Sistema Siena – Sistema Montalcino, parole uguali, identica volontà di mettere il bavaglio alla stampa

Lo sentite questo fastidioso ronzio, quello che da più parti – basta leggere le dichiarazioni di diverse parti politiche riportate in questo articolo del Corriere della Sera, non de Il Giornale di Feltri o di Libero di Belpietro – viene sempre più distintamente avvertito, che dai vertici delle istituzioni si diffonde verso un’Italia in piena campagna elettorale? L’impressione che l’arbitro non faccia l’arbitro, ma tifi apertamente per una squadra in campo e cerchi di proteggerla dagli schiaffoni che sta meritatamente prendendo per quanto ha fatto, è sempre più chiara e provoca indignazione.
Perché non è solo il candidato premier leghista, mai tenero con l’Uomo del Colle, a sostenere che si ha “la brutta impressione” che il presidente della Repubblica “sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd” perché, dice, “non voglio pensare che sia intervenuto per censura, però è singolare che il presidente della Repubblica si svegli adesso mentre in passato non ha mai detto una parola sulle violazioni del segreto istruttorio o del segreto delle indagini, cosa che lui richiama adesso”.
Oppure quel vivace caratterino dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti secondo il quale “Vertici Mps, Banca d’Italia e Quirinale. Un penoso inizio di semestre “rosso”, peccato”. O peggio ancora, il demagogo di Montenero di Bisaccia che lucidamente dichiara “ci spiace dissentire dal monito del capo dello Stato secondo cui la stampa e l’informazione, con riferimento a quel che è accaduto e sta accadendo intorno alla vicenda del Monte dei Paschi di Siena, non dovrebbero riportare tutto ciò di cui vengono a conoscenza perché siamo a ridosso delle elezioni.
Ritengo che tutto ciò si possa tradurre in una censura vera e propria in quanto si lede un diritto costituzionale del cittadino elettore, il quale, prima di andare a votare, ha tutto il diritto di sapere come stanno le cose”.

MPS

Siamo in tanti ormai in Italia a pensare che le Istituzioni, che i vari partiti politici, un po’ tutti senza eccezione alcuna, gradirebbero un “insabbiamento” delle indagini della Procura di Siena sul vergognoso caso Monte dei Paschi – Fondazione Monte dei Paschi, sul “Sistema Siena”, sui legami, storici, tra la Banca senese e l’ex PCI, poi PDS, poi DS e oggi PD. Anche se finalmente qualcuno degli inquisiti pare decidersi a vuotare il sacco. Magari per provare, patteggiando, a limitare i danni.
Il tutto mentre oggi, guarda caso, perché “il Palazzo è tutto fuori norma: è privo anche del certificato di prevenzione incendi”. Lo ha detto il presidente del tribunale di Siena Stefano Benini incontrando i giornalisti per spiegare loro l’ordinanza che li obbliga a restare nell’atrio e non salire ai piani superiori”, i cronisti, mentre arrivava Mussari, non potevano avere accesso al Tribunale.
Però, a pensarci bene, questo ronzio, che invita sommessamente alla prudenza, a rispettare la Banca per antonomasia, a ricordarci il suo peso nell’economia non solo senese ma italiana, ad andarci cauti con le rivelazioni, perché potrebbero fare danni, perché la banca dà lavoro a tanti e tanti in provincia di Siena ed in Italia dipendono dalle sorti dell’MPS, io l’ho già sentito.
MussariBersani

Anzi l’ho sperimentato di persona, sulla mia pelle, alcuni anni fa, quando a solo 40 chilometri di distanza da dove è deflagrato il Sistema Siena, da dove ha sede la mega banca tanto vicina ai vertici del PD e al candidato leader Bersani (amico ed ex collaboratore stretto di un’altra persona indagata per corruzione, concussione e illecito finanziamento l’ex vicepresidente della Regione Lombardia, Filippo Penati), in quel bellissimo borgo chiamato Montalcino, dove c’é chi scrive deliziose Cronache dalla campagna, scoppiò il clamoroso caso passato ai disonori della cronaca come Brunellopoli.
Anche in quel caso si sprecarono, da più parti, inviti alla prudenza, alla moderazione dei termini, alla calma, perché anche se non c’era di mezzo una Banca, c’erano, coinvolte nelle indagini e sicuramente non per colpa del destino cinico e baro, o di qualche giornalista amante degli scandali che si era “divertito” a fare pasticci nelle loro cantine, alcune Grandi Aziende del Vino Toscano.
Sabbia

Grandi nomi, alcuni dei quali davano e danno lavoro ad un sacco di persone in quello stimatissimo borgo, centrali e strategici nell’ambito dell’economia ilcinese, produttori che hanno contribuito a portare il nome del Brunello e di Montalcino nel mondo. Intendiamoci, in quel caso non c’era nessun Mussari da additare come “l’untore”, ma una serie di comportamenti disinvolti e “spericolati”, che indussero alcune aziende a patteggiare e declassare partite di vino Brunello e atto a divenire Brunello in semplici Igt senza il nome very appealing di Brunello in etichetta. E che portarono a rinvii a giudizio, con nomi e cognomi precisi.
Come andarono le cose lo sappiamo. Al di là di qualche piccolo “spavento”, dovuto a raccomandate con ricevuta di ritorno ricevute anche dal sottoscritto, il tacito invito a.. tacere finì con l’essere rispedito al mittente. E la stampa libera ed indipendente, su carta e soprattutto su Internet, andò avanti a scrivere delle vicende, non esaltanti, di una parte, significativa per la notorietà dei nomi coinvolti, del mondo produttivo ilcinese. E l’ha fatto anche nel caso di episodi recenti. Ignorando, rispettosamente, quegli inviti alla prudenza, quelle parole dette e non dette, quei tentativi, bonari, di “silenziamento” delle opinioni sgradite. Presentate da qualche servo sciocco come “talebane”.

Ecco perché, anche di fronte a questo dejà vu, a questa sostanziale similitudine tra il Sistema Siena ed il Sistema Montalcino, non posso non essere ottimista convinto che l’insabbiamento non andrà a buon fine, che la Magistratura farà il proprio dovere, appurando, con tutti i crismi ed il rispetto dei diritti degli imputati, che non sono ancora colpevoli, ma imputati lo sono, le responsabilità. E alla fine Giustizia la trionferà. E brinderemo tutti, magari stappando una bottiglia di Brunello di Montalcino. Di quello buono, ovviamente…
Forza giornalisti, avanti senza paura a raccontare. Anche in piena campagna elettorale!

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una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

3 pensieri su “Sistema Siena – Sistema Montalcino, parole uguali, identica volontà di mettere il bavaglio alla stampa

  1. Un’ombra di turbamento e di inquietudine, un sentimento di angoscia e di ansia; paura per il futuro e per ciò che è stato costruito con fatica e sacrificio, paura di perdere il posto.
    Sono i pensieri di una moltitudine di persone che abitano in questa provincia, che è uno dei luoghi più belli e ricchi d’Italia.

    Pensieri che…dovrebbero far pensare, che dovrebbero pesare sulla coscienza di chi ha così sconsideratamente – e con uno sguardo arrogante – usato del bene comune pensando di farlo proprio.

    Io credo però che si debba accantonare il risentimento e tutti gli altri modi di pensare (soprattutto lo spirito di vendetta!) in quanto accecanti e inutili.
    Penso che si debba chiedere fermamente la restituzione di tutto ciò che è possibile raggiungere e recuperare.

    Il nostro è un paese strano: succedono scandali a ripetizione (e questo pare molto grosso) che colpiscono la collettività. Ma i responsabili non restituiscono mai ciò di cui si sono indebitamente appropriati, anche perché l’informazione pare addestrata ad alimentare proprio quel sentimento accecante che è la sete di vendetta, la voglia spasmodica di vedere chi è (stato) potente cadere come la statua di Saddam.

    Credo sia sbagliato e un po’ istupidente. Bisogna rimanere lucidi e impedire che le responsabilità (certamente più vaste e intrecciate) siano insabbiate.
    Penso che questa terra e i suoi abitanti meritino qualcuno che aiuti a metterne in luce gli innumerevoli valori.

  2. Ha pienamente ragione la Silvana.
    C’è uno scandalo dietro l’altro che focalizza l’immagine su squallidi personaggi che ne combinano di tutti i colori sollevando l’indignazione popolare (vorrei però vedere molti di quelli si indignano una volta messi in quei posti cosa farebbero) ma il maltolto alla comunità chi e quando lo si restituisce?
    Questo capitalismo geriatrico che (spesso produce solo carta) si regge sulle furfanterie, accosti, accomodamenti e amici degli amici è devastante dal punto di vista umano ed economico.
    In questa situazione una sana iniezione di capitalismo libertario e liberale farebbe più paura di una compagnia di cosacchi ad abbeverare i cavalli alle fontane di San Pietro.
    I cosacchi, si sa, sono mammolette.

  3. Mai accettare il bavaglio! E’ per questo che anche in un blog di vino e’ auspicabile che qualche volta si discuta di argomenti all’apparenza estranei al tema principale. Pero’….se ci facciamo prendere la mano va a finire che non bastera’ lo spazio fisico. Ad esempio, in questi giorni circolano notizie di altri furbetti del quartierino, si dice che un anonimo abbia venduto migliaia di azioni Saipem, un minuto prima che fossero divulgati i dati negativi di bilancio; si dice anche di contratti gas in Algeria dove i managers ci fanno la cresta . Ecc ecc…
    Per esempio qualcuno azzarda interessantissime marachelle in Eni ed Enel , ma non vuole essere il primo a diffondere i dati, magari se li conserva pronte per l’uso alle prossime e non lontane elezioni ( dopo quelle di febbraio). Se fosse vero e questo blog seguisse , allora corriamo il rischio di parlar poco di vino e mi dispiacerebbe.
    P.S.
    ho trovato in rete questa notizia alquanto triste su un produttore vinicolo dell’Etna e mi pare doveroso citarla:
    http://ctzen.it/2013/02/05/mafia-puglia-continua-lo-sciopero-della-fame-si-ricorderanno-di-me-solo-quando-muoio/

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