Nel toto ministri che impazza le Politiche Agricole grandi dimenticate

Totoministri

Ma vi sembra logico che nei vari toto ministri per il prossimo inciu-governo Letta che impazzano sui vari quotidiani e relative edizioni on line accanto a nomi assolutamente improbabili per i vari dicasteri (tipo Amato, D’Alema, Fassina, Violante, Mauro e persino Casini) non vengano mai fatte ipotesi, anche nelle esemplificazioni grafiche tipo quella che correda questo post, per l’attribuzione del Ministero delle Politiche Agricole, o dell’Agricoltura come l’avremmo chiamato una volta?
Vi sembra sensato che in un Paese, l’Italia, che dovrebbe tornare a puntare seriamente, con intelligenza, acume, lungimiranza e capacità progettuale, su temi forti come cultura, agricoltura, turismo, di qualità, a chi toccherà occuparsi del ministero agricolo, dell’impostazione dell’agricoltura italiana, del suo ruolo all’interno della Comunità Europea, sia considerato dai vari giornali un argomento di scarso interesse?
E’ da elementi come questo che tocchiamo con mano il decadimento e la crisi di cui la nostra povera amata (non Amato) Italia è vittima!

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47 pensieri su “Nel toto ministri che impazza le Politiche Agricole grandi dimenticate

  1. Già in tempi normali, purtroppo, l’agricoltura è considerata un ministero di serie B, figurati oggi con la gravità che c’è se viene considerata.
    Certo che, riprendendo l’appello che il Presidente della Vinarius aveva lanciato un paio di settimane fa, una candidatura che provenisse dal mondo dell’agroalimentare sarebbe non solo auspicabile ma opportuna per affermare certi valori che forse chi non si occupa di agricoltura ignora o trascura.
    Tempo fa era emersa (quando ancora si pensava che il PD avrebbe sbaragliato il campo) una possibilità per Carlin Petrini, il quale aveva però declinato l’interesse. Nomi che potrebbero fare bene in quel ruolo ci sono, ma lasciami insistere, occorre che la filiera prenda consapevolezza della sua importanza e in maniera unitaria e condivisa porti avanti una seria candidatura.

    • Caro past president di Vinarius Bonfio, vuol dire che appoggi e rilanci la candidatura di Angelo Gaja come ministro agricolo lanciata dal tuo successore Andrea Terraneo?

  2. L’agricoltura è la grande dimenticata di questo paese votato alla cementificazione. L’Agricoltura è dimenticata perché – è un mio personale sospetto – è “sporca di terra”, cioè ricorda un passato (storicamente recente) di fatica mal pagata, di oscurantismo (non che ora vi siano molte luci nella nostra Italia), di marginalità.
    Siamo un paese provincialissimo e la campagna e la terra non fanno parte dei ‘sogni’ dell’italiano medio; semmai sono ambite dalla borghesia e dai politici (quelli che si sono arricchiti) che hanno più informazioni e sanno che il valore della terra diventa vieppiù inestimabile (la terra non si inventa né si costruisce: c’è, o non c’è più perchè il suolo è stato consumato, magari costruendo, oppure occupandolo con strutture varie).
    Ma, in silenzio, la terra viene acquistata e accumulata esattamente come ogni altro bene.
    Purtroppo mi paere che non ci sia un gruppo di pressione unitario che possa fare del lobbismo in favore della valorizzazione del lavoro (in senso lato) in agricoltura ( da sola responsabile del 12% del PIL: dato in crescita; unico settore in cui l’occupazione è dinamica e non in grande contrazione).
    Ma ci sono anche altri argomenti, ovvio; il turismo, la cultura, il made in Italy sono in larga parte legati alla Terra e alle attività ad essa connesse.
    Ma a Roma i colletti sono bianchi (ma non tutte le coscienze altrettanto immacolate) e non sanno, o non vogliono, o non capiscono; il terzo punto è il più grave.
    Fate, facciamo, qualcosa. Senza polemica, cercando di costruire un pensiero e farlo giungere là dove si puote (quando si vuole):

  3. Carbone era nello staff dell’ex ministro, attuale commissario europeo, Paolo De Castro.. Quest’ultimo – a sentire i rumours – dovrebbe ri-diventare ministro dell’Agricoltura.. Monti e Catania, mediocri oltremodo, non hanno brillato per nulla… e quindi propongo ministro Monica Bellucci.. perlomeno..

      • Franco, lei, in un’ Italia da operetta continua ad impegnarsi seriamente sulla politica. L’ unico segnale che viene dalla politica sul’ agricoltura e’ il famoso Diego da Lecce, il grillino, ormai una parodia, che in quanto sommelier si propone per il ministero delle politiche agricole…Altro che Gaja….

        • amico mio, ha notato come in questi giorni non ci sia stata una forza politica, un solo esponente politico che abbia dichiarato di puntare fortemente sul ministero delle Politiche Agricole? Invece queste merdacce, a dire metà del loro nome, si accapigliano per i “ministeri chiave” economici, della Giustizia, degli Interni, dimostrando che dei temi agricoli non può fregare loro di meno.
          Già su queste basi si capisce che questo governo pateracchio che nascerà, con la benedizione del nonno Monarca Giorgio, sarà l’ennesima delusione e fregatura di noi italiani.
          Che prima o poi dovremo deciderci a fare seriamente la rivoluzione e cacciare con i forconi, quelli veri, e se necessario anche con altro, questa masnada di farabutti da Roma e dintorni

          • Tutto vero. Non ho ancora capito quale sarà’ la fregatura di questo governo: ma così’ come lo e’ stato Monti a ragion veduta lo sarà’ anche questo. I nostri politici puntano a solo a farsi belli, non alla rinascita dell Italia a cominciare dalle cose piu umili come il cesellare le zolle !

  4. L’agricoltura è un tema centrale per il nostro paese, ne va di quello che si mangia, si beve, ne va del turismo e del paesaggio, oltre che della tutela del nostro territorio che frana ogni volta cascano due goccioe d’acqua.
    Va sburocratizzato il ministero e tutte le sue filiali fatte di doppioni che gravano sul tempo si passa fra le cartacce fra gli uffici invece che sulle zolle.
    Molti burocrati andrebbero tenuti a casa pagando loro regolare stipendio purchè non si affaccino negli uffici. La campagna ne trarrebbe un gran giovamento.
    Detto questo, constatando che in parlamento di braccia rubate all’agricoltura ne siedono parecchie, trovare un ministro adatto non dovrebbe essere difficile.

  5. alcune ipotesi di candidati e candidature al Ministero delle Politiche Agricole in questo articolo: http://www.teatronaturale.it/tracce/italia/16529-quattro-nomi-per-la-guida-delle-politiche-agricole.htm
    Purtroppo la scelta legittima di Sinistra e Libertà di restare all’opposizione mette di fatto fuori gioco quello che sarebbe stato un ottimo ministro delle Politiche Agricole, il salentino, ex assessore alle Politiche agricole della Regione Puglia, Dario Stefàno.

  6. Le vostre aspettative mi paiono eccessive, visto che sta per nascere un pessimo governo dal taglio bordolese.
    Ovviamente il PDL è il Cabernet, Il PD il Merlot. La marmellata è nel PD, come dimostrano gli ultimi eventi.
    Non vi affannate, l’Italia non riparte oggi.

    • Caro Luigi, il PD è il merlo. E l’Italia non riparte, finché non si prende atto di alcuni indispensabili punti:
      - c’è un club che non vuole cedere spazio se non ai propri figli/discendenti; è sotto gli occhi ditutti,
      - quando la ‘gente’ chiede a gran voce di diminuire la spesa pubblica, per qualche po’ governo e parlamento mimano uno pseudo-pauperismo di facciata (v. Letta sull’auto propria al Quirinale), ma il vero problema è l’indotto: partecipate, controllate, programmi europei, consulenze: tutti affidati a famigli, famigliari, amici, amici degli amici (300.000/500.000 persone), infine le istituzioni e amministrazioni locali e loro partecipate e controllate;
      - la connivenza del giornalismo (anche se non di tutti i giornalisti) che ha l’incarico di umettare, vaselinare, ammortizzare, velare, indorare la pillola.
      - i patrimoni rilevanti sono tutti all’estero, e persino tra i candidati ministro ho letto un nome di persona che fino a poco tempo fa viveva sei mesi e un giorno all’estero – ogni anno – per non assoggettarsi al fisco italiano.
      Altro che far ripartire l’Italia!

      • Dimenticavo: ovviamente tutti i conferimenti a parenti e amici avvengono senza alcuna verifica delle rispettive competenze!

      • cara Silvana, mi sembra di conoscere quella cittadina italiana candidata ministra che, chissà perché, vive sei mesi e un giorno all’estero.
        Una cultura della furbizia che non ritengo degna di un aspirante ministro… :)

        • Il conio di nuovo governo dal taglio bordolese è geniale.
          Ne gioveranno le cantine hanno ancora i barattoli pieni di confettura di super tuscan e le scarpe a punta ci stavano dietro oppure è l’imbarco ultimo sul titanic che sprofonda non nell’acqua ma in una sostanza azotata semiliquida e semi seria.
          All’agricoltura farebbero meglio a metterci uno non ci capisce niente. Di certo farebbe meno danni di un tecnico di settore posteggiato nei tanti cazzozzoni democratici che non sa che fare e a maggio lo sciolgono per dire “annata del secolo”.

    • ecco una breve nota di presentazione del nuovo Ministro delle Politiche Agricole http://it.wikipedia.org/wiki/Nunzia_De_Girolamo una simpatica 38enne del PDL, sposata con uno del PD, con nessuna esperienza in campo agricolo.
      Questa la dimostrazione di quale scarsa considerazione sia riservata ad un ministero chiave come quello delle Politiche Agricole!
      Auguri alla nuova “ministra” e speriamo che i funzionari del Ministero la sappiano sorreggere nelle sue scelte

  7. Poichè il momento è grave ed in sede comunitaria c’è da rivedere il bilancio e quindi fondi FEASR e FEP mi sembra giusto, moderno e bipartisan mandarci una che non ne sa nulla, così almeno non si renderà neppure conto del disastro prossimo venturo. Visto che Letta di meccanismi e cose europee ne conosce questa scelta mi stupisce veramente.

  8. LA MINISTRA DE GIROLAMO “VIGILERA’” SUL CONSORZIO DI SUO PADRE
    Il papà di Nunzia De Girolamo è il direttore del Consorzio agrario di Benevento, in liquidazione coatta – Indovinate chi “sorveglia” la procedura? Il ministero dell’Agricoltura! – Quella telefonata con Pasqualino Lombardi da Cervinara – Quanti conflitti d’interesse nel nuovo governo… http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/il-governissimo-col-conflitto-la-ministra-de-girolamo-vigilera-sul-consorzio-di-suo-padre-54939.htm

    • grazie per l’informazione Gianni, io non leggo quel quotidiano che ha pubblicato la notizia. Vedremo se qualche importante giornalista meridionale, che si é affrettato a plaudire alla nomina della Di Girolamo, avrà qualcosa da dire su questo palese conflitto d’interessi.

    • ossignur semm a post! Dilettantismo e demagogia compongono una formula che temo ci farà rimpiangere persino Zaia. E ho detto tutto. Zaia…

      • Zaia, che non si sta distinguendo per appelli alla civiltà, in questi giorni, se devo dare retta a certi suoi commenti su un ministro – la dottoressa Kyenge – che ha scambiato con tal Borghezio. Ma il mio nord lungimirante dov’è finito?

        • il nord lungimirante ha le palle che girano vorticosamente. E la nomina di una ministra campana che di agricoltura sa come me di cibernetica non aiuta a rallentare il vorticare…

          • Sulla ministro (rifiuto la ministra che pare una minestra) dell’agricoltura son d’accordo (e che dire di quella della sanità?!), Ma questa signora, invece, viene presa di mira in quanro nera di pelle…. Ma si può?! Siamo ridotti a questa subcultura?

  9. Mamma mia, che piacere leggere gli amici Silvana, Franco, Gianni, Francesco e di contorno gli altri che non sono certo da meno.
    Approfitto della vostra amichevole bonomia e vado un po’ più in là.
    Credo che di questi tempi si dia troppo spazio allo spettacolo, ai premi, alle giurie. Forse la tecnica e l’esibizione che l’accompagna portano armi al nemico. Si distoglie l’attenzione dai veri problemi che vengono fuori da lle nostre chiacchierate. L’agricoltura finisce in un bicchiere che ruota, in marmellatina e cacio. E vincono persino le nespole spagnole, più care di quelle raccolte ieri a 3 km nella ex Conca d’Oro.
    “ma cosa dice, è bellissima la Conca d’Oro, ci vado spesso, con tutti quei negozi, tanti sconti, pizzette e Coca Cola”
    Mi sento un marziano, ma credo che una minima speranza di salvezza sia affidata alla cultura, alla coscienza di un popolo che approcci il quotidiano con più allegria e consapevolezza. Faccio un esempio. Nella mia nuova città, cuore del Mediterraneo, una minima parte di cittadini si rifornisce dai contadini che vendono spesso in città. Tutti gli altri comprano cibi prodotti a migliaia di km di distanza, cattivi, cari. Persino il pesce, davvero incredibile. Il ministro avrà peggiori colpe ma non queste; al massimo pianterà un ulivo al centro di enormi rotatorie di cemento.
    PS Mi sembra che Andrea Terraneo avesse proposto Gaja come Presidente della Repubblica, non ministro agricolo. (vedi repubblca 13 aprile) Mah. Avevo capito che la gestione della cosa pubblica richiedesse competenze amministrative, socio politiche, diciamo serie e larghe, non tecniche, specifiche o, peggio, spettacolari.

  10. Caro Claudio.. capisco ed apprezzo il tuo ragionamento ma qui entra in ballo la vile geopolitica nostrana.. ( non metto virgolette sulla parola vile..) Alle associazioni di categoria.. interessa solo che l’associato paghi la sua quota annuale, i servizi e voti le persone indicate.. Tutto il resto è Arcadia.. km zero, vino italiano, mercatini autogestiti.. = tutta scenografia..! Non ci credi..? Fai la controporva e, nello specifico chiedi, possibilmente al centralino, alle varie ass. di categoria chi sono i loro responsabili vinicoli.. Li metterai in crisi e non ti sapranno neanche rispondere..! Comunque.. c’è sempre la De Girolamo..

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