Lo confesso: faccio il tifo per il Robert Parker der Tufello come nuovo braccio destro di Robert Parker al Wine Advocate

Daniele-Cernili

Vino al vino senza dubbi per questa soluzione

La notizia, clamorosa, l’avete letta, ad esempio qui, dal critico del New York Times, l’ottimo Eric Asimov.
Antonio Galloni, “a leading wine reviewer for Robert M. Parker Jr.’s The Wine Advocate”, responsabile per la degustazione ed il racconto dei vini italiani per la rivista già di Robert Parker, The Wine Advocate, ha rassegnato (anche lui, che la dimissionite sia contagiosa?) le dimissioni per dedicarsi ad un suo prossimo progetto editoriale. Di cui si trova già traccia nelle sue omonime pagine Web.

AntonioGalloni

Con le dimissioni del giovane Antonio, 42 anni, beato lui, con cui ricordo di aver fatto un simpaticissimo pranzo anni e anni nell’epoca pre-Parker, quando editava il suo eccellente Piedmont Report, in quel posto meravigliosamente langhetto che è la Trattoria Cascina Schiavenza di Serralunga d’Alba (dove a quell’epoca si pranzava con 26 mila lire mentre oggi occorrono 33 euro…), si apre un problema per The Wine Advocate. Chi scegliere mai per sostituire Galloni? A quale esperto affidare il difficilissimo compito di degustare e raccontare, wine tasting note after wine tasting note, i vini italiani ai lettori internazionali della rivista?

Personalmente – ovvio che non penso minimamente a candidarmi, innanzitutto perché Domine non sum dignus e poi perché per reggere un incarico del genere ci vogliono forze giovani – avrei una modesta proposta da fare.
So bene che “Mr. Parker sold a stake in The Advocate to a Singapore investor and announced that he was stepping down as editor in chief in favor of another Advocate reviewer, Lisa Perotti-Brown, who would be based in Singapore”, e che Mr. Parker ha passato sostanzialmente la mano regalandosi una dorata eno-pensione. Però… Però The Wine Advocate è e resterà sempre la creatura di Parker. Come una certa italica guida dei vini anche dopo le dimissioni di quello che è stato il suo “eno-boss” per anni e anni…
RobertParker

Allora mi sono detto: il nuovo management della rivista non sarà mica così pirla (in english: twit) da far seguire i vini italiani da un solo americano seppure bravo? Mi viene in mente Stephen Tanzer, che non é Parker, ma non é un fesso, che per il suo International wine cellar dopo aver chiesto a qualcuno di mia conoscenza di collaborare con lui per occuparsi dei vini italiani e aver ricevuto una risposta negativa ingaggiò, contento lui, Ian D’Agata, non uno yankee…
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Allora, se non avranno la trovata d’ingegno di proporre ad un golden trio formato da Jeremy Parzen, Gregory Dal Piaz e da Alfonso Cevola di prendere il posto di Galloni, o se non faranno ponti d’oro a Eric Asimov perché lasci il NYT per essere l’assoluto illuminato dominus della parte italiana del Wine Advocate, hanno una sola soluzione possibile, sempre che non impazziscano chiamando “Giacomino” Suckling, meravigliosa anche da un punto di vista “filosofico”.
Cosa ne pensereste se a sostituirlo fosse nientemeno quel robusto signore nato a Roma nel dicembre 1954 e di recente candidatosi alle elezione politiche con Monti che corrisponde al nome di Daniele Cernilli, ovvero mr. Doctor Wine? Non sarebbe fantastico, quasi un cerchio che si chiude, che stretto collaboratore per gli Italian wines di Robert Parker (e dei suoi eredi) diventasse quello che anni fa soprannominai con felice scelta lessicale come il Robert Parker der Tufello?
Scusatemi cari lettori che mi seguite dai tempi eroici di Wine Report, non prendetemi per un traditore se ora proclamo ad alta voce, e non potrei non farlo, che tifo fortemente per questa soluzione.
Forza Cernilli: Mr. Parker, Danielone nostro is the right man for you!

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una cosa é certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

12 pensieri su “Lo confesso: faccio il tifo per il Robert Parker der Tufello come nuovo braccio destro di Robert Parker al Wine Advocate

    • questo periodo strano e bellissimo della mia vita mi sta confermando che davvero, come dicono gli spagnoli, todo es possible. E poi oggi é una giornata molto particolare, memorabile, per questioni private, della mia vita, e potrei fare ben altri outing…
      Alcune certezze però mi restano. Ad esempio che non sarò mai juventino (né tanto meno potrei tifare per l’altra squadra di Milano: come si chiama?), mai gay, mi piacciono troppo le donne eleganti e di classe, le vere Signore, e mai potrei essere dalla parte del giustizialismo più becero e pericoloso. Quindi prendi, prendete tutti questo dialogo con il mio “amico” Robert Parker der Tufello non come un tradimento, ma come una prova di maturità data da entrambi, ed un segno di apertura e fiducia nei confronti di quella meravigliosa e incredibile que es la vida…

      • Evviva, questa sera cena al lume di candela con il mio Valentino……. e un buon biecchere di bollicine, dai Franco, anche per me è un momento particolare……….
        Maria

  1. Io credo che dovrebbe scegliere un giovane competente e magari “english speaking”. Italiano, ovviamente. Se dovessi scegliere io opterei per Gianni Fabrizio o per Paolo De Cristofaro, competenti, equilibrati e soprattutto buoni conoscitori dei vini di altri paesi. Temo che in pole ci sia proprio Ian D’Agata, che è bravo ma non proprio una novità. Io credo di essere fuori dal gruppo da prendere in considerazione. Troppo avanti con l’età, e soprattutto non disposto a dare, come pare chiedano, l’esclusiva totale. La libertà è molto importante per me e so bene qual è il rischio di legarsi troppo ad un carro, come puoi facilmente capire.
    Daniele
    P.S. grazie per il tifo, ma vedrai che sarà inutile.

  2. Stimo Gregory Dalpiaz, sarebbe un’ ottima scelta da parte di ERobert Parker.
    Grazie ancora, Franco, per l’attenzione all’agricoltura segnalata a #Fare2013

  3. It’s interesting to speculate that Antonio may be allowed to use, in his new venture, the review database he has accumulated over his years at WA. The “Archive of past reviews and articles” link on his new homepage suggests that this is the case. If so, it is an important parting gift, denied to ex-employees of, for example, WS. Anyway, the best of luck to Antonio, as well as to his successor. I agree that the next man/woman should be a young, passionate wine critic who was born, lives and works in Italy. He/she should also have more than a working knowledge of English …… and Chinese!

    • Thank you for your very interesting commentary my friend! What do you think about the idea to choose your old friend Giacomino Suckling as new responsible of tasting of Italian wines for Wine Advocate?

      • Too old, man! Though don’t tell him that :-) Seriously though, I reiterate that what is needed is a thoroughbred young Italian, BUT what is also needed is someone with a global perspective of wine – someone who realises that the very best Vernaccias, and there are a few, will be competing in price with, for example, a reputable Chablis. Antonio has that perspective and that’s why I’m sure he will be sadly missed at WA. And, whether you like it or not, your friend Giacomino certainly has it too. So do I, so why don’t I apply for the job? Too old, man! Though don’t tell me that!

        • Ehi man, if Giacomino is too old, we, you and I, what we are?
          We are still young Jo, full of energy, experience, and will to live and write, taste, work and, today is San Valentino day, to love… :)

  4. Caro Franco,

    condivido con Daniele Cernilli ed opterei per Gianni Fabrizio, giovane, competente, scrive molto bene e conosce il vino italiano benissimo. Luì ce ne ha una visione del vino italiano locale e universale.

    Credo che sarà molto importante la nuova filosofia dei soci asiatici di Parker e non mica semplice trovare uno pregiato disposto a dare l’esclusiva totale a WA.

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