Falanghina: Flora e il suo Gran Momento. Due capolavori firmati I Pentri

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Siamo in provincia di Benevento, nel Sannio tra il Matese sud orientale e il Monte Taburno, nella Valle Telesina al confine tra Castelvenere e Guardia Sanframondi, all’interno di un sistema collinare che oltre ad essere molto vitato è particolarmente adatto anche alla coltivazione dell’olivo (proprio frequentando la famiglia Meola-Falato, per il loro vino, ho imparato anche ad apprezzare le varietà locali di olivo: Raccioppella, Ortolana, Ortice, tanto da esserne diventata dipendente…. ma questa è un’altra storia!).

Lia, Dionisio e Alessandro, ovvero l’azienda I Pentri, quando parlano di lavoro sono un’equipe perfettamente affiatata, sono dei complici, dei compagni di lavoro e questo assai prima di essere una famiglia molto unita. Lo si vede dagli sguardi, dai discorsi, dai sorrisi, dai piccoli rimproveri che si scambiano. Insieme condividono la passione totale verso ciò che fanno: ricercatori di cloni antichi, osservatori attenti di terreni esposizioni e metodi colturali, pignoli e rigorosi nel seguire la natura nei percorsi che la stagionalità impone e infine, determinati nell’essere suoi rispettosi interpreti. Non ci si stanca di sentirli parlare del loro lavoro: le loro mani, i loro occhi, le loro parole sono espressivi, autentici e passionali come il vino che ci servono nel bicchiere.

E far parlare Dionisio (nomen omen!) del suo lavoro e del suo vino è illuminante, la sua cadenza campana è musicale (ha qualcosa dell’attore 50enne Marco Messeri, ma più solido e sicuro di sé), quello che dice è limpido, schietto, apparentemente semplice, e pure se conosciamo un poco questo mondo sappiamo quanto sia difficile da mettere in pratica. Ma Dionisio è così per carattere e basta ascoltarlo per capire che ciò che fa è ciò che è, non ci sono ombre o altre dimensioni o mire diverse dall’ottenere il miglior prodotto possibile secondo un sistema che per questo ‘staff’ è chiaro, maturato e condiviso.

Questo dalla sua voce: ‘Le uve che vinifichiamo sono provenienti esclusivamente da vigneti di proprietà, i terreni sono coltivati in modo naturale, con sovesci di erbe spontanee… le nostre vigne non conoscono il diserbo. Le uve sono raccolte a mano,  selezionate in vigna nelle annate difficili, vengono portate in cantina e lavorate cercando di conservare il più possibile le caratteristiche dell’annata; le fermentazioni  per i rossi sono spontanee, per i bianchi attivate con lieviti indigeni, con una cuvée preparata da noi, con le nostre uve. Sui vini rossi non vengono effettuate filtrazioni, sui bianchi pratichiamo una leggera filtrazione; nessuna alta aggiunta e nessun tipo di chiarifica.

Il vino è accompagnato fino alla bottiglia, dalla cura personale di tutti e tre. L’affinamento cambia di anno in anno a volte li lasciamo sulla feccia di più a volte meno dipende da annata e  dal loro sviluppo, non parliamo poi delle fermentazioni, abbiamo tutti i vini bianchi ancora in fermentazione! Per noi lo sforzo che da molti anni facciamo impiantando le nostre vigne nei suoli  che riteniamo più adatti alle diverse tipologie è molto importante e ci sta dando molta soddisfazione, nei nostri vigneti abbiamo piedirosso, sciascinoso, aglianico, falanghina, fiano e malvasia.’

Flora 2011

Flora è una Falanghina in purezza ed è per quanto concerne questo vitigno l’espressione più complessa e interessante che il Sannio sappia tradurre in vino a base Falanghina. Si può dire che il Fiano grazie ad interpreti capaci quali Picariello, Romano, Gaita, Di Prisco, Troisi, Loffredo, per citarne alcuni ha già varcato la soglia della notorietà, ma la Falanghina è ancora in attesa, e Flora, che deve il suo nome all’antica dea della primavera dei Sanniti, è sicuramente un emblematico, esempio di cosa questo vitigno possa regalare!

La luce è una caratteristica che nei vini de I Pentri si ripete e se sui rossi diventa la luce tersa e fitta della notte, nei bianchi è una brillantezza intrappolata che rende i vini vivi e Flora 2011 non fa eccezione: un oro giallo brillante con riflessi verdi caldi; il naso è potente quasi violento ma molto ricco: camomilla, ananas, liquirizia erbe aromatiche e una certa mineralità che riconduce il naso a ricordi d’oltralpe… e poi la bocca che è polposa e salata, sapida e avvolgente, piena e succosa, matura e tonica, calda e viva. Flora è uno di quei vini che in accostamento al cibo scardinano almeno un paio di luoghi comuni!
E’ meraviglioso con formaggi sapidi e strutturati, è perfetto con piatti di carni bianche e aromatizzate: io me lo sto già pensando sul capretto di Pasqua secondo la tradizione bresciana; è magico con tagliatelle ai porcini o con salsiccia fresca e fagioli bianchi stufati…

Aspetto con grande curiosità il Flora 2012!

PentriGranMomento

Gran Momento di Flora 2002

Una parte di Flora, in alcune annate e per caratteristiche stagionali, viene imbottigliato come Gran Momento di Flora. Nel 2002, vendemmia che tutti sappiamo essere stata particolarmente difficile, piovosa in una parte di vigneto si è venuto a creare un clima particolare che ha favorito lo sviluppo di botrite…  e perciò, una vendemmia protratta, una raccolta attentissima e ripetuta in varie fasi, acino per acino. Le annate fino ad ora che lo hanno reso possibile sono il 2002, il 2005, il 2009.

E’ oro liquido acceso e caldo, è minerale e ricco di sfumature di erbe aromatiche, se Flora ammicca all’oltralpe, Gran momento ‘rieslingheggia’ proprio! Idrocarburi, origano, santoreggia, camomilla, miele. In bocca è un burro sapido e aromatico, caldo e succoso, una sfumatura di tannino. Equilibrio e potenza. Negli ultimi sei anni ho avuto la fortuna di assaggiarlo almeno 6-7 volte ed in ognuna ho provato un piacere nuovo intenso e in crescita, questa che vedete è la mia ultima bottiglia ma è un sacrificio che ho fatto molto volentieri!

Se avete l’occasione di incontrarlo (!) non abbiate timore di destinarlo alle situazioni più complesse e ricche, la mia emozione più grande con Gran momento di Flora 2002 è stata con patè di foie gras, cipolle senapate e Roccaverano maturo.

Wilma Zanaglio

I PENTRI
Castelvenere
via Sannitica Km 72.
Tel. 0824.940644

http://www.galtiterno.it/aziende/falato/welcome.html

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7 pensieri su “Falanghina: Flora e il suo Gran Momento. Due capolavori firmati I Pentri

  1. che bello saperti ancora in pista, ma, sulla Falanghina in generale, non mi lascerei andare a così entusiastici aggettivi. Ok sono diverse secondo
    altitudini e terreni, ma l’urlo non mi è mai uscito. Da 15 anni mi sbatto con Simone, vai qua, senti quello, cosa dicono le guide ed il Masna e poi i consigli di quelli che sai che ne sanno, chiedi ai bravi produttori campani
    di greco o fiano …tutto inutile, niente orgasmo. ciao

    • Carissimi, credo che al vinitaly non avrete perso l’occasione di andare ad assaggiare alcune falanghina… non so se siete passati dai Pentri, ma se avete assaggiato il loro 2011 non può avervi lasciato indifferente ! (credo che il 2012 stia ancora fermentando).

  2. -scusate mi è partito il colpo prima d’aver finito- e questo dimostra come quelli de I Pentri siano vini che hanno bisogno di tempo per esprimersi ed è proprio questa la straordinaria differenza con le altre Falanghina. I miei toni sono assolutamente entusiastici e convinti il 2002 è incredibile! Ed è vero che il piacere è sempre totalmente soggettivo, ma non sono da sola a credere in Flora e nel suo Gran momento… Pignataro, Sangiorgi, e… Parker condividono con la stessa convinzione il mio parere. Ma se così non fosse per me non cambierebbe nulla! Ciao Silvano a presto!

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