Cristina Nonino si spiega e dice la sua su blogger, comunicazione e.. tentate “marchette”

CristinaNonino

Ha ottenuto un clamore niente male ed il risultato che mi prefiggevo, attirare l’attenzione dei diretti interessati, il mio post dove la scorsa settimana mi chiedevo, di fronte ad una stravagante e-mail che avevo ricevuto, quale idea dei blogger, della loro etica (che nel caso di alcuni é invero un po’ latitante…)del loro modo di agire e di scrivere, si fossero fatti in alcune agenzie di comunicazione online.
Oltre ad un sacco di commenti e, cosa ancora più divertente, due analoghe proposte di “sponsor post” arrivate da altre agenzie che non avevano letto il mio post (ho prontamente rimediato alla loro ignoranza inviando il relativo collegamento ipertestuale e rendendole edotte), ho ottenuto piene e soddisfacenti risposte agli interrogativi che chiudevano il mio post, ovvero: ma che razza di idea della comunicazione e che concetto di informazione libera ed indipendente via blog hanno mai determinate agenzie di comunicazione on line? E alla celebre azienda che dovrebbe fruire di questi sponsored post sono a conoscenza della spudoratezza di una simile proposta fatta ai blogger? E l’approvano?
Con me si sono fatti vive non solo l’autrice della mail che io e altri wine blogger avevamo ricevuto (invio deciso secondo una mailing discutibile che ha tralasciato di contattare fior di referenti importanti) ovvero l’agenzia di comunicazione online che ci aveva proposto di aderire “alla campagna web” per una notissima azienda produttrice di distillati. Agenzia alla quale non ho avuto cuore di rispondere, preso da un empito di umana pietas…
Ma, cosa cento volte più importante mi ha contattato prima via e-mail poi telefonicamente la celeberrima azienda produttrice di distillati con sede in frazione Percoto di Pavia di Udine, che non si limita a produrre grappe esemplari, la cui comparsa è stato uno spartiacque nella storia della distillazione italiana, ma dal 1975 ha creato un Premio Internazionale per la valorizzazione della cultura contadina che costituisce uno splendido esempio di cultura e vanta un palmarès di premiati straordinario.
Per dirla in breve prima mi ha scritto e poi mi ha telefonato, travolgendomi con la sua simpatia, Cristina Nonino, una delle tre figlie, con Antonella ed Elisabetta, della mitica Gianola Nonino.
Quella che è emerso dal nostro colloquio, è la storia di un clamoroso misunderstanding, di un corto circuito dove una precisa volontà aziendale di comunicare con quei nuovi soggetti della comunicazione su wine, spirit and food che sono i blogger è andata a remengo (eufemismo) per motivi vari. Con ogni probabilità indipendenti dalla volontà della famiglia Nonino, che tutto voleva tranne che offuscare la propria immagine e credibilità costruita in anni di intenso lavoro. E che si è trovata, per cause e responsabilità che saranno messe in chiaro in altre sedi, chiamata da me sul banco dei responsabili per una politica di comunicazione discutibile non condivisa nelle sue linee guida.
Cosa ho fatto pertanto, dopo aver avuto diversi colloqui telefonici con Cristina e Antonella Nonino? Signore, voglio precisarlo, che non ho mai incontrato personalmente e che non conosco (sono uno dei rarissimi giornalisti italiani del settore vino, con un minimo di storia professionale alle spalle, che non è mai stato invitato al Premio).
Ho pensato di consentire alle Nonino di spiegarsi (non di scusarsi) e di dare loro la parola con questo articolo dove Cristina Nonino, anche a nome delle sorelle, racconta come sono andate le cose. E dice a chiare lettere che “la lettera che avete ricevuto non risponde assolutamente alle nostre intenzioni e per questo abbiamo immediatamente provveduto ad interromperne la diffusione”.
Cosa succederà dopo questo “incidente di percorso” non è dato dirlo. Di una cosa sono certo: che dopo quanto accaduto in casa Nonino si daranno da fare con impegno e passione e lucidità di analisi per trovare  il  metodo ed il linguaggio più appropriati per farsi conoscere anche nel mondo del Web 2.0. Quello di Internet, dei blogger del wine e del food, della comunicazione on line dove hanno tutto il diritto di essere presenti da protagonisti, per libera scelta ed in base a precisi progetti.
Non perché tirati dai capelli dal loro coinvolgimento in una “attività di sponsored post” dai contorni incerti e da cui hanno giocoforza dovuto prendere le distanze. Per rispetto del lavoro di anni di Gianola e Benito, di Antonella, Cristina, Elisabetta Nonino, e di tutti i loro collaboratori. Buona lettura!

LogoNonino

Percoto, 4 marzo  2013

Caro Signor Ziliani, da sempre la prima finalità del nostro impegno in azienda è stato il miglioramento continuo, la ricerca esasperata della qualità,  l’innovazione  per la produzione della migliore Grappa del mondo, nel rispetto del territorio e della sua cultura , capace di avvicinare il consumatore più esigente.

Con questo spirito sono nate tutta quella serie di innovazioni dalla creazione della Grappa di singolo vitigno, il Monovitigno Nonino nel 1973,  alla nascita dell’Acquavite d’Uva Nonino UE nel 1984,  al Distillato di puro miele il Gioiello Nonino nel 2000,  che hanno reso la Nonino Distillatori un’azienda nel nostro settore unica al mondo per innovazione e ricerca, sinonimo di eccellenza qualitativa con riconoscimenti straordinari.

Tra questi desidero ricordare i più prestigiosi:
il Wine Spectator, la bibbia dell’enologia mondiale, che nel dicembre 2000 tra tutti i distillati del mondo sceglie la Grappa Nonino Cru Monovitigno Picolit come must per celebrare il nuovo millennio;
l’intera pagina del “Saturday’s Profile” a firma di Frank Bruni  sul The New York Times il più autorevole quotidiano del mondo  nel dicembre  2003, unica azienda italiana ad aver avuto questo privilegio seguita solo molti anni più tardi nel 2011 dal Sathurday’s Profile dedicato al  Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano (enfatizzato come riconoscimento prestigiosissimo da tutti i media italiani);
Il Premio Leonardo Qualità Italia nel dicembre 2003,  il più importante riconoscimento cui un’azienda italiana possa ambire di ricevere a conferma dell’eccellenza qualitativa,  e di cui desidero ricordare la motivazione letta dal  Presidente Carlo Azelio Ciampi nel conferirci  il Premio“ Qualità assoluta , innovazione ricerca….I Nonino sono i veri ambasciatori della Grappa italiana nel mondo.”

Tutto questo per sottolineare come la reputazione d’eccellenza della Nonino Distillatori sia celebrata  a livello internazionale da media al di sopra di qualsiasi sospetto.

Una reputazione che è il risultato di decenni di rigore ed impegno accompagnati da grandi e costanti investimenti non solo a livello intellettuale studio e formazione della Famiglia stessa, ma anche in tutto ciò che ci permette di attuare una produzione artigianale d’eccellenza qualitativa: tini in acciaio inox per la fermentazione controllata delle materie prime, 5 distillerie artigianali con 12 alambicchi  a vapore ciascuna più ulteriori 6, senza l’utilizzo della colonna di demetilizzazione (perché distilliamo solo in concomitanza alla vendemmia), oltre 1750 barrique per l’invecchiamento naturale dei distillati  solo per citare gli investimenti  più significativi

Da sempre, l’unico investimento sostenuto extra struttura produttiva è il Premio Nonino giunto alla Trentottesima  edizione, per il quale la nostra azienda compie ogni anno uno sforzo considerevole in termine di energie e di investimento economico, per l’organizzazione e la diffusione, destinandogli tutte le risorse del  budget pubblicitario.

Il Premio Nonino è considerato uno dei premi letterari più prestigiosi e seri del panorama internazionale con frequenti anticipazioni di Premi Nobel:  Rigoberta Menciù , sir Vidia Naipaul, il poeta Transtroemer , lo scrittore Mo Yen sono stati insigniti in precedenza del Premio Nonino, a testimonianza della grandezza e lungimiranza della nostra Giuria.

Una straordinaria avventura che ha certamente contribuito a far diventare la Grappa Nonino non solo sinonimo di acquavite di qualità ma anche simbolo di celebrazione dei valori e della cultura contadina, oggi più che mai attuali. Tutta questa premessa è necessaria perché Lei possa comprendere quanto è accaduto e trarre le Sue conclusioni.

E’ dal 2011 che grazie ad una serie di partecipazioni a convegni e colloqui abbiamo preso consapevolezza della grandissima opportunità offerta dalla rivoluzione del Web 2.0 e dei  Social Networking per le aziende che fanno della trasparenza e correttezza la propria filosofia di lavoro e di comunicazione. Spinti da grande entusiasmo abbiamo quindi deciso di muoverci su questi nuovi terreni.

NoninoLogo

Immediatamente, però, ci siamo resi conto della nostra ignoranza relativa a questi nuovi ambiti e, proprio per non mettere a repentaglio la nostra reputazione, nel mentre in passato abbiamo sempre gestito i rapporti in prima persona, in questo settore abbiamo cercato di acquisire la collaborazione di un interlocutore qualificato che potesse aiutarci. Questo è stato, con tutta probabilità, il nostro errore.

Questa impreparazione sull’argomento costituisce un problema rilevante e riguarda la maggior parte delle aziende, che (e noi fra queste), sono analfabete rispetto ai nuovi linguaggi del web e, cosa a mio parere ancor più grave,  non trovano punti di riferimento, regole, indicazioni di massima  per capire quale sia il modo corretto con cui è opportuno relazionare con Voi.

La lettera che avete ricevuto non risponde assolutamente alle nostre intenzioni e per questo abbiamo immediatamente provveduto ad interromperne la diffusione. L’accusa che ci può essere mossa è quella di aver peccato di ingenuità, data la nostra ignoranza in questo settore, nell’aver affidato ad altri il compito per trovare  il  metodo ed il linguaggio più appropriati per farci conoscere anche nel Vostro mondo.

Spero che quanto accaduto possa stimolare una riflessione sul fatto che sia giunto il momento di superare la deregulation che caratterizza il web 2.0, perché incidenti di percorso come il nostro potrebbero impedire una crescita di dialogo e confronto costruttivo a beneficio sia delle aziende per bene che del consumatore finale.

Resto a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti e sperando nella Sua comprensione colgo l’occasione per inviarLe i più cari saluti

Cristina Nonino
Nonino Distillatori Spa

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30 pensieri su “Cristina Nonino si spiega e dice la sua su blogger, comunicazione e.. tentate “marchette”

  1. Mah. Tutto bene eh, ci mancherebbe, errori ne commettiamo tutti e questo non sarà né il primo né l’ultimo, anzi è il bello e si cresce, sempre.
    Certo appare un poco ingeneroso addossare l’intera colpa dell’accaduto alla ragazza che si è occupata della comunicazione dal momento che – a meno che non fosse persona o agenzia del tutto fuori controllo – immagino che qualche incontro, linea guida o programmatica con l’azienda, così attenta alla propria reputazione così come ci conferma una delle sorelle Nonino, ci sia ben stato.

    Ciò che però non ho compreso bene o se ho ben compreso non condivido, è la chiosa finale sul superamento della “deregulation” dove alla fine, l’idea sembrerebbe quella di scaricare la responsabilità di una – per altro palesemente ammessa – incompetenza nel gestire la comunicazione online, sulla rete stessa.

    Non funziona così secondo me.
    Se oggi la Nonino si accorge della rete e decide di intraprendere un cammino dove tutti ma proprio tutti sono ben felici di andare ben oltre questo spiacevole incidente, non addossi alla rete stessa la responsabilità di un proprio (piccolo) fallimento ma si assuma le proprie responsabilità, quanto meno di concerto con la povera pr che si sarà limitata ad eseguire delle direttive.

    Poi ripeto, nulla di grave, veramente ma non diamo la colpa alla rete per lenire i lividi delle nostre mancanze.

    Fil.

    • Ronco, Cristina Nonino non ha bisogno di difensori e preciserà, se lo riterrà opportuno, da sola, ma non mi sembra proprio che abbia dato colpe alla Rete per l’accaduto, scrivendo “credo che sia giunto il momento di superare la deregulation che caratterizza il web 2.0, perché incidenti di percorso come il nostro potrebbero impedire una crescita di dialogo e confronto costruttivo a beneficio sia delle aziende per bene che del consumatore finale”, ma ha lamentato, così mi é parso di capire, uno stato confusionario delle cose dove mille soggetti, non sempre preparati, si propongono come strumenti di dialogo tra aziende, consumatori, comunicatori. Soggetti che dovrebbero essere di aiuto e talvolta invece combinano pasticci.
      Quanto alla “sacralizzazione” della Rete, andiamoci cauti. Capisco che il momento, con l’esaltazione aprioristica dei pregi della Rete che arriva da qualche neonato soggetto politico un po’ confusionario, è favorevole a fare della Rete il centro del dibattito e tende a riconoscere alla Rete solo pregi e nessun difetto. Ma i difetti la Rete, il Web 2.0, li hanno. E comunicare sul Web non é sempre agevole. E non tutti sono in grado di saperlo fare

      • Non sono assolutamene daccordo a definire confusionario il ”nuovo soggetto politico”. La strategia di rete dei fondatori del M5S e’ alquanto raffinata e si poggia su basi scentifiche forse incomprensibili per i profani di rete. I vecchi soggetti, in quanto vecchi ed inetti di rete , ancora non l’hanno capito e ne pagheranno conseguenze irreversibili.
        Infatti per salvarsi non bastera’ una telefonata o una comunicazione di rettifica alla Stampa.

        • “raffinata” la strategia grillina scandita a colpi di insulti e vaffanculo? Ma scherziamo? Basi scientifiche? Spero stia scherzando Roberto. Io non sono affatto “digiuno di rete” o profano, ma la raffinatezza, la sostanza, la serietà di questo messaggio grillino mi sfugge. Coglione io o… ?

          • Non sto scherzando, le mei parole sono frutto di analisi, infatti mi riferisco alla ideologia del Movimento che e’ stata diffusa con una Comunicazione efficace sfruttando la rete. Come si impara nei corsi di marketing, una ideologia, per far presa, ha bisogno dell’aspetto materiale concreto. Infatti per questo Dio si e’ fatto uomo. Oggi Grillo usa le parolacce, duemila anni fa hanno usato lo Spirito Santo.E ancora funziona.

          • Massimo rispetto per lei Moschella, ma mi permetta di dissentire con quanto sostiene

    • caro Filippo Ti ringrazio per aver compreso la nostra buona fede. Per quanto riguarda la mia riflessione finale, forse la parola deregulation può dare adito ad interpretazioni che non esprimono al meglio quella che è la mia personale e modesta posizione. Ora provo a spiegarmi. Una delle caratteristiche straordinarie del web, che ha contribuito a decretarne il successo globale è di offrire a chiunque la possibilità di utilizzarlo senza alcuna limitazione garantendo così la massima libertà di espressione per tutti coloro che ne fanno uso: E’ il mezzo di comunicazione più democratico che esista e per questo io lo rispetto e lo apprezzo. Ma la grande accessibilità non ne garantisce in modo automatico l’utilizzabilità per qualsiasi tipologia di utente Anzi! navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti multimediali e non e di servizi può creare grande difficoltà a chi non ne è avvezzo e questo sì può diventare un punto di criticità.
      E’ su tale ambito che ritengo ci sarebbe bisogno di maggior chiarezza sulle modalità di interazione ed utilizzo. Perchè voi esperti non ve ne fate carico magari con la collborazione dei media tradizionali che potrebbero fare da tramite? sarebbe un gesto generoso e di apertura verso quegli innumerevoli analfabeti del web che vorrebbero entrare nel Vostro mondo ma non ne sono capaci Per testimonianze dirette posso confermarti che tantissimi piccoli imprenditori si sono trovati in situazioni spiacevoli come la nostra ed hanno rinunciato a ritentare l’esperienza! Una perdita per tutti! cosa ne pensi? Cristina Nonino

      • Cara Cristina, grazie per il tu.
        Sfondi assolutamente una porta aperta. Quello che posso dirti è che nel mio piccolo sono molti anni che faccio la mia parte con assistenza quotidiana gratuita ad aziende e professionisti, con non-conferenze, con corsi di avvicinamento, incontri, eventi, ecc., ben accompagnato da tanti amici. Non dico professionisti perché si tratta prevalentemente di autodidatti prestati alla formazione che amano trasferire il proprio know how ma le opportunità e le comunità di formazione ci sono e sono ampie e diversificate.

        Ecco, capisco le necessità e le difficoltà organizzative di una grande azienda, però il mio sommesso suggerimento è di provare a spendersi in prima persona (a guardare la foto il physique du rôle c’è tutto e, sono certo, anche le teste) magari previa acquisizione dei rudimenti di base.

        Un caro saluto.

        Filippo

        • E’ esattamente quello che ho fatto. Ho partecipato a corsi e conferenze di “esperti” con reputazione riconosciuta e, guarda il risultato! Potrai pensare giustamente il problema è mio e soltanto mio ma il fatto di scoprire che tante altre aziende si sono trovate nella nostra situazione la dice lunga
          La mai sensazione è che “qualcuno ” approfitta della non conoscenza altrui per proporsi come intermediario professionale ideale …….Non dimenticarTi che chi lavora in aziende a gestione famigliare non ha tantissimo tempo disponibile soprattutto in questi periodi ed ecco perchè cerca aiuti. Sono convinta che ci vorrebbero indicazioni chiare ed oggettive, non interpretabili e facilmente fungibili così da non cadere in errore. La Tua disponibilità a dare indicazioni è encomiabile ma sarebbe molto utile se potesse essere visibile anche attraverso i media tradizionali. Ribadisco il mio pensiero: manca un linck tra web e mezzi di comunicazione tradizionali è su questo che sarebbe necessario lavorare , almeno fino a quando tutti saranno competenti di web.

          • I media tradizionali (tutti) stanno confluendo in rete. E’ un processo iniziato una quindicina di anni fa con le radio, poi allargatosi alla carta stampata e quindi alle televisioni che infatti sono usufruibili anche online in modo sempre più ampio e trasversale. Insomma, la rete come luogo nel quale confluiscono persone, aziende e media.

            Mi pare comunque ci sia anche molta più convergenza e dialogo rispetto anche solo a 5-10 anni fa tra rete e media tradizionali: oggi i giornalisti e i blogger più influenti spesso siedono alla stessa tavola, scambiano pareri, alimentano conoscenza in senso bidirezionale.

            Poi vabbè, tanti son rimasti affezionati alle dicotomie.

            Come scrivevo più sopra, è difficile oggi potersi confrontare con professionisti degni di questo nome anche per un motivo oggettivo: gli stessi corsi di formazione scolastici superiori e le lauree in questi ambiti sono assolutamente recenti ed è il motivo per cui nel mio commento precedente ho preferito la parola amici in gamba :) Ci sono molte persone con lunga esperienza che vengono da usenet (e pure da più indietro) che hanno camminato a lungo nel fango, che si sono sporcate le mani e che sono oggi in grado di raccontare e trasferire un know how prezioso di cose apprese sul campo. Esperienza, tutto qui. Alcuni ne hanno fatto un lavoro a tempo pieno, altri lo fanno come secondo o terzo lavoro.

            Poi ci sono un certo numero (basso) di professionisti veri su singoli aspetti, quasi sempre molto tecnici. Penso ad esempio all’ottimizzazione per i motori di ricerca, il web publishing, la sistemistica, la pianificazione pubblicitaria, il social marketing (o meglio la comunicazione sociale tesa all’aumento delle relazioni e quindi delle potenziali vendite nel medio-lungo periodo) ma già qui, più si esce dallo specifico tecnico, il concetto di “esperto” o di “professionista” si allarga molto, troppo. Un buon metodo di solito è verificare cosa hanno fatto le persone a cui decidi di affidarti, vedere quale esperienza concreta hanno sul campo, dove abbiano maturato le loro conoscenze specifiche o generiche. E’ poi molto difficile trovare tuttologi veri, è molto più facile trovare uno che sa molto di una cosa e poco di un’altra.

            Esiste infine un numero molto ampio di sedicenti “professionisti” del marketing online di cui il mondo è pieno. Anzi è proprio il flagello del terzo millennio :) Credo sia la categoria con il maggior numero di “esperti” esistente sul globo terraqueo. Io Ho una quindicina di anni di esperienza varia e articolata in vari ambiti e mi guardo bene dal definirmi un esperto come me molte altre persone in gamba con cui mi accompagno. Questo anche perchè lì fuori c’è sempre qualcuno più in gamba di te e da cui puoi imparare, quindi il low profile è d’obbligo.

            Ora, non so se i mediatori designati per questo trasbordo o congiunzione di mondi debbano per forza essere i media tradizionali così come mi pare che tu auspichi. Dal mio punto di vista, per imparare bisogna forzatamente sporcarsi le mani, scendere nell’arena, se non altro per comprendere se le scelte delegate a terzi (successivamente) siano scelte condivisibili o meno, voglio dire, prima di delegare dovete per forza avere cognizione piena dell’impatto che queste scelte avranno.

            Il più grande consiglio che posso darti è “dare prima di ricevere” nel senso di spendersi prima di provare a ottenere qualsiasi cosa in cambio come ritorno o contropartita. Questa è la formula che a mio avviso paga di più nel lungo periodo. Sicuramente la più faticosa ma sicuramente anche la più efficace, sicura, trasparente e redditizia.

            Se vuoi possiamo continuare il discorso in privato per non ammorbare il blog di Franco con i miei pistolotti prolissi: info@vinix.com è un indirizzo facile al quale mi trovi sempre.

            Buon lavoro.

            Ciao, Fil.

          • pubblico questo lungo “pistolotto” nonostante non si configuri più come un commento e un contributo al dialogo, ma come una lezione o una candidatura per fornire consulenze professionali. Meglio che a questo punto il discorso tra voi continui in privata sede.

      • Salve Cristina, mi chiamo Fabio e sono un semplice appassionato di vino e web. Ho seguto da semplice spettatore, ed appasionato naturalmente, tutta la vicenda; Le faccio subito i miei complimenti per la prontezza di riflessi nel chiarire la situazione, e questo già è indice di “conoscenza delle potenzialità” del Web. Purtroppo come ha notato è facile “far danni” in rete, ma la rete appunto è una rete….un insieme di 1 e 0 che non vivono di vita propria e non prendono decisioni, ma seguono direttive, comandi e ordini di chi la usa; purtroppo il proliferare di web agency (o presunte tali) nate dal nulla provocano queste spiacevoli situazioni non fanno altro che sminuire ed offuscare sia il nome di grandi e storiche aziende come la sua, offuscare il lavoro di web agency serie e preparate e anche ad offuscare le “capacità” del popolo della rete che passa come un branco di persone che prendono come oro colato qualsiasi informazione arrivi dalla rete stessa, ma che come avrà ben notato non è così. Le auguro di trovare una agenzia/professionista seria/o e preparata/o per il futuro, sicuro che questo piccolo errore sia più costruttivo di quanto si creda. Saluti
        Fabio Tognella

        • concordo in pieno Fabio. Diciamo che nella fase subito dopo lo “spiacevole accaduto” le sorelle Nonino sono state ben consigliate sul come reagire… :) Ma ora vedo che i “consiglieri”, quelli che vogliono spiegare loro come e cosa fare abbondano… E sono venuti prontamente alla ribalta come mi aspettavo

  2. Cercherò di essere più chiaro o meglio, più esplicito.
    Qui il passo falso l’ha fatto l’azienda secondo il mio modesto punto di vista, non c’è molto da arguire. Perché o l’errore è stato commesso nelle istruzioni impartite al fornitore di servizio o l’errore è stato commesso nella scelta dell’intermediario designato. Non posso immaginare che un marchio di questa storia ed importanza, con un’attenzione importante alla reputazione, abbia dato carta bianca a qualcuno senza nemmeno interessarsi di cosa si sarebbe andato a proporre alla stragrande maggioranza dei siti e dei blog più influenti della penisola, senza neppure un vaglio del testo. Se così fosse sarebbe stato un comportamento quanto meno incauto.

    Non so, a leggere le parole di Cristina Nonino io ho inteso che volesse in qualche modo stabilire un nesso di causalità tra l’incidente accaduto ed il fatto che il web (1, 2 o 3.0, non conta molto) non abbia regole ed ascrivere in qualche modo a questo dato – tutto da discutere – la causalità dell’evento.

    Non vorrei farla più grossa di quel che è. Lettere di questo genere ne arrivano a pacchi ogni giorno e si tratta davvero di un banale incidente di percorso, soprattutto dovuto alla scarsa chiarezza del testo della lettera.

    Ciao, Fil.

    • per la seconda volta nella giornata non sono d’accordo con te Ronco. Torna il deficit di comunicazione d’antan?
      Certo che l’azienda ha sbagliato ed il fatto che Cristina Nonino sia intervenuto lo testimonia. Ha sbagliato forse, ma non sta a me dirlo, nella scelta dell’agenzia di comunicazione e soprattutto nella definizione del progetto di comunicazione verso il mondo Web 2.0 e la blogosfera, non avendo le idee chiare.
      Ma ora, recitato un debito mea culpa, e ammessi gli errori, intende cambiare strategia e voltare pagina.
      Anche sul fatto che l’accaduto non sia grave non sono d’accordo. Vero che di proposte del genere ne arrivano parecchie, ma mi preoccupa il tipo di “cultura” che questo genere di proposte mostrano. E l’idea che i blogger siano disponibili, come tanti giornali della carta stampata, a fare marchette o quanto meno redazionali pubblicitari.
      Poi magari nella valutazione di quella lettera possono entrare in gioco altri fattori. Cose che chiamano in causa una favola attribuita ad Esopo dove chi non riesce a raggiungere un qualcosa dice che quella cosa non é importante e non vale. Lo dicevano, dei miei post, anche ai tempi di Brunellopoli. Posso accettarlo che possano dirlo anche ora. fz

  3. Posso dire che non mi è piaciuta nemmeno la lettera di riposta? L’accusa che gli è stata fatta non è l’ingenuità ma, anzi, la furbizia. Che poi si accusi la Rete per loro errori mi pare fuori luogo

  4. Sono un po’ delusa….: nella risposta della giovane Cristina non ritrovo né l’energia che traspare dalla foto della stessa, né il passo che ho sempre attribuito alla distilleria Nonino.
    Il passo, anzi la falcata, che qui non supporta la spiegazione un po’ flebile..
    Indipendentemente dalla fenomenologia della rete, ci sono le regole del gioco, in pubblicità e dintorni, che tu Franco hai così bene sottolineato nel precedente post. Regole bypassate con un comportamento niente trasparente. Come fa un committente a perdersi su questo punto?
    Ma – animo! – per una scivolata non siamo mica qui a indire processi alla famiglia Nonino: sta di fatto che un po’ di ginnastica su questo tema non fa niente male, no?!

  5. Accogliendo la tesi della sig.ra Cristina Nonino, direi che il punto focale a questo punto diventano le agenzie di stampa.
    A loro l’arduo compito di identidicare chi tra noi, comunicatori navigati o in erba del web 2.0, possa essere interessato al prodotto dell’azienda cliente e abbia voglia di approfondirne e diffonderne la conoscenza.
    Specifico meglio per non essere frainteso: non intendo identificare i soggetti disposti alle “marchette” ma quelli che possiedono competenza, diffusione e appeal adatti alle esigenze del cliente.
    Altra idea potrebbe essere quella di riconoscere ai wineblogger una dignità, non dico pari a quella dei comunicatori professionisti, che hanno regole e un codice deontologico riconosciuti, ma almeno propria, convincendo gli enti organizzatori di eventi fieristici importanti di coinvolgerli come veri “operatori” (ovviamente rispettando delle regole di accesso definite da produttori ed enti organizzatori stessi). Ovvio che in un settore dove le regole sono inesistenti il prezzo da pagare è rappresentato da cani sciolti, incompetenti e marchettari, ma pian piano si possono isolare o far rientrare nei ranghi.

  6. Intanto una cinquantina di righe di presentazione (per chi per caso non sapesse chi fosse Nonino): secondo i migliori dettami della regola numero uno: “Ogni critica é un’occasione di dialogo” . Poi, numero due, ci ha messo la faccia , presto e bene. Cosa di questi tempi non ovvia. Furlana e figlia di tanta madre. A me sembra che non siano le ovaie toste che manchino e che Nonino non abbia bisogno di affidarsi a nessuna agenzia esterna, vista questa reazione. Chapeau!

  7. desidero ringraziarVi tutti per la disponibilità e la schiettezza con cui avete commentato quanto mi è accaduto. Gli errori è preferibile evitarli ma se accadono, possono essere una grande opportunità per imparare e crescere . E anche per questo Vi sono grata. Farò tesoro delle Vostre riflessioni e mi permetterò di confrontarmi con Voi quando avrò dei dubbi. Spero di non essere inopportuna nel dirVi che, se avrete occasione di passare in Friuli, sarò felice di accoglierVi insieme a tutta la mia Famiglia e farVi partecipi del nostro lavoro. Con i più cari saluti ed un sincero GRAZIE . Cristina Nonino

  8. le cose saranno sicuramente andate come le ha descritte Cristina Nonino. Certo che viene difficile pensare che con un cliente così importante l’agenzia di comunicazione esterna si sia presa la briga, ed il grosso rischio, di inviare una comunicazione come quella pubblicata da Ziliani senza avere il semaforo verde preventivo dell’azienda.
    Se così fossero le cose si tratterebbe di un caso di dilettantismo e di improvvisazione imperdonabile, altrimenti…
    Altrimenti si possono delineare altri scenari, nessuno a priori escluso.
    La verità la conoscono solo le Nonino e quell’agenzia di comunicazione che ha inviato le mail ai blogger

    • mi scuso per il ritardo nella risposta. Sono andato a leggere e ho scoperto di trovarmi di fronte non tanto ad illazioni, che necessiterebbero di conferme, e non solo in questa sede, ma di autentici vaneggiamenti da parte di entità in disperata ricerca di identità. Ma poiché ci si arrabbia, se é il caso, solo con chi esiste e non con chi ambisce a dare segnali della propria esistenza, del senso della propria vita, non ho niente da commentare di fronte a parole prive di senso pronunciate da carneadi.

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