Ma chi ci guadagna tra Wine Advocate e Wine Enthusiast nel doppio reclutamento Larner – O’Keefe?

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Hanno scritto in molti, peraltro limitandosi a dare la notizia, della scelta di due importanti riviste di vino americane, Wine Advocate e Wine Enthusiast di assumere come responsabili ed editor per i vini italiane due wine writer, due donne, americane, che vivono da tempo e operano in Italia. Monica Larner (nella foto a metà post), già a Wine Enthusiast, fa il salto di qualità e passa all’ex rivista di Robert Parker, mentre Kerin O’Keefe (nella foto qui sopra che apre il post), free lance collaboratrice di Decanter e The World of Fine Wine, tra gli altri, prende il posto della Larner.

La notizia presenta alcuni aspetti indubbiamente positivi. Innanzitutto nessuna delle due testate ha ceduto all’insana tentazione di reclutare personaggi incongrui tipo James, “Giacomino” Suckling oppure, anche se il suo inglese è impeccabile, mister Ian D’Agata. E questa è già un’ottima cosa.

Viene da chiedersi chi abbia guadagnato in questa doppia scelta. Dal punto di vista delle due wine writer chiunque sarebbe portato a pensare che a guadagnarci sia stata la Larner, che lavorerà per la testata mediaticamente più importante delle due, mentre Kerin dovrà accontentarsi di una testata decisamente meno importante come Wine Enthusiast.

Se si esamina invece la questione dal punto di vista delle testate nella “campagna acquisti” appena conclusa a guadagnarci è stata però, senza alcun dubbio alcuno, Wine Enthusiast. Non solo da un punto di vista dell’appeal, perché volete mettere l’aspetto da simpatica rotonda contadinotta della Larner, con gli occhi penetranti ed il look ricco di fascino della O’Keefe? Ma dal punto di vista della capacità, dell’autorevolezza, del prestigio, aspetti che vedono prevalere, con un netto tre a zero la ‘O Keefe.

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Cos’ha fatto difatti Monica Larner (ritratta nella foto qui sopra) mentre Kerin O’Keefe diventava una firma di punta di Decanter e The World of Fine Wine nonché di The Wine News, pubblicava la bellissima biografia di Franco Biondi Santi, Il gentleman del Brunello, nonché per la University of California Press uno splendido libro sul Brunello di Montalcino?

La simpatica e ruspante Larner, di cui non ricordo un solo articolo degno di nota o che abbia fatto opinione, mentre era la responsabile italiana di Wine Enthusiast si “distingueva” nel ratificare la comicissima (roba da Stanlio e Ollio), decisione di premiare come “European Winery of the Year: Mezzacorona, Italy”, nonché di inserire nei Best 100 of the year (vedi) roba da Wine Spectator, epoca Suckling, tipo il Brunello di Montalcino di Casanova di Neri, il Moscadello di Castello Banfi, e poi il Prosecco come migliore territorio vinicolo dell’anno. Hai detto mai..

Come andranno oggi le cose? Formatasi alla scuola del miglior realismo e del detto “business is business” la Larner non avrà di certo nessun problema a trovarsi a proprio agio nel mood del pragmatismo di Robert Parker e dei suoi nuovi soci/successori orientali. Ma come potrà una wine writer indipendente, libera, abituata a dire la sua senza guardare in faccia nessuno e senza farsi condizionare da poteri forti e advertising come la cara amica Kerin O’Keefe ad accettare di trovarsi un giorno, proprio perché “pecunia non olet”, a premiare come migliore azienda italiana ed europea nomi, butto lì qualche assurda ipotesi, tipo Zonin, Falesco, Frescobaldi o Cavit?

Azzardo un pronostico: o Wine Enthusiast ha deciso di cambiare radicalmente impostazione e stile o modo di atteggiarsi nei confronti del vino italiano, oppure temo che il matrimonio di Kerin con quella rivista sia destinato a durare poco…

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15 pensieri su “Ma chi ci guadagna tra Wine Advocate e Wine Enthusiast nel doppio reclutamento Larner – O’Keefe?

  1. Intanto mi sembra un po’ fuori luogo e di dubbio gusto parlare dell’aspetto fisico di una persona quando si dovrebbe parlare della sua professionalità negli assaggi.
    Inoltre, Monica Larner ha degustato moltissimi vini per Wine Enthusiast negli anni in cui ci ha lavorato, ed è sicuramente una esperta di vini italiani, anche solo per l’esperienza che ha maturato in questo modo.
    Kerin O’Keefe ha scritto un libro su Biondi Santi e questo le ha aperto le porte del mondo del vino. Secondo una recente intervista, si è allenata a degustare grazie alla cantina del suocero ricca di vecchie annate.
    Forse tra le due c’è un bel po’ di differenza come esperienze di degustazione.
    Poi non capisco molto a cosa si riferisce quando parla di Ian D’Agata come personaggio incongruo. È conosciuto e stimato come grande esperto di vini ed il suo curriculum parla chiaro.

    • grazie per il dubbio gusto.
      Se lei pensa che Monica Larner sia una wine writer più importante di Kerin O’Keefe rispetto il suo punto di vista, ma i fatti parlano e pesano decisamente a favore di Kerin.

      • Ah si? Non mi risulta una rivista per la quale abbia scritto in modo continuativo se non da free lance o una sua selezione di degustazioni.
        Non mi ha risposto riguardo a D’Agata

        • a mio modesto parere il lavoro svolto da free lance da Kerin O’Keefe per le riviste da me citate, ovvero The Wine News, Decanter e The World of Fine Wine pesa molto di più del lavoro fatto come editor per Wine Enthusiast da Monica Larner.
          Quanto al signore che lei cita l’ho definito “incongruo” perché credo non sarebbe stato adatto, quindi congruo, all’incarico che gli sarebbe, nel caso, stato affidato.
          Non ho altro da aggiungere.

          • Franco, io uso l’ espressione “inadeguato al ruolo” anziché incongruo: è più diretta …..

  2. Ma non è che stiamo sottovalutando Wine Enthusiast?
    Scorrendo la pagina “Meet the editors” vedo molte facce giovani, oltre al veterano Roger Voss. Non è che la chiave di lettura stia nella maggiore capacità di capire da parte di WE l’evoluzione dei gusti dei consumatori americani piu’ giovani, rispetto a WA che, dopo l’uscita tumultuosa di Galloni, vuole rifocalizzarsi su degustatori “allineati” al gusto di Parker?
    Nelle ultime visite che ho fatto nelle Langhe ho chiaccherato con molti turisti americani sotto ai 40 che non mi sembravano affatto avere l’anello al naso in termini di gusti enoici.

    • io faccio una gran fatica a prendere sul serio una rivista che pochi anni fa ha premiato come miglior produttore europeo, ho detto EUROPEO, Mezzacorona.
      Auguro buon lavoro e tanta fortuna alla mia cara amica Kerin…

  3. Leggo che conosci la signora O’Keefe; mi chiedo se è parente della O’Keefe pittrice (Georgia, longeva, fascinosa e geniale).
    (Ma concordo con chi esecra i commenti sull’aspetto fisico delle due signore in questione – vedi Brunetta – . Ma sei incorreggibile: da questo, ma per fortuna anche da altri più condivisi punti di vista.).
    Buon 1° maggio.

    • Silvana che fai, mi mostri il cartellino giallo in attesa di farmi mostrare quello rosso dalla compagna buonista Boldrini?
      L’aspetto fisico delle due colleghe wine writer c’entra poco nel mio ragionamento, Kerin stravince in base al proprio lavoro, a mio avviso nettamente più autorevole di quello della connazionale. Ma poi, conoscendole di persona entrambe e paragonando il loro appeal, non ce l’ho fatta proprio a maramaldeggiare e fare la mia battutaccia maschilista… :)

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