Brunello di Montalcino 2008: florilegio di giudizi a Italia TV (anche il mio)

Anche quest’anno l’amico Dario Pettinelli di Italia TV ha fatto un eccellente lavoro a Montalcino nel corso dell’edizione 2013 del Benvenuto Brunello. Ha intervistato i produttori e qualche giornalista sul tema Brunello di Montalcino 2008.
Ecco i link ad alcune video interviste disponibili sul canale Youtube di Italia TV.
Al conte Francesco Marone Cinzano, all’ex presidente del Consorzio, l’inossidabile cavalier Ezio Rivella, all’ottimo produttore e past president Patrizio Cencioni, all’amico e collega Roberto Giuliani.
E se volete conoscere anche il mio punto di vista, in attesa degli articoli che pubblicherò su Vino al vino, anche la mia video intervista.

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5 pensieri su “Brunello di Montalcino 2008: florilegio di giudizi a Italia TV (anche il mio)

  1. si vede che il suo blog é in deficit di visitatori e attenzione. Come periodicamente fa, quando tenta di attirare l’attenzione, cerca di gettare fango su Montalcino ed i suoi produttori. Ho ascoltato la sua video intervista dove parla, ancora!!!, di Brunello taroccati. La vuole finire di mettere in cattiva luce Montalcino ed il suo vino?
    E dire che a Benvenuto Brunello quest’anno sono stati tutti gentili e cortesi con lei e lei ripaga il Consorzio in questo modo? Dovrebbe vergognarsi..

    • Giuseppe (ci conosciamo forse?) io non mi vergogno proprio di niente. Non faccio scandalismo, non cerco di attirare l’attenzione, che é già notevole e vivace, su Vino al vino. Mi é stato chiesto un parere sull’annata 2008 del Brunello di Montalcino e l’ho espressa.
      Ho parlato di annata irregolare, di molti vini deludenti, di tanti vini che hanno una struttura e una complessità più da Rosso di Montalcino che da Brunello, e di qualche vino “singolare”.
      I colori non sono quelli di prima di Brunellopoli, impenetrabili, inchiostrosi, super concentrati, ma sono tutto sommato normali e da Sangiovese. Ma svariati vini che in etichetta portavano l’etichetta Brunello di Montalcino mostravano sorprendenti aromi intensamente mentolato balsamici da Syrah, altri profumi e una morbidezza dolciona da mora da Merlot. Poi c’é stato il “capolavoro” che mi é arrivato sabato mattina. Un vino dagli aromi intensi, inebrianti, nitidissimi, di peperone giallo o rosso grigliato. Su questo vino mi sono confrontato con colleghi e amici come Juancho Asenjo, Gigi Brozzoni, Roberto Giuliani, con due bravi sommelier A.I.S. incaricati del servizio (inappuntabile) dei vini, e tutti hanno trovato questo vino stravagante. Tutti hanno sentito un clima da pirazine, alias da Cabernet.
      Tutti nemici di Montalcino come me? Tutti congiurati, tutti in cerca di notorietà?
      Volevo andare dal produttore, che conosco bene, e chiedergli ragione di tanta stranezza aromatica, ma ho preferito evitare discussioni. Mi limiterò a scrivergli ed esporre il caso, in attesa, se ci sarà, di una sua risposta.
      Cosa dovevo fare, caro Giuseppe, tacere? Fare finta di niente? O, giornalista indipendente come sono, avevo e ho diritto di esprimere le mie perplessità?

  2. Ho trovato interessanti le video interviste di Cencioni, Ziliani e Giuliani.
    Non ci trovo nulla di denigratorio nei confronti del Brunello il richiamo alle
    ex-aliene presenze di vitigni francesi, mentre meglio sarebbe anche per
    dare piu’ risalto a chi lavora bene e sui migliori terreni la zonazione.

  3. Se penso ai Benvenuto Brunello ruspanti di tanti anni fa, mi vengono in mente vini altrettanto ruspanti. Da incompetente e non addetta ai lavori, ma come persona che ha visto il film di questa Montalcino praticamente fin dal primo tempo (quarant’anni fa), non posso non accorgermi del viaggio straordinario del Brunello e di chi lo nutre con i propri sogni (e anche con le proprie velleità, qualche volta).
    Mi accorgo dei voli di moltissimi, di una forte consapevolezza di – alla lettera – un mondo nuovo in cui ci si va a proporre.
    Ho scritto proporre, pensando a “far conoscere”, e non intendendo “competere”. L’ho scritto volendo sottolineare che la conoscenza della terra dovrebbe essere l’obiettivo di un vino che deve trovare questo ‘tone of voice’, perché se lo può permettere, anzi deve Brunello in primis!).
    Il vino è uno dei pochi prodotti che non devono limitarsi ad essere prodotto: questa è una formidabile opportunità, ma chi si aggira in quel mondo deve andare di più al cinema (non film sul vino), leggere più libri, ascoltare tanta musica e guardare alla a terra sognando. Sogni eleganti.
    I soldi sono una conseguenza di questa capacità ben interpretata! Evviva.

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