneta liberamente per onorare i nostri debiti, ci alzano lo spread alle stelle, mentre si rifugiano obbligatoriamente nell’unico Paese, la Germania, che, pur avendo perduto anche lui la sua moneta, ha però un salvadanaio che scoppia grazie a un super export, e che ha un sistema industriale interamente rinnovato da anni A SPESE DELLO STATO, mentre a noi sti tedeschi ci imponevano di levare le mani dello Stato dalle nostre industrie, sti bari (i tedeschi). L’impennata dello spread in Italia non ebbe nulla a che fare con i politici, ma tutto a che fare con la nostra perdita di sovranità monetaria. Come infatti oggi il calo del nostro spread non ha nulla a che fare con Monti, come ho già scritto e spiegato (c’entra Draghi e altre diavolerie finanziare non italiane) (3) (4)

    La poca crescita dell’Italia dal 1990 al 2010 è un’altra bufala di Giannino, che non studia un accidenti, o che studia ma deve però zufolare balle per la pacca sulla spalla di Montezemolo. Se si guardano i dati, tutti i maggiori Paesi industrializzati del mondo hanno ristagnato nelle crescita in quel periodo. I Paesi che sono cresciuti in assoluto di meno sono la Svizzera, poi il Giappone, poi l’Italia, poi la Germania. Quelli che invece oggi crescono maggiormente, sempre se uno studia, sono: Qatar, Ghana, Mongolia e Turkmenistan, a prova del fatto, fra l’altro, che questo mito della crescita come dato assoluto di benessere economico è una scemenza. (5)

    Ultimo è il proclama dell’Oscar (non per l’economia) secondo cui la formula magica per salvare l’Italia sarebbe “meno spesa pubblica, meno tasse!” Ta-dammm!!!!!!

    Cioè, si faccia ben attenzione: lo Stato cala le tasse, e a noi cittadini e aziende viene in tasca, diciamo, 50. Poi però taglia la spesa pubblica per cittadini e aziende, e se la taglia di 50, noi rimaniamo con un bello 0 in mano. Allora avrebbe senso che lo Stato Gianninico tagliasse le tasse di 100 e la spesa di 50, così a noi almeno rimane 50, ok? Ma se così accade, dove li va poi a prendere lo Stato i soldini eurini da restituire con interessi ai mercati di capitali privati che oggi, grazie dalla meravigliosa Gianninosa Eurozona, sono quelli che prestano a Roma ogni singolo centesimo che spende per gestire la nazione? Eh Oscar? No, perché la tua formula funzionerebbe se poi lo Stato che ci lascia 50 col taglio di tasse non se li riprendesse il doppio coi tagli alla spesa pubblica, potendolo fare grazie al fatto di avere una sua moneta sovrana, una sua Banca Centrale che lo garantisce, e che i mercati stanno tranquilli per questi motivi, come in USA, GB o Giappone. Solo così funzionerebbe la tua formula, con uno Stato monetariamente sovrano, come chiediamo noi della Mosler Economics MMT. Ma tu Oscar vuoi il pasticcio dell’euro di cui sopra, e quello non funziona. (6)

    Oscar, se ti candidi come Ministro della Sartoria ti voto domani (forse). Lascia perdere il resto.

    (1) Analysis of European Sovereign CDS Spreads before and after the Financial Crisis, Department of Business Studies, Aarhus School of Business, August 2011 – Bloomberg 5 year weekly CDS.

    (2) Ragioneria Generale dello Stato: La Spesa dello Stato Serie Storica 1862-2009.

    (3) Prof. Wynne Godley, Oxford Univ., the Observer, Agosto 1997 – The euro: It can’t happen, It’s a bad idea, It won’t last, US Economists on the EMU 1989-2002, AEA meeting San Francisco 2009.

    (4) The European Crisis Within the Great Recession, Joseph Halevi Univ. Sydney, Riccardo Bellofiore Univ. Bergamo, 2010.

    (5) IMF, World Economic Outlook Database.

    (6) Mosler Economics MMT, Warren Mosler, Randall Wray, Bill Mitchell, Mat Forstater, Ian Kregel, Stehanie Kelton, et al. 1992-2013 – Paolo Barnard, Il Più Grande Crimine 2011

    • caro Sergio, delle elucubrazioni di tale Barnard (con tale cognome io conosco solo il grande chirurgo sudafricano, pioniere nei trapianti di cuore) francamente ne me frego e continuerò a sostenere e ad invitare a votare Oscar Giannino ed il suo movimento Fare per Fermare il declino.

  5. Io lo voterò perchè sono anni che mi lamento della totale assenza di programmi elettorali dettagliati prima del voto: lui un programma l’ha fatto, e non generico come quello degli altri partiti, ma specifico, con tanto di numeri che permettano esattamente di capire dove si andrà ad intervenire.
    Ovviamente è importante anche il fatto che condivida le sue idee!

    Sul voto utile, mi sembra solo una delle tante sciocchezze a cui oramai ci siamo involontariamente abituati a furia di lavaggi del cervello fatti dai media e dai loro giornalisti/giornalai compiacenti: è evidente che fin quando non uscirà un sondaggio che dia Giannino almeno al 5%, un voto a lui sembrerebbe inutile: ma chi effettua i sondaggi? E soprattutto, chi li pubblica? E quali vengono pubblicati?

    Un’ultima considerazione: non penso proprio che Renzi si sia bruciato: sta solo portando avanti le stesse idee di Giannino, ma in un modo diverso, dall’interno, come membro di un partito.

    • “le stesse idee di Giannino”? Tutto da dimostrare che lo siano, ma non si possono certo difendere all’interno di un partito, statalista, come quello del vecchio burocrate comunista Bersani

  6. Caro Franco, anch’io come molti che leggo qui, votero’ FARE: Quello che pero mi stupisce e non mi da’ pace è che un Movimento come quello di INGROIA pronti/via lo danno al 4-4,5%…mentre quello di OSCAR,nonostante la bonta’ del progetto, solo al 1,5%.
    Dove sono le cause ???

    • te la do io la risposta: quello di Ingroia é un movimento giustizialista e comunista. E poiché larga parte della stampa é delle stesse idee ecco spiegato perché ottenga, nelle valutazioni delle ipotesi di voto, quel trattamento privilegiato.
      Segnalo Oscar Giannino ospite in questo momento di Omnibus su La 7

      • Caro Ziliani, ma crede veramente a questo? Ingroia, e se vuole ne parleremo dopo le elezioni, sarà quello che darà unabella mano alla destra nel mutilare la vittoria (presunta per ora) del PD come da miglior tradizione di sinistra. Quanto a Giannino, che seguo semprevolentieri su radio24, dicosolo che ripete ormai da anni (anni nei quali una certa “tendenza” berlusconia la mostrava..si è svegliato un po’ tardi, ma meglio tardi che mai) una sfilza di luoghi comuni di stampo neo liberista che stanno dimostrando ora tutti i lro effetti negativi. E non lo dice più solo la “sinistra” keynesiana, ma anche larga parte del pensiero economico liberale, vedasi gli ultimi rapporti di quei “covi di rossi” che sono la Banca Mondiale e il FMI. Prima o poi, forse, ci arriveranno anche Giannino, magari insieme al meraviglioso duo Aleasina-Giavazzi a queste conclusioni. Detto questo non tutto quello che dice Giannino è da buttare, ma da qui a votarlo a mio parere ce ne passa…

  7. ricordo che lei ha più volte dichiarato di essere di destra. Perché allora sostiene Giannino e non il PDL o La Destra di Storace?

    • Carla, per lei sarebbe “di destra” Berlusconi? Ma quale destra, l’unica destra che conosce é la tasca dei suoi pantaloni, dove tiene il portafoglio con cui crede di poter comprare l’Italia e gli italiani. Tanti riuscirà a comprarli, anche parlamentari, ma non tutti per fortuna.
      Quanto a Storace, mi é simpatico, mi ricorda miei lontani trascorsi politici, ma non posso dimenticare che é appoggiato apertamente dall’Impresentabile di hard-core…

      • Ecco, ci manacava Storace, quello che ha dissestato la regione lazio che neanche brenno ai suoi tempi. Ed è sempre quello che ha sostenuto l’impresentabile giunta polverini sino alla fine. Zialiani, come concilia Giannino (che io critico, ma che ascolto e ritengo interessante) con Storace, quello che “il cazzotto sottolinea il concetto”?
        Comunque gran battutista storace, si limitase a quello poco male..

  8. Di teorie economiche la rete e’ piena e sembra anche che gli economisti di tutto il mondo non abbiano mai ”azzeccato”.
    Il dibattito politico, per sua costituzione, non aiuta affatto a far chiarezza su questi temi, anzi il piu’ delle volte porta a parlare dei massimi sistemi allontanandoci dalla reale consistenza dei problemi che si pretende di analizzare e risolvere con presunte formule benefiche.
    Pero’ dato che ci siamo vorrei anch’io riportare, non una noiosa elucubrazione di economia, ma una simpatica storiella che circolava gia’ 14 anni fa negli USA ed dopo anche in rete da noi:

    Un giovane yuppie, cittadino rampante, un giorno decide di farsi un giro in campagna; ad un certo momento vede un contadino con un asino e, colto da entusiasmo, senza perdere tempo chiede che gli sia venduto questo asino. Il contadino gli dice che non glielo puo’ vendere perche’ con l’asino ci deve lavorare. Il giovane pero’ insiste offrendo subito 100 dollari contanti anticipati e l’affare e’ subito fatto, si accordarono che sarebbe ritornato l’indomani per il ritiro. Quando si riincontrano per la consegna, il contadino dice che non puo’ fare la consegna perche’ l’asino nel frattempo e’ morto. Il giovane gli dice- restituiscimi i miei 100 dollari che ti ho anticipato. Il contadino: non posso perche’ li ho gia’ spesi. Il giovane: allora dammi il mio asino-. E che ci fai con un asino morto? Lo mettero’ all’asta.Il contadino: come puoi farlo? Il giovane: io non dico a nessuno che l’asino e’ morto.
    Dopo qualche tempo, per caso i due si riincontrano e subito il contadino chiede come e’ andata l’asta. Il giovane yuppie con aria soddisfatta gli dice che e’ stato bravo a vendere mille biglietti da 100 dollari incassando 100 mila dollari. Ed il contadino:ma chi ha vinto non ha protestato quando si e’ accorto che l’asino era morto? Certamente risponde il giovane yuppie, ma io gli ho restituito il prezzo del biglietto.

  9. Esperimenti politici:
    La Germania ha preso una donna gli ha messo attributi e cervello e la fatta Presidende, risultato il giorno dopo tutti i tedeschi TROVARONO LAVORO.

    L’Italia ha preso un Professore gli ha messo attributi e cervello e la fatto presidente, risultato il giorno dopo tutti gli Italiani CERCARONO INUTILMENTE LAVORO.

    E vissero felici e contenti “si fa per dire!”

    RB

  10. Io non capisco!!! Con tutto il rispetto per Giannino, ma la politica non è solo risolvere i problemi economici, esiste il sociale, la plotica estera.
    Ho sentito Giannino, e riferimenti sulla globalita dell’europa nessun riferimento!!

    E servira a creare ancore piu confusione…..come se si votasse Grillo!!
    Grande e mitoco Girogio Gaber…” ma cos’è la destra…ma cos’è la sinistra”

  11. Barbard, chi?

    Carlo Azelio Ciampi teneva sulla sua scrivania un grafico che faceva vedere a chi lo andava a trovare.

    Indovinate?

    Era lo spread, allora conosciuto solo dagli esperti. Con quel grafico e con le implicazioni che il calo dello spread aveva sulla spesa per interessi riusciva a rassicurare anche ministri impauriti dalla enormità della impresa di aderire all’Euro. Qualche anno fa un ministro svelò questo retroscena per esaltare la grandezza del contributo di Ciampi. “ci guardavamo smarriti….e Ciampi ci spiegava il cammino di rientro e la sua fattibilità”

    Giannino ha totalmente ragione.

    Il suo limite? in Italia, complice una borghesia che non ha ma hai assunto il ruolo di classe dirigente, partiti di ispirazione liberale come il PRI e il PLI non hanno mai avuto grande consenso elettorale. La borghesia italiana, laica per tradizione storica, fece la sua scelta con l’appoggio dato ad un partito confessionale come la DC dal 1948 in poi.

    C’è un virus positivo in quello che dice Giannino e a suo modo anche Renzi: “bisogna affamare la bestia”, bisogna togliere il foraggio rappresentato dagli 800 miliardi di spesa pubblica.

    Alla greppia della spesa pubblica, purtroppo, hanno mangiato molto anche quelli della “rivoluzione liberale” del 1994, quelli del meno stato più mercato.

    Ho formazione economica e seguo con molto interesse gli economisti vicini a Giannino…… con la consapevolezza di ascoltare, purtroppo, dei profeti nel deserto.

    Un messaggio nuovo e capace di raccogliere molti consensi da partito di massa è quello di cui si fa interprete Renzi.

    Neanche per lui sarà facile; andate ad ascoltare l’intervista della Gruber di pochi giorni fa a Otto e Mezzo e vi troverete quanto i non conformisti e i non allineati come voi/noi cercano.
    Prepariamoci a sostenerlo quando verrà il momento, è l’unica speranza per tentare di “liberare” il paese con un partito del 40%.

    Forza Giannino!

  12. Pingback: We tease @VinoalVino a lot because we got him on the spot, right @TerraUomoCielo? « Do Bianchi

  13. Ciao Franco.
    In mezzo a tutte queste lenzuolate d’aria fritta una voce finalmente sorge con qualcosa di sensato, per questo, dopo corta meditazione – sera/mattina – ho deciso di accettare candidatura nella lista di Oscar Giannino qui nella nostra piccola Repubblica delle Fontine. Questo tuo impegno mi fa immenso piacere. Sperod’incontrarti preso e continua così…a presto.
    Permettimi di salutare attraverso questo tuo blog, gli amici Francesco e Rino…cari saluti.
    Fabrizio

      • comincerebbe il suo discorso e percorso con un tonitruante “porca troia” e poi chissà come avrebbe giudicato la situazione politica odierna…
        A pelle mi sento di dire che al nostro amatissimo, indimenticabile, adorato “uomo con la barba”, l’aostano Gianni B., Giannino sarebbe piaciuto. E alla fine credo che l’avrebbe persino votato. Sentendo profumo di galantuomo in lui…
        Ma non farmici pensare Francesco, perché ho una nostalgia divorante di qualsiasi parola, discorso, anche il più futile, il nostro Gianni potrebbe farci. Se non avesse avuto la cattiva idea di lasciarci, nel giugno del 2010.
        Ma ne portiamo dentro, indelebile, il ricordo… e continuiamo a volergli bene, anzi, di più :(

  14. Giannino è in buona fede e dice cose spesso molto ragionevoli. Peccato che questo paese sia già condannato per il semplice fatto che – per ragioni anagrafiche – il numero dei mantenuti aumenta costantemente rispetto a quello dei mantenenti. La democrazia “solidale” (quella del catetere di stato e dei diritti quesiti che “non si toccano mai”) farà il resto. Spiace dirlo, ma la realtà è che il declino già ora non si può più fermare, a meno che la gente non capisca che è sbagliato pretendere di poter sostenere il proprio tenore di vita con i soldi sottratti agli altri. Tutti blaterano di equità e solidarietà, ovviamente con la precisazione (che però nessuno dice) che la ricchezza inizia sempre esattamente un euro dopo il loro reddito. Voi sinceramente credete che cambierà questo modo di pensare? No, perchè il sistema politico – per mantenere sè stesso – stimolerà in ogni modo i mantenuti a rivolgersi (ossia a sostenere con il voto) un sistema di potere che ormai li tiene in vita e senza il quale non saprebbero che fare. Dunque stato e clientele varie si alimenteranno a vicenda in un circolo vizioso, succhiando sino all’ultima risorsa del sistema. Ci aspetta una lunga agonia che vedrà dapprima la proletarizzazione per via fiscale ed inflattiva del ceto medio, poi l’appalto totale – con il beneplacito dello stato – del sistema italia alla finanza internazionale (imprese vendute a prezzi da saldo ed italiani usati dalle imprese stranieri come forza lavoro sottopagata). Poi, quando saremo stati ridotti a livelli cinesi (lavorare e tacere per avere un tetto ed un piatto di minestra) anche i mantenuti si accorgeranno che avevano fatto male i conti, perchè non ci saranno più soldi per qualunque tipo di welfare. Consola solo il fatto che alla fine anche la Germania – dopo aver devastato per la terza volta l’Europa in cento anni a causa della sua totale incapacità di capire le esigenze altrui – prima o poi subirà lo stesso trattamento da parte di Cina, Corea e dei paesi emergenti. Alla fine saranno loro che rimetteranno nel circolo della storia un po’ di sana gioventù, ossia quello che Italia ed Europa hanno ormai perso (e che – per questa ragione – soccomberanno).

  15. Peccato per l’errore sulle credenziali accademiche. Un errore grave che ne pregiudica tutto il lavoro svolto. Non penso che ci sia molto altro da fare: il declino sta anche in queste cose.
    Peccato!

    • errore grave? Ma scherziamo? Giannino ha fatto quella che io definirei simpaticamente una “cazzatiella”, una leggerezza, una superficialità. Non é andato a letto con ragazzine che avevano l’età delle figlie, non ci ha fatto credere che una di loro era la nipote di Mubarak, non é coinvolto nello scandalo MPS, non fa parte di un “Sistema Siena”, non ha preso per il culo gli italiani promettendo milioni di posti di lavoro che non sono mai arrivati, non ha detto “Roma ladrona” salvo poi rubare come gli altri partiti, non ha nascosto che appartamenti donati al partito erano FINIti nella disponibilità sua e del cognato, non ha sbattuto in galera persone innocenti “dimenticando” le chiavi, non ha agitato manette. E non fa demagogia da avanspettacolo urlando nelle piazze.
      Lei Morelli vuole davvero paragonare la scemata di Oscar Giannino alle emerite stronzate, che meriterebbero il pubblico ludibrio in piazza, dei partiti della verminosa Prima e Seconda Repubblica (stessa merda)?
      Ma per favore, torni in lei!
      Io confermo anche qui la mia totale solidarietà e fiducia in Oscar Giannino e nel suo magnifico movimento di Fare per Fermare il declino

      • Non metto in dubbio che l’errore di cui parliamo sia ben meno grave di quelli, numerosissimi e continui, fatti dagli altri, che sono politici navigati e che ci infarciscono di menzogne e ci rubano direttamente dalle nostre tasche.
        Tuttavia attribuirsi titoli inesistenti e’ comunque una menzogna, e di questo deve rendere conto (Giannino e’ corretto ed ha senso dell’onore ed infatti si e’ dimesso – leggo ora su Ansa) all’elettorato. A me spiace. Spiace moltissimo quello che e’ successo perche’ la vedo come Lei su Fare per fermare il declino. Tenga presente anche che scrivo dal Canada (non votero’) paese in cui si licenzia in tronco per CV che recano notizie false. Le assicuro che succede perche’ il falso titolo accademico e’ considerato atto grave, che di fatto mette a rischio la permanenza di quel lavoratore nel business di riferimento (scatta infatti la denuncia all’albo).
        un saluto e un in bocca al lupo all’Italia

        • Sono daccordo con Lei sig. Roberto!
          Nei mie curriculun se avessi omesso il titolo di studio con uno fasullo e il datore di lavoro lo avesse scoperto come si sarebbe comportato…….?
          Karl

  16. comunque sia…. che fiducia si può avere in qualcuno che reputa il titolo di studio come oggetto su cui mentire? Deve dimostrare per forza qualcosa e quindi è terribilmente insicuro e inaffidabile. Non finiamo sempre con chi è meno peggio… Insomma un altro “quaquaraqua” come tanti…

    Ci aspettiamo un articolo anche su questa novità… se no dove finisce l’onestà e l’imparzialità di un giornalista?

    E non diciamo che intanto tutti lo fanno… E’ vecchia e risaputa come scusa….

    • capisco che lei, professore, sia particolarmente sensibile all’argomento. Ovvio che sia stato un errore, ma il lo considero un errore veniale e perdonabile per cui confermerò il mio voto convinto a Fare per fermare il declino e a Oscar Giannino.

  17. Il vero problema, caro Franco, è che questo paese non riesce più ad essere credibile. Se chi si erge a paladino del rinnovamento ,dell’ onestà, della meritocrazia e quantaltro si fa pescare con le mani nel sacco praticamente ancora prima di incominciare, il segnale che io recepisco è pessimo. Qui ci vorrebbero uomini di grandi capacità intellettuali e morali; purtroppo in giro non se ne vedono: questo è solo l’ultimo, penoso, esempio.

  18. mi spiace… il problema non sta nell’essere “professore”, ma nel fatto che uno abbia pensato che fingendosi tale sarebbe stato più credibile. Quindi proprio l’opposto di ciò che pensa lei… Se si reputa un titolo accademico superiore alla propria onestà e affidabilità si cade nel solito calderone di persone insicure e arriviste. Poi lo voti pure… ci sono tanti che votano ancora Berlusconi et similia… Viva la democrazia (finchè dura…)

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