Droga e squillo al Vinitaly? E ora fuori le prove!

vinitaly

A proposito di un commento pesantissimo e diffamatorio apparso su un blog del vino

Reduci dall’edizione numero 48, penso che si possano e debbano fare le critiche più feroci e circostanziate al Vinitaly, dire che per molti aspetti si presenta con un aspetto molto diverso da quello che è lecito attendersi dalla più importante vetrina del vino italiano, che ha in alcuni momenti più le sembianze di una kermesse e di una sagra di paese che di una seria rassegna professionale.
Si può inveire contro le file monumentali in entrata ed in uscita, sui prezzi da ladrocinio dei parcheggi (10 euro al giorno), gridare che è una vergogna, un’autentica vergogna che le donne debbano fare file di 10-15 minuti e più per andare ai servizi e che molte di loro siano costrette giocoforza, perché al Vinitaly si va per lavorare e non per cazzeggiare o perdere tempo, a rinunciare a fare quello che in ogni consesso normale si dovrebbe essere libere di fare senza estenuanti ed umilianti attese.
Si possono dire tante cose sul Vinitaly e dire come potrebbe essere migliore di com’è e che i soldi che i produttori spendono per parteciparvi, molti soldi, non sempre appaiono ben spesi e che non ci sia un reale equilibrio tra costi e ricavi.
Si possono e si devono fare tutte le critiche possibili. Liberamente e senza condizionamenti di alcuni tipo.
Io credo non si possa invece, come ha ritenuto di fare l’autrice di questo post, pubblicato da un blog che al Vinitaly tiene, visto che ha pubblicato una serie di sponsor post e di banner pubblicitari relativi ad aziende presenti alla fiera veronese, arrivare ad inserire a freddo, tra i commenti ad un post che già di per sé era criticabile e su cui io non ho mancato di ironizzare, parole pesantissime come queste, pubblicate alle 15.56 dell’11 aprile: “vuoi che parliamo del giro di escort, squillo o chiamale come vuoi, a servizio dei produttori di vino e dei loro dipendenti? Fa bene o fa male? La droga fa bene al mondo del vino? No perchè ne gira tanta, tanta al Vinitaly. Dobbiamo scoperchiare la pentola o stai bene così? Oppure sei così ingenuo che non hai viso nulla? Ma per favore!”.
Credo che non si possano fare questa affermazioni, gravissime, che gettano discredito e un’ombra infamante sulla manifestazione e chi la frequenta, che parlano di produttori che assolderebbero olgettine o prostitute e di stupefacenti circolanti in quantità industriale, a meno che non si abbiamo prove precise, circostanziate, documentate delle proprie affermazioni.
A meno che non si possa dire, come sicuramente l’autrice di questo commento è in grado di fare e farà nei prossimi giorni, che erano le aziende x, y, z, presenti nei padiglioni numero a b c, ad avere ingaggiato non standiste ma mignotte, chiamatele come volete, e che la droga era presente e disponibile in quantità in quel posto piuttosto che in un altro.
parolepietre

Sono persuaso che queste parole, pesantissime come pietre, pubblicate su quel blog, vogliano essere un serio e soprattutto documentato contributo a migliorare il Vinitaly, ad eliminare il marcio che vi albergherebbe, a consentire ai produttori seri che espongono e alle persone che frequentano la fiera per lavorare e non per perdere tempo, e che magari lo fanno da tanto tempo, da anni in cui l’autrice di quel commento giocava ancora con le bambole, di esaltare e tutelare la serietà del loro lavoro.
Se così non fosse, se si trattasse invece solo di una sparata, di una voce dal sen fuggita, se non ci fosse modo di documentare, prove alla mano, che il Vinitaly è un puttanaio e una fumeria d’oppio o di altro mica tanto clandestina, sono persuaso che l’Ente Fiere di Verona, il Comune di Verona, le organizzazioni vinicole, i Consorzi e le aziende presenti, e anche noi visitatori che andiamo al Vinitaly non in cerca di troiette o di stupefacenti, ma per lavorare e onorare il lavoro di tanti produttori perbene che non possono essere confusi con dei cialtroni, debbano chiedere conto, nelle sedi opportune, nessuna esclusa, e ragione di queste affermazioni gravissime alla persona che le ha espresse e al blog che le ha pubblicate.
Perché il lavoro di tantissimi produttori e addetti ai lavori presenti al Vinitaly è una cosa seria, e va difesa, tutelata e rispettata e non si può permettere a nessuno di buttarci sopra con leggerezza palate di fango e di merda.

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32 pensieri su “Droga e squillo al Vinitaly? E ora fuori le prove!

  1. Ma come, Voi avete pertato quesato ambiente nello snobbosmo piu sfrenato, ed ora viscandalizzate, se un qualcuno sgonfia il palloncino che fa volare in alto, perche Sifredi non sta facendo il vino anche lui, perche le belle signore o i signori che accompagnano i visitatori e visitatrici dopo qualche bicchiere di buon vino che fanno “dormono”?
    Meno ipocrisia per favore, anche Sifredi sta lavorando come lavorate voi

      • La frase riportata fra virgoletta della giornalista non nominata, al di là del pessimo gusto, mi appare come espressione acida ed invidiosa : che male le ha fatto il nostro Vino e chi lo propone in vetrina mondiale da più di 40 anni, il Vinitaly appunto, per volerne abbattere i valori immensi di arte, di tradizione, di cultura, di universalità e di economia con illazioni così pesanti, fuorvianti, lanciando il sasso e nascondendene la mano?.” Cui prodest?” A chi giova?…direbbero i nostri predecessori latini. Non giova a chi lo produce con le immani fatiche di chi si trova a misurarsi ogni giorno con la terra, il cielo e le stagioni, non giova a chi lo vende fra le difficoltà mondiali della globalizzazione e non solo, non giova a chi purtroppo ne abusa, soprattutto ai giovani che abbiamo visto ubriachi, anche se in numero esiguo, nascosti negli angoli, alla fine di una loro giornata senza freni.
        Quando circolano più di 200.000 persone, molte cose non vanno, la baraqonda, il rumore, la meleducazione purtroppo oggi quasi di moda, gli eccessi, ma, da questo a lanciare bombe, perchè non sono frecce di Cupido queste, sono bombe di questa portata, ce ne passa. Che poi, fra i 200.000 visitatori ci sia chi ne approfitta per una scappatella casalinga o per trasgressioni che lo facciano sentire importante non avendone, purtroppo per lui, altri mezzi, questo riguarderà la sua coscienza e non la severa professionalità di chi opera nel campo del vino nei 4 giorni frenetici di passione e di ideali condivisi da tutti. Detto fango non merita il tuo prezioso tempo, caro Franco, buttalo dietro le spalle, ” raglio d’asino non sale al cielo”.

  2. sono curioso di vedere quale sarà la reazione che avranno l’Ente Fiere di Verona, l’Unione Italiana Vini, la Federvini, i Consorzi vari che danno vita al Vinitaly. Quelle contenute in quel post sono affermazioni davvero molto gravi

  3. Caro Franco a circa Cinquant’anni di età e Trenta anni nel mondo del vini non mi scandalizza piu nulla. Quelo che non capisco a cosa serve, a chi serve, raccontare cose che nulla hanno a che fare con il mio mondo di viticultrice. Se pure fosse e che ci siano delle sbavature così non credo sia notizia, non credo sia necessario fare una inchiesta. Il mondo delle favole dove ho avuto la fortuna di vivere fino a Vent’anni penso non esiste piu’ in nessun settore. Passa sopra Franco a questa gente che si sveglia da un brutto sogno e che forse vive anche in un brutto sogno dove pensa di trascinare gente seria come me e tantissimi , moltissimi colleghi.

    • cara Angela grazie per il tuo commento e per aver rotto la cortina di silenzio e di omertà. So che questo post é stato letto e commentato da molti tuoi colleghi produttori, dall’Ente Fiera Verona, da direttori e presidenti di Consorzi, alcuni dei quali si sono fatti vivi con me. Eppure qui tacciono, non intervengono, fanno finta di nulla. Di cosa hanno paura, di inimicarsi un blog nemmeno tanto importante? Suvvia…
      Una cosa é certa: se non ci saranno reazioni ufficiali e una marcia indietro con scuse di chi si é lasciato scappare accuse tanto sventate, vorrà dire che qualcuno ha la coda di paglia. E non aggiungo altro, per il momento… Aspettiamo lunedì o martedì, poi mi riprometto di tornare sull’argomento. Io non consento a nessuno di dire che il posto dove vado da tanti anni per lavoro é un puttanaio e un posto dove si spaccia o si consuma droga a go go’

  4. Arrivo in ritardo a conoscenza del post sul vino di Siffredi, e non lo commento su intravino perchè ormai i commenti sono intasati di futilità. Comunque mi viene da pensare che la trovata pubblicitaria non abbia poi così funzionato, se coloro che sono passati di li senza fermarsi (o magari non sono neanche passati) vengono definiti Bacchettoni o Baciapile, semplicemente perchè in fiera ci sono andati per il vino e non per la spettacolarizzazione di esso.
    L’accusa nel commento dell’autrice mi sembra l’ultimo sfogo per tentare di attirare l’attenzione su un evento che non ha fatto abbastanza parlare di sé. Di droga non ne ho vista (forse non sono stato abbastanza attento), di ragazze disinibite qualcuna si, magari anche dedite al caro vecchio mestiere, ma da li a descrivere vinitaly come un puttanaio ce ne passa; come dice lei Ziliani, ne va della serietà dei migliaia di espositori (sopratutto dei piccoli produttori) che investono una marea di denari per essere presenti a quei giorni, e non a guadagnarne (come la cara blogger) facendo la PR per poi sparar merda su tutto l’ambiente.
    Un Saluto

  5. Amo i blog e la libertà che ne deriva, però si sta perdendo la concezione dell’importanza che ha la parola ‘scritta’ nei confronti di quella ‘parlata’.

  6. Ciao Franco,
    quest’anno sono stato al Vinitaly tre giorni, soprattutto per ragioni istituzionali e debbo dire che non ho notato differenze da quello che si vedeva nelle scorse edizioni.
    Ma forse non ho frequentato i posti giusti … J
    Anche a me e ai molti colleghi presenti non fa piacere essere accomunati alle affermazioni che hai citato.
    Sono totalmente d’accordo con te che si debba difendere l’onorabilità di quelli che frequentano il Vinitaly per lavorare. E anch’io invito colei che ha scritto le parole da te riportate di documentare ciò che ha scritto perché altrimenti dovrebbe rispondere di calunnia verso quella moltitudine che al Vinitaly va a lavorare.

    Andrea Terraneo – Presidente Vinarius

  7. Anch’io ho letto e mi sono scandalizzata. No, non per il fatto che potessero esserci droga ed escort, ma paradossalmente di più per l’acribia che ho letto nella cosiddetta denuncia. Penso (anzi mi rendo conto, ahimé) che in tutti gli ambienti ci siano – chiamiamole così – anomalie, anche vistose, di quel genere: basta pensare alle istituzioni (mi viene in mente la regione di Marrazzo e performances connesse), ma presentarle in un modo che le rende quasi come facenti parte della ‘macchina organizzativa’, mi pare eccessivo e forse anche lesivo.

  8. mi viene un pò da ridere per questa nuova idea di scandalo.Mi sembrava troppo bello essere, quest’anno,passata indenne da pagine nere sul vino italiano uscite sempre con tempismo perfetto proprio in occasione della manifestazione più prestigiosa per i vini Italiani.E’ un deprecabile e incredibile vizio quello di mettere in primo piano il negativo su di noi.Se ci sono escort o droga non so,può darsi,ma a noi che importa? che importa alla giornalista che si scandalizza ?E venuta per trovare il nuovo gossip negativo ,certamente molto nascosto,o il bello della manifestazione ?Mi stupisce che sia una donna a palesare questo. Noi donne non dovremmo sottolineare che c’è chi ci usa per ottenere favori.E’ sempre successo ,ma non credo ci offenda più di tanto.Semmai produce “noia ,noia ,noia e non gioia” come cantava Califano che la sapeva lunga sull’argomento.

  9. Storicamente e tradizionalmente, dove si raduna gente, nascono buoni ristoranti, bordelli e circolano sostanze intossicanti. E questo vale da Lourdes a Samarcanda. La sostanza intossicante ? mah ognuno si trova la sua: vino, cannabis sativa, cocaina, estasi mistica. E allora ? se uno va al Vinitaly per acqustare vino, se ne frega del “contorno”. Se uno vuole invece cercare “il contorno”, beh lo trova ovunque e comunque. Tutto questo non c’entra un bel nulla con il Vinitaly. Caso chiuso e marcia avanti.

  10. Ci mancava anche questa per macchiare di vergogna l’Italia, ma è possibile che della Prowein non si lamenti nessuno mentre il Vinitaly sia un facile bersaglio di critiche? Vogliamo parlare di quei costosi parcheggi pieni di sassi che, carica come un mulo, attraversi per raggiungere l’unica porta che ti mettono a disposizione, fottendo ovviamente le scarpe ed evidentemente non consentono il passaggio dei trolley?, di quei vigli che, assoldati sgunizagliati dal sindaco a fare cassa, vanno a dare le multe per divieto di sosta a mezzanotte sotto la pioggia in una città senza parcheggi?
    Ma per tornare alla denuncia relativa a sesso e droga, questa fantomatica blogger dovrebbe rendersi conto che non fa bene a nessuno scrivere o sentire queste dichiarazione soprattutto se non supportate da prove. Dopo interminabili giorni di costosissimo lavoro non abbiamo voglia di sentir parlare di Velenitaly, puttanitaly e altro perchè ognuno di noi dovrebbe alzarsi la mattina e pensare che il MADE IN ITALY è l’unica cosa buona che ci resta e che sputtanarcelo non fa altro che premiare gli altri competitors!
    Noi produttori, comunque, dovremmo darci un po’di contegno nell’esibire certa mercanzia! le cavallone, anche se non sono mignotte, scosciate, scollate e fasciate non promuovono una zona di prdouzione seria….. che se lo ricordino i consorzi……

  11. Per fortuna, ragazze scosciate – e mi limito a questo – sono in via di sparizione negli ultimi anni. L idea di mettere ragazze belle ma che di vino sanno come della storia antica giapponese in uno stand è un paradigma superato che dà il segno della mentalità di chi fa questa scelta: superata. Chi arriva a Vinitaly lo fa per lavoro e s’aspetta professionalità, non due gambe – e mi limito a questo. Per vedere belle donne va altrove e non ha bisogno di siparietti patetici e belle statuine. Droga non ne ho vista distratta anch’io, squillo nemmeno ma non è il genere che osservo, confesso.

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  13. Franco, quello che mi ha veramente stupefatto nel padiglione 8 è stato il numero di signore costrette ad accedere ai bagni degli uomini per non farsela addosso considerati i tempi lunghissimi di attesa. I WC chiusi nel bagno degli sono posizionati esattamente accanto agli orinatoi murali. Il problema non è solo quello, ma anche il fatto che i gabinetti maschili sono notoriamente più sudici di quelli delle signore. Veramente una cosa umiliante.

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  16. Manca, (o me lo sono persa ?) la reazione dell’ Ente Fiera di Verona al fatto che in pratica erano in corso 2 manifestazioni: Vinitaly e Drogaescortmania. Quest’ ultima del tutto abusiva. E chissà chi ha fatto più affari ….
    Per vedere se tutta questa polemica ha senso, perchè non si pubblica lo stesso post riferito però alla Fiera del Mobile in via di conclusione qui a Milano: vediamo che reazioni si raccolgono….

    • l’Ente Fiera di Verona é perfettamente al corrente dell’accaduto. Come diciamo in Lombardia, sta facendo flanella, un po’ troppa per i miei gusti…

  17. Caro Ziliani,
    riporto un rstratto di un suo post piuttosto recente:
    “Non prometterà mirabolanti incontri, fine settimana, bunga bungate varie con quelle signorine, poco vestite, e magari bardate con magliette che inneggiano, con classe e signorilità unica, alla Passerina e al Pecorino (che sarebbero soprattutto dei vitigni, cosa pensate…), che girano per i corridoi e sono ingaggiati, perché un po’ di “pilu” aiuta sempre, da aziende vinicole molto disinvolte.”

    E’ possibile conoscere il nome delle “aziende vinicole molto disinvolte” a cui faceva riferimento? Sa, sparare nel mucchio non è elegante e non le fa onore.

      • Non ho interessi. Volevo solo farLe notare con un minimo di vis polemica disinteressata (non lo nascondo) che anche Lei ha lanciato un’accusa qualunquista senza fare nomi. Mi corregga se sbaglio o se mi sfugge qualcosa. Ciò che sostengo, neanche tanto fra le righe, è che il genere umano è spesso portato ad essere integerrimo nel giudicare l’operato degli altri e più duttile nel valutare il proprio. La sua opinione nel merito qual è? Ritiene anche la Sua frase ‘facile’ e volta a sparare nel mucchio senza fare nomi oppure a si concede delle attenuanti, magari oggettive, che io non riesco a vedere? Mi piace la polemica ma non ho intenzione di risultare un disturbatore. La mia è una polemica dialettica sincera. La prego di credermi.

        • non riesco a prendere il suo duplice intervento come “una polemica dialettica sincera”. Perdoni i miei limiti e la mia durezza di comprendonio….
          A differenza della droga e della puttane favoleggiate e della cui esistenza non é stata portata alcuna prova, quelle signorine scosciate, più nude che vestite e con quelle maglietta doppio senso le abbiamo viste in tanti.
          E a me non frega assolutamente ricordarmi chi fossero le aziende che hanno avuto la “brillante” pensata di ingaggiarle.
          Per me, cialtrone come si sono dimostrate, quelle aziende non esistono più. E non esisterebbero manco proponessero il miglior vino del mondo.
          La saluto

          • Se conoscesse il mio disinteresse sulla questione concreta, probabilmente mi riconoscerebbe la sincerità che mi attribuisco. Non voglio allungare inutilmente il ping pong. Mi rimane, questo devo dirlo, l’impressione che associare il ‘bunga bunga’ alle ragazze scosciate sia un tantino malizioso, soprattutto se segue un riferimento vago a certe aziende. Non meno malizioso delle frasi che lei accusa nel post. Non ho nascosto il mio intento polemico ma, mi creda, era più leggero di quanto ha voluto credere. Le sembrerà strano ma sono un suo lettore/sostenitore piuttosto assiduo. Conosco virtualmente la Sua schiena dritta. Era solo una nota a margine che andava presa per quello che è. Saluti a Lei.

            PS: non mi interessava il nome delle aziende.La mia era solo una domanda retorica.

          • credo al suo totale e assoluto disinteresse, ma paragonare quello che ho scritto io, riferendomi a qualcosa di reale, che in tanti hanno visto a quello che é stato solo ipotizzato e non dimostrato da una singola persona, é fuori dalla realtà.
            La risaluto a schiena dritta

  18. Bene così, allora.
    Ho espresso la mia opinione.
    Mi sembra il caso di non replicare ulteriormente ma di lasciare a lei la chiosa. Dopotutto glielo devo, visto che la polemica l’ho aperta io.

    Buon lavoro, alla prossima.

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