Giusy Andreacchio’s New Zealand wine tour: Mud House e i suoi vini

Giusycalabrisella

Continua il Giusy Andreacchio’s New Zealand wine tour, con visita e wine tasting dei vini della Mud House winery. 

Finalmente dopo ben dieci giorni di continuo lavoro per 12 ore consecutive oggi, 8 Aprile, è arrivato il primo agognato giorno di riposo e posso continuare col descrivere il tasting dei vini Mudhouse di cui avevo accennato in precedenza, a mente lucida e riposata. È arrivato l’autunno ieri e siamo andati indietro di un’ora mentre la temperatura si è abbassata a tal punto che ho dovuto fare rifornimento di vestiti pesanti. Non vi nego che la stanchezza comincia a farsi sentire: la sera il letto è una specie di miraggio dove rinfrancare il corpo e mai ho avuto mani così indolenzite come in questo periodo ma sono molto contenta perché sto seguendo da vicino tutte le fasi della produzione e ciò basta per dimenticare lo sfaticamento.

La mole di lavoro è immensa in quanto di giorno soltanto nella nostra area di pressatura passano circa 80 tonnellate di uve e se calcoliamo questo numero per tre, quanto sono le aree di pressatura dell’azienda e aggiungiamo lo stessa quantità processata durante la notte, il risultato che viene fuori è sorprendente. In una sola notte e in un solo giorno passano da New Zealand Wineries 480 tonnellate di uve. Essi soltanto possiedono una enorme vasca da 270,000 litri che nessun’altra cantina può vantare nella zona e che si impone maestosamente su uno sfondo collinare da quadro di museo. La degustazione che sto per descrivere venne fatta subito dopo i vini Astrolabe ed è evidente la natura diversa dei vini: più semplici ed abbordabili.

Mud House Wines era dapprima l’azienda proprietaria di brands inclusi Mud House e Waipara Hills ma da poco prima dell’inizio dell’attuale vendemmia opera come New Zealand Wineries. Il cambiamento è avvenuto in seguito alla necessità di ridefinire il gruppo MHW e dividerlo in due aziende ben distinte e separate: New Zealand Wineries che offre servizi di enologia e New Zealand Vineyards Estates che possiede vigneti e brands che, oltre a Mud House, includono Waipara Hills, Dusky Sounds, Hay Maker e un brand dell’Otago Centrale che verrà lanciato a metà anno. Il cambiamento del nome darà modo a NZVE di poter operare con vari brands allo stesso livello.

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Il gruppo MH Wine è un’azienda di investimento ed ha interessi in vari settori, New Zealand Extracts che produce e vende prodotti da giardinaggio derivati dalle uve e KLIMA una compagnia di potatura tecnologica. New Zealand Wineries processa uve per vari clienti (circa 60) tra i quali Zoro Wines, Jules Taylor, Small and Small, Stanley Estates e anche Tenuta Campo di Sasso di cui è proprietario la nostra famosa Antinori. Proprio ieri infatti ho avuto modo di parlare con l’enologa in trasferta a Blenheim, la squisita norvegese Helena Lindberg di base a Biserno, mentre pressavamo le loro uve. Trovo straordinario e d’avanguardia l’attività di alcuni produttori italiani, intelligenti, i quali investono in terre straniere e aprono i loro orizzonti, non provincializzandosi. Certamente questo può essere solo appannaggio di aziende grandi e con una certa consistenza alle spalle.

I vini Mud House sono seguiti da uno dei tre enologi che operano sul posto a New Zealand Wines, un neozelandese di nome Hayden. È stato lui a spiegarci la natura dei vini e la loro produzione.

Il primo vino assaggiato è stato Savignon Blanc 2012, un blend di uve da diverse regioni come spiegato in precedenza. Di colore giallo paglierino è prodotto con uve raccolte meccanicamente. Lo caratterizzano sentori di frutto della passione, pesca, frutta matura, pompelmo e finale di limone e agrumi. Un vino che sebbene abbia i tipici sentori pungenti di Sauvignon punta ad uno stile più internazionale concentrandosi su maggiori sentori e aromi di frutta matura e tropicale.

A seguire il Pinot Gris 2012 con uve provenienti da tutte le regioni dell’isola del Sud e dettato da uno stile ricco, ottenuto lasciato il vino a contatto con le fecce per circa 3 mesi dotandolo così di maggiore rotondità ma anche di una certa pesantezza che lo rende un tantino ingombrante in bocca. Maggiore acidità lo avrebbe reso più appetibile, secondo me. A seguire il Sauvignon Blanc 2012 da unico vigneto, The Woodshed Vineyard che ho abbastanza apprezzato per i suoi sentori di frutto della passione, uva spina, guava e un finale ben speziato in una cornice di alta acidità.

In seguito lo Chardonnay Hungry Hill 2011, cru, presentatoci con una etichetta temporanea in quanto non ancora in bottiglia. Un vino dal colore giallo oro, prodotte da uve raccolte a mano e fermentate in botte con continui bȃtonnage. 10 mesi in botte grande e breve passaggio in barriques. Uno Chardonnay consistente in bocca, oleoso e cremoso, ma allo stesso tempo fresco e vivace. La sua mineralità è data dal terroir di Hungry Hill che è la valle più meridionale di Marlborough nella vallata più grande chiamata Ure Valley, a solo 1 km dalla costa pacifica. Il terreno argilloso e calcareo è responsabile della mineralità di questo vino.

MHousePinotnoir

Infine il Pinot Noir 2011 con uve raccolte a mano di notte per mantenere alta l’acidità, si presentava di colore granato e leggera intensità di colore. Sebbene al naso potesse attrarre molto per gli aromi floreali e di nocciolo di pesca, erbe e timo, al palato essi svanivano velocemente per far posto ai sapori di legno estratti dal 30% della parte maturata in botti francesi di cui solo il 30% botti nuove e il resto in acciaio. Molto però sembrava dirmi che si potesse trattava di botti con bastoni di legno (innerstaves), molto diffuse nel Nuovo Mondo, in quanto il legno era troppo evidente e poco integrato nel vino. Purtroppo per un palato italiano la presenza di maturazione in botte con innerstaves risulta molto facilmente riconoscibile e può diventare sgradevole, ma per un vino ad un prezzo abbordabile si presta bene a fare il suo compito. Ciò seguito da un non ancora etichettato Pinot Noir 2010, da unico vigneto, difficile annata, uve raccolte a mano. Migliore al palato rispetto al primo, decisamente notabile la differenza, ma i tannini non ancora ben integrati indicavano un vino ancora necessitante di maturazione.

Di tutta la gamma i vini che mi sono piaciuti di più sono stati lo Chardonnay e il cru Sauvignon ma in generale i vini Mud House sono dei vini facilmente bevibili e abbastanza economici che vanno dai $ 12 a massimo $ 23, vini cioè prodotti per essere bevuti ogni giorno, accompagnandoli a pasti semplici e veloci. Nel 2012 il loro Sauvignon Blanc Neal Vineyard 2011 venne candidato tra i finalisti di vino dell’anno ma sbaragliato poi da Two Rivers Convergence 2012, secondo la qualifica proposta dalla rivista Winestate. Il miglior Pinot Grigio 2011 è stato Equinox prodotto da Waipara Hills che spero di assaggiare in tutta la loro gamma di produzione presto.

bottiglieMudHouse

Tra poco esco in quanto il sole ci sta finalmente riscaldando. essendo quasi mezzogiorno e spero di riuscire a visitare almeno due nuove cantine: Seresin a Renwick, al confine con Blenheim e Yealands Estates, a Seddon circa un’ora da Blenheim ma essendo questo periodo di vendemmia è necessario fissare degli appuntamenti. Nel pomeriggio spererei di avere la possibilità di recarmi nella vicina Picton, a soli 20 minuti da Blenheim, un villaggio di pescatori con una ricca storia di fondazione Maori, molta natura e sembra con ottimi ristoranti e caffè.

Mud House Wines
Tel +64 35206011
Website: www.mudhouse.co.nz

Giuseppina Andreacchio

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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4 pensieri su “Giusy Andreacchio’s New Zealand wine tour: Mud House e i suoi vini

  1. Buongiorno Giusy Andreacchio. Anche se non commento, leggo sempre con interesse i suoi report così freschi e sentiti. Non accade spesso di leggere report del genere, non scritti per promuovere checché, da qualcuno che lavora mettendoci pure le mani (oltre alla testa). Un trasferimento di esperienza da cui imparo. Grazie..

  2. Sono sempre impressionato dai volumi dai volumi produttivi di queste aziende del nuovo mondo, hanno dei vigneti che fanno provincia! Su alcuni prodotti hanno un rapporto prezzo/qualità imbattibile.

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