Quattro anni di reclusione per l’attentatore di Case Basse. Una pena equa? Non direi proprio……

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Leggo da Montalcino news di oggi questa notizia:
“Condannato a quattro anni di reclusione. È la sentenza del giudice Monica Gaggelli che, oggi, accolta la richiesta della difesa, di procedere con rito abbreviato, ha giudicato colpevole Andrea Di Gisi, l’ex dipendente della cantina Case Basse, di Gianfranco Soldera, di aver sversato nelle fogne di 626 ettolitri di Brunello di Montalcino. Nell’udienza il pubblico ministero Aldo Natalini aveva richiesto sei anni di reclusione: quattro anni di carcere per l’accusa di sabotaggio, l’aggiunta di un anno per la continuazione del reato e un altro anno per danno aggravato, ma, dal momento che il giudice ha concesso alla difesa la formula del rito, che prevede la riduzione della pena, il pubblico ministero ha formalmente richiesto una carcerazione complessiva di quattro anni.
Una sentenza che non soddisfa Andrea Di Gisi che, attraverso il suo legale Maria Rita Maccioni, fa sapere che, tra 90 giorni, ovvero dopo che il giudice avrà depositato le motivazioni della sentenza emessa oggi, si riserva di ricorrere in Appello.
Ma qual è stata la linea difensiva portata avanti da Di Gisi? “Abbiamo eccepito l’inutilizzabilità di alcuni atti di indagine tra cui le intercettazioni ambientali eseguite, a nostro parere, al di fuori dei casi di ammissibilità espressamente previsti dalla legge – spiega l’avvocato Maria Rita Maccioni – abbiamo inoltre richiesto la derubricazione del reato di sabotaggio contestato dal pubblico ministero nel reato, meno grave, di danneggiamento, contestato altresì la quantificazione della pena richiesta soprattutto in relazione alla personalità del Di Gisi, erroneamente dipinto dalla pubblica accusa come un pericoloso criminale”.
Ma le richieste di Di Gisi non sono state accolte e, forse, potrebbero essere riproposte in appello. Al processo, a porte chiuse, non c’era Andrea Di Gisi, tutt’ora agli arresti domiciliari nella sua casa romana, c’era solo il suo avvocato Maria Rita Maccioni, originaria di Montalcino, il legale della difesa Nicola Mini e Gianfranco Soldera”.

Interrogativo

Sempre meglio che niente pensare che quell’autentico farabutto che si è reso colpevole di un gesto tanto infame passerà, se non ci saranno riduzioni di pena, attenuanti e cose varie, almeno quattro anni in galera.
Ma la domanda nasce spontanea: è da considerare giusta una giustizia che permette ad una persona che di fatto ha ucciso togliendola dal mercato per anni un’azienda e ha rischiato di uccidere veramente, non a parole, il suo artefice, perché lo spettacolo di quello scempio in cantina era veramente a rischio di infarto o di ictus, di cavarsela con soli quattro anni di galera?
A me sembra proprio di no, è una pena troppo leggera, non commisurata alla gravità della pena e del danno ingentissimo causato non solo a Soldera ma a tutto il mondo del vino e al Brunello di Montalcino.
Mi auguro che a ricorrere in appello non sia solo Gianfranco Soldera, ma quel Consorzio del Brunello di Montalcino (dal quale dicunt Soldera intenda uscire) che è stato oggettivamente danneggiato dall’atto squallido e inqualificabile (in altri articoli in verità avevo usato un altro aggettivo, ma pare non sia stato molto gradito…) compiuto ai danni di una delle aziende simbolo del bel borgo senese e del suo vino emblema, il Sangiovese in purezza conosciuto in tutto il mondo come Brunello di Montalcino. Me lo auguro, ma andrà veramente così? Presidente Bindocci se c’è batta un colpo e si faccia sentire. Cosa che dovrebbe fare, credo, anche il Comune di Montalcino

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10 pensieri su “Quattro anni di reclusione per l’attentatore di Case Basse. Una pena equa? Non direi proprio……

  1. Pingback: Soldera update: 4-year prison term for vandal, 6 requested by prosecutor | Do Bianchi

  2. Sig. Ziliani, a quanto dovrebbe ammontare (in termini di anni) secondo lei la pena giusta? Non dimentichiamoci (tanto per citare un esempio) che un tale zio Michele di Avetrana, è tranquillo nella propria dimora con alle spalle il reato di occultamento di cadavere.
    con ciò non giustifico l’atto ignobile di Case Basse, ma ho sempre più l’impressione che Italia e giustizia non vadano ormai da anni su binari paralleli.

    • non sono un avvocato e un uomo di legge ma penso che solo quattro anni, con ipotetiche varie condizionali e riduzioni di pena dovute a buoni comportamenti durante la detenzione siano ridicoli e che costituiscano una forma di invito a ripetere atti ignobili analoghi nel caso di eventuali altri produttori di Montalcino che non dovessero sottostare alla “regole” (plurale femminile) del “sistema Montalcino”. E che, come nel caso di Soldera, rompessero la tacita consegna del silenzio (stavo per dire dell’omertà) che la stragrande maggioranza dei produttori ilcinesi in questi anni hanno tacitamente accettato.
      Quanto a “zu Michele” il mio ragionamento é molto semplice. Comandassi io quel tipo e la sua cara figliola non sarebbero più agli arresti domiciliari o in galera, mantenuti con i soldi di noi contribuenti. Sarebbero da tempo finiti, vivi, finché campano, in fondo a quel pozzo dove é stato gettato vilmente il corpo della povera Sara…
      Datemi pure del “fascista” se la penso così, ma francamente ME NE FREGO.
      P.S.
      Segnalo en passant che l’A.I.S. Sondrio organizza per il prossimo 19 aprile un incontro degustazione con Gianfranco Soldera ed i suoi vini. I costi sono… da Soldera, ma l’occasione é unica…
      http://www.aislombardia.it/notizie/1670-il-produttore-si-racconta-gianfranco-soldera.php

  3. A mio parere, una sentenza equilibrata. E’ vero che il danno è enorme, non solo per Soldera (ma soprattutto per lui e per il lavoro di anni andato perduto e così avvilito).
    Allora – paradossalmente – per aver fatto sparire venti miliardi (dei risparmiatori), mandata in fumo una banca pluricentenaria, annichilita una città, quanti ergastoli si dovrebbero prevedere? (Beninteso, oltre alla restituzione del maltolto).
    La risposta è: parecchi ergastoli, se fossimo in altri paesi, invece pare di no.
    Quattro anni, scontati davvero, a me paiono una sentenza normale. Ma il risarcimento dei danni, i ‘banali’ danni economici, in questo consiste la vera dissuasione: non solo in questo caso.

  4. Vorrei ricordarti che Pietro Maso, che ha ucciso i genitori per avere i soldi per fare la bella vita, è già libero. E che Enzo Tortora fu messo in galera e esposto alla gogna mediatica senza nemmeno che ci si curasse di appurare se le accuse erano infondate o meno. Se i magistrati di questo disgraziato paese fossero una ditta che ripara le auto, dopo tutti gli errori impuniti (e impunibili) che fanno nessuno si servirebbe più da loro. Ma noi non abbiamo scelta. Non meravigliarti più di tanto se tra due anni chi ha distrutto un patrimonio di Montalcino e dell’enologia italiana sarà libero come un fringuello, perché è questo che accadrà. Otto anni ridotti a quattro per il rito abbreviato, detenzione di quattro anni ridotta a due per i benefici di legge e se arriva un’amnistia neppure quelli. Questa è l’Italia.

    • E’ inutile Stefano, oggi voglio farmi dare del fascista. Io faccio voti che che se davvero tra due anni quello stronzo che ha attentato alla cantina di Soldera uscirà di galera, ci siano persone di buona volontà (io sono disponibile) che vadano a trovare quel “simpaticone” e gli spezzino le gambe. “Civilmente” e democraticamente, per la legge del taglione, che é sempre meglio di questa legge di merda, lo ripeto di merda, che abbiamo in questa nostra povera amata Italia.
      Forza con il “fascista”, please… :)

      • Caro Franco, mi accomodo.
        Anche se mi indignano certe mostruose ingiustizie (alcune citate anche da Stefano, qui sopra) che vanno in onda nel nostro paese, penso che il lavoro dei giudici sia il più oneroso che possiamo immaginare: ogni uomo una storia a sé; penso (e lo sai) che ciò che è stato fatto a Soldera sia gravissimo, ma soprattutto mi colpisce che il colpevole non sia condannato a risarcire, almeno in modo commisurato al proprio tenore di vita, perché sarebbe il vero deterrente.

  5. Ho letto il suo articolo e condivido la preoccupazione che il distruttore del Brunello Soldera non venga punito con il giusto rigore.

    Temo anzi che, i cavilli giuridici consentano al Di Gisi, di passarla liscia o quasi. Non sarebbe il primo caso! Abbiamo visto, negli ultimi anni, persino assassini scarcerati in assenza di “prove ammissibili” cioè acquisibili con valore probatorio.

    Chiederò a qualche amico avvocato ma sono quasi certa che il Consorzio del Brunello e il Comune di Montalcino non abbiano titolo per ricorrere in appello contro Andrea Di Gisi anche se penso ne sarebbero ben lieti visti i problemi e i danni che questo “signore” ha creato a tutta la comunità del Brunello.

    Un saluto cordiale
    Donatella Cinelli Colombini

  6. se questo signore verrà riposto in una cella con altri 10 “bei” marocchini che gli fiatano sul collo penso che 4 anni sono più che sufficienti!ma che ictus e ictus se l’ assicurazione mi desse tutti quei quattrini io sarei molto contento!!sabato ho assaggiato il 2003 di case basse:chapeau dott. Soldera,grande vino.

  7. Pingback: Alcune riflessioni sull’uscita di Case Basse dal Consorzio del Brunello di Montalcino | Blog di Vino al Vino

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