Al Vinitaly la “creatività” impazza: le p.r. se le inventano proprio tutte per attirarci!

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Scoppiata la moda stupida dei rosati (o rosatelli ruffiani) dell’ultimo momento

Sono le ore più pericolose quelle che precedono di pochi giorni il Vinitaly, quelle in cui quegli esseri deliziosi/pericolosi geniali/matti, indispensabili/inaffidabili che sono le p.r. del vino affinano le loro “strategie di comunicazione”. E danno fondo a tutta la loro inesauribile imprevedibilem“creatività” inventandosi le cose più sorprendenti e stravaganti che a loro dire dovrebbero indurci a venire in fiera a Verona. E a fare visita agli stand delle aziende loro vittime e complici.
Se presto attenzione alle tonnellate di e-mail che mi arrivano in queste ore (e meno male che è finita l’era del fax, con le metrate di carta che le loro comunicazioni ti costringevano a sacrificare) scopro le cose più stupefacenti: dalla “notiziona” secondo la quale “la Sicilia avrà una testimonial d’eccezione al Vinitaly quest’anno. Si tratta della Miss Italia 2012 Giusy Buscemi. La giovane, originaria di Menfi in provincia di Agrigento, terra di grande tradizione vitivincola, rappresenterà la Sicilia per la quale farà da madrina alla manifestazione. La famiglia Buscemi, infatti, ha uno stretto legame col vino, che produce da anni come socia della Cantina Settesoli”, e ti viene voglia di reagire con un duplice m…..a e sti….i! alla nocciola che “si presenta come snack alla corte del vino. Un modo naturale e gustoso di consumare la nocciola per un aperitivo tutto italiano”, sino alla “nuova esperienza sensoriale, la prima “Wine Colors Therapy” ovvero un “limited edition di dieci cromìe sfavillanti che farà impazzire gli amanti del collezionismo. Gli inconfondibili e vivaci cartoni di XXX edizione Wine Colors Therapy, conterranno infatti sei bottiglie, di un meraviglioso colore metallizzato, dal giallo, al verde, al blu, ma tutte di un colore diverso: al via quindi la gara ad accaparrarsi tutti e dieci i colori!”. Perbacco!!!
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E vogliamo tacere, invece parliamone, perché “colpevole” è una carissima amica, alla quale vorrei tanto dire che s’adda fà pe campà”, oppure, mia variazione, che safari per vivere!, della “occasione supergolosa per un compleanno storico”, ovvero la “torta di compleanno” inventata da un celebre “pasticcere e maître chocolatier pluripremiato, grande creativo ed oggi anche “re del cioccolato”, che ci farà vivere in diretta l’emozione degli ultimi ritocchi alla sua composizione e ci racconterà  i retroscena del suo lavoro e soprattutto, ecco la bella pensata! è stato incaricato di “creare un dolce che potesse essere abbinato al nostro storico Chianti Classico Riserva Docg 2009” e se l’è cavata ricorrendo ad una mousse di cioccolato fondente, visciole in gelatina di Chianti Classico e caramello croccante?
Facezie giocose a parte, potrei citarne un sacco d’altre, questo Vinitaly 2013 che arriva conferma una mia convinzione, ovvero che il mondo del vino italiano, attanagliato da una crisi mai vista, continui a navigare a vista e provi a riequilibrare la rotta buttandosi su quello che passa il convento. Sulla tendenza del momento che lui rovina facendola diventare una banalissima moda.
Succede così da tempo con gli “spumanti”, ultimo approdo quello della cooperativa di San Patrignano (che avrà la mia eterna stima pensando a quello che ha fatto un eroe laico come Vincenzo Muccioli) che è approdata a sua volta allo “spumante”, ovvero “Start, uno spumante che significa un nuovo inizio, una nuova vita. Come fanno i tanti ragazzi che si rivolgono alla comunità di San Patrignano. E’ questo il nuovo arrivato della cantina della comunità, luogo in cui i ragazzi ritrovano se stessi ed imparano una professione.
E sarà questo spumante la novità che San Patrignano presenterà al Vinitaly. Uno spumante che vuole essere un’altra espressione del territorio da parte della comunità. «Anche in questo caso abbiamo guardato al vitigno più importante della Romagna, il Sangiovese – spiega Piero Prenna, responsabile commerciale di San Patrignano – Questa volta, assieme al nostro amico e importantissimo enologo Riccardo Cotarella, abbiamo scelto di vinificarlo in bianco elevandolo con metodo charmat lungo (6 mesi), per ottenere un vino fragrante, fruttato, fresco e di piacevole bevibilità. Un vino al passo con i tempi”. No comment.
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E succede ora, e mi dispiace tanto dirlo, con i vini rosati. Dovrei essere felice che oggi abbiano scoperto i rosati in tanti, non solo qualche collega blasonato, al quale mi inchino, visto che ora siamo tornati a parlarci, che ora ne scrive ma che quando era corresponsabile di una nota guida non si è mai sognato di premiarne uno solo, ma anche i soliti parvenu e furbetti, che ne scoprono i pregi quando fino all’altro ieri erano impegnati ad esaltare vinacci concentrati potenti, pieni di legno e imbevibili.
Non sono contento di questa novella attenzione per i rosati, io che ne scrivo da almeno vent’anni (un vero altro autentico amico dei rosati come il collega abruzzese Massimo Di Cintio può testimoniarlo), che ho scelto di condurre proprio una rubrica di vini rosati su un importante portale enogastronomico, e che entro l’anno presenterò un mio organico progetto dedicato proprio ai rosé, perché ho capito che in troppi i rosati li stanno mandando “in vacca”, pardon, li stanno trasformando in un’ennesima effimera moda. Stupida, superficiale, stucchevole e senza senso.
Ho saputo che ha scoperto la bellezza dei rosati, pardon, di un rosé “Supervenetian”, definizione che da sola m’induce a starne alla larga, un noto produttore della Valpolicella membro della combriccola delle Amarone families, Famiglie dell’Amarone d’arte (ma fatemi il piacere!), così come prima di lui hanno fatto i Planeta e altri salvatori o presunti tali, dell’enoica patria.
E al rosato stanno arrivando un po’ tutti, “cani e porci”, enoicamente parlando, come dimostrano le tante mail che mi stanno arrivando per invitarmi a passare allo stand a degustare il loro rosato. Quella tipologia di vini dei quali persino tanti rosatisti, fino a pochi anni fa, si “vergognavano” e avevano come vergogna di “confessare” di produrre. Al rosato approdano un po’ tutti, in tanti, in troppi, gente che già sulla carta, senza perdere tempo ad assaggiare i loro vini, sai già che non potranno proporre che parodie di rosato, versioni caricaturali, furbette, dolcione e un po’ sceme. Che un rosatista come me non può che lasciare totalmente a loro e ai loro laudatores (a comando).
Leggo che al Vinitaly 2013 verrà presentato anche un Rosé 2012, “barbera in purezza, ha i colori e i sentori dell’estate: fresca, snella e accattivante, pur senza rinunciare a una sua personalità ben delineata”.
Ovviamente mi terrò alla larga anche da questo vino, pur dovendo riconoscere una cosa: che dai tempi dell’improbabile Barbera bianca, con la Barbera in versione rosato un passetto avanti si fatto…

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16 pensieri su “Al Vinitaly la “creatività” impazza: le p.r. se le inventano proprio tutte per attirarci!

  1. Suvvia, faccia un piccolo sforzo e ci faccia sapere qualcosa di questo vino barbera rosato: lei lo farebbe per dovere di informazione e ci penseremo noi barberisti (?) incalliti a difendere l’ onore del rosso standocene alla larga ! Se poi ne risultasse una sorpresa …. :))

    • mi guarderò bene dall’assaggiare questo vino. Per rispetto della Barbera e per rispetto dei rosati veri. Non dei rosatelli ruffiani

      • E va bene ….vorrà dire che rinvierò il mio incontro con un rosato ad una prossima occasione. Contavo sulle nobili origini barbaresche….:)
        Evviva la Barbera !

  2. Vero è che – a proposito di rosa (colore erroneamente attribuito in esclusiva a noi signore) – di questi tempi una nota di colore che sappia di primavera e di ottimismo sarebbe proprio azzeccata. Ma secondo il ‘nostro’ costume, rischieremmo anche in questo caso di inquinarla con faciloneria e furbizia. Un popolo di ex (santi, poeti) e di navigatori spericolati. E’ così difficile capire che con un po’ più di impegno e un po’ meno avidità (“il sudario non ha tasche”) potremmo star meglio tutti e rilanciare La nostra (vera) creatività???

  3. dalla tua “colpevole” amica :-) hai ragione, ogni Vinitaly diventa sempre più una giungla dove andare a caccia di qualcosa che non sia il solito “ti aspettiamo al Padiglione x dello stand y per farti assaggiare l’ultima annata dei nostri vini” di sicuro sintetico, ma per questo basterebbe il catalogo… E invece no. Beccatevi questi lampi di creatività perché se la verità è che “siamo tutti qui per farti assaggiare il vino e sperare di farlo conoscere di più per venderlo” è perché se il vino non si vende, sono dolori per tutti noi che viviamo in questa grande barca. Quindi per uscire dalla mischia dobbiamo inventarci “la qualunque” (quanto mi piace questa espressione!). E ogni anno è sempre più faticoso, perché le migliaia di menti che si agitano in questi giorni hanno prodotto già tutto quel che si poteva per accalappiarvi. Ma, diciamocelo: se non vi arrivassero più mail da parte di noi Uffici stampa, non vi verrebbe qualche dubbio su quanto possiate ancora essere importanti voi comunicatori per i produttori (e viceversa…) soprattutto in un momento di sofferenza come questo? E allora, amico mio, ben ci sta un po’ di sana ironia purché continuiamo a remare insieme, perché con l’aria che tira, qui, ad affondare è un attimo! E comunque, fossi in te, un po’ di cioccolato buono me lo verrei ad assaggiare! :-D

    • errore clamoroso cara Rosanna. Dire a me “se non vi arrivassero più mail da parte di noi Uffici stampa, non vi verrebbe qualche dubbio su quanto possiate ancora essere importanti voi comunicatori per i produttori” é completamente fuori luogo. A me di essere importante “per i produttori” non può fregare di meno, io non scrivo, non lavoro per loro. Scrivo e mi rivolgo ai consumatori. Che i produttori, soprattutto quelli potenti, ricchi, influenti e magari nobili o presidenti di Consorzio pensino bene di meno o meno mi é totalmente indifferente. E tu che ben mi conosci da anni queste cose dovreste saperlo.
      Giusto dunque che tu giustifichi simpaticamente il tuo lavoro e le vostre trovate, ma attenzione a non attribuire a me pensieri e posizioni che non mi appartengono.
      Bacioni nonostante tutto :)

      • A me di essere importante “per i produttori” non può fregare di meno, io non scrivo, non lavoro per loro. Scrivo e mi rivolgo ai consumatori.

        Bravo ! E’ una strada difficile ma secondo me da più soddisfazioni essere apprezzato dal consumatore che unti dal produttore.

      • Franco,
        mi spiace, evidentemente non mi sono spiegata bene.
        Ma figurati se volevo dire che tu facevi le cose per piacere ai produttori (ma che non mi conosci? E poi lo so bene io, che non mi fili uno del quale mi occupo manco a rincorrerti per tutta la penisola).
        Volevo dire che inevitabilmente se tu rifletti su un vino (non sul produttore) che ti piace o non ti piace, dai un messaggio al consumatore, il quale sarà più portato ad assaggiare un vino del quale parli tu piuttosto di uno che non se lo fila nessuno.
        Di conseguenza il produttore (detto tagliando con l’accetta) vende più o meno vino e, vuoi o non vuoi, contribuisci al suo successo o al suo fallimento. E non solo non c’è niente di male, ma è semplicemente così che funziona. Ergo, chi comunica è importante per un produttore che poi sia di vino, profumi, macchine o stracchino, il meccanismo e il risultato non cambiano. E soprattutto è importante per il consumatore, perché si prende la responsabilità di dare delle linee guida facendo passare sul proprio corpo, è il caso di dirlo, emozioni e sensazioni.
        Questo penso, e poiché non è mia intenzione fare commenti negativi nei confronti di nessuno, anzi, rispetto le professionalità di ciascuno, il bacione me lo prendo :-)

    • grazie per la segnalazione. Non sono solito leggere Vanity Fair e francamente di quello che dice la simpatica Adua Villa non mi può fregare di meno.
      Di una cosa sono certa, che ha ben capito, come sommelier A.I.S. di rilievo, come vanno le cose e che di certi produttori occorre SEMPRE parlare bene. Qualsiasi cosa facciano

      • Questo è quello che compare cliccando sul link segnalato: “Siamo spiacenti ma la pagina che cerchi non è disponibile!”.
        Franco, mi permetta il to no confidenziale, che è successo ? C’ è il suo zampino sotto ???? :)

  4. non è una fiera di vini e distillati? Mi pare che i vini e i distillati siano l ultimo dei temi proposti e male come se i vini fossero gadget e quel che sta intorno il vero prodotto. Magari lo è per allestitori & C….

  5. Pingback: Ma a voi viene voglia di andare ad assaggiare un Trento Doc presentato così? | Il Prosecco

  6. Da una settimana, io che non son nessuno, ho la casella di posta elettronica piena di antanate collegate al vinitali in cui il vino è la scusa per varie iniziative collaterali per attrarre il visitatore a passare al proprio padiglione della fiera con tanto di coordinate d5 in t8 come fosse una battaglia navale,
    Niente di male, sia chiaro, la cestinazione porta via poco tempo, ma immagino cosa non sia la tua casella di posta in questi giorni caro Franco :-)

  7. E non dimentichiamo, a proposito di creatività, che il dotato Rocco Siffredi ha presentato il suo «Rocco», un montepulciano “tosto”! Se non è creatività italiana questa!

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