Perché ai wine writer e blogger stranieri l’espulsione (con querela) di Soldera dal Consorzio Brunello non interessa?

strapaese

Roba da Strapaese, da Guelfi e Ghibellini: meglio lasciar perdere…

In questi giorni ho imparato una cosa molto interessante. Che una vicenda toscana e italiana, che a me sembrava di una qualche importanza e di una portata non solo toscana e italiana, ma che potesse avere un interesse e un’audience internazionale, appare invece, agli occhi dei commentatori stranieri, esclusivamente tosca e italica. Mi sto riferendo alla farsa, pardon alla commedia pirandelliana in tre atti, denominata “Espulsione con querela di Gianfranco Soldera dal Consorzio del Brunello di Montalcino”, cui ho dedicato questa nota e di cui potete trovare altri dettagli qui.

Ero persuaso, perché il Brunello di Montalcino è il vino italiano forse più famoso nel mondo, perché la vicenda dell’attentato “mafioso” alla cantina di Case Basse aveva fatto il giro del mondo e indignato tutti, perché le vicende del 2008 passate alla storia (del vino) come Brunellopoli, avevano indotto tutta la stampa mondiale ad occuparsene, che questa “geniale pensata” dell’espulsione per querela a Soldera non sarebbe passata inosservata e che in tanti, in inglese, francese, tedesco, e qualsiasi altra lingua, se ne sarebbero occupati. Invece…

Manonécosaseria

Invece mi sono sbagliato, perché complice il 25 aprile (che non mi sembra però una ricorrenza di portata internazionale), il week end, la nascita del nuovo governo italiano, che notoriamente appassiona i commentatori di cose vinicole monopolizzando le loro attenzioni, di questa fantasmagorica “pensata” del CDA del Consorzio Brunellesco (approvata, sono pronto a scommetterlo, da larga parte dei soci del Consorzio stesso), non ha praticamente scritto nessuno. E sono certo, ho elementi per esserne sicuro, che di questa “invenzione” dell’espulsione con querela a Soldera, molti wine writer e wine blogger americani, inglesi, eccetera sono al corrente.

guelfi-ghibellini

Allora, escludendo a priori che ci si trovi di fronte a qualsivoglia conflitto d’interesse che impedisca a questi autorevoli colleghi di criticare il Consorzio, e che queste penne indipendenti siano a libro paga del Consorzio stesso (che ovviamente, lo dico subito prima che qualche testa calda s’infiammi, non compra il silenzio di nessuno e per sua prassi e stile rispetta l’indipendenza di giudizio di tutti: al massimo se qualcuno rompe non lo invita, vero Alfonso?, a Benvenuto Brunello) mi viene da concludere che anche se Soldera è noto ed il Brunello è un mito mondiale, queste vicende, l’espulsione con querela, vengano giudicate esclusivamente italiane.

Vicende che anche se per caso i nostri eno-commentatori esteri non conoscessero perfettamente la storia secolare del nostro Paese, giudicano un po’ stile Guelfi e Ghibellini, oppure, per passare ad un Novecento culturale molto toscano, da Strapaese.

Vicende nelle quali preferiscono non pronunciarsi, non mettere becco, sicuramente non perché giudichino giusta ed equilibrata la decisione del Consorzio, o perché avendo magari conosciuto di persona trovino antipatico Soldera e perfettamente capace di andarsi a cercare “le rogne” e meritevole di una “lezione”.

tengofamiglia

Semplicemente perché, credo, trovano tutte queste storie, che vedono come cornice la nascita di un governo dove i vecchi “litiganti” PD e PDL vanno a braccetto con i montiani, tipicamente ed esclusivamente italiane. Vicende un po’ pittoresche, roba da eno-folklore, da “Oggi le comiche” e da “Ma non è una cosa seria”.

E se così fanno, se un po’ ponziopilatescamente se ne lavano le mani facendo finta di niente, perché anche all’estero “tengono famiglia”, come prendersela con i wine writer e wine blogger esteri “distratti” e come criticarli per il loro prudente silenzio?

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12 pensieri su “Perché ai wine writer e blogger stranieri l’espulsione (con querela) di Soldera dal Consorzio Brunello non interessa?

  1. Probabilmente per due motivi: all’estero l’interesse per la parte organolettica supera quello per la parte burocratica e Soldera non e´ in realtà mai stato socio del Consorzio, altro che formalmente.

    • diciamo che se l’é “cavata” limitandosi a tradurre passi del comunicato del Consorzio, ma senza alcun commento…

  2. There is a saying in the US, “When the lawyers come out, the pens go away.”
    In all candor, it’s just not much of a story anymore. Soldera has had his “15 minutes”.

    The Consorzio are the silent ones. Now their lawyers are doing the talking.

    This story is no longer interesting, because of the lawyers…

    • dear Alfonso, I think that your is a too easy answer. I think that in some case the reason of this incredible silence is not your saying about “the lawyers that come out”, but a lack a courage of some wine writer or wine blogger that prefer not have some polemics with irascible people of Consorzio Brunello.
      Very sorry, and a great disappointment from the community of my friends (in some case ex friend) international wine writer and wine blogger. I think that to bring a case against Soldera is an absurd decision and in my opinion also people like you must have the same feeling.
      Warmest regards

  3. Like you said, this is all like a Pirandello play – that said, I agree with the Consorzio this time – Soldera does not want to be part of that community – they are simply affirming their distaste for his irascible behavior.

    I think it is ultimately a sad thing that a man who has worked many years, at the end of his life is so angry at his community.

    What a meaningless way to come to the end of a career.

  4. The vandalism and conviction were news, everything after is a farce. I tweeted about both the expulsion and the lawsuit, but didn’t feel like they merited a story. People acting ridiculous.

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